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NOVEMBRE
1999
102 INTELLIGIOCHI
di Corrado Giusto&i
106 TECNICA
I dischi rigidi a 10.000 giri di Franco Paiamaro
112 COME USARE
97 di Aldo Ascenti
116 SPECIALE
i con il portatile di Pierfrancesco Fravolmi
PROVE
128 CentroHL Powerdrome Enhanced 600 di P. Fravolini
134 BVRP Phone Tolls Suite di Raffaello De Masi
8 EDITORIALE
di Marco Marinacci
24 POSTA
a cura di Rino Nicotra
28 NEWS
a cura di Franco Paiamaro e Fabio Della Vecchia
ANTEPRIMA
82 ECDL. la patente europea per l'informatica di AldoAscenti
86 Windows 2000 di Aldo Ascenti
90 ARTE INFORMATICA
Scenografia di Ida Garosa
96 PLAYWORLD
di Francesco Carlà
94 DIECI ANNI FA'
Venerdì 13 di Raffaello De Masi
di Internet • Il parte di Francesco Carlà
H AC I dischi rigidi
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DIGITAL IMAGING
Bryce 4 di Raffaello De Masi
COMPUTER & VIDEO
CVweb 2000 di Bruno Rosati
138
LaCie Hard Disk USB
INTERNET
Internet pratica - Novità, software, trip e ... di Bruno Rosati
Avvisi ai naviganti - Waterloo di Raffaello De Masi
A caccia di driver di Raffaello De Masi
MATHEMATICA
Conversione Automatica... di Francesco Romani
DESKTOP PUBLISHING
Grafici creativi di Mauro Gandim
LINUX
Pluto Meeting '99 di Giuseppe Zanetti
PD-SOFTWARE OS/2
IBM e OS/2 Team OS/2 Italia
MACINTOSH
Omnis Studio 2.1 di Raffaello De Masi
AMIGA
Appunti di viaggio di Daniele Franza
116
Registriamo l'audio
con il notebook
Direttore
Meteo Manttucci
Vicedirettore
Rino Nicolta
Assistente di direzione
Robot In Rollìi
Direzione Tecnica
Andrei) do Prisco e Cottado Giusto.vi
Hanno collaboraro
Alilo Ascenti Francesco lulwo CjMiwano.
nuoto Connetti Francesco Catta.
Ilatt.nrilo tv M.lst. Valter Di Dio,
PwrtrancetQD Fravutitu. Mauro Ganduii,
irla Garosa Andina Momosi
franco PaUinaro
FntittoK» Romani Btiti'o Rosai'
I no Some Giuseppe fanelli
Copertina e direziona artistica
Paola filoni
Grafica e impaginariono
•Villano Sultani' * atrio Della Vecchia
Fotografia
Dario tassa
Coordinamento produzione
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Direttore Responsabile
Marco Marmacci
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I ‘leosviusxsiad TitajWeaRceiMn 2'99t d*,lgwc 198'
ISSN 1 1233714 Copyngh! © Ptur,corti su - Tutti ' duini
riservati - Manoscritti* foto ougutai. anche w non pub-
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Novembre 1999
ISSN 1123-2714
Informazione pubblicitaria
I SERVIZI DI CERTIFICAZIONE
La recente globalizzazione dei mercati, i nuovi orientamenti
nella domanda di servizi alla Pubblica Amministrazione, l'in¬
tensificarsi della concorrenza ed il rapido sviluppo delle tec¬
nologie stanno spingendo gli attori del Sistema Paese all'in¬
novazione e alla diversificazione dei servizi offerti ponendo
maggiore enfasi sull'utilizzo di nuovi strumenti di comunica¬
zione, basati su reti "aperte" (Internet).
Un ruolo abilitante per lo sviluppo di queste nuove modalità
di interazione tra i soggetti è svolto dalle funzioni della fir¬
ma digitale. Telecom Italia con il servizio Village
Trust, attivato sin dal 1998, si e' voluta posizio¬
nare sul mercato quale fornitore di una soluzio¬
ne di elevatissimo livello per la realizzazione di
infrastrutture telematiche di sicurezza a chiave
pubblica, in conformità con la normativa italiana
in tema di firma digitale.
Village Trust è infatti il servizio di Outsourcing
Tecnologico offerto da Telecom Italia ai Clienti
che vogliono emettere certificazioni digitali con
il proprio marchio, in tempi brevi e con investi¬
menti minimi in conformità con le recenti nor¬
mative italiane. Per tutti gli utilizzatori dei certificati, l'entità
visibile nel processo di certificazione è il Cliente, non Tele¬
com Italia.
Dato l'utilizzo di nuovi strumenti di comunicazione, basati
su reti "aperte" come Internet, e' sempre piu' importante
erogare servizi che mantengano un elevato livello di sicu¬
rezza i cui requisiti sono: Autenticazione (si garantisce che il
mittente delle informazioni sia realmente il soggetto che di¬
chiara di essere): Confidenzialità ( le informazioni scambiate
tra due interlocutori sono comprensibili solo al mittente e
al destinatario); Integrità (le informazioni raggiungono il de¬
stinatario senza alterazioni): Non ripudiabilità (il
mittente/destinatario non può negare di aver inviato/ricevu¬
to le informazioni). _
servizio Village Trust
Village Trust è il servizio di Outsourcing Tecnologico offerto
da Telecom Italia ai Clienti che vogliono emettere certificazioni
digitali con il proprio marchio, in tempi brevi e con investimen¬
ti minimi in conformità con le recenti normative italiane. Per
tutti gli utilizzatori dei certificati, l'entità visibile nel processo di
certificazione è il Cliente, non Telecom Italia.
Village Trust fornisce al Cliente l'infrastruttura completa per
lo svolgimento delle attività di certificazione in ambiente alta¬
mente sicuro ed affidabile, conforme agli standard internazio¬
nali e alla normativa vigente. La soluzione proposta si basa sul
prodotto "Certificate Management System" commercializzato
da GTE CyberTrust Solutions Ine., società leader nel settore
della sicurezza e dei sistemi di gestione certificati.
Con Village Trust il Cliente può svolgere il ruolo di Certificato-
re senza doversi dotare di una propria infrastruttura di certifica¬
zione ma utilizzando semplicemente un collegamento di rete IP
(ad esempio Internet, Interbusiness, Telecom Italia Net, ...) e un
Browser (Netscape Navigator o Microsoft Internet Explorer).
Una Infrastruttura a Chiave Pubblica (PKI) permette di rag¬
giungere gli obiettivi di sicurezza presentati avvalendosi
dell'utilizzo dei certificati digitali. Un certificato digitale è un
documento elettronico che attesta l'appartenenza di una
chiave pubblica da parte di un determinato soggetto, sia es¬
so un ente o una persona. Questi attestati vengono emessi
da una Autorità di Certificazione, cioè un'entità in cui confi¬
dano tutti gli utilizzatori della PKI. Mediante l'utilizzo dei
certificati digitali, mittente e destinatario di una transazione
hanno a disposizione un meccanismo che garan¬
tisce ad entrambi l'identità della controparte.
Una PKI dunque è una infrastruttura globale ne¬
cessaria per poter fornire servizi di crittografia
a chiave pubblica e di firma digitale; gli elementi
principali di una PKI sono: Certification Autho-
rity (CA); Registration Authority (RA); Servizi
aggiuntivi.
Obiettivo di una infrastruttura a chiave pubblica
è la gestione di chiavi e certificati; tale obiettivo
viene realizzato attraverso una serie di servizi
alcuni dei quali sono di seguito riportati: Gestio¬
ne dei certificati (CA); gestione delle liste di revoca (CA);
Registration Authority; Directory Service; Time-Stamping;
Cross-certificazione (per i dettagli vedi riquadro servizi In¬
frastrutturali). Il servizio Village Trust supporta tali servizi e
permette di avere a disposizione una PKI.
In Italia esiste un contesto normativo che si è evoluto
nell'arco di circa due anni attraverso i seguenti punti:
Legge 59/97 (Bassanini I) (Si delega il governo ad emanare
un DPR per l'equiparazione del documento cartaceo a quel¬
lo informatico); DPR 513/97 (Vengono affrontati gli aspetti
principali relativi all'impiego di documenti elettronici, firme
digitali, chiavi crittografiche e servizi di certificazione);
DPCM (8/02/1999) (Vengono stabilite le regole tecniche di
base, per la certificazione delle chiavi, per la validazione
temporale e per la protezione dei documenti informatici);
circolare AIPA CR/22 del 26/7/99 (iscrizione all'albo dei
Certificatori). Allo stato attuale, si può considerare, a tutti
gli effetti di legge, il documento cartaceo equiparato a quel¬
lo informatico e la firma autografa alla firma digitale.
Al fine di rendere la PKI utilizzabile è necessario che venga¬
no predisposte le modalità con cui tale infrastruttura comu¬
nica con lo strato applicativo. In particolare, le operazioni di
comunicazione tra lo strato applicativo e la PKI sono le se¬
guenti: Richiesta di certificato (interazione con la PKI); Pre¬
levamento di certificato (interazione con la PKI); Inserimen¬
to del certificato all'interno di una smarteard; Prelevamento
della lista dei certificati sospesi o revocati (interazione con
la PKI); Firma digitale (interazione con lo strato applicativo):
Verifica della firma (interazione con lo strato applicativo);
Cifratura (interazione con lo strato applicativo); Decifratura
(interazione con lo strato applicativo).
Dato lo schema che segue, con il nome Applicativi Village
DIGITALE DI TELECOM ITALIA
Trust Telecom Italia definisce una serie di ambienti di svi¬
luppo, che permettono di realizzare applicazioni in grado di
interagire con la PKI e di utilizzare i certificati digitali, e un
insieme di applicazioni sicure già sviluppate per posta sicura,
firma di file e pagine html.
nalità di generazione delle chiavi, di richiesta e di preleva¬
mento del certificato, i seguenti ambienti di sviluppo per¬
mettono l'utilizzo di smartcard RSA attive (generazione
delle chiavi a bordo della carta)
Le applicazioni sicure sono prodotti software che realizza-
Interazlone con la PKI
PKI/CA
Village Trust
Richiesta certificato
Prelevamento certificato
o CRL
Interazione con l'utente
Soluzioni in cui si utilizza
il certificato X.509:
a E-mail sicura
o Web sicuro
□ Applicazioni crittografiche
□ Applicazioni di firma digitale
Lo schema mostra come gli Applicativi Village Trust inte¬
ragiscono con la piattaforma di Certification Authority es¬
senzialmente nel momento della richiesta di certificato,
del prelevamento del certificato e dell'accesso al servizio
di Directory per la consultazione delle informazioni pub¬
bliche. Nel momento in cui il certificato digitale deve esse¬
re utilizzato per fornire le diverse soluzioni di firma digita¬
le, posta sicura, web sicuro, crittografia, l'interazione è
prevalentemente con il lato utente (integrazione delle fun¬
zionalità di sicurezza con sistemi proprietari oppure realiz¬
zazione di soluzioni di sicurezza).
L'offerta Telecom Italia degli Applicativi per Village Trust
si compone di tre categorie di prodotti software: gli am¬
bienti di sviluppo; le applicazioni sicure; i prodotti di Di¬
rectory.
Gli ambienti di sviluppo forniscono allo strato applicativo
tutte le funzionalità necessarie per realizzare soluzioni si¬
cure o per l'integrazione di queste ultime in applicazioni
già esistenti. In particolare, per quanto riguarda le funzio¬
no applicazioni di posta sicura, web sicuro (firma di pagine
HTML), firma digitale di un qualunque tipo di file, Intranet
sicura. Le applicazioni supportano l'utilizzo di smartcard
RSA attive.
I Prodotti Directory servono per la pubblicazione di infor¬
mazioni, la loro integrazione e lo scambio di documenti su
dorsali Internet/lntranet.
Tra le soluzioni proposte da Telecom Italia si riportano le
seguenti:
Soluzione firma digitale
Soluzione posta sicura
Soluzione per la Intranet Sicura
Soluzione per lo sportello virtuale
Molteplici sono le esperienze e le iniziative in essere sul ter¬
ritorio nazionale basate sui servizi di certificazione di Tele¬
com Italia. In ambito Pubblica Amministrazione Locale, ad
esempio, il Comune di Pesaro ha realizzato servizi di spor¬
tello unico per le attività produttive,
rivolti principalmente alle imprese,
per agevolare l'interazione con il
Comune nell'espletamento delle
pratiche amministrative.
Il Comune di Siena ed il Comune di
Torino impiegano la firma digitale
per l'automazione dell'iter relativo
agli atti deliberativi e per l'erogazio¬
ne di servizi al cittadino.
Altri significativi progetti sono in via
di realizzazione, come nel caso del
progetto di Federcasa-CISPEL che
prevede l'interazione autenticata con
il Sistema Informativo del Ministero
delle Finanze, ed altre iniziative a cu¬
ra, ad esempio, dell'Unione Naziona¬
le Comunità Montane e I' ANCITEL.
Servìzi Infrastrutturali
Funzionalità
Standard di riferimento
Gestione dei certificati (CA)
□ Emissione
□ Pubblicazione
□ Custodia
□ Revoca/sospensione
X.509 (versione 3)
Gestione delle liste di revoca (CA)
□ Pubblicazione
□ Custodia
X.509 (versione 2)
Registration Authority (RA)
□ Identificazione del
soggetto che richiede un
certificato digitale
-
Directory Service
□ Pubblicazione di certificati
e liste di revoca (CRL) in un
Directory conforme
allo standard
X.500- standard relativo
al Directory
LDAP- standard relativo
all’accesso al Directory
Time stamping
□ Associazione di un
documento ad un riferimento
temporale (data, ora)
-
Cross-Certificazione
j Interoperabilità tra diverse
Autorità di certificazione
-
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Cmicrocomputer numero 200, novembre
1999. Sono passati nove anni e un mese dal
mero 100, ottobre 1990, e diciotto anni e
mesi fai numero 1, settembre 1981. E fra due
il 202, il primo del 2000.
neri a parte, "Bella ed amabile illu-
r la quale i dì anniversari di un avve-
r verità non ha a che fare con essi
unque altro dì dell'anno, paiono ave-
'attinenza particolare.così quan-
i è l'anno, o tanti anni, accadde la tal
tale, questa ci pare, per così dire,
che flHMri giorni". Non
ma u^^^mPensien di Giacomo Leo-
~^^^Knosciu^^Ke poeta pessimista e mol-
gro^^Kìsatore.
Personalment^^Kengo che certe ricorrenze
siano un' occasior^B guardarsi indietro, riflettere
su un passato e valutare l'evoluzione nel periodo di
tempo trascorso, in modo da trarre indicazioni su co¬
sa sia lecito aspettarsi nel medesimo periodo proiet¬
tato nel futuro. Trovo anche che, in determinate oc¬
casioni, non ricordare per niente la ricorrenza sia
quasi irrispettoso: come non fare gli auguri di buon
compleanno ad una persona cara, anche se quel
giorno non ha obiettivamente niente di diverso da
tutti gli altri.
Cosi, far passare il numero duecento di MC sen¬
za neppure una parola non sarebbe rispettoso. Ma
trovo che autocelebrarsi più di tanto non sia di stile:
allora lo facciamo semplicemente in maniera scher¬
zosa, nel racconto fantascientifico ambientato fra
cento anni pubblicato poche pagine più avanti. Ci
trovate citati alcuni di noi, divertitevi a riconoscerci ..
se la cosa vi diverte. Altrimenti, perdonateci e pas¬
sate alle pagine successive!
Relativamente, invece, alle riflessioni su una de¬
cina o una ventina di anni di informatica, ho pensato
di non farlo da solo, ma di ospitare le riflessioni di
qualcuno che questi anni li ha vissuti in uno dei punti
nei quali la dinamica è stata maggiore: Maurizio Be-
dina è uno dei principali responsabili della filiale ita¬
liana della Microsoft fin dalla sua costituzione, oltre
quindici anni fa. Apple, IBM e Microsoft sono secon¬
do me, in ordine cronologico, le tre aziende che han¬
no o hanno avuto il maggior ruolo nello sviluppo
dell'informatica e nel passaggio dall'informatica dei
camici bianchi al personal computer e al computer di
massa. Apple perché l'Apple II è stato il primo per-
8
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
sonai computer davvero utile ed affidabile (e la Ap¬
ple è stata la prima a basare il proprio sistema opera¬
tivo sulla metafora della scrivania e sull'uso delle ico¬
ne, prima di Windows), IBM perché solo l'introduzio¬
ne dello standard PC ha permesso l'inizio della gros¬
sa diffusione, Microsoft perché /'hardware ha biso¬
gno di un sistema operativo e perché il tutto serve
"solo " per usare il software...
Cento numeri fa abbiamo avuto come ospite
d'onore Bill Gates: ricordo con piacere una distesa
chiacchierata in un angolo del salone deH'Hilton. Nei
dieci anni precedenti era passato dall'essere un in¬
traprendente giovanotto all'essere ritenuto uno dei
cinque americani più ricchi. Nei successivi dieci è di¬
ventato... semplicemente Bill Gates, senza che oc¬
corra aggiungere altro. Non mi piace etichettare le
persone in base alla loro ricchezza, e non è interes¬
sante per noi né per i nostri lettori occuparci delle di¬
sponibilità economiche di chicchessia: è interessan¬
te il significato, il fatto che oggi l'informatica, anzi il
mondo dell'ICT, sia così sviluppata da riuscire a con¬
ferire ad una persona una collocazione così impor¬
tante a livello mondiale.
Sono andato a rileggermi, quasi per curiosità,
quanto ci aveva detto all'epoca, e credo che sia inte¬
ressante riproporre alcuni punti della nostra "chiac¬
chierata per informazione, per curiosità o per rifles¬
sione. La sola riflessione che voglio fare io è che so¬
no certo che a quell'epoca Bill, per quanto in grande
potesse pensare, non pensava che sarebbe e sa¬
remmo arrivati così più avanti. Nessuno di noi lo
pensava: si, ci auguravamo l'informatica per tutti, ci
auguravamo l'aumento di prestazioni, ci auguravamo
il contenimento dei costi, ci auguravamo l'impiego
diffuso della telematica: ma non immaginavamo che
si sarebbe arrivati, in soli dieci anni, a questi livelli.
Non possiamo che chiederci dove saremo fra altri
dieci anni, e tentare di spingerci più avanti possibile
nelle ipotesi. Personalmente mi auguro che ci sia
magari una minore accelerazione dal punto di vista
delle possibilità operative, ma un maggior consolida¬
mento dal punto di vista dell'affidabilità e della razio¬
nalizzazione del modo di procedere.
E Bill dove sarà fra dieci anni? In questi ultimi die¬
ci... è "semplicemente" rimasto al comando della
sua Microsoft, e la ha portata ad essere famosa e
onnipresente come la Coca Cola; per tanti irrinuncia¬
bile proprio come la bevanda americana. Il nostro in¬
contro si era concluso con la dichiarazione che le
prossime tappe del suo programma sarebbero state
la Cappella Sistina e i Fori... per quanto riguarda la
tappa della Cappella Sistina, in effetti, in una succes¬
siva occasione Bill ha poi chiesto di in¬
contrare il Papa... e ai Fori? Sarà incoro¬
nato imperatore?
Bill Gates, 9 settembre 1990.
Dall'intervista rilasciata a Corrado Giustozzi e Marco Marinacci
per MCmicrocomputer numero 100 (ottobre 1990).
Windows chiave del futuro
"La chiave del futuro sta oramai soprattutto in Windows. MS-DOS e Windows
resteranno sulla scena ancora per molto tempo
La Microsoft
"Quando ero al liceo usavamo pa¬
recchio i computer in time-sharmg ed
alcuni minicomputer. Scrissi dei giochi
ed un compilatore per il PDP-8. Molto
probabilmente la pietra miliare fu nel
1971, quando Paul (Alien) vide il primo
chip 8008 e ne ottenne la documenta¬
zione. Mi chiese se potevo scrivere un
Basic per quel chip, ma era veramente
impossibile! Il set di istruzioni era trop¬
po limitato. Poi nel 1974 la Intel pre¬
sentò t'8080, e quando Paul me lo mo¬
strò mi accorsi che la differenza era
enorme: l'8080 era addirittura migliore
del PDP-8 che a quell'epoca era "il"
mimcomputer. Fu subito evidente che
avremmo potuto scrivere un ottimo
Basic per questo chip e decidemmo
che l'avremmo fatto. Ma non era chia¬
ro chi avrebbe costruito l'hardware;
cosi io fini per tornamene ad Harvard
Paul andò a Boston a lavorare per la
Honeywell dove poteva affrontare la
questione. Avevamo un sacco di idee
folli in proposito: ad esempio collegare
qualche migliaio di questi chip assie-
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me per ottenere un computer della po¬
tenza eccezionale, e scrivere un com¬
pilatore PIVI per controllare questa po¬
tenza. Ma il vero inizio di tutto fu nel
gennaio 1975, quando la rivista Popu-
lar Electronics pubblicò il
progetto dell'Altair; capim¬
mo che si trattava di qualco¬
sa che avrebbe cambiato il
mondo. Ci dicemmo: non vo¬
gliamo che tutto ciò succeda
senza di noi, no? Cosi chia¬
mammo questi ragazzi e due
mesi dopo avevo già scritto il
Basic. Paul si trasferì laggiù ad
aprile ed io a giugno del
1975".
Le prime macchine
"Il periodo dal 1975 al 1980
si può definire l'era degli otto
bit. Compatibilità significava
avere lo stesso Basic su macchi- mm
ne differenti, Non avevano lo
stesso set di istruzioni, ma potevano
far girare gli stessi programmi Basic..
Apple, Commodore, Radio Shack. si¬
stemi CP/M, per ciascuno avevamo
preparato un Basic. Incoraggiavamo la
gente a scambiarsi programmi Basic.e
le riviste a pubblicare i listati. Vi erano
però due gravi problemi. Il primo era
che la compatibilità del Basic era trop¬
po ad alto livello ed il basic non era
troppo potente. Non era possibile fare,
che so. un word processor portabile,
era impensabile farlo in Basic. L’altro
problema era lo spazio di indirizzamen¬
to di memoria di soli 64 Kbyte. Ricor¬
remmo a dei trucchi assurdi per supe¬
rare questa limitazione, cose ben peg¬
giori di quelle che si fanno oggi con la
memoria LIMI”
Arriva la IBM
Nel 1980, il grande evento: l'IBM de¬
cide di entrare nel mercato dei micro¬
computer e contatta la Microsoft per
avere una consulenza sul sistema ope¬
rativo. "Tutti sottolineavano che il pun¬
to cruciale da cui tutto iniziò fu il pro¬
getto del PC . Beh, in parte lo fu, ma
in parte no. Quando l'IBM venne da
noi per la prima volta ci fece vedere
una macchina ad otto bit senza grafi¬
ca, come tutti gli altri microcomputer
dell'epoca. Il gruppo con cui inziavamo
a lavorare era un buon gruppo, compo¬
sto da poca gente. Li convincemmo ad
usare un microprocessore a sedici bit,
una scelta chiave. Di solito si fa risalire
l'inizio dell'era del PC all'ottobre 1981
quando la macchina cominciò ad esse¬
re consegnata, lo però cominciai a la¬
vorare su di essa l'anno prima. L'IBM
venne a trovarmi per la prima volta ai
primi di agosto del 1980. Scrivemmo
le specifiche, firmammo i con-
trat-
ti. e a dicem¬
bre avevamo già
un primo prototi¬
po. Ad aprile fu
consegnato
all'IBM, a settem¬
bre fu annunciato,
il dodici settem¬
bre 1981, e con¬
segnato il quindici
ottobre. '*
I PC compatibili
In seguito la
Microsoft comin¬
ciò a lavorare an¬
che con i primi co¬
struttori di compu¬
ter compatibili (di
cui solo Compaq è
ancora sul mercato) per dotare anche
loro di MS-DOS e dunque allargare la
base di compatibilità. "Non è chiaro
quale sarebbe oggi il modello standard
di computer se non avessimo spinto al¬
tri costruttori a costruire macchine
compatibili”.
II primo MS-DOS
In sintesi accadde che solo ad un
certo punto venne fuori che l'IBM non
voleva solo il Basic Microsoft, ma an¬
che un vero sistema operativo e degli
applicativi da commercializzare "Ave¬
vamo fatto qualcosa a livello di sistemi
operativi, ma solo sugli otto bit. Per
soddisfare la richiesta avremmo dovu¬
to scrivere più codice di quanto ne
avevamo scritto dagli inizi della società
ed in soli otto mesi. Paul conosceva
una ditta di Seattle che produceva
hardware ed aveva fatto un DOS per
l'8086; cosi comprammo questo 86-
DOS Idetto anche SCP-DOSI e assu¬
memmo Tim Patterson che
ne era l'autore. Tim venne a
■ lavorare per noi; lui ed altre
1 tre persone della Microsoft
fecero l'MS-DOS versione
! uno, metà del quale consi-
I steva del lavoro che Tim
? aveva fatto in precedenza
I Cosi in effetti l'autore prin-
I cipale dell'MS-DOS e Tim
I Patterson, che lavora an-
I cora con noi ed ha conti-
I nuato ad occuparsi di MS-
[ DOS per la maggior parte
I del tempo"
Gli standard
"Non c'è posto
per tanti standard
diversi. Il mercato
dovrebbe crescere
di cinque volte per
permettersi di sop¬
portarli. Quanto
dovrebbero essere
grandi le software
house per fare
molteplici versioni
con relativa docu¬
mentazione dei
propri prodotti?
Cosa succedereb¬
be ad una compa¬
gnia che volesse
spostare un file da
una macchina ad
un’altra? La ragio¬
ne principale per
cui ci sono cosi po¬
chi standard, anzi
in pratica ce n'è uno solo, è che ciò ri¬
torna utile agli utenti. Se una piattafor¬
ma è popolare avrà a disposizione mol¬
ti software. I processori Intel sono
molto potenti e lo saranno sempre di
più; in un piaio d'anni avremo cinquan¬
ta MIPS sulla scrivania. Ora spiegate¬
mi perché ci sarebbe bisogno di diver¬
sificare: forse perché qualcun altro
avrà settanta MIPS? E a chi interessa?
Non abbiamo bisogno di cinquanta MI¬
PS per il word processing o gli spread¬
sheet o qualsiasi compito di oggi, e
sessanta non risolverebbero nessun
nuovo problema. Le applicazioni devo¬
no essere portabili e questo richiede
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W 1
Il futuro
è in Internet
di Maurizio Bedina
Innanzitutto complimenti per la lun¬
gimiranza all'amico Marinacci. Una te¬
stata di ICT che fa uscire il numero
200 nel novembre 1999 è sicuramen¬
te ben condotta. Non era facile diciot¬
to anni fa partire pianificando non solo
di produrre esattamente duecento nu¬
meri prima del duemila, ma anche
che... probabilmente i professionisti di
ICT saranno forse maldisposti alla let¬
tura durante il mese di dicembre
1999!
Scherzi a parte, forse il settore ICT,
tra tutti i comparti dell'industria, è
quello in cui la velocità e l'accelerazio¬
ne sono sempre stati tali da rendere
quasi impossibile fare qualsiasi tipo di
previsione.
Alcune scommesse sono state vin¬
te, da chi ha rischiato. Penso alla
scommessa di Microsoft sull'interfac¬
cia grafica di Windows, o, sempre in
casa Microsoft, alla scommessa sugli
applicativi di produttività personale co¬
me Office.
Ma argomenti spinosi nel 1990, ci¬
tati sul numero cento di MC (il futuro
di OS/2, la tecnologia RISC per i mi¬
croprocessori) hanno totalmente per¬
so di significato. E la maggior parte
delle aziende inserzioniste di pubbli¬
cità sono scomparse nel nulla, altre ne
sono nate, e cosi via.
L'insegnamento più grande che sta
dandoci l'ICT è che saper cambiare
(adattare i prodotti, il canale, le meto¬
dologie, eccetera) non è sufficiente.
Occorre anche eccellere nella velocità
con cui i cambiamenti vengono identi¬
ficati, analizzati, e se serve implemen¬
tati.
Fortunatamente i clienti - gli utilizza¬
tori privati, i professionisti, le piccole
e grandi aziende - hanno imparato che
l’ICT è un'industria dalla quale si può
pretendere di tutto, al limite del mira¬
colo. Questo ha spronato i vendor e i
loro partner a rischiare, investire, crea¬
re, commercializzare e supportare or¬
mai non più prodotti, ma soluzioni
sempre più complesse. Da questa
corsa alle prestazioni nasce un merca¬
to che non ha mai smesso di evolver¬
si, e che sotto molti aspetti è ancora
tutto da sviluppare.
Per l'Italia, basti pensare all'adozio¬
ne dell'ICT da parte della piccola e pic¬
colissima impresa, per intenderci più
di tre milioni e mezzo di aziende,
Stando a dati presentati in SMAU, an¬
cora quasi metà delle aziende non ha
neanche un PC.
Dicevamo che, ogni tanto, i clienti
decretano violentemente il successo
di una tecnologia: tutti gli operatori
devono cavalcarla, alcuni meglio di al¬
tri, Più o meno rapidamente, la tecno¬
logia si propaga e quello che fino a po¬
chi mesi prima sembrava impensabile
diventa realtà.
Invece, mentre - curiosamente - il
nostro paese ha capitanato la corsa
europea alla telefonia cellulare, stiamo
lentamente scivolando sempre più in¬
dietro nella graduatoria degli utilizzato-
ri di Internet. Alle soglie del mercato
unico europeo, stiamo per entrare in
uno scenario in cui la spina dorsale
del sistema-ltalia, le piccole imprese,
perde velocemente competitività sul
panorama globale. La concorrenza dei
paesi più avanzati costerà meno gra¬
zie alla disponibilità di Internet a facili¬
tare la comunicazione e le transazioni.
Ma anche quella dei paesi meno avan¬
zati si farà sentire, proprio a causa del¬
la caduta delle barriere alla comunica¬
zione verso i clienti finali. Potremmo
diventare un paese di e-consumatori
e-importatori.
E' evidente che quanto si fa e si di¬
ce relativamente a Internet (ai vantag¬
gi. ai problemi, alle opportunità) non è
sufficiente. Le affermazioni di grossi
personaggi dell'ICT, le iniziative di as¬
sociazioni e federazioni, gli spunti da
parte di alcuni ministeri e della Presi¬
denza del Consiglio, e la normale atti¬
vità di comunicazione degli operatori
del settore, non hanno ancora inne¬
scato il circolo virtuoso.
Cosa manca? Cosa deve succede¬
re? Come fare per saltare su un auto¬
bus che è già in corsa, e che che po¬
trebbe addirittura restituire al nostro
paese un ruolo importante nell’ICT,
ruolo al quale ormai da tempo appa¬
rentemente abbiamo rinunciato?
La nostra opinione è che tutte le
parti in causa devono attivarsi e fare
qualcosa.
I vendor e i loro partner, mettendo a
disposizione la propria forza di comu¬
nicazione e producendo soluzioni faci¬
li, accessibili, flessibili (possibilmente
manifestando un senso di urgenza co¬
mune, come accade per la campagna
"Soluzioni 2000" che vede coinvolte
piu di venti aziende italiane fornitrici di
ICT). Internet non va presentata ai
clienti come un'entità astratta, biso¬
gnosa di tecnologie particolari: Inter¬
net esìste, costa poco, e si può rag¬
giungere oggi stesso, in poche ore,
grazie a un PC e a prodotti disponibili
sul solito canale dei rivenditori.
II governo e le istituzioni, coordinan¬
do le risorse esistenti (iniziando da at¬
tività già partite, come ad esempio il
Forum per la Società dell’Informazio¬
ne o il Piano per lo Sviluppo delle Tec¬
nologie nella Didattica del Ministero
della Pubblica Istruzione) e soprattutto
predisponendo agevolazioni e incenti¬
vi per l'uso di Internet, hanno una fun¬
zione importante. E purtroppo già qui
iniziano le dolenti note, visto che que¬
sto aspetto è stato trascurato - nono¬
stante le promesse - nella Legge Fi¬
nanziaria del 2000...
Infine, le aziende stesse dovrebbero
dare priorità a Internet rispetto a qual¬
siasi altro investimento relativo al pro¬
prio business, Può sembrare un'esor¬
tazione aggressiva, ma non è cosi.
Non siamo più ai tempi dell'invenzio¬
ne del telefono o dell'automobile, in
cui attendere qualche anno per adot¬
tare le nuove tecnologie non avrebbe
portato nessuna conseguenza negati¬
va. Nell’era deU'informazione, ogni
giorno, ogni ora, ogni minuto è vitale
e può fare una grossa differenza.
16
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E siamo a 200
A molti sembrerà normale, quasi bana¬
le, ma per un mensile specializzato non
è cosa da poco toccare quota 200 nu¬
meri. Non sono sicuro che ci sia un'al¬
tra rivista italiana di informatica a rag¬
giungere questo traguardo: MCmicro-
computer è ininterrottamente in edicola
dal settembre del 1981, da 18 anni e,
appunto, 200 numeri. Senza saltare
mai... beh una volta sì, ma nel 1982...
Non è una sviolinata a noi stessi, ma
solo un modo come un altro di festeg¬
giare un grande evento.
Già, un grande evento che alcuni di voi
possono capire, altri un po' meno per¬
ché magari non ci seguono da tanto
tempo. Ma noi, quelli di MC, fino a po¬
chi mesi fa eravamo una parte della Te-
chnimedia, e la Technimedia si è, non
senza fatica, divisa in più parti. Non è
stato facile, come un gruppo di entusia¬
sti convinti, forse un po' esaltati e incu¬
ranti di quanto accade intorno, conti-
di Rino Nicotra
nuare a lavorare seguendo le nostre
idee e convinzioni, senza mollare la pre¬
sa per raggiungere il nostro obiettivo,
mentre c’era chi intorno a noi ci dava
per morti, Ci siamo riusciti, ormai da
marzo MCmicrocomputer è una rivista
Pluricom, la nostra... nuova vecchia ca¬
sa. Ed MC ha ora tante nuove sorelline:
non solo Byte Italia, ma anche WoW,
Check Point, PC imaging, Enigma Ami¬
ga Life, Fictionaire.
Un po' per celebrare questo momento,
un po' per scherzare e un po' come au¬
gurio per il futuro, ecco qui dì seguito
un racconto di fantasia scaturito dalla
mente di quello che di noi è certamen¬
te il più "schizzato", un personaggio a
volte strampalato ma solo nell'aspetto,
e dalle idee acuminate come i dardi av¬
velenati di certe tribù del Sud America.
Comunque un pezzo della nostra storia
e, come molti di noi, sempre in prima li¬
nea a darsi da fare. A proposito, fra i
molti lasciatemi dare un particolare sa¬
luto a quella grande penna del mio ami¬
co Professore e all'altro compagno d'ar¬
mi... del cui cognome mi sfugge sem¬
pre il colore... Ciao Lello, ciao Bruno!
Quanto leggerete non è esattamente la
versione originale, abbiamo dovuto ese¬
guire un "adattamento" per poter ospi¬
tare il racconto su queste pagine... Ci
siamo anche avvalsi di particolari mar¬
chingegni dei servizi segreti per opera¬
re una sorta di filtro ideologico affinché
certi concetti non trasparissero dai fatti
raccontati... e naturalmente abbiamo
minacciato il nostro direttore per aver¬
ne il benestare.
Un salto in un futuro fantasioso che sia
di buon auspicio per chi, come noi, ha
fatto della propria passione una profes¬
sione. Cento di questi giorni., sarebbe¬
ro stati troppi, così siamo andati avanti
solo di cento anni.
Buon divertimento nel nostro 2099!
Pluricom 2099
Jubilee City, 2099. Il sordo rumore
degli pneumoservi risuona incessante
per le strade della città religiosa per
eccellenza La megalopoli cristiana era
tutta un cantiere per l'imminenza del
Giubileo, una venticinquennale ricor¬
renza in cui onore era stata ribattezza¬
ta quella che per oltre tremila anni era
stata Roma, la forza, fondata dagli
Etruschi nel 1024 a.C. e non come ri¬
tenuto nel XX secolo solo nel 753 (o
754) a.C..
La nuova datazione la rendeva più
antica di Gerusalemme, con cui aveva
avviato la federazione religiosa, nell'or-
mai lontano 2038. Il bug del 2000, a
lungo temuto, aveva infatti mostrato
tutti i suoi danni proprio come i più in¬
fasti auruspici avevano sentenziato. La
globalizzazione dell'economia era stata
spazzata via in sole 21 ore, quelle nelle
quali s'inscenavano le diverse istanze
dell'alba del 1/1/00, dal Paese del Sol
Levante fino alla costa ovest degli Sta¬
tes. Ma ciò nulla era stato in confronto
alla devastazione prodotta dal bug
dell'anno 2038, allorquando il collasso
aveva riguardato i vari gusti del siste¬
ma operativo Lunix, il più diffuso del
pianeta (come previsto già dal 1997
dalla Aidicci, una società di ricerche).
Nessuno, neanche il suo ideatore la-
nus, aveva però previsto che il compi¬
latore per microprocessori a 64 bit,
nelle sue ottimizzazioni del tutto auto¬
nome, avrebbe ritenuto inutile passare
a 64 bit la variabile time, facendo cre¬
dere all'esterno di averlo fatto. Le con¬
seguenze di ciò, del tutto inattese,
completarono l'opera iniziata 38 anni
prima.
Nel nuovo ordine, l'unica industria
sopravvissuta era quella delle Informa¬
tion appliances, composta di oggetti
poco più grandi del palmo della mano
che ricevevano messaggi di vario tipo:
testo, immagini, suoni ed anche video
in movimento.
I governi avevano sostituito le tasse
sulla benzina, ormai inutile, con quelle
sulle batterie, unico mezzo di tenere
attivi questi oggetti. Gli stessi governi
erano stati sostituiti da quattro grandi
agglomerati: MicroMoll, MicroBarzott.
MicroHard e MicroUnbelievable, fami¬
liarmente detta Unbie. Le comunica¬
zioni planetarie erano garantite dalla
18
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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Innamorarsi di una stampante: sono
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cora più economiche. Le nuove EPSON
Stylus Color hanno proprio tutto per fare
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(fino a 1440 dpi) anche su carta comune,
velocità di stampa sempre ai vertici della
categoria, affidabilità incredibile, grande
facilità d'uso e prezzi assolutamente com¬
petitivi sia per le stampanti che per i
materiali di consumo originali, inchiostri
e carte creative. Sono queste le proprietà
che fanno una volta di più di queste nuo¬
ve Stylus il termine di paragone per chi
stampa a colori in casa o in ufficio.
® Ma come sempre ciò che colpisce
maggiormente sono il calore, il
sentimento e l'emozione che le fo¬
tografie, i disegni e perfino i testi
prodotti con queste nuove, piccole grandi
periferiche riescono a trasmettere a chi le
guarda. EPSON Sylus Color 460, 660 e
760: la nuova generazione di stampanti a
colori che è bello avere accanto al proprio
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InteINet, l'unica rete satellitare
rimasta in vita in quanto pro¬
grammata con strumenti dav¬
vero innovativi, e per lo piu ali¬
mentata da celle solari.
La gente viveva come nel
Medioevo, con in più questi
palmari che svolgevano il ruolo
di giornali, TV, radio, Internet.
Erano, insomma, l'unica forma
d'intrattenimento. Ma tutta
l'informazione andava in una
sola direzione, dal produttore al
consumatore. Le attività ma¬
nuali della giornata erano inter¬
rotte da improvvise trasmissio¬
ni, ricevute da pochi fortunati
possessori delle diavolerie elet¬
troniche, che li mettevano a di¬
sposizione di tutti gli individui
circostanti. Nuovi capannelli si
formavano in continuazione,
con masse umane vaganti co¬
me l'aria nell'acqua che bolle,
alla ricerca d'una migliore rice¬
zione. Questo tipo d'informa¬
zione era equivalente all'oppio
del lontano Oriente e alle foglie
di coca del sud America
A trasmettere queste infor¬
mazioni erano rimasti in pochi.
Pazzi, già instradati dai loro ge¬
nitori ad una vita senza luce e
senza denaro, ricchi solo
dell'amore per i loro ascoltatori,
che una volta erano lettori, Rhi-
nus, o' professore, Adeps era¬
no i gestori della PluriWhat, una info-
broadcast pirata che ammoniva chi si
collegasse sugli effetti di cattivi usi dei
palmari e delle voci che altre sirene ir¬
radiavano sulle stesse onde, spaccian¬
dole per informazione
O' professore
ed Adeps discute¬
vano animatamen¬
te, come di con¬
sueto, in qualche
modo facilitati da
un dialetto-ponte
che avevano in¬
ventato per non
farsi capire dagli
altri. Tradotto
nell'italiese di Ju-
bilee City, il loro
scambio sarebbe
stato più o meno
come quello che
segue. "Ancora
una volta la situa¬
zione non quaglia.
Nonostante le mie
raffinate strategie
e il tuo sano pragmatismo, qui la pape¬
ra non galleggia, e i nuovi grandi non ci
riconoscono come unica voce nella
tempesta". "Ah. quindi i rapporti sin¬
tetici da duemila pagine che produci di
continuo sarebbero raffinate strate¬
gie?” "Beh, se la metti cosi sappi che
il tuo pragmatismo in realtà
equivale al menefreghismo più
totale",
"Non litighiamo. Hai contatta¬
to Die Quelle?" "Ma chi, sen-
tentiator ? Quando parla o s'in-
bestialisce o dice cose stile av¬
vocato, ovvero precise e circo¬
stanziate ma che non servono
ad un accipicchia. No, li consi¬
glio non se ne trova certo."
"Insomma, esiste qualcuno
che possa usarci al meglio, op¬
pure che lo dobbiamo inventa¬
re?"
Per interrompere la conversa¬
zione che, va ricordato, è in¬
comprensibile agli altri, si fa
avanti un losco figuro. "Secon¬
do me dovremmo organizzare
dei veri e propri corsi di soprav¬
vivenza". disse Twentyfive,
"magari per mare, verso la Sar¬
degna. lo...". "Ma che vuoi sar-
degnare, che l'ultima volta i tuoi
clienti sono stati divorati dagli
squali e tutti se lo ricordano an¬
corai", lo blocca Rhinus. "Piut¬
tosto, seppia del cavolo, è pron¬
to questo notiziario delle 11 ?"
"Certo, capo.,.", risponde senza
entusiasmo una voce nell'om¬
bra. E' quella di Totano, un cor¬
pulento oriundo dalla barba pe¬
rennemente incolta, a suo tem¬
po corrotto dalla ganga della
PluriWhat e portato in uno sga¬
buzzino a produrre presinfo. una droga
leggera che lui spesso tagliava anche
male. "Per averle ho torturato Descent
fino all'alba: il maledetto ha una bella
resistenza, ma alla fine ha digitato, lo
poi, se non lo sapeste sono il più esper¬
to nell..." "SI, lo
sappiamo, nella
vellicazione dei
manovellismi, e
anche nel parlare
per 24 anni conse¬
cutivi senza respi¬
rare. Ma questo
notiziario è pronto
o no?" "Beh,
aspettavo che lo ri¬
leggesse... ma
dov'è?"
Totano si riferi¬
va a Diddio-sen-
sei, ormai unico
erede della tradi¬
zione degli antichi
samurai. Egli era
al lavoro, un lavo¬
ro oscuro. Da de-
20
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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database e persino di effettuare
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ficato la sua anima
peccatrice.
"San, ni, ichi, ze¬
ro!": il magico fra¬
sario, ereditato
dall'antica sapien¬
za orientale, aveva
accompagnato le
ultime azioni pre¬
paratorie del no¬
stro. Senza fumo,
senza rumore,
senza trucco e
senza inganno, un
ignavo ed inutile
essere umano, co¬
me tanti ce n'era-
no, stava per as¬
surgere ad una
nuova forma di vi¬
ta. La prima fase era quella della scan¬
sione con luce verde, necessaria al
corretto allineamento delle molecole
degli acidi desossiribonucleici, ed an¬
che peggio. Ma tutto andava come
previsto. Subito dopo si aveva la rea¬
zione: uno strano intreccio di cupe luci
scuoteva il corpo dell'eletto, del quale
nessuno avrebbe sentito la mancanza.
Al termine della fase 2 l’incubatrice si
richiudeva automaticamente sul corpo
ancora convulso, permettendone il len¬
to soffocamento con materiale pia¬
smatico. Pochi minuti dopo una scos¬
sa elettrica ridonava vita al nuovo cor¬
po completamente modificato, este¬
cenni si occupava di questo progetto,
in segreto sia perché non si sapesse
che perché si riteneva l'unico in grado.
Antiche pratiche iperboree, unite alla
genetica del XX secolo, gli avevano
suggerito un'idea incredibile: il proget¬
to Genesi, l’intelligenza dall'assenza
d’intelligenza. In pratica un essere vi¬
vente, animale o umano, comunque
dotato d'intelligenza scarsa o meglio
nulla, poteva essere riprogrammato,
agendo sul DNA e mettendolo ad incu¬
bare in una speciale culla nella quale
recuperare il tempo malamente perdu¬
to. Anche Diddio sapeva che il proble¬
ma della PluriWhat era l'assenza d'un
capo, come una volta invece era nelle
aziende del secolo
precedente, e non
era più. I principi fi¬
losofici del Sensei,
derivanti diretta-
mente dagli inse¬
gnamenti della di¬
vina Amaterasu, lo
avevano convinto
di essere il tramite
per il concepimen¬
to, stante anche il
nome che -non a
caso- egli portava,
modestamente.
Davanti a sé aveva
due categorie di
oggetti: a sinistra
le apparecchiature
destinate all'espe¬
rimento; a destra
la tradizionale kata-
na. In caso di falli¬
mento solo il ritua¬
riormente e cerebralmente Le mani di
Diddio-sensei presero meccanicamen¬
te la katana.
All’apertura dell'Incubatrice il futuro
leader della PluriWhat era li Un metro
e poco più, glabro ovunque, ignudo,
sguardo perso nel vuoto, una vera schi¬
fezza. Prima di lasciare la katana, il sen¬
sei attese le prime parole, sicuramente
da leader. "Ferrari, Schumacher, no Ir¬
vine, no Hakkinen". Per la prima volta
un fremito di disappunto tradi le emo¬
zioni di Diddio. Il pugno serrò la katana.
"si, no, ma, però, benché, checché,
imperocché, perdincibacco, quisquilie,
pinzellacchere... uno che! ’’
La situazione era chiara: l'esperi¬
mento era fallito. Al vaniloquio del pre¬
sunto leader non restava da opporre
che il seppuku dei veri samurai. Pun¬
tando la lama al ventre, Diddio-sensei
pronunciava le sole parole che -tra¬
mandate dall'antica saggezza- avreb¬
bero permesso il suo ingresso nella
Ginza, il regno dei cieli: "Nyussu wa
omoshirokunai desu..."
Improvvisamente, a questi suoni, il
glabro sembra risvegliarsi, e chiede "E
cche vvor di'?"
Meccanicamente, il sensei risponde:
"Non ci sono notizie interessanti", e
preme la lama sul ventre, incidendolo
in profondità. La morte è ormai sicura.
"Accipicchia, come sarebbe? E Rhi-
nus dov'è? E Adeps? So che non è
colpa vostra, ma se lo fosse non lo sa¬
rebbe, e comunque non è miaaa. ma
insomma Totano che lo paghiamo a fa-
reee!" Gioia e tripudio, il capo era tor¬
nato, benché il sensei non potesse
udirlo. Il suo sacrificio non era stato
vano, e la Ginza lo aspettava. Se l'era
meritata.
Click.
"Te l’avevo detto che non sanno de¬
cidere da soli", dice BarbaBrown a
BarbaCopper. "Tutti gli esseri co¬
scienti, che siano reali, virtuali o simu¬
lati, finiscono per demandare le deci¬
sioni a divinità che loro stessi genera¬
no, siano esse singole o cosmiche"
"Eppure i parametri della simulazio¬
ne erano corretti. Vabbe', per Intelli-
giochi devo trovare un'altra cosa..."
Click.
Leo Sorge
Le illustrazioni di questo scherzo sono
della Manze1120991 e della Sony Pictu-
res (Il tredicesimo piano). I disegni so¬
no di Franco Paiamaro.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
o
u
Voglio il Modem di Elsa.
Come perchè?
A me piace che le cose fun¬
zionino bene, per questo
voglio il modem 56K di Elsa.
Perché so che Elsa è un'azienda tedesca
seria che dà molta importanza alla qualità
dei suoi prodotti e alla loro affidabilità nel
tempo. E poi lo voglio anche perché ha un
bel design e perché so che con Elsa spendo
il giusto per un prodotto che vale davvero.
Non ho dubbi,
voglio Elsa.
Capito perché?
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www.elsa.com e-mail: medregion@elsa.com
E-mail
SENZA PACE
Caro De Masi,
mi perdoni se la importuno forse con
una cosa senza grande importanza o in¬
teresse Non sono un utente Internet
molto smaliziato e sono rimasto vittima,
più o meno inconsapevole, dello spam¬
ming. Oggi ricevo venti o trenta messag¬
gi al giorno, ma buona parte sono pubbli¬
cità, mailing lisi cui mi sono abbonato per
curiosità e da cui non riesco più a cancel¬
larmi, illustri sconosciuti che desiderano
vendermi materiali di tutti i tipi, o inse¬
gnarmi come fare milioni senza muovere
un dit o Si figuri che avevo u n recapito di
e-mail [sT7 &yahoomaii.corrH ma l'ho ab¬
bandonato perche si riempiva pratica¬
mente ogni giorno di robaccia Oltre tutto
eliminarla era faccenda molto lenta, visto
che occorreva aspettare il refresh dello
schermo per ogni dieci messaggi. In-
somma. non so più che fare. Può darmi
qualche consiglio utile? A sempre mag¬
gior onore e lustro di Atripalda e dei suoi
concittadini.
Aristide Farad
C ome ebbi una volta a commentare in
un articolo dedicato appunto all'e-
mail, non si può gridare ai quattro venti il
proprio indirizzo senza ritrovarsi la casella
della posta, sotto casa, piena di pubbli¬
cità e volantini, oltre che di messaggi del¬
le varie catene, alimentari e di Sant'Anto¬
nio.
Comunque, ormai il guaio è fatto e oc¬
corre metterci rimedio Per le mailmg list
non dovrebbero esserci eccessivi proble¬
mi, visto che quasi sempre i messaggi ri¬
portano, alla fine, le istruzioni per la can¬
cellazione dalle liste stesse. Se questo
non fosse, è quasi sempre sufficiente
collegarsi al sito della list per trovare
qualche form in linea che serva alla biso¬
gna, Le ricordo, infine, che molte m-list
offrono un servizio settimanale di ''dige¬
st". riassunto delle notizie principali con
l'URL dove recuperare il "pezzo" com¬
pleto. Può essere, questo, un giusto
compromesso tra il desiderio di essere
aggiornato e l'inutilità del bombardamen¬
to giornaliero.
Ciononostante, per quanto uno cerchi
di rimanere anonimo quanto più possibi¬
le, verrà il giorno in cui ci ritroveremo con
un messaggio non richiesto nella nostra
casella. Ci hanno trovato, e, in barba
all'assoluta libertà che governa Internet,
dobbiamo fare di tutto per tornare al
buio, e difendere la nostra privacy.
Niente paura, gli spammer non sono
onnipotenti, anzi basta sovente qualche
piccola precauzione per renderli inoffen¬
sivi, La prima cosa da fare è cercare di
bloccare lo spam al momento deH'arrivo
all'ISP. vale a dire anche pnma che arrivi
alla nostra casella di posta Controllare se
il nostro provider già offre un filtro di
spam. Alcuni grossi fornitori, in proposi¬
to, permettono di personalizzare filtri in
modo specifico e relativo alle preferenze
dell'utente.Se questo servizio non viene
fornito, recuperi da WWW un filtro anti-
spamming (ce ne so no diversi su
http://www.tucows.c0ml e lo personaliz¬
zi con efficacia Ancora meglio, ma si
tratta di un'opzione a pagamento, ci si
può iscrivere a un servizio antispamming
in linea ImagiNet (http://www.imaginet
com), ad esempio, offre un servizio del
genere molto efficiente, al prezzo di
5.95$ per l'iscrizione e con un canone
mensile di 4.95$. Questi servizi funziona¬
no facendo passare tutta la posta in arri¬
vo attraverso un loro server, che la filtra
e poi la passa alla nostra casella
Gli spammer usano a piene mani i bul-
letm board e i message board per recu¬
perare indirizzi. In genere vengono utiliz¬
zati programmi specializzati (i cosiddetti
harvester - mietitori) che analizzano la
messaggistica che circola in queste aree,
riconoscendo e recuperando indirizzi (in
altre parole recuperano qualunque strin¬
ga contenente il carattere verosi¬
milmente rappresentante un indirizzo di
posta) Per evitare che il nostro indirizzo
venga "catturato", occorre mascherarlo
agli occhi dei mietitori cambiandone i
connotati, pur lasciandolo riconoscibile
agli indirizzatari del post Cosi rdm@pluri-
com.it potrà divenire rdmantispam@pluri-
comasenzaa.it o qualcosa di simile, in
modo da rendere il nostro indirizzo senza
utilità pratica, ma interpretabile senza dif¬
ficoltà dal nostro interlocutore.
Non è finita 1 Vogliamo sapere da dove
arrivano questi inaspettati ospiti? Le
informazioni presenti nella testata del
messaggio (eventualmente ampliata con
l'apposito comando del suo Client di e-
mail) mostrano diligentemente tutte le
tappe che la missiva ha toccato per giun¬
gere a noi Purtroppo quasi mai quel che
nell'header è scritto é interpretabile facil¬
mente; in linea di massima II lungo mes¬
saggio rappresentate il viaggio mostra,
all'inizio, il momento dell'arrivo alla mo¬
stra mailbox e, in coda, il punto di parten¬
za.Se vuole procedere a una decifrazione
più accurata, scarichi un'utility ad hoc,
come Sam Spade (http;//www.samspa-
de.com ), che aggiunge un commento
esplicativo a tutte le sezioni significative
della testata
Stia molto attento ai messaggi redatti
in HTML. Le indico, in poche parole, co¬
me possono essere pericolosi, in ottica
di spam Premettiamo che non bisogna
MAI rispondere a una lettera sconosciu¬
ta, anche se questa invita con messaggi
del tipo: "Se desiderate essere esclusi
da questa lista, inviate un messaggio
..." E' proprio quello che gli spammer
desiderano per verificare se un indirizzo
di e-mail è valido. Ormai tutti conosco¬
no questo trucco e solo qualche sprovve¬
duto si sogna di rispondere Ma gli spam¬
mer sono una razza insonne e combatti¬
va. Molti messaggi non sollecitati, inviati
in formato HTML, contengono, anche se
sembrano incorporare solo testo, una
piccola immagine, abitualmente solo un
pixel. Quando si legge il messaggio e si
è m linea, il nostro Client di posta, attra¬
verso un comando HTML contenuto nel
messaggio, invia al server di partenza la
richiesta di scaricare l'immagine, portan¬
dosi appresso la conferma che qualcuno
ha aperto il messaggio e che quindi l'indi¬
rizzo di posta è attivo e valido. Per supe¬
rare questo problema, istruire il Client di
posta di non mostrare automaticamente
i'HTML, oppure leggere la posta solo
Continua a pag 26
Scrivete a MCmicrocomputer!
Per scriverci avete a disposizione sia la posta tradizionale (Viale Ettore France-
schini 73. 00155 Romai. sia il fax della redazione (0643219302). sia l’e-mail, all'in¬
dirizzo hnc oostawiiiu ricorri Tri Ogni giorno i messaggi vengono girati alle persone di
competenza, per cui vi consigliamo di indirizzarvi alla casella della redazione piutto¬
sto che a quella dei singoli redattori E' piu semplice per voi e. anche se sembra
strano, per noi... E' difficile che riusciamo a fornire risposte private (quindi non in¬
viate francobolli o buste affrancate); per le e-mail qualche volta succede Voi prova¬
te, basta che non vi offendiate se non vi rispondiamo. Vi assicuriamo comunque
che leggiamo tutta la corrispondenza e teniamo nella massima considerazione ciò
che ci viene segnalato.
24
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Segue da pag 24
quando si è off-line.
Altre tecniche per bloccare lo spam so¬
no abbastanza note; creare filtri che cesti¬
nano direttamente i messaggi con certe
caratteristiche, stabilire un limite massi¬
mo di grandezza dei messaggi da scarica¬
re, insomma, cercare di prevenire ogni
mossa dell'awersario. E, per buona misu¬
ra, adottare un programma specifico di
antispammmg. Ce ne sono tantissimi, in
giro, e una visitina ai più noti siti di sha¬
reware ci potrà rifornire del meglio in cir¬
colazione (BrigthMail, High Mountain
Software Spameater Pro, Novasoft
SpamKiller, Spamstop, Autodelete Spam
sono solo alcuni dei nomi). Infine esisto¬
no alcuni siti che, organizzati per combat¬
tere lo spamming, possono mettere a di¬
sposizione numerose risorse e un bolletti¬
no sempre aggiornato di indirizzi sospetti.
Raffaello De Masi
None
UN CONTROSENSO?
Mi riferisco alla prova del PC di Infowa-
re sul numero di settembre di MC.
Nonostante l'autore Pierfrancesco Fra-
volini dica che non è un controsenso ave¬
re G400, SB Live e Kit DVD Encore insie¬
me secondo me lo è.
La G400 ha iout per TV e la SB Live ha
Tout digitale a cui collegare un sistema ti¬
po Desktop Theatre della stessa Creati¬
ve.
Ciò detto la scheda DXR3 è perfetta¬
mente inutile, basta installare un sempli¬
ce lettore DVD, magari meglio di quello
Creative .
La scheda DXR3 sarebbe stata neces¬
saria in caso di:
alAssenza di una scheda video che ga¬
rantisse la decompressione Inel caso di
cui al punto b);
blProcessore non velocissimo;
c/Assenza di uscita TV.
Mi sembra che l'abbinamento G400
32Mb DH+SB Live+PIII 500 sia più che
sufficente
Basta collegare Tout digitale del lettore
DVD all'apposito ingresso della SB Live
ed il gioco è fatto, al resto pensa la fanta¬
stica G400.
Il PC così esageratamente pompato mi
fa venire in mente i coatti che "abbelli¬
scono" le Golf GTI con delle pacchianate
assurde.Non servono a niente, visto che
la macchina va forte lo stesso, ma fanno
tanta scena .
Credo che le prove Hw vadano fatte
con un pò più di imparzialità, visto anche
che le volte Ipoche in verità) che vengo
in possesso di una copia di
MC ci trovo la prova di un PC Infoware
e di un portatile Énface.
Cordiali saluti e buon lavoro.
Stefano Cenciarelli
A pprofitto della sua lettera per fare al¬
cune precisazioni riguardo all'utilizzo
dei lettori DVD-ROM con i film su DVD.
L'uscita audio digitale presente sulla
maggior parte dei lettori DVD-ROM non
è utilizzabile come uscita per il Dolby Di¬
gital AC-3. Infatti su tali PIN troviamo so¬
lamente il segnale stereo 44.1 kHz, 16
bit presente nei brani dei
CD audio, mentre non é presente lo
stream digitale AC-3, e nemmeno il DTS
e neanche l'M-PEG. Questo perchè, al
contrario dei lettori DVD da impianto hi-fi,
i lettori DVD-ROM da computer, non
hanno al loro interno l'elettronica predi¬
sposta ad estrarre i segnali audio dai file
codificati MPEG-2 (che, ricordo, incorpo¬
rano sia l'audio che il video) Non è possi¬
bile quindi collegare tale uscita all'ingres¬
so di un decoder AC-3 esterno.
Per ricavare lo stream AC-3 dal segna¬
le MPEG-2 è necessario avere o una
scheda aggiuntiva, come la DXR3 instal¬
lata sul computer della prova, oppure ap¬
positi programmi come Powe r DVD
|nttp://www.cyberlink.com.tw/engt ish/Pro
ducts/PowerUVU.htm che estrae lo
stream AC-3 e lo invia alla soundblaster
live che a sua volta lo ripresenta sulla sua
uscita digitale. Tale programma (con que¬
sta nuova funzione) è stato però presen¬
tato recentemente e non era ancora di¬
sponibile quando è stato scritto l'articolo.
Pierfrancesco Fravolini
Alia larga
dal Diavolo!
Caro De Masi,
leggo sempre con grande piacere i
suoi artìcoli e le risposte alle lettere dei
lettori che, ogni tanto, compaiono in MC.
Dopo tutto quello che ci ha raccontato
sui virus, ci ha dato motivo per trascorre¬
re notti insonni. Ma la mia domanda,
molto breve e diretta, è questa: "Secon¬
do lei, qual è il virus più pericoloso finora
realizzato?"
Saluti ad Atripalda, come dice lei "per¬
la del Mediterraneo"; povero me, che vi¬
vo in Trentino, sempre come dice lei, al
freddo ,e al geloI Ma si sopravvive lo
stesso.
Ruggero Sals
N agarov, eminente balistico russo, so¬
steneva che "più che ammazzarlo,
un nemico, non si può". Questo portò,
dopo la seconda guerra mondiale, alla
realizzazione e alla successiva adozione,
da parte degli eserciti, di cartucce sem¬
pre più piccole, quindi meno costose e
più leggere. Cosi ì russi, oggi, adottano il
7,62 Kurz, ereditato dalla cartuccia dello
Sturmgewhere tedesco, e gli americani il
.223 Remington, che stanno alle cartuc¬
ce precedenti (8 Mauser e .308 Winche¬
ster, per non parlare del 30.06 Spring¬
field) come Davide sta a Golia.
Quindi, per ammazzare la nostra mac¬
china non c'è mica bisogno di un CIH o
un Happy99, basta un'infezioncina da
niente che se trascurata può avere effetti
disastrosi. Perciò niente giustifica sciatte¬
ria e pigrizia nell'usare e nell’aggiornare il
nostro pacchetto antivirus, inutile piange¬
re poi, a latte versato!
Comunque, se proprio mi chiede di no¬
minare un virus tristemente famoso per
la sua aggressività, mi sento di indicare,
tra i primi, Satanbug. Si tratta di uno dei
virus più infestanti mai visti, peraltro, al¬
meno all'Inizio, non facile da individuare.
Satanbug, conosciuto anche nelle va¬
rianti S-bug, Backmodem e ancora Na-
tas4744 ha in sé tutte le caratteristiche
del virus killer a tutti i costi. E' un poli¬
morfico autoencriptante, multipartito e
residente in memoria. Una volta caricato
in memoria , infetta ogni dischetto inseri¬
to nel computer, ma si insedia anche sui
file con suffisso .EXE e ,COM. E' classifi¬
cato in letteratura come "fast mfector",
vale a dire che non segue particolari re¬
gole per infettare un file, ma attacca qua¬
lunque cosa con cui viene a contatto o
che passa attraverso la memoria del
computer. Le conseguenze di questo
comportamento possono essere gravi,
visto che , per esempio, in caso di esecu¬
zione di un backup, praticamente ogni fi¬
le, originario e della copia, sarà infettato
Sebbene non sia particolarmente di¬
struttivo nei confronti dei file che colpi¬
sce, contiene all'interno una trappola che
scatta casualmente con rapporto di fre¬
quenza 1/512, nel qual caso il disco rigido
viene formattato. Onore al merito di chi
l'ha costruito, il processo di formattazio¬
ne del disco scatta anche se si tenta di
lanciare un debugger residente in memo¬
ria per cercare di analizzarne la struttura
Vera "superstar" dei virus, Satanbug è
ancora in campo dopo alcuni anni dalla
sua comparsa, e il numero delle infezioni
rilevate non accenna a diminuire. Fortu¬
natamente è ben noto e può essere indi¬
viduato e distrutto da tutti i pacchetti anti¬
virus commerciali, anche quelli freeware.
E dopo queste notizie, tutti a lavarci le
mani!
Raffaello De Masi
ME
26
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j/uncrriA i \/u r-u-kA OC7 *«i ncox GUOQQ
smatV
3 6* E 0 I 2 I 0 N E
"Computer vicini e lontani..."
Lo storico saluto che Nunzio Filogamo, pioniere della comunicazione, rivolgeva al proprio pubblico agli albori
della radio e della televisione, adattato all'occasione, mi viene in aiuto per rendere l'idea di quanto
mi ha maggiormente colpito alla ultima edizione della più importante fiera di informatica italiana:
non solo nuovi prodotti hardware e soluzioni software ma, finalmente, un diffuso orientamento a dare al computer
una collocazione meno generica, più specializzata anche nell'utilizzo consumer e, parallelamente,
fortemente diretta alla comunicazione globale.
di Rino Nicotra
to a SMAU ’99 è proprio
quella di vedere una sorta di
volontà generale di avvicinar¬
si alla gente comune, tentan¬
do di coinvolgerla sempre di
piu nell'evoluzione tecnologi¬
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C omputer vicini e lontani
perché siamo sempre
più attorniati da oggetti ge¬
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vigare in Internet utilizzando
la TV, ecc.) e, contempora¬
neamente, siamo in grado
di interrogare banche dati
lontane migliaia di chilome¬
tri, scambiare messaggi o fi¬
le e dialogare on line con
chiunque in qualsiasi parte
del mondo, consultare ser¬
ver ricchi di informazioni di
qualsiasi genere, partecipa¬
re a congressi internazionali
dove tutti i presenti sono
comodamente seduti nel
proprio ufficio collegati in vi-
deoconferenza.
Tutto ciò, per quanto
possa risultare or¬
mai banale
agli
addetti ai lavori, non lo è
affatto per la gente co¬
mune che, pur cono¬
scendo l'esistenza
di tali utilizzi tecno¬
logici, li considera
come "cose per
altri", non ren¬
dendosi conto
di come spesso
tali tecnologie
facciano parte
delle nostre
azioni quotidia¬
ne.
La grande no¬
vità che ho col-
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
ca si comincia a pensare a tutto cam¬
po, proponendo oggetti destinati ad un
uso specifico per ogni occasione
■■ (o quasi), lasciando il PC tuttofa¬
re all'appassionato smanettone
che nel computer non vede solo
il mezzo che gli consente di rag¬
giungere certi obiettivi, ma rap¬
presenta spesso l'obiettivo prin¬
cipale del suo passatempo prefe¬
rito Quindi non piu un'informati¬
ca per gli informatici ma una tec¬
nologia il più trasparente possibi¬
le, mascherata da oggetto di uso
quotidiano,
Ma allo SMAU qualcosa di nuo¬
vo si è vissuto davvero, e al di là
dei nuovi telefonim, della minia¬
turizzazione esasperata di tutto
ciò che è possibile rendere piu
piccolo e leggero, dei masteriz-
zatori USB, dei cabinet e acces¬
sori colorati, la vera novità è sta¬
ta la gran voglia di saperne di piu
sulla comunicazione globale In¬
ternet e tutte le possibilità future
della rete sono state di certo gli
argomenti di maggiore interesse
per tutti i visitatori.
La possibilità di restare in contatto
con chiunque e ovunque ci si trovi è si¬
curamente un argomento molto affa¬
scinante; se poi a questo aggiungiamo
la possibilità di scambiarci immagini,
testi, applicativi e quant'altro, utilizzan¬
do un piccolo oggetto che possiamo
tenere comodamente in tasca, abbia¬
mo la sensazione di essere immersi
nel futuro, in quel futuro: che fino a po¬
co tempo fa ci era consentito di vede¬
re solo nei film di fantascienza e che
oggi, finalmente e senza più intimorire,
inizia a far parte della nostra realtà
Anche se, a tratti, girando per corridoi
e stand non ho potuto fare a meno di
ascoltare le lamentele di alcuni esposi¬
tori e visitatori cogliendo frasi del tipo -
Lo SMAU non è più quello di una volta
- oppure - non è più un appuntamento
per gli operatori, ormai entrano tutti -.
E - vero, lo SMAU non è più quello di
una volta, non è più la manifesta¬
zione dedicata agli operatori del
mondo informatico. D'altra parte
neanche l'informatica è più quella
di una volta e tanto meno è solo
per gli operatori, Il mercato è
cambiato, il mondo è cambiato,
l'informatica è diventata un pro¬
dotto consumer e come tale, per
vivere, ha la necessità di rispetta¬
re certi numeri, numeri che si
possono fare solo coinvolgendo il
più possibile la gente, i consuma¬
tori, coloro che fruiranno in massa
delle nuove tecnologie. Anche a
costo di pagare qualche scotto
sotto forma di difetto organizzati¬
vo che si traduce in disagi per II
visitatore e scarsa tranquillità per
gli operatori.
A differenza di quanto solita¬
mente ci si aspetta da un grande
appuntamento fieristico, non ci sono
state novità eclatanti a
livello di prodotti pre-
sentati. E' vero, le
i i
jWj
ma
non si sapesse
già qualcosa.
Sarà la potenza di In¬
ternet e la facilità
con cui ormai circo¬
lano le informazioni,
ma dagli spazi espositivi
arrivavano solo conferme
PC ultrapotente capace di fare tutto, ri¬
volgevano l'attenzione su prodotti de¬
dicati, soluzioni pensate per utilizzare
tutta la potenza disponibile per fare po¬
che cose mirate e con la massima affi¬
dabilità. Anche queste non sono certo
novità, basti pensare al successo
delle console da gioco
(Playstation, Dream-
cast, ecc.) o all'ultima
generazione di PDA
(Personal Data Assi¬
stami.
La cosa nuova è che
finalmente in questa otti-
I prodotti
di cose già più o meno
conosciute.
Un aspetto interes¬
sante della fiera è stata
la significativa presenza o———
di proposte che, a diffe¬
renza di quanto accadeva fino a poco
tempo fa, anziché lanciare l'idea del
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
29
PROCESSORI
di Andrea Monlesi
AMD spinge ancora sull'acceleratore:
il nuovo ATHLON vola a 700
La società californiana non sembra
proprio intenzionata a perdere
tempo e presenta subito una
versione del suo più recente
microprocessore con la fre¬
quenza di clock di 700 MHz. Il
K7 stabilisce cosi il nuovo
record di velocità nella famiglia
degli x86.
Dopo anni passati a rincorrere la gran¬
de rivale Intel in termini di velocità e
potenza di calcolo dei microprocessori,
riuscendo infine in un'impresa che in
tempi non lontani sarebbe sembrata
improponibile, la AMD sembra oggi fer¬
mamente decisa ad approfittare della
posizione di testa appena conquistata
grazie al lancio sul mercato della sua
nuova punta di diamante, il K7 "Athlon".
Come un ciclista in fuga, l'azienda di
Sunnyvale vuole infatti approfittare del
momento di stasi in casa Pentium e
tentare l'allungo sulla concorrenza, in
ritardo questa
volta sul lancio del
futuro diretto rivale dell'Athlon
(il "Willamette"), annunciando a meno di
un mese dalla presentazione italiana
della nuova CPU la disponibilità di una
nuova versione da 700 MHz.
L'ultimo nato nella famiglia K7, già
battezzata dal chairman e CEO di AMD
W.J. Sanders III come la "settima gene¬
razione" nel campo dei processori, si
propone quindi oggi come il prodotto
più performante per sistemi di fascia
alta, workstation e server; questo gra¬
zie alle eccezionali capacità di calcolo,
tanto in virgola mobile quanto su interi,
ed alle alte prestazioni sulla grafica 3D
che caratterizzano tutta la serie Athlon
e che al banco di prova dei ben-
chmark si sono dimostrate
superiori a quelle di altri siste¬
mi con pari frequenze di
clock. Non solo velocità,
quindi, ma un'architettura
superscalare e super-pipeli-
ne del tutto nuova che può
inoltre contare su 128 KB di
cache già a livello 1 ed un bus di siste¬
ma da 200 MHz. AMD ha già sviluppa¬
to un nuovo chipset per la famiglia
Athlon, l'AMD-750, ma tutti i protagoni¬
sti del mercato hardware si sono
immediatamente fatti avanti con pro¬
dotti appositamente ideati per la nuova
CPU: Asus e Microstar per le schede
madri, VIA e SiS per i chipset, Award e
Phoenix per il BIOS, tanto per fare alcu¬
ni nomi. Senza contare i driver per
schede grafiche in versione ottimizzata
per Athlon già rilasciati da tutti i princi¬
pali produttori. Il prezzo indicativo per il
nuovo processore è di 849 dollari.
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NETWORKING
di Andrea Mortesi
sma
1 99U
au7
Le proposte BreezeCOM per il Networking Wireless
L'azienda israeliana estende il suo
campo d'azione, passando dalle sole tec¬
nologie per LAN wireless ai dispositivi per
IP-BWLL (IP Broadband Wireless Locai
Loop), destinati al mercato dei Carrier e
degli Internet Service Provider per offerte
di accesso Internet ad alta velocità.
Il numero di fornitori di servizi di accesso
alle dorsali dei Carrier a lunga distanza sta
aumentando rapidamente e tutti dovranno
presto preoccuparsi di aumentare la loro
offerta di servizi ed espandere le loro reti.
Per questo sono nati i sistemi Wireless
Locai Loop: accesso wireless alle reti di
telefonia pubblica ed Internet caratterizza¬
to da rapidità di implementazione, bassi
costi di realizzazione e supporto al servizio
IP veloce in contemporanea alla telefonia.
Inoltre, una volta installata, l'infrastruttura
wireless può essere facilmente ampliata
fino a supportare migliaia di utenti per
cella. BreezeACCESS è il sistema
Broadband WLL ideato e prodotto da
BreezeCOM a questo scopo. I prodotti
BreezeACCESS utilizzano tecnologie wire¬
less radio a commutazione di pacchetto
punto-punto o punto-multipunto, garanten¬
do agli utenti una velocità di trasmissione
dati di fino a 3 Mbps per la connettività alla
rete e supportando un traffico aggregato
di fino a 54 Mbps per cella in contempora¬
nea ad un traffico telefonico di alta qualità.
Queste tecnologie proprietarie, progettate
in collaborazione con i principali Carrier e
conformi agli standard di comunicazione
europei e mondiali, forniscono un'alloca¬
zione flessibile della larghezza di banda,
permettendo quindi di assegnarne elevate
quantità a richiesta per trasmissioni a raffi¬
ca. È quindi possibile gestire la larghezza
di banda in funzione di differenti classi di
utenti utilizzando le supportate funzionalità
CIR (Committed Information Rate), MIR
(Maximum Information Rate) e QoS
(Quality of Service). Le risorse del siste¬
ma, inoltre, sono effettivamente utilizzate
solo durante le trasmissioni effettive e non
bloccate per tutta la durata di una sessio¬
ne come nelle soluzioni wireless a com¬
mutazione di circuito.
Le celle del sistema BreezeACCESS
hanno un raggio d'azione fino a 15 m, ridu¬
cendo notevolmente il numero di dispositi¬
vi necessari a servire aree di grandi dimen¬
sioni. Attualmente i sistemi
BreezeACCESS utilizzano la banda a paga¬
mento dei 3,5 GHz e quella gratuita dei 2,4
GHz per i sistemi ISM (Industriai Scientific
and Medicai). È previsto in futuro lo sfrut¬
tamento della banda compresa tra i 2,5 ed
i 2,7 GHz per i sistemi MMDS
(Multichannel Multipoint Distribution
Systems).
Per Informazioni:
BreezeCOM Ltd.,
[i tip.//www. nreezecom coni
• SIMULAZIONE
Fulvio Castellano
L'Aeronautica Militare Italiana adotta Microsoft Flight Simulator 2000
per addestramento piloti
Metti un CI30 dell'Aeronautica Militare
Italiana, 'assembli' una trentina di giornali¬
sti all’aeroporto di Linate, li imbarchi nella
pancia dell'aereo, due tappi per gli orecchi
per ripararli da-non-si-sa-quanti-decibel di
frastuono e via, e dopo un'oretta di volo
eccoti all'aeroporto militare di Latina dove
ti aspettano alti ufficiali per presentarti,
assieme ai manager Microsoft, l'ultima ver¬
sione di Microsoft Flight Simulator 2000 e
ritorno a Linatel Un'esperienza tutta da
vivere, entusiasmante e molto originale.
Con Flight Simulator 2000 si vola davve¬
ro: lo fanno anche i piloti dell'AMI per i
corsi di addestramento.
La nuova versione di Flight Simulator,
che da oltre 17 anni appassiona e affasci¬
na tutti gli amanti del mondo dell'a¬
viazione e del volo virtuale, è arrivato
in Italia. Con un nuovo motore grafi¬
co, nuovi scenari tridimensionali,
nuovi modelli di aerei e 20.000 aero¬
porti disponibili, rispetto ai 3.000
della versione precedente.
Flight Simulator 2000 si propone
ancora una volta come il simulatore
di volo civile di riferimento, in grado
di offrire ore ed ore di emozionanti
evoluzioni.
L'innovativo motore grafico 3D
consente di sperimentare un reali¬
smo eccellente - per esempio, nella
Segue a pag. 34
32
Hcomputer XA600
Main Board Socket 370 • formato Micro ATX
• Chipset Intel 810 • CPU Celeron 400MHz
SDRAM 32Mb • Fdd 1,44MB • Scheda video integrata
• HDD 6.4GB ATA-4 • Scheda sound integrata
•Tastiera e mouse PS/2
• Connettori: 2 seriali, I parallela, 2 USB, I Midi,
3 pin jack audio
Hcomputer XBS00
Main Board Socket 7 • formato Micro ATX
Chipset'VIA Apollo MVP4 • CPU AMD K-6III 400MHz
SDRAM 32Mb • Fdd 1.44MB • Scheda video integrata
• HDD 6,4GB ATA-4 • Scheda sound integrata
•Tastiera e mouse PS/2
• Connettori: 2 seriali, I parallela. 2 USB, I Midi,
3 pin jack audio
•^Computer
Per informazioni
06/72434.1 (r.a.)
Rii
0
0 li ! 1 I N l
Segue da pag. 32
• SOFTWARE
visualizzazione delle nuvole, la pioggia, le
raffiche di vento - nei nuovi scenari di
volo con grafica ad alta risoluzione; la
gamma di aerei disponibili è stata arricchi¬
ta da due nuovi modelli, il British Airways
Concorde e il Boeing 777-300, mentre
sono stati aggiornati quelli già presenti
nella versione 98.
Flight Simulator 2000 dispone di un
completo database di mappe Jeppesen,
le stesse utilizzate nella realtà dai piloti, e
di nuovi elementi tridimensionali, quali
edifici, torri, navi, veicoli per rendere
ancora più realistica la riproduzione degli
scenari durante il volo.
E’ possibile effettuare il download in
tempo reale delle condizioni meteorologi¬
che dell’aeroporto di partenza.
Flight Simulator 2000 è ottimizzato per
la CPU Pentium III ed è disponibile com¬
pletamente in italiano. Inoltre, Microsoft
ha pensato anche a chi vuole avere a
disposizione un programma per PC da uti¬
lizzare come un vero e proprio corso di
addestramento al volo: la versione
Professional Edition di Flight Simulator
2000 in lingua inglese. Rispetto alla ver¬
sione standard, questa dispone infarti di
due tool che permettono di creare nuovi
aerei e pannelli, due nuovi aerei (Mooney
Bravo e King Air 350), di sei nuove città.
Flight Simulator 2000 in versione italiana
ha un prezzo stimato di vendita al pubbli¬
co di L. 129.000, mentre la versione
Professional Edition (versione inglese) di
L. 149.000.
Questa è stata l'occasione per ufficializ¬
zare e intensificare la collaborazione (ini¬
ziata già nel '97) tra Microsoft e AMI.
Dunque, l'Aeronautica Militare Italiana e
Microsoft hanno annunciato l'adozione di
Flight Simulator nei corsi di addestramen¬
to di base dei nuovi piloti militari.
La Sezione Addestramento e Programmi
del 70° Stormo si occupa, fra i propri
scopi, di formulare proposte per i pro¬
grammi addestrativi in vigore per la sele¬
zione di ufficiali piloti dei corsi regolari
d'Accademia e di Complemento, del per¬
sonale navigante di altre Forze Armate e
Corpi Armati dello Stato, quali Esercito,
Marina. Guardia di Finanza, Polizia di
Stato, e di altri paesi esteri che di volta in
volta stipulano accordi con l'Italia. In occa¬
sione dell'annuncio dell'ambizioso proget¬
to, è presentato anche il piano di persona¬
lizzazione dell'edizione 98 di Flight
Simulator, attraverso lo sviluppo di un
nuovo scenario di volo dedicato al CTR di
Latina, Spazio Aereo Controllato dalla
torre di controllo di Latina.
Per informazioni:
Microsoft, _
ìlittp ://www. microsott.it
di F. Fulvio Castellano
BUDDY B-200: il PC in condominio
BUDDY B-200 è un prodotto basato su
scheda e software plug-and-play che con¬
sente a più utenti di condividere lo stesso
computer in ambiente Windows 9x. Gli
utenti possono utilizzare simultaneamente
e indipendentemente le stesse applicazioni
(come Word Processor, fogli elettronici,
ecc.) per creare e modificare i propri docu¬
menti. Possono anche condividere le stes¬
se unità, come CD-ROM, Zip, stampanti,
modem e altro, evitando l'acquisto di più
periferiche e riducendo pertanto i costi di
acquisto e gestione.
Progettato per il piccolo ufficio, la famiglia,
la scuola, il B-200 utilizza la tecnologia
Direct Video Drive, per trasmettere agli
utenti i dati a 32 Mbit/sec. Il B-200 trasferi¬
sce via cavo al monitor, alla tastiera e al
mouse dell'utente che la richiede qualsiasi
applicazione, considerandola come un'altra
videata. Inoltre, ogni gruppo di utenti Buddy
può essere connesso ad una rete NT e Net
Ware. Il B-200 sfrutta le risorse del sistema
che altrimenti resterebbero inutilizzate, e
consente al secondo utente di servirsi dello
stesso PC, risolvendo la necessità di acqui¬
starne un altro.
Buddy B-200 è una soluzione Ultra Thin
Client a tutti gli effetti: risolve la problemati¬
ca di Total Cost of Ownership, nata con l'ar¬
chitettura Client/Server dove Client com¬
plessi necessitano di una gestione onerosa.
Buddy è un prodotto di Austin Federation
Ltd. E' distribuito in esclusiva per l'Italia da
DIGITS e ha un prezzo al pubblico di lira
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Un inaspettato connubio - moda e video¬
giochi - per il lancio di Shadow Man (sotto
il marchio Acciaimi, un videogioco destina¬
to trasformarsi rapidamente in un fenome¬
no di costume (è proprio il caso di dirlo!).
Videogiochi e moda, Halifax e Diesel, due
realtà vicine al mondo dei giovani, al loro lin¬
guaggio, al loro modo di esprimersi, si sono
incontrate in Shadow Man. Il protagonista
del videogame di Halifax è la sintesi tra
audacia e anticonformismo - si fa per dire -
che emergono dallo stile Diesel. Diesel
vestirà Shadow Man. il guerriero voodoo
protagonista del videogioco, destinato a
spopolare e, secondo i promotori, a lasciare
un segno indelebile tra i giovani e gli appas¬
sionati di videogiochi.
Shadow Man ha fatto la sua comparsa dal
13 al 25 settembre, in una vetrina dedicata,
all'interno dei Diesel Store di Milano,
Roma, Perugia, Padova e Verona. I fan di
Shadow Man hanno avuto, invece, la possi¬
bilità di incontrarlo a Smau, all'interno dello
stand Halifax, dove è stato allestito un
angolo Halifax/Diesel interamente dedicato
al videogioco.
Per informazioni:
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iffp./Avww. diesel, corri
• ACCORDI
di F. Fulvio Castellano
Halifax "sposa" Diesel e veste con i blue jeans
il suo Shadow Man
34
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• PERIFERICHE
di F. Fulvio Castellano 1
3Com lancia nel nostro Paese Palm V, l'organizer
sincronizzato tutto in italiano
Costa 899 000 lire, ha una larghezza pari
alla metà rispetto ai modelli precedenti e un
peso di soli 115 grammi, rifiniture in allumì¬
nio anodizzato, curve e bordi arrotondati,
tasti a scomparsa, copertura di protezione
rimovibile in pelle in rilievo, nuovo schermo
con contrasto e luninosità migliori, una bat¬
teria agli ioni di litio ricaricabile tramite la
base di sincronizzazione dei dati HotSync in
un tempo totale dì appena due minuti.
Stiamo parlando dell'organizer sincronizza¬
to Palm V: è questa la novità dell'autunno
che Palm Computing, divisione di 3Com
Corporation, ha appena annunciato. E' il
modello piu recente della famiglia di prodot¬
ti palmari siglati 3Com, e ora è disponibile in
versione 'nazionalizzata', con software e
manuali in italiano.
Con il Palm V sono offerte caratteristiche
avanzate, tra cui una base di sincronizzazio¬
ne in grado di ricaricare automaticamente la
batteria, un rinnovato schermo a cristalli
liquidi per una visione più nitida e chiara.
Basato sulla piattaforma Palm Computing e
dotato del software Palm OS3.X, migliorato
con funzionalità di sincronizzazione di rete, il
Palm V include il software Palm Desktop
e connettività integrata a Microsoft
Outlook,
L'efficiente struttura di data Storage
consente di immagazzinare in 2 MB di
memoria 6000 indirizzi, 3000 appuntamenti,
1500 attività, 1500 promemoria e 200 mes¬
saggi e-mail. Il Palm V offre compatibilità
con Microsoft Exchange, Outlook 97 ed
Express, Lotus cc: mail, e Qualcomm
Eudora Pro. Sono anche disponibili il Palm V
Modem, a 33.6 Kbp, che consente agli
utenti di sincronizzare i propri dati in remoto
tramite accesso dial-up, direttamente al pro¬
prio PC o a un server di accesso remoto. Il
Palm V Travel Kit, che include un leggero
cavo da viaggio HotSync oltre a un converti-
tore/caricatore AC/DC per la ricarica del
Palm V in ogni nazione al mondo.
Nel frattempo 3Com annuncia un piano
per costituire due aziende indipendenti nel
settore networking e handheld computing,
quest’ultima (Palm Computing) sarà quotata
in Borsa, la prima nel settore dei palmari.
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Da Elsa una cascata di nuovi prodotti a SMAU
L'azienda tedesca specializzata
in prodotti per comunicazione
dati e computer grafica ha pre¬
sentato le sue ultime novità allo
SMAU '99.
Modem per tutte le esigenze: il
modem Microlink USB, presentato
sia in versione 56K, sia ISDN, per¬
mette il collegamento " a caldo" al
PC, consentendo una semplice ed
immediata installazione, anche a
PC acceso.
Entrambe le ver¬
sioni del modem
sono fornite con
tool e software in
bundle. Il Microlink
56K Internet, dedi¬
cato al mercato
consumer, è un
modem V90 dal
rapporto prezzo/
prestazioni molto
vantaggioso:
169,000 lire
IVA inclusa.
Sempre interes¬
sante, visto il grande
sviluppo dei PC portatili, l'evoluzione
dei prodotti PC-Card: Elsa propone i
modem Microlink 56K MC (modem
V90) e MC all prò (multifunzione:
modem V90 e ISDN), studiati per le
esigenze di comunicazione dati di chi
per lavoro si trova spesso in viaggio.
Dotate di avanzate funzioni di rispar¬
mio energetico queste PC-Card sono
utilizzabili ovunque nel
mondo.
Le soluzioni proposte
per la grafica professio¬
nale comprendono gli
acceleratori grafici pro¬
fessionali su bus AGP
Elsa Gloria XXL,
basata su motore
GLINT Gamma/MX e
la Synergy II, basata su
chip nVidia TNT2
La prima è una scheda accelera-
trice per workstation professionale,
dedicata alla modellazione 3D e al
CAD/CAM, con prestazioni molto inte¬
ressanti e proposta con gli occhiali
LCD (da usare in congiunzione con un
monitor tradizionale) per la visualizza¬
zione tridimensionale.
La Synergy II è una soluzione "entry
level" dalle buone prestazioni, dedica¬
ta agli utenti di applicazioni DTP, ela¬
borazione di immagini, CAD e visualiz¬
zazione
DTP, CAD e DIP in testa.
Presenti a SMAU anche i nuovi
monitor con tecnologia LCD a scher¬
mo piatto, gli Elsa Economo 17LCD99
e 20LCD99, con bassa emissione di
radiazioni e prestazioni eccellenti;
compatibili con qualsiasi scheda video
e multipiattaforma (PC e Macintosh),
sono certificati TCO 95,
Abbiamo anche visto in anteprima
la nuova scheda acceleratrice basata
su chip GeForce 256, la Erazor X su
bus AGP e dotata di 32 Mbyte di
RAM; si tratta di una soluzione al
"top" per il mercato consumer, verrà
proposta con un interessante bundle
software.
Sempre per il mercato consumer, ed
in abbinamento con molti prodotti,
forte presenza degli occhiali ad ottura¬
tore con tecnologia LCD Elsa 3D
Revelator, capaci di riprodurre una
visione tridimensionale molto realisti¬
ca e coinvolgente
Dal punto di vista dei
monitor, ecco in Italia i
nuovi prodotti della linea
Economo,
da 17" a
24”, ideali,
questi ulti¬
mi, per la
visione in
dimensioni
reali di due
pagine A4
o una pagi¬
na A3 e per
tutte le
applicazioni
più impe¬
gnative,
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38
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HARDWARE
di M. Cimelli
Nuovi controller RAID da Mylex e schede SCSI
Mylex presenta nuovi controller RAID e
schede SCSI per il trasferimento, l'archi¬
viazione e la protezione dei dati, offrendo
soluzioni professionali per sistemi server
e applicazioni SAN in ambienti NT ed
UNIX.
Il SAN Array FFx, controller RAID ester¬
no FCAL to FCAL (Fibre Channel
Arbitrated Loop), integra un processore
RISC Intel a 233 MHz, un doppio bus PCI
a 64 bit, un canale fibre channel-to-host e
due channel-to-disk a 100 MB/s per cana¬
le che gestiscono più di 250 dispositivi
con una capacità complessiva di 18
TByte. I livelli RAID implementati su tutte
le schede sono 0, 1, 0+1, 3. 5, 10, 30, 50
e JBOD (Just a Bunch Of Disk). La cache
è di 64 MB espandibile a 128.
Con medesimo processore e bus dati,
ma con cache da 32 a 256 MB, Mylex
propone le eXtremeRAID 2000 e 3000 II
primo è un controller RAID a bus PCI
con quattro canali ultra3 SCSI a 160
MB/s (2 interni + 4 connettori
esterni). La capacità di trasferi¬
mento complessiva è di 4,32
TByte per 60 dischi, con una mt
media di 72 GByte. Il RAID *
controller Mylex 3000 ha le
stesse caratteristiche del modello
2000 piu un connettore interno ultra2
SCSI a 80 MB/s capace di pilotare fino a
15 dischi SCSI locali. I due canali a fibre
(FCAL) hanno un transfer-rate a 100
MByte/s per canale,
L'AcceleRAID 352, controller ultra3 SCSI
a 160 MB/s con bus PCI 64 bit a 33 MHz,
utilizza un processore RISC Intel i960rn a
100 MHz con cache da 32/64 MB e 2
canali per dispositivi SCSI (2 interni + 2
connettori esterni) in grado di gestire fino
a 2.16 TByte per 30 dischi, usando 72
INTERNET
di F. Fulvio Castellano
sma
GByte per con¬
troller.
IBM ha annuncia¬
to l'acquisizione di
Mylex Corporation e
pagherà 12 dollari per
azione ordinaria. Il con¬
trovalore totale dell'acqui¬
sizione ammonta a circa
240 milioni di dollari
Mylex diventerà, cosi
una sussidiaria interamente
controllata da IBM, dando la possibilità a
quest'ultima di fornire alla clientela una
linea più completa di soluzioni di imma¬
gazzinamento per l'industria
Per informazioni:
Mylex,
Imviv myio\ i.-cvil
Telecom Italia e TIM: l'obiettivo è la crescita del mercato Internet
Se Internet sarà il motore dello sviluppo
delle telecomunicazioni e un decisivo fat¬
tore di crescita per l'economia dei paesi
avanzati, il Gruppo Telecom intende pro¬
muovere e realizzare tutte le iniziative
necessarie a rimuovere gli ostacoli all'evo¬
luzione del mercato Internet ancora pre¬
senti nel contesto italiano. Questo, in sin¬
tesi, il significato dell'annuncio congiunto
di Telecom Italia e di TIM sulla nuova
offerta Internet presentata a Milano alla
vigilia dell'apertura dello Smau. Non è
pensabile, in questo contesto, per le fami¬
glie e le imprese italiane "vivere" senza
Internet. In Italia, la diffusione di Internet
sconta ancora un notevole ritardo a causa
di una serie di barriere: alti costi del-
l'hardware, bassa penetrazione dei PC
nelle famiglie, scarsa conoscenza della
lingua inglese, un sistema scolastico poco
predisposto all'uso delle tecnologie, una
bassa informatizzazione della Pubblica
Amministrazione.
Per quanto riguarda Telecom Italia que¬
sti saranno i fondamentali elementi: infra¬
strutture a larga banda e basso costo per i
clienti consumer e SOHO; Internet Farm
per offerte e-business chiavi in mano per
le aziende; portali per accelerare la cresci¬
ta di contenuti e la domanda del mercato
(scuola, entertainment, musica. PMI); pro¬
mozione della diffusione dei terminali di
accesso (PC e altri). Per quanto riguarda
TIM ecco i fondamentali elementi: spinge¬
re la diffusione di Internet nel mercato di
massa facendo leva sulla penetrazione
della telefonia mobile; attivare un volano
di traffico sulla rete fissa incentivando
l'uso di Internet dai vari terminali (dal
telefonino al PC).
L’offerta di Telecom Italia per la telefo¬
nia fissa avrà come capisaldi le Soluzioni
Tin Easy PC/Tm EasyNET, che offriranno
da dicembre '99 un PC "entry level" già
configurato per Internet/Tin.it e dotato di
smart card per il commercio elettronico.
Altra offerta importante sarà Fast Internet
con l’accesso ADSL Tin.it che consentirà
la navigazione veloce su Internet con
accesso "always on" a costo fisso, la
disponibilità di video comunicazione su IP
e la possibilità di utilizzo siti/servizi multi¬
mediali disponibili in rete (streaming
audio-video, brevi filmati, canali radiofonici
su Web, scambio immagini ad alta risolu¬
zione). Saranno disponibili, da 'ieri', i ser¬
vizi a larga banda per le aziende "Ring".
Telecom Italia, prima in Europa, presenta
una nuova piattaforma completa di servizi,
rivolti alle Aziende, per la trasmissione
dati a Larga Banda, ad alta velocità ed a
basso costo di accesso, denominata
"Ring". TIM, invece, prepara una grande
rivoluzione: da novembre c'è post® nel
telefonino di 17 milioni di italiani.
Un solo numero per gestire tutte le pro¬
prie comunicazioni personali, una chiave
di accesso gratuito a Internet: con il
nuovo servizio UNI TIM (Universal
Number TIM), tutti i clienti TIM potranno
utilizzare il proprio numero di cellulare non
solo per telefonare, come segreteria
telefonica o per inviare e ricevere SMS,
ma anche per gestire la posta elettronica,
i fax e navigare su Web Ogni numero cel¬
lulare TIM diventa cosi la chiave di acces¬
so alla propria casella personale, una sorta
di biglietto da visita declinabile con assolu¬
ta facilità. Ad esempio, numero di cellula¬
re 0338-3692468, e-mail 0338-
l3692468®tTm~T1 fax mail 0338-0
3692468, segreteria 0338-0-3692468.
UNI.TIM include un accesso gratuito a
Internet: per utilizzarlo sarà sufficiente
configurare il proprio PC e collegarsi da
rete fissa o mobile. Tutto con un solo
numero, quello del telefonino TIM
Per informazioni:
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TIM.
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40
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
9 Creative Technologv Ltci. Tutti i nomi di prodotto o marchi sono marchi registrati dai legittimi proprietari. Tutte la i
sono soggetto a cambiamento senta preavviso, in Italia • prodotti Creative toh»nono proniuso/ e diffusi da Creettve
TELEFONIA
dì Andrea Monlesì
Con Eurosystems il telefono di casa va su linea GSM
Presentato dall'azienda marchigiana un
originale prodotto nel campo della telefo- \ Va
ma, il Phone GSM 628. Si tratta di un
apparecchio grazie al quale è possibile
collegare alcuni modelli di telefoni cellulari
Ericsson GSM alla rete di telefoni fissa di
casa o dell'ufficio, con il risultato... di
avere l'impianto di telefonia domestica 1
collegato alla rete GSM. Sfruttando quindi la pre e
linea del telefono cellulare si potranno cosi in casa, al
utilizzare anche gli apparecchi di casa, com- Ma non è
presi segreteria telefonica, centralini, ecc. telefonino;
Chi lo desidera potrà quindi utilizzare sem- cellulari più
soltanto un numero di telefono,
lavoro e fuori: quello del GSM.
una trovata per soli maniaci del
sfruttando le tariffe telefoniche
convenienti, in particolare quella
tra GSM e GSM, l'uso del Phone
GSM 628 di Eurosystems può
anche rivelarsi economicamente
vantaggioso, soprattutto per chi
abbia frequente necessità di effet¬
tuare chiamate interurbane o verso
telefoni cellulari, come professionisti
o piccole aziende.
Per Informazioni:
Eurosystems Srl,
Tel. 0734 228075
http://www.eurosystems.it
• SOFTWARE
La forza dell'Open Source al servizio di Solaris
Le piccole e medie aziende che adottano
Solaris 7 di Sun e la piattaforma Sparc non
dovranno piu penare per le attese legate
aH'installazione e al test dei prodotti open
source. SRD-ISP, una società di Roma che
utilizza questo sistema da anni, ha prepara¬
to Open Toolkit, una distribuzione che con¬
sente. in appena un'ora, di arricchire i server
e le workstation dei software di questa
categoria. La procedura infatti automatizza
l'installazione dei pacchetti per uso interno,
al fine di non ripetere i passaggi per ogni
nuova macchina da configurare. Vista la
Vegstore Systems, specializzata in soluzio¬
ni hardware e software per la gestione elet¬
tronica di dati, documenti ed immagini, ha
presentato allo SMAU le nuove soluzioni
proposte dalle aziende distribuite da
Vegstore. La tipologia di soluzioni proposte
comprende controller e array RAID, sistemi
di archiviazione su nastro, CD-Tower, UPS e
accessori per reti aziendali.
Vegstore lancia sul mercato una propria
linea di personal computer, in grado di
coprire tutti i segmenti di mercato. A partire
dall'offerta Family, alla Business e la
Microspace. tutte le proposte Vegstore si
distinguono per le ottime prestazioni e qua¬
lità dei componenti utilizzati.
La proposta Family comprende i modelli
MicroATX, desktop e minitower, integranti
schede madri con chipset Intel BX e ZX,
processore Intel Celeron e Pentium III,
comodità del prodotto hanno poi pensato di
commercializzarlo, dopo aver verificato la
funzionalità del software e rifinito gli script
per la compilazione dei sorgenti.
La procedura di OpenToolkit non si limita a
correggere gli errori generati dai processi
standard di compilazione, ma ritocca i file di
configurazione e indica quali programmi
sono necessari all'installazione di altri; infi¬
ne, configura la macchina per l'avvio al boot
dei server di maggiore interesse.
OpenToolkit risolve brillantemente i pro¬
blemi legati alla scelta Open Source. In bre-
scheda video ATI on board. E’ il PC pensato
per la casa, multimediale, espandibile e par¬
ticolarmente adatto alla navigazione su
Internet. Business è la linea di PC apposita¬
mente progettati per l'uso aziendale, dispo¬
nibile nelle versioni Minitower ATX e
Tower, con schede madri basate su chipset
BX, processore Pentium III e scheda video
ATI per tutti i modelli. La versione Tower
consente l'utilizzo di due processori per lo
sfruttamento ottimale dei moderni sistemi
operativi evoluti. La disposizione dei compo¬
nenti e il sistema di apertura dello chàssis
consentono la massima espandibilità e rapi¬
dità negli interventi di aggiornamento.
Il PC realizzato per le applicazioni dove il
design e il risparmio di spazio assumono un
ruolo importante si chiama Microspace. In
un volume leggermente superiore a quello
di un portatile si possono integrare le perife-
vissimo tempo installa un web server sicuro
dotato di funzionalità di crittografia forte
(ApacheSSL) e due database server diretta-
mente interfacciabili via web attraverso il
linguaggio PHP (come modulo Apache) Per
gli utenti e i programmatori vengono poi
messi a disposizione il linguaggio Perl, il
compilatore GCC di GNU e una serie di uti¬
lità e librerie che rendono l'uso di Solaris piu
produttivo e confortevole.
Per informazioni:
SRD-ISP. 06-225491
riche di uso più comune al prezzo di un nor¬
male desktop. Scheda madre NLX, con chi¬
pset LX o BX per il supporto di CPU Celeron
o Pentium III, sempre con video ATI.
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Vegstore lancia la sua linea di PC
42
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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definitivamente i confini tra la fantascienza
e la realtà. Un unico prodotto, sintesi perfetta
della rivoluzionaria tecnologia Jepssen, per
un'infinità di funzioni diverse: controllo,
automazione, elaborazione e comunicazione.
Finalmente con JepssenUnico. puoi disporre
di un sistema di controllo totale a cui affidare
tutte le attività personali o lavorative, eseguite
nel modo più logico, più preciso e più rapido
possibile. Un computer che si prende cura di
te, che esegue tutti i tuoi comandi e che,
soprattutto, si adatta perfettamente alle lue
esigenze attuali e a quelle future.
Un computer realizzato nella filosofia Jepssen
- una tecnologia "umanizzata" - capace di
migliorare veramente la qualità della nostra
vita: tu gli chiedi tutto ciò di cui hai bisogno,
impartendo i comandi direttamente con la
voce, lui te li esegue e te ne dà conferma
sempre vocalmente. JepssenUnico é in grado
di "governare" in modo semplice e naturale,
via etere fino ad un raggio di azione di I
Km. qualsiasi apparecchio elettrico o
elettronico di cui sei già in possesso, di
realizzare le funzioni di videocontrollo,
videotelefono, antifurto, antincendio,
antiallagamento, ecc., di effettuare tutti i
controlli tramite eventi programmabili e/o
temporizzati, di acquisire ed elaborare
immagini e suoni da qualsiasi sorgente video
e audio (telecamere, videoregistratori, ecc.),
di compone ed elaborare musica direttamente
o in collegamento con altri strumenti
musicali, di leggere qualsiasi CD o DVD
(musica, films, enciclopedie multimediali,
software vari, giochi, ecc.), di farti
comunicare con tutto il mondo via Internet,
di effettuare o ricevere telefonate, messaggi
fax, sms ed e-mail, ecc. e molto, moltissimo
altro ancora.
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Computer Associates acquisisce Platinum Technologies
e annuncia al CA-World99 l'integrazione dei suoi prodotti
Nostra intervista con Donald IDon) LeClair, Vice President, Technology Integration Group
Computer Associates International Ine.
D Dopo l'acquisizione di PLATINUM
Technologies esiste documentazione o
una road-map relativa al futuro dei suoi
prodotti che saranno integrati con quelli
di CA?
R Sono già pronti 6 documenti in cui si
delineano le tappe principali d'mtegrazio-
ne delle gamme di prodotti EMG ed
IMG IEnterprise Management e
Information Management rispettivamen¬
te! La prima famiglia comprende auto¬
mazione e sicurezza, mentre la seconda
include ora anche la gamma di utility per
gli ambienti database, lo sviluppo appli¬
cativo e una ricca offerta di soluzioni
complete di data warehousing.
D Platinum è piuttosto 'forte' nel setto¬
re del data warehousing, data minmg,
business intelligence: in che modo que¬
sta esperienza/competenza verrà utiliz¬
zata da CA e integrata nei suoi prodotti?
R CA intende integrare queste compe¬
tenze con la propria tecnologia dei
Neugents - speciali agenti software
basati sulle reti neurali che, in pratica,
riescono ad analizzare e identificare dei
pattern o "motivi ricorrenti" all'interno di
grandi volumi di dati; ora ci si potrà ser¬
vire dei Neugents come strumenti per
analizzare in modo più complesso le
grosse quantità di dati resi disponibili
grazie al data warehousing e al data
minmg; grazie all'analisi effettuata con i
Neugents si possono quindi mettere a
punto applicazioni di e-busi-
ness molto più chent-oriented.
D il data mming è un insieme
di tecnologie di tipo statistico
molto avanzato che permette
appunto di fare tante cose
L'impiego delle reti neurali è
un altro modo per affrontare il
problema, in sostanza?
R Si ma non è alternativo al
primo, è complementare.
Infatti in CA c'è una Umt che
si chiama mterBiz Solutions e
che intende già sfruttare la
tecnologia di data warehou-
di Francesco Fulvio Castellano
sing della Platinum per applicazioni
finanziarie, di manufacturing, di business
e altro - come del resto ha potuto segui¬
re nella presentazione della nuova
Divisione.
D Sui portai ho letto che CA intende svi¬
luppare quello che voi chiamate 'portai
for thè enterprise intelligence', cioè la
business intelligence avanzata nelle
aziende. Domanda; è un prodotto del
tipo 'enterprise Information portai'? E'
una specie di 'Yahoo! per aziende, una
nuova generazione di soluzioni per gli
knowledge management, o che cosa?
R Si. è qualcosa di simile. Non so se
conosce quel prodotto della Platinum
che si chiama ADvisor e che viene utiliz¬
zato per la visualizzazione e la gestione
dei processi legati al ciclo di vita delle
applicazioni. Bene, si pre¬
vede che già dalla prossi¬
ma versione questo pro¬
dotto verrà utilizzato come
base per un 'portale' e,
quindi, per visualizzare in
modalità Web le informa¬
zioni presenti nel data
warehouse.
D Uno dei prodotti di CA
più importanti è Unicenter
TNG che in realtà è una
soluzione di 'System mana¬
gement'. Recentemente è sempre più
insistente la voce di aziende che inten¬
dono integrare,
anche limitatamente,
certi aspetti di know¬
ledge management
in questo tipo di
applicazioni. Per
esempio, come inse¬
rire la conoscenza
implicita, o esplicita,
relativa alle procedu¬
re aziendali in questo
tipo di applicazioni e
CA cosa intende
fare?
R SI, mettendo
insieme Unicenter
TNG e Jasmme
abbiamo in prati¬
ca creato un'in¬
frastruttura che
abbiamo lanciato
con il nome di
Jasmine TND
(The Next Di¬
mensioni. Essa
fungerà da sup¬
porto per la crea¬
zione, l'imple¬
mentazione e la
gestione di tutte
le applicazioni e le funzionalità di visua¬
lizzazione.
In tal modo le soluzioni Platinum verran¬
no facilmente integrate all'interno di
questa infrastruttura globale Così facen¬
do sarà possibile gestire ogni aspetto
dell'intero ciclo di vita delle applicazioni
ed estendere anche alle
problematiche di
’system management 1
le funzionalità di know¬
ledge management e
business intelligence In
particolare verranno
integrati nell'infrastrut-
tura CA prodotti
Platinum come Aion e
ADvantage per l'analisi,
la progettazione e la
gestione del ciclo di vita
delle applicazioni.
D Cosa pensa dell'acquisizione di
Platinum da parte di CA? Prima di inizia¬
re questa intervista, parlando del piu e
del meno, lei non mi era sembrato cosi
'felice' del connubio CA-Platinum. Ho
capito male io o lei è in effetti di questo
parere? Non mi dia una risposta diplo¬
matica!
R Ritengo che in fondo sia un matrimo¬
nio perfetto in quanto le due aziende
hanno gamme diverse di prodotti, com¬
petenze diverse e, aggiungo, comple¬
mentari. Non posso parlare a nome di
altri, ma secondo me era un'opportunità
da non mancare: un incastro perfetto
Diamo al tempo... il tempo di maturare i
prodotti nell'una nell'altra parte.
44
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Sicurezza dei dati: attacchi e 'counterattack'
Le strategie di Computer Associates
Nostra intervista a Kurt Ziegler, Jr. Senior Vice President, Security Business
Computer Associates International Ine.
D Quello della 'security' è un settore
vastissimo, oltre che delicato. Le porrò
solo poche domande e poi la lascerò libe¬
ro di dirmi ciò che vuole sull’argomento,..
Dunque, in generale, qual è il vostro
approccio al problema sicurezza dei dati?
R Per CA il concetto di sicurezza è quello
di una... e-mail di business, sopra tutto
per il settore dell'e-business.
E' una opportunità di intrusione notevole
perché le aziende informatizzate a carat¬
tere commerciale possono collegare le
proprie attività interne a quelle esterne.
CA si sta concentrando in un nuovo
brand che si chiama ' e-trust ' secondo il
quale i prodotti di CA potranno eliminare
qualsiasi differenza tra l'utente interno e
l'utente esterno, riducendo notevolmente
i costi di gestione per le aziende e miglio¬
rando le applicazioni interne, oltre a otti¬
mizzare, di conseguenza, i servizi al fine
di dare un prodotto-servizio di sicurezza
completo ai nostri clienti.
D Quali sono le tecniche più diffuse,
secondo CA, adottate per la protezione
dei dati aziendali?
R Sono quattro le nostre tecniche per
cercare di proteggerci da qualsiasi genere
di attacco o intrusione. Anzitutto il rileva¬
mento dell'intrusione: abbiamo un pro¬
dotto che si occupa del monitoraggio del
contenuto, delle firme, degli accessi
impropri via rete: poi un sistema del con¬
trollo degli accessi, un firewall, che fun¬
ziona a livello di server per la gestione
degli accessi e per l'analisi degli eventuali
protocolli di servizio per le firme non
autorizzate. Ancora: abbiamo un sistema
di monitoraggio del contenuto con il
quale c'è la possibilità di evitare che ci sia
un accesso non concesso al sistema
effettuato a distanza. Infine, abbiamo il
prodotto per il rilevamento dei virus, o
‘hostile applets' come li chiamiamo noi,
un anti-virus classico, che rileva 'worms'
piuttosto che virus in generale.
D Generalizzando, ma non troppo, qual è
il vostro contrattacco all'attacco?
R Per quanto riguarda il 'counterattack'
di Francesco Fulvio Castellano
sono tantissime le tecniche a disposizio¬
ne. Però se vogliamo parlare di una nostra
'policy' di contrattacco in sostanza sono
tre: a) 'denial of Service', cioè non viene
concesso il servizio; b) la possibilità con¬
creta, con prove, di adire le vie legali; c)
quella di licenziare la persona che ha effet¬
tuato l'attacco: il più delle volte è all'inter¬
no dell'azienda stessa. C'è la possibilità di
contrattaccare, dopo un attacco, però
molto spesso questo tipo di approccio
non è efficace perché chi ha effettuato
l'attacco voleva proprio quello: cioè lo ha
effettuato nei confronti di un terzo, che
viene a questo punto contrattaccato e
quindi danneggiato. Sostanzialmente, la
nostra politica è quella di rilevare l'attacco
e di bloccare tutto quanto dando l'allarme.
Seconda possibilità, è quella di effettuare
un 'login' e, quindi, monitorare ciò che sta
accadendo con l'attacco, oppure di regi¬
strare il tutto come prova dell'attacco subi¬
to. In genere, la gestione del problema, tra
i nostri clienti statunitensi, consente l'at¬
tacco perché è più facile poi provare che
effettivamente il 'fatto' è avvenuto. Se il
tentativo viene bloccato sul nascere è più
difficile poi mettere in piedi una causa per
danneggiamento senza prove. Ci sono
casi, come quelli ad esempio relativi al
nostro sistema di firewall, dove noi met¬
tiamo in funzione un server 'finto', sostan¬
zialmente, perché ciò ci consente di rileva¬
re i dati di chi sta effettuando o perpetuan¬
do l'attacco proprio mentre questa perso¬
na in attacco al server finto 'dedica' del
tempo all'operazione. Per quanto riguarda
il backup e le recovery deve assolutamen¬
te essere fatto un backup delle risorse di
rete, e per quanto attiene la sicurezza
bisogna stabilire il motivo principale per
cui c'è stato un blocco del sistema e, a
questo punto, analizzare correttamente il
log perché è possibile che l'attacco sia
avvenuto per alterare i dati di backup e,
quindi, viene effettuato il backup automa¬
ticamente se ci sono dei problemi: è
importante capire esattamente se l'attac¬
co è avvenuto per azzerare i dati di backup
o meno.
D Quali sono oggi le tecniche più evolu¬
te per l'identificazione delle persone che
utilizzano gli accessi?
R Per quanto riguarda le tecniche dì
tendenza nella gestione della rete c'è
anzitutto quella dì risolvere e di differen¬
ziare tra utente pubblico e ignoto e
utente autorizzato che, quindi, ha la
possibilità attraverso una 'password' o
un ID o smart card, insomma con tecni¬
che più recenti, di aver accesso al siste¬
ma. Per le smart card, ci sono quelle
passive e quelle attive: le passive sono
quelle che utilizzano il 'secure ID’ dì
identificazione con dati di copertura dì
sicurezza, e le attive sono quelle dove
viene utilizzata la biometrica con il rico¬
noscimento dell'impronta digitale, piut¬
tosto che il riconoscimento della geo¬
metria del viso, della mano, della voce
oppure dell'iride dell'occhio. Un'altra è
quella dell'utilizzo della ’public key infra-
structure', della PKI di ‘chiave pubblica',
che identifica sia l'utente che il server e
consente una ’hand shake' <stretta di
mano), che è poi il riconoscimento reci¬
proco di uno con l'altro. Un 'altra tecnica
è quella che protegge la privacy attra¬
verso la crittografia, sia dell'ID che della
password dell'utente e del server
Ideale sarebbe la crittografia anche della
transazione, oltre alla password dell'ID
Altra tecnica è lo ’stop-down' del ser¬
ver, perché a questo punto il server non
è più vulnerabile, è in grado di collegare
le risorse soltanto verso utenti specifici
che hanno quella possibilità di accesso,
ed è in grado di rilevare l'intrusione e
reagire. Per questa 'reazione dinamica'
s'intende la possibilità dì stabilire che
una determinata persona abbia fatto
qualcosa di sospetto, ma non per que¬
sto scollegare o bloccare l'accesso
automaticamente bensì limitare le pos¬
sibilità a questa persona di avere, ad
esempio, credito dal sistema. Altra tec¬
nica piuttosto interessante, forse la più
recente, è quella di non considerare
come negativa la possibilità dì un utiliz¬
zo dì parola di password o dì ID non vali¬
di, ma piuttosto di far si che un sistema
di 'cali center' possa chiamare questa
persona - che potenzialmente potrebbe
essere un cliente - e stabilire se l'ID
non valido è stato inserito accidental¬
mente piuttosto che di proposito per
'creare' un attacco.
46
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| di F Fulvio Castellano
1
-^
1 W%J
smau7
Nokia a valanga sul mercato dei cellulari
Iniziamo dal Nokia 7110 Dual Band
GSM 900/1800, definito anche media
phone, che permette di accedere alle
informazioni presenti in Internet utilizzan¬
do lo standard WAP (Wireless
Application Protocol), applicazioni create
dall'Unità di Sviluppo Nokia di Catania,
che sono 'solo' un piccolo esempio della
vasta gamma dei servizi possibili attra¬
verso la piattaforma WAP. Molti operato¬
ri stanno rendendo disponibili servizi
come notiziari, informazioni meteorologi¬
che, quotazioni di borsa, posta elettroni¬
ca. servizi finanziari e commercio elettro¬
nico. Il Nokia 7110 si distingue per il par¬
ticolare design dalla forma curva e per il
grande display retroilluminato, apposita¬
mente sviluppato per facilitare la lettura
delle informazioni. Il cover scor¬
revole permette di
rispondere ad una chia¬
mata o concludere una
conversazione. Una
caratteristica interes¬
sante del Nokia 7110 è
la capacità di memoria:
fino a 1000 nominativi
nella Rubrica (e 5
numeri per ciascun
nominativo), fino a 500
SMS e fino a 600 note
nell'Agenda.
Il nuovo Nokia 3210 è
un telefono cellulare
GSM Dual Band
900/1800 che unisce
tecnologia e divertimen¬
to in un prodotto di pic¬
cole dimensioni. Le
novità sono rappresenta¬
te dai cover colorati
Xpress On, sostituibili su
entrambi i lati e da
Picture Messaging, fun¬
zione che permette di
inviare SMS di 120 carat-
gno. La batteria si trova all'Interno del
telefono sotto al cover posteriore e l'an¬
tenna integrata mantiene l'armonia del
design. Il Nokia 3210 va ad affiancare e a
implementare l’attuale gamma di telefoni
cellulari Nokia posizionandosi tra il Nokia
5110 e il Nokia 6150.
Il nuovo Nokia 8850 rappresenta ele¬
ganza minimalista e funzioni all’avanguar¬
dia, caratteristiche dell'8850 Dual Band
GSM 900/1800. Oltre che per l'estrema
leggerezza (91 g) e le ridotte dimensioni
e per la nuova cromatura satinata, il
Nokia 8850 è dotato della funzione di
chiamata a riconoscimento vocale
(voice dialing), ovvero la capacità di
memorizzare vocalmente fino a otto
nominativi, dell'innovativo metodo di
scrittura intuitivo che facilita la scrittura
degli SMS e del Picture Messaging
che permette di inviare messaggi di
testo di 120 caratteri corredati da un
disegno. Il Nokia 8850 integra una
porta a raggi infrarossi per collega¬
mento a PC compatibile; un modem
per trasmissione dati, antenna inte¬
grata, avviso di chiamata con vibrazio¬
ne e illuminazione color argento del
display sottolineano e sintetizzano il
prestigio di questo esclusivo telefono
cellulare Nokia. Nokia Card Phone 2.0
è un telefono cellulare in formato
PCMCIA. Rispetto alla versione prece¬
dente, Nokia Card Phone 2.0 è Dual
Band GSM 900/1800 e supporta
'HSCSD (High Speed Circuit Switch
Data) che permette la trasmissione
dati a una velocità fino a 43.2 Kbit/s
Un'altra novità è rappresentata da un
accessorio opzionale, l'auricolare, che
permette di effettuare e ricevere chia¬
mate vocali da un PC compatibile
anche privo di scheda audio full-duplex.
Nokia Data Suite 3.0 è un accessorio
per collegare i telefoni Nokia della serie
5100 e 6100 a un PC portatile compati¬
bile: supporta le immagini oltre ai
testi, permette l'invio e la ricezione
di SMS concatenati e, creando un
gruppo di utenti, è possibile inviare
un unico SMS a tutti i nominativi in
esso memorizzati. La gestione dell'a¬
genda è facilitata essendo questa sin¬
cronizzabile con Outlook 97/98 e Lotus
Notes. Nokia Data Suite 3.0 ha una velo¬
cità di trasmissione dati fino a 14 4 kbit/s
ed è compatibile con Windows
95/98/NT4 0 Infine ecco il Nokia 6090,
un nuovo telefono veicolare GSM 900,
dotato di un ricetrasmettitore da 8 watt
in grado di offrire una ricezione chiara e
di fornire il miglior segnale possibile all'in¬
terno della rete. Il Nokia 6090 è predispo¬
sto per tutte le funzioni di comunicazione
vocale e dati utilizzando la porta seriale
RS232 per il collegamento al computer. Il
telefono può essere utilizzato come
modem ed è controllato attraverso i
comandi AT II Nokia 6090 può essere
facilmente installato sulla vettura e sup¬
porta due lettori di carta SIM: una ISO
SIM nell’unità radio ed un'altra carta SIM,
da inserire nel ricetrasmettitore, in for¬
mato Plug-in. Il nuovo telefono veicolare
Nokia rappresenta quindi una piattaforma
perfetta per creare un sistema di gestio¬
ne del parco macchine o altre soluzioni di
'smart traffic'. Per chiudere, arriva l'an¬
nuncio che Omnitel, secondo operatore
mobile d'Europa, e Nokia hanno siglato
un accordo del valore di 800 miliardi di
lire per la fornitura di nuove stazioni
radiobase per potenziare la rete Omnitel.
L'innovativa soluzione Nokia UltraSite è
una stazione radiobase veramente multi¬
mediale che supporta tutti i servizi
High Speed Circuit Switched Data
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Service (GPRS), Enhanced Data
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telefono veicolare 6090. Nokia e
Omnitel siglano accordo da 800
miliardi di lire per stazioni radiobase.
48
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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I di F Fulvio Castellano
3Com per la connettività stabilisce
nuovi standard per la piccola impresa
Soluzioni avanzate OfficeConnect,
corsi di formazione online, nuovo
modem 56K Business ad
alte prestazioni, e LAN Telephony con
NBX 100 Communication System.
Nostro incontro-intervista con
Valentina Cimino, Mktg
Director 3Com Italia.
Parlare di 3Com i
tempo difficile
(per la messe di
prodotti, nuovi annunci e l'innovazione
tecnologica) e facile (per la disponibilità
delle persone alla comunicazione).
Imponente la partecipazione di 3Com
Italia Spa a Smau 99. La società ha diviso
la partecipazione in due aree: 'Business'
e 'Personal'. Nella prima vi erano i siste¬
mi per i gestori di tic e per le imprese.
Enfasi è stata data alla tecnologìa VPN e
agli impianti per la fonia su reti LAN, quali
il nuovo NBX 100. Nella seconda erano
in mostra modem e schede di rete d'uso
individuale (segnaliamo la nuova PC Card
Megahertz Global GSM). Qui parleremo,
per ovvie ragioni di spazio, di tre prodotti
novità dedicati alla piccola media impresa
(PMI). 3Com ha presentato 12 nuovi pro¬
dotti della famiglia 3Com OfficeConnect
per semplificare la condivisione delle
informazioni all'interno delle piccole
imprese. Con un look innovativo e
moderno, la famiglia OfficeConnect
dispone di un semplice sistema di
stacking, funzionalità di facile utilizzo e
nuove soluzioni di sicurezza: tutto per
rendere piu semplice la condivisione di
file e periferiche e più sicuro l’accesso a
Internet per le piccole imprese. Per
garantire alle piccole aziende europee i
vantaggi della connettività. 3Com ha inol-
. tre creato 'The
IL e a rn i n g
Centre'. un
programma di
formazione
online gratuito.
È possibile
iscriversi ai
corsi online
I registrandosi
'all'indirizzo
kvww.learninqcenter.3com.coml
La rinnovata famiglia di prodotti 3Com
OfficeConnect è caratterizzata da nume¬
rose nuove funzionalità. Un sistema di
aggancio ergonomico e "monoblocco''
consente di impilare i diversi apparati di
rete in maniera facile e veloce su qualsia¬
si scrivania. Inoltre i nuovi colori delle
confezioni e delle mascherine
dei prodotti facilitano l'indivi¬
duazione dei diversi tipi di
soluzione: i prodotti 3Com
OfficeConnect per il segmen¬
to WAN (Wide Area Network).
_ tra cui il noto OfficeConnect LAN
Modem, sono caratterizzati dal
colore rosso; le soluzioni LAN (Locai
Area Network) che comprendono hub,
switch, NIC e PC Card sono di colore blu;
i print server e i firewall sono identificati
con il colore verde. Tra i nuovi prodotti di
rete e i prodotti rinnovati che vanno ad
ampliare la famiglia 3Com OfficeConnect
c‘è OfficeConnect Fast Ethernet
Networking Kit, che offre tutto il neces¬
sario per la realizzazione di un'infrastrut-
tura di rete composta da quattro o più
PC. La confezione include 2 schede di
rete (NIC) 10/100, un hub a 4 porte, cavi
e software. C'è poi OfficeConnect
Network Assistant CD-ROM V 2: pen¬
sando alle esigenze di molti utenti con
una limitata conoscenza tecnologica.
3Com ha incluso nella confezione di oltre
20 prodotti della linea 3Com
OfficeConnect. dalle schede PC ai LAN
modem, la nuova versione del CD-ROM
3Com OfficeConnect Network Assistant.
Disponibile in italiano, inglese, francese,
tedesco e spagnolo, il CD dispone di
numerose funzionalità tra cui il supporto
per la connettività
Internet, network _.
printing e trouble- .v..'t.
shooting avanzato. Il
CD spiega in maniera
chiara i concetti com¬
plessi di networking,
semplificando la fase
di installazione e di
manutenzione di una
piccola rete. Abbiamo
poi OfficeConnect
Fast Ethernet PCI
NIC, che offre con¬
nettività semplice ed
eco¬
nomica per gli utenti
desktop; OfficeConnect 10/100 LAN PC
Card, che offre connettività semplice ed
economica per gli utenti laptop;
OfficeConnect ISDN LAN Modem, che
associa un hub Ethernet a 4 porte, un
modem e la tecnologìa router per con¬
sentire a più utenti di condividere un'uni¬
ca connessione Internet ISDN Nuove
funzionalità dial-in sono state aggiunte
all'OfficeConnect LAN Modem per offri¬
re l'accesso remoto ai telelavoratori e
alle piccole aziende che hanno più di un
ufficio. E ancora OfficeConnect 56K
Business Modem, attualmente in fase di
lancio in Europa, che dispone di opzioni
di connessione sia USB che RS232 ed è
pienamente compatibile con sistemi
operativi Macintosh e PC. Disponibili in
tutto il mondo a partire dal dicembre
1999, OfficeConnect Internet Firewalls
sono il complemento ideale alla funziona¬
lità dial-in per accesso remoto di
OfficeConnect LAN Modem. La linea
OfficeConnect Internet Firewalls fornisce
sicurezza economica per le piccole azien¬
de che desiderano ottimizzare il potenzia¬
le di Internet come strumento di busi¬
ness. La linea comprende:
OfficeConnect Internet Firewall 25, che
utilizza una tecnologia packet inspection
per prevenire accessi alla rete non auto¬
rizzati e scongiurare intromissioni non
desiderate da Internet. Può inoltre con¬
trollare l'utilizzo improprio di
Internet da parte degli
gggS' utenti LAN Dispone di
due porte Ethernet e
supporta fino a 25 utenti
LAN. Abbiamo poi
OfficeConnect Internet
^ Firewall DMZ, che
offre le stesse funzio¬
nalità di Internet
Firewall 25, ma sup-
5^ porta fino a 100 utenti
gSg LAN e ha un'ulteriore
* porta Ethernet DMZ
e OfficeConnect
r
t
Incontro con Valentina Cimino
Direttore Marketing, è un po' l'anima e 'dea ex machina' della filiale italiana, per l'impegno
profuso, la conoscenza del mercato e la disponibilità nella comunicazione all'esterno dell'a¬
zienda. Quello che segue è il suo pensiero sull'offerta 3Com.
"Effettivamente la piccola media impresa è il punto di intervento per tutta l’ICT in questo .
momento. Per 3Com non è una novità, lo è sempre stato e storicamente la nostra azienda è '
leader nelle soluzioni per le piccole e medie imprese in termini di prodotti soprattutto perché i
è sempre riuscita a proporre prodotti semplici da usare e adatti quindi anche per clienti non
preparati, innovativi e in grado di aggiornare tecnologie precedenti senza cosi perdere gli mve- |
stimenti fatti da queste imprese, sempre assistiti nel post vendita e in grado di assicurare
adeguati livelli di servizio. Si tratta quindi di prodotti semplici ed affidabili, che permettono !
effettivamente anche ad utenti non preparati specificamente sul networking di ottenere i van- ,
taggi indubbi collegati all'utilizzo delle reti. Proprio gli utenti del PMI hanno un estremo biso- 1
gno oggi di parametri delle tecnologie per essere competitivi nel loro business. i
Il tema di oggi ò Internet e tutto ciò che può voler dire business per le aziende, in una ver¬
sione business-to-business o business-to-end-user, motivo per cui le aziende italiane dovran-
no rapidamente prendere decisioni su ciò che deve essere la loro scelta tecnologica per offri¬
re da un lato reti allargate, aperte alle aziende stesse e alle loro terze parti produttori di com- I
ponenti, ecc., e. quindi, utilizzare Internet come un sistema operativo aperto verso gli altri .
partner commerciali, oppure pensare a soluzioni concrete di commercio elettronico e, quindi, '
di vendere i propri prodotti e servizi a livello globale in tutto il mondo Hanno bisogno di fare i
delle scelte d'investimento in questo senso per rimanere competitivi sul rispettivo mercato.
3Com offre loro una nuova gamma di prodotti OfficeConnect dedicata specificamente alle j
esigenze delle PMI, con una linea completa, tra cui spicca l'Office Connect LAN Modem che,
dedicato con una linea ISDN, permette la condivisione di accesso a Internet fino a un massi- <
mo di 25 utenti, che a questo punto possono essere collegati tra loro con una rete LAN, e poi .
avere ancora 2 porte analogiche per collegare un fax e una segreteria telefonica. E‘ il classico '
oggetto 'centro' di una soluzione per una piccolissima impresa ad un costo veramente conte- i
nulo, disponibile oggi a sole 759.000 lire, più IVA. Si tratta di un prodotto semplice, che fa
parte tra l'altro dell'Iniziativa Soluzioni 2000 sulla quale viene offerta anche una garanzia di un |
anno per la sostituzione del prodotto: una ulteriore garanzia per un utente ad avvicinare questi
prodotti in maniera sicura.
Tutto quello che comunque riguarda una maggiore condivisione dell'informazione rappre- ,
senta per le aziende il futuro perché, per essere competitivi in questo mercato, è necessario "
poi avere le proprie informazioni disponibili in qualsiasi momento e in qualsiasi punto dell'atti- ■
vita, siano esse dati, comunicazioni vocali, immagini. Quindi, creare delle reti locali o geografi¬
che sempre in maniera più semplice e immediata può effettivamente cambiare lo scenario di |
attività di un'azienda. In particolare oggi si parla della voce su rete locale, cosa che permette
una ottimizzazione dei costi e che si può già fare attraverso le nuove soluzioni 3Com come il '
kit 10/100 che, per realtà piccolo/medie, è già disponibile per gestire contemporaneamente ,
voci e dati all'interno di un ufficio e di una rete locale.
Su tutto questo chiaramente rimane sempre molto attraente, in questa fase, tutta la parte j
Internet, che si muove su soluzioni che si basano su una velocità standard che a questo
punto è di 56K sullo standard V.90, o su infrastruttura ISDN con i nuovi modem a 128K per 1
sfruttare al massimo le velocità offerte dai 'provider' con gli attuali abbonamenti ISDN di tipo
'premium'. La nostra visione del futuro é che solamente chi sarà in grado di fornire tutto que- J
sto alle PMI in modo facile e immediato e soprattutto vicino all'utente finale sarà veramente .
vincente, e la chiave di questo successo è anche rappresentata dal rapporto con il canale, e '
quindi con i partner, sui quali 3Com ha sempre investito, potendo oggi contare su una rete di |
partner ormai consolidata su tutto il territorio nazionale in grado di offrire servizio e supporto
alle PMI in Italia ".
k _ _ — . J
Web Site Filter for Internet Firewalls,
disponibile separatamente, che estende
le capacità di filtro di Internet di ciascun
firewall Internet della famiglia
OfficeConnect. Filtra automaticamente
l'accesso dalla LAN a migliaia di siti Web
giudicati inadeguati all'utilizzo business e
fornisce agli utenti la possibilità di sele¬
zionare 12 categorie di siti Web in modo
che l'accesso a Internet possa venire
adattato alle esigenze dell’azienda. Nello
stand 3Com abbiamo visto la sua più
recente novità: si chiama 3Com
OfficeConnect 56K Business Modem,
ed unisce caratteristiche operative eccel¬
lenti e convenienza in un'unica soluzione
ad alte prestazioni. Pensato per le piccole
e medie imprese, il nuovo modem pre¬
senta una serie di funzioni a valore
aggiunto poco comuni a questa categoria
di prodotti, quali un ampio bundle di solu¬
zioni software, la tecnologia avanzata di
compressione V.42 bis, tool di sicurezza
e configurazione e una garanzia lifetime
limited. OfficeConnect 56K Business
Modem include ControlCenter, un'ele¬
gante interfaccia grafica che consente un
accesso "point-and-click” a numerose
caratteristiche del modem, tra le quali i
livelli di sicurezza, la diagnostica delle
connessioni e gli aggiornamenti dei dri¬
ver. Nella progettazione del Business
Modem, 3Com ha puntato ad offrire
tutte le principali funzionalità modem di
taglio business senza necessità di una
complessa configurazione o manutenzio¬
ne. Ad esempio, per eliminare le lunghe
navigazioni sul Web alla ricerca delle più
recenti release del firmware,
ControlCenter presenta una funzione di
AutoUpdate, attraverso la quale è possi¬
bile notificare agli utenti registrati i codici
delle nuove versioni ogni volta che essi si
collegano ad Internet, dando loro la pos¬
sibilità di aggiornare con un semplice
click. Inoltre, la funzione Remote
Configuration di 3Com OfficeConnect
56K Business Modem - accessibile tra¬
mite ControlCenter - rende più semplice
il supporto agli utenti remoti, quali forza
vendita o telelavoratori. Come tutti i
modem 3Com V.90, il nuovo
OfficeConnect 56K Business Modem è
progettato per offrire i migliori collega-
menti possibili. Compatibile con la tecno¬
logia x2 di U.S. Robotics, il modem sfrut¬
ta al meglio l'esclusiva tecnologia adapti-
ve speed leveling di 3Com, che consen¬
te di raggiungere connessioni avanzate
ed alte velocità anche in caso di condizio¬
ni di linea disturbata. Anche se la
Universal Serial Bus (USB) non è ancora
completamente implementata in
Windows 98, il Business Modem offre
già l'hardware per sfruttare al meglio
questo potenziale di velocità con un
semplice aggiornamento nel firmware. In
questo modo, gli utenti potranno adotta¬
re lo standard USB senza dover acquista¬
re un nuovo modem. Disponibile ad otto¬
bre, OfficeConnect 56K Business
Modem sarà distribuito a un prezzo di lire
442,000 IVA esclusa. In ambito LAN
Telephony, è stato presentato 3Com
NBX 100 Communication System, il
primo dispositivo che consente alle
aziende in crescita di disporre di un'unica
infrastruttura di rete per gestire voce e
dati all'interno delle proprie reti locali, in
modo semplice, intuitivo ed economico.
Orientato al mercato delle grandi impre¬
se è l'ampliamento nell'offerta 3Com di
soluzioni networking di livello carrier ed
enterprise, con particolare enfasi sulle
innovative soluzioni per l'accesso remo¬
to. Alle crescenti esigenze in ambito
VPN, che vanno dall'implementazione di
infrastrutture di rete in grado di gestire
applicazioni convergenti, alla possibilità di
implementare i più sofisticati protocolli di
sicurezza, 3Com risponde presentando
nuove soluzioni basate sulla piattaforma
PathBuilder.
Per informazioni:
3Com,
h ttp://www. 3com. it
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
51
DIGITAL IMAGING
di F Fulvio Castellano
1 99U
smau7
Hewlett-Packard landa la nuova generazione di macchine fotografiche
digitali e stampanti HP PhotoSmart
Hewlett-Packard annuncia la nuova gene¬
razione di fotocamere digitali e stampanti
della lìnea PhotoSmart. nate per stampare
immagini di qualità fotografica anche senza
l'utilizzo del PC. PhotoSmart C500 è la
nuova fotocamera digitale dedicata a tutti gli
utenti che cercano qualità e funzionalità in
un prodotto che combina risultati da veri
professionisti e semplicità d'uso basta solo
inquadrare e scattare
PhotoSmart C500 offre immagini di qualità
elevata grazie a una risoluzione di 2 Mp, è
dotata di zoom digitale 3x ottico/2x, di batte¬
rie NiMH e consente l'innovativa funzione di
stampa wireless: grazie alla tecnologia a
infrarossi JetSend, è possibile, infatti, stam¬
pare in maniera veloce con le nuove stam¬
panti PhotoSmart PI000 e PI 100, semplice¬
mente premendo un pulsante sulla fotoca¬
mera. Il display LCD da 2 pollici consente dì
visualizzare le foto sia in anteprima che
dopo lo scatto La C500 comprende una
scheda di memoria flash da 16 MB ed è
compatibile con i sistemi Mac dotati di
ingressi PC e USB. PhotoSmart C200 e la
soluzione ideale per coloro che acquistano
per la prima volta una fotocamera. Questo
modello offre una risoluzione di 1 MP e
dispone di uno zoom digitale 2x, di una
scheda di memoria flash da 8 MB e di un
display LCD da 1,8‘ per l'anteprima e la
visualizzazione delle foto già scattate Le
stampanti PhotoSmart PI000 e P1100
offrono una eccellente combinazione di qua¬
lità fotografica e velocità e consentono dì
stampare direttamente dalle fotocamere
digitali senza l'utilizzo del PC Molto versatili,
i due modelli consentono di ottenere del
testo nitido e grafica di ottimo livello garan¬
tendo le stesse prestazioni della nuova
DeskJet 970Cxi. Grazie alla tecnologia HP
PhotoRET III Precision che assicura un'e¬
missione molto precìsa di un elevato nume¬
ro di gocce di inchiostro con la piu alta fre¬
quenza all'interno della gamma InkJet, è
possibile ottenere una eccellente qualità del¬
l'immagine senza compromettere la velocità
di stampa In particolare, la PhotoSmart
P1100 prevede l'opzione di stampa
fronte/retro e la possibilità di produrre fino a
12 pagine al minuto in bianco e nero e 10
ppm a colori. La PhotoSmart PI 000 stampa
11 pagine al minuto in modalità B/N e 8.5
ppm a colon. Disponibilità dai primi di
dicembre '99. Infine, HP Photo Idea Kit con¬
sente di realizzare progetti di 'imaging digita¬
le' con risultati professionali e comprende:
un CD con software MGI PhotoSuite II SE
per Windows 95/98 e NT 4 0 per ritoccare,
ridimensionare e modificare le foto. Non
'//
solo: con il CD è possibile creare, memoriz¬
zare e condividere progetti quali album e
collage fotografici, biglietti da visita e carte
lettera, slide show con sfondi ed effetti
sonori e album Web da condividere fra più
utenti: una selezione di 13 fogli di carta per
stampanti HP a getto d'inchiostro; una bro¬
chure di istruzioni per l'installazione del CD
Il Photo Idea Kit è commercializzato insieme
a cartucce InkJet selezionate per i modelli
DeskJet 600, 700 e 800.
Per informazioni:
Hewlett-Packard
Tel 0292121
• PERIFERICHE
IBM Infoprint Color 8: nuova stampante a colorì professionale
IBM ha annunciato la nuovissima prima
'piccola' Infoprint Color 8. una stampante
laser workgroup progettata per realizzare
stampe a colon di documenti aziendali A
differenza delle stampanti oggi disponibili,
l'ultimo modello della linea Infoprint e in
grado di produrre ben 8 pagine al minuto,
sia a colori che in b/n, assicurando ottime
prestazioni.
Infoprint Color 8 ha disponibile
un controllo automatico che
invia agli amministratori
di sistema dei messag¬
gi di errore tramite e- i
mail. Migliorando ulte- j
riormente le funzioni di
gestione della stam¬
pante. l'utility Network
Prmt Manager per Win
9x e NT consente agli
utenti di momtorare attivamente in tempo
reale lo stato di più stampanti, fornendo
contemporaneamente agli amministratori
di rete un'interfaccia grafica semplice e
intuitiva Scaricabile gratuitamente dal
Web. questa utility permette di installare,
configurare e controllare le stampanti in
remoto da qualsiasi postazione di rete
L'emergente modello di e-business preve¬
de la possibilità di accedere in
tempo reale, e da qualsiasi
luogo, alla rete globale.
Infoprint Color 8 risponde
a queste esigenze con il
supporto Internet Printmg
Protocol. Grazie a questo
standard gli utenti e gli
amministratori di rete pos-
W sono accedere alle risorse di
f stampa attraverso la rete
Infoprint Color 8 è in grado di realizzare
stampe di alta qualità, con una risoluzione
di 600 x 600 punti e fino a 8 ppm a colori,
Un vassoio standard da 500 fogli per piu
formati (fino all'A4) soddisfa le esigenze di
un'ampia gamma di applicazioni a colori
per l'ambito aziendale.
Infoprint Color 8 è conforme alla gestio¬
ne dell'anno 2000 e dell’Euro; è compati¬
bile con i più comuni sistemi operativi,
quali IBM AIX, OS/400 e OS2, Windows
3 x/95/98 e NT 4 0; Apple Macintosh; Sun
Solaris ed altri ambienti UNIX. I linguaggi
supportati sono PCL 5c e Adobe
PostScript 3.
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IBM.
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MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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vostre esigenze, per non accontentarvi di soluzioni
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vostra configurazione solo tra le soluzioni piu
aggiornate che il mercato propone senza abboccare
a lalsc occasioni
Evolvetevi Frael per poter contare su proposte
aggiornatissime su un servizio tempestivo e
affidabile, sullesperienza di chi ha fatto della migliore
tecnologia la propria missione
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per essere liberi
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Con Image Time l'informazione è on-line
Intenrtstf/Smau
RealNetworks. Le interviste sono
disponibili anche nella sola versio¬
ne audio e un'apposita form per¬
mette di porre domande agli inter¬
vistati e di ottenere una tempestiva
risposta nella propria casella di
posta elettronica.
Sullo stesso sito sono a disposi¬
zione di tutti immagini di SMAU.
press kit e cartelle stampa, oltre
alle interviste divise per azienda o
• «canine I w Rial H**< (a rami* «a eraoui «u anni •
HWKrt* ' « art* rtrtHtì* malto jw fKlwui «* COMI tmaut
nmiili tono CIMAMI* A UH ■ HfiHli ertali
{Eh *•» fe*™ e~u H*
per persona, di
cui, in molti
casi, verrà for¬
nita anche una
breve biogra¬
fia.
La versatilità
dello strea¬
ming video
permetterà di
gestire in
modo ottimale
cmo
Due momenti della dimostrazione effettuata
da IBM sul suo PC ~indossatale *
gli accessi,
senza rischia¬
re eccessivi
intasamenti,
e di garantire
la necessaria
tempestività
dell'operazio¬
ne, che
dovrebbe
Il sito dedicato da Image Time a SMAU 99 permette
l'accesso alle interviste ordinate per persona o per
azienda
raggiungere gli interessati entro le 24 ore
successive all'evento recensito.
Image Time opera dal 1986, e si è specia¬
lizzata nel marketing e nella comunicazione
d'impresa di aziende operanti nell'alta tecno¬
logia. Dopo anni di costante crescita è oggi
al primo posto tra le agenzie che si occupa¬
no di informatica e tra le prime cinque in
senso assoluto, con
circa 7 miliardi di fattura¬
to e 35 dipendenti.
Dal 1998 si è delineata
per Image Time un'im¬
portante collaborazione
con l'Agenzia americana
Brodeur Worldwide,
che ha acquisito quote
della società, portando
al recente cambiamento
della ragione sociale il
Brodeur Image Time.
Per informazioni:
Brodeur Image Time,
h ttpZ/www. image lime, il
L'agenzia di pubbliche relazioni Image
Time, che vanta clienti come IBM, Olivetti
Lexicon, Data General e Oracle, ha deciso di
dare fiducia alla rete delle reti quale stru¬
mento per un'informazione più tempestiva
e versatile. Le iniziative proposte da Gianni
Catalfamo aiuteranno gli addetti ai lavori e i
curiosi, che vorranno accedere al sito
lwww.imaqetime.com, a riceverti in antepri¬
ma comunicati stampa e comunicazioni
sugli eventi.
L'ultima novità, pro¬
posta in occasione di
SMAU '99. è la possi¬
bilità di ricevere, quasi
in tempo reale, intervi¬
ste in streaming video
e audio a tecnici e diri¬
genti delle società
clienti, aiutando a risol¬
vere la mancanza del
dono dell'ubiquità che
affligge molti giornali¬
sti del settore
dell'lnformation Tech¬
nology.
Il sito di Image Time
predisposto per que¬
sto SMAU (smau.ima-
getime.it) ospita una
prima sperimentazio¬
ne di questa procedu¬
ra che, visto il successo ottenuto, verrà
impiegata per molte delle conferenze che si
susseguiranno nel corso dell’anno.
Gli interessati potranno seguire, ad esem¬
pio, le interviste rilasciate da IBM sul PC
Wearable e sul Microdrive o ricevere infor¬
mazioni sul progetto di digitalizzazione della
pietà di Michelangelo, a patto di disporre
dell'apposito plug-in, Reai Player G2. scari¬
carle seguendo il link alle pagine di
• INFORMAZIONE
L'Agenzia ANSA è ora sul telefonino: arrivano in voce notizie
e aggiornamenti
Il notiziario Ansa trova anche la voce,
quella dei propri giornalisti che leggeranno
le ultime notizie trasmesse dall'Agenzia
Questo nuovo prodotto troverà una prima
concreta applicazione grazie ad un accor¬
do con TIM (gruppo Telecom Italia) Il
nuovo servizio, con la collaborazione della
società Acotel, offre infatti a tutti i clienti
TIM - GSM e Tacs - la possibilità di ascol¬
tare 24 ore su 24 le ultime notizie Ansa:
chiamando il numero 9696; nella fase spe¬
rimentale il servizio sarà gratuito
La salute è protagonista di un nuovo
spazio Internet firmato Ansa All'indirizzo
lwww.ansa.it/salutd si può infatti consulta¬
re Ansa Salute, il nuovo notiziario dove
trovano spazio tutti i temi della sanità pri¬
vata e pubblica e che è dedicato non solo
agli operatori del settore, che potranno
consultare, con apposito abbonamento,
notizie utili per il loro lavoro, ma anche a
tutti i cittadini che vogliono essere infor¬
mati sui temi della salute.
Per informazioni:
Ansa,
y-ittp //www ansa ij
54
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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SISTEMI OPERATIVI
di Riccardo Pini
1 99U
smau7
OS/2 allo SMAU 1999
Piccolo viaggio nello stand della
IBM allo SMAU appena conclu¬
sosi alla ricerca del nostro
benamato sistema operativo,
che anche se sotto diverse
forme continua a vivere.
Come l'introduzione riportava, la
tecnologia di OS/2 continua a
vivere, quantomeno nel campo
dell’IT aziendale. Quest'anno,
infatti, allo SMAU nel poderoso
stand di IBM era presente niente¬
meno che OS/2 Warp Server For
E-Business, meglio conosciuto dagli
addetti ai lavori come Aurora, e
WorkSpace On-Demand (WSOD) 2 0
Lo stand di IBM era caratterizzato da
una struttura simmetrica, con zone
monotematiche che curavano un parti¬
colare aspetto dell'e-business, la parola
d'ordine di IBM quest'anno allo SMAU
era infatti: "my business e-business".
Ritorniamo ad OS/2, che veniva ospita¬
to in una delle principali zone dello
stand: la "software', per la precisione
nelle "IBM Secureway Host Integration"
e "IBM Securway WorkSpace On-
Demand" Le due zone, contigue, vede¬
vano Aurora su di un portatile IBM
Thinkpad 600E che serviva un WSOD
su IBM Thinkpad 760XD. Un esempio
quindi di implementazione di un'archi¬
tettura server-client tra soli due compu¬
ter, L'Hub era un Netgear Ethernet. Il
software presente sulle macchine era:
nel server DB2. Lotus Domino Go Web
Server, Notes, SmartSuite, Netfimty,
Java Development Kit Technology
Edition, Ed in più gli script di configura¬
zione per gestire esempi di host sul
Client quali: Dos/W3.11, Windows 9x,
Linux. Importanti questi ultimi due
visto il peso che ha, nel caso di Win 98,
e che sta avendo, nel caso di Linux, nel
mondo dei computer aziendali; e paral¬
lelamente in quello delle grandi reti
dove ormai è facile trovare una certa
eterogeneità di sistemi operativi e dove
è quindi necessario per il server posse¬
dere la capacità di gestire in modo
completamente trasparente all'utente
diversi ambienti (concetto della scalabi-
lità). Un esempio di questo lo possiamo
vedere nella esemplificazione dimostra¬
ta allo stand dì come accedendo dal
client/host WSOD in configurazione
Windows 95 "long" si potesse avere a
disposizione programmi quali: Java
Word Processor, Java SpreadSheet,
Netscape Communicator, Form
Letters, terminale 3270, immagine di
quanto era presente sul server, e di
come con facilità estrema, ricollegan¬
dosi come altro utente, si avesse
accesso ad una scrivania compieta-
mente diversa. Per la precisione, nel
caso di Windows 95 è necessario chiu¬
dere e riavviare una sessione nuova
(arresto del sistema). Mentre nel caso
di Client OS/2 (WSOD) basta un refresh
di scrivania, molto più pratico e intuitivo
oltre che sicuro. Per entrambi è però
necessario selezionare tramite un cam¬
biamento di focus un diverso script sul
server Aurora. Una nota a parte lo meri¬
ta Il programma shareware Injoy pre¬
sente sul server come "enhancement"
del Dial-Up standard di Aurora. Il pro¬
gramma è disponibile anche per OS/2
Warp 4 presso la BM T Micro
|u hiì //vvww bmtmicio comi Era anche
presente la beta di Netscape
Communicator 4.61, ultima release del
browser di Netscape per OS/2 con
navigazione vocale. Mentre vi scrivo
questo programma è disponibile in ver¬
sione definitiva sul sito IBM (sezione
Software Choice)
Questa è stata anche la prima uscita
ufficiale allo SMAU di OS/2 Warp
Server For E-Busmess Ovvero di OS/2
in versione server. Anche se sembra
che il Client verrà portato avanti sino al
2003 con aggiornamenti di fixpack e
device driver, l'IBM è sempre più orien¬
tata verso un'architettura di server-
thinclient/host computer come ter¬
reno di applicazione della tecnolo¬
gia di OS/2, infatti la rete presente
allo stand dava dimostrazioni di
strutture con Aurora come primary
domain controller, e WorkSpace
On-Demand come esempi di
implementazioni di netstation, thin-
client e Windows-client II supporto
di Aurora ad una ampia gamma di
Client aiuta a preservare gli investi¬
menti già fatti in hardware e
software oltre a permettere una
più accurata gestione del costo
totale di possesso. Questo viene
realizzato da servizi software quali
il supporto di più File System e
dalla tecnologia JFS combinata con il
LVM.
Il JFS, Journaled File System, e il
LVM. Logicai Volume Manager, hanno
lo scopo di fornire veloci tempi di recu¬
pero, facilitare il compito di amministra¬
zione bilanciando in modo dinamico le
richieste di file, ad esempio espanden¬
do dinamicamente partizioni ad interi
volumi su diversi dischi fisici senza
riformattare mantenendo una compati¬
bilità verso applicazioni esistenti su File
System quali FAT. HPFS. 386HPFS ed
avere file o partizioni fino a 2 Terabyte;
oltre a permettere l'assegnazione in
tempo reale delle lettere dei drive,
Questa enorme flessibilità e potenza
non necessita di un vero e proprio
hardware da "server", anche un sempli¬
ce Pentium II con una quarantina di
Megabyte di RAM come era il compu¬
ter in prova basta. Questo dimostra
ancora una volta la semplicità e la com¬
pattezza del codice di OS/2 e la logica
intuitiva della sua GUI, tanto che è pos¬
sibile usare un "semplice" portatile
come server. Limitatamente ad un
certo carico, chiaramente. Il discorso di
un'attenta programmazione trova
riscontro nella presenza nel pacchetto
di Aurora di numerosi servizi integrati,
alcuni esempi possono essere: l'IBM
WebSphere Application Server 1.1,
Domino Go Web Server, Java e LDAP
toolkit, il Tivoli Lightweight Client
Frameworks (prodotto di gestione IT
per controllare applicazioni, sistemi e
reti da un unico punto di controllo via
Internet); Netfinity 5.2; il File System
Continua a pag. 58
56
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
TUTTI I MARCHI C
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ALILI
Segue da pag. 56
NFS (che permette a drive AIX o UNIX
di diventare risorse condivisibili per
Aurora e i suoi clienti; oltre alle miglio¬
rie apportate al TCP/IP (che supporta
64k di socket concorrenti, ed un miglior
utilizzo del processore e della latenza
nel trasferimento dati, e orinazione con
chiave a 56 bit); all'uso intensivo del
DDNS e DHCP; il PSnS (sistema di
backup che supporta una vasta gamma
di periferiche tipo IOMEGA Jaz e ZIP e
che presenta una duplice forma di
gestione: o GUI o a linea di comando
tramite anche script in REXX o C, oltre
alla nuova funzionalità di "dual-device
backup set"). Tutto questo rende dispo¬
nibili strumenti per la costruzione e la
gestione di siti Web, di Java servlet
che risiedono sul server, e ai Client on-
demand, rendendo cosi possibile anda¬
re oltre ai limiti del CGI e degli script
PERL, inoltre questi servlet possono
fornire forme ad accesso sicuro a sot¬
tostanti database, a sistemi basati su
transazioni e ad applicazioni generando
contenuti dinamici per client Web. Qui
si inserisce la famiglia Lotus Domino:
messaggistica e server di applicazioni
Web.
Queste caratteristiche di OS/2 Warp
Server For E-Business trovano il giusto
complemento in WorkSpace On-
Demand 2.0, definibile come un client
leggero in tre componenti basato su
processori X86, ovvero un ambiente
per network computing. WSOD consi¬
ste in un ambiente client e da server
utility che hanno il compito di ammini¬
strare il primo, il quale prende tutto il
codice necessario dal server (non c'è
software sul client, salvo caching). Il
secondo componente di WorkSpace
On-Demand, il Manager, è un set di uti¬
lity utilizzate per installare configurazio¬
ni e mantenere l’hardware ed il softwa¬
re del client. Il terzo (disponibile come
add-on) è il Feature for Windows
Client, e fornisce il supporto per il roa-
ming degli utenti, gestione dei desktop
e delle applicazioni centralizzate sul
server, Per concludere, il prodotto con¬
tiene anche il Network Station
Manager V3.00 per gestire le IBM
Network Station: computer di rete e
workstation baste su processori X86
usati come thinclient.
Le dimostrazioni a cui ho potuto assi¬
stere, dimostrano la reale capacità di
OS/2 che. come tecnologia informatica,
è adattabile ad esigenze quali quella
aziendale-mission criticai come lo e un
server o essere capace di fornire un
client leggero come WorkSpace On-
Demand compatibile ora con tutti i più
diffusi sistemi operativi. La prova è evi¬
dente se si apre un prompt dei coman¬
di e digitando ver/r ritroviamo la scritta
OS/2 Warp 4.xxx. Il cuore anche se
ammodernato è lo stesso. Tutto que¬
sto è stato OS/2 allo SMAU '99.
Si ringrazia per la disponibilità e l'e¬
strema gentilezza i Sigg. Marco
Raimondo (IBM) e Damele DeGioannmi
(IBM).
Per informazioni:
IBM,
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58
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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Ripulisci e migliora le tracce audio
da vecchie incisioni con SpinDoctor.
Regola e migliora le foto o i video con un tocco da profes¬
sionista grazie a MCI PhotoSuite li LE c MCI VideoSuitc II
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dell’hard disk si fa in tre passi?
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PowerDomain 39160
Questa scheda si avvale della tec¬
nologia SCSI 160/m che consente
velocità di trasferimento fino a
320 MB/sec grazie a due canali
indipendenti. Questo significa
velocità incredibile! l a connessio¬
ne a 64 bit sfrutta al massimo la
potenza della PCI dei nuovi G4
senza colli di bottiglia nel trasfe¬
rimento.
La scheda 39160 è compatibile
con tutti i dispositivi SCSI prece¬
denti e con gli slot PCI 32 o 64
bit consentendo sia ai PowerMac
che ai nuovi G4 di sfruttare l'in¬
credibile accelerazione della
nuova scheda.
USB Connect 2000
Collegare l'uscita USB ad un
qualsiasi dispositivo SCSI ora si
può con USB Connect 2000.
Semplicemente e rapidamente si
possono collegare fino a 7 dispo¬
sitivi SCSI ad una porla USB.
La compatibilità con Windows 98
e MacOS consente di condividere
dati tra le piattaforme con un
enorme risparmio di tempo e di
danaro.
L'esperienza di Adaptec nel campo
degli adattatori SCSI garantisce la
compatibilità e la funzionalità.
Se hai difficoltà a trovare
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SCSI Adaptec contattaci
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a 99U
di P Fravolini
Creative Labs: Multimedia a non finire!
L’azienda tedesca specializzata in
prodotti per comunicazione dati e
computer grafica ha presentato le
sue ultime novità allo SMAU ‘99.
Allo SMAU Creative Labs ha presen¬
tato una nutrita serie di nuovi prodotti
multimediali. Le novità più importanti
riguardano la nuova linea di schede
grafiche 3D Blaster. note agli utilizza¬
1
rcATivr
_
GeForce
ni/////1 nm
(c
1 I )
u '
• 1 Hrmi/rmitj l'iprlinn • / Clumrti) Immuri • f )«mm Ah ultimimi
tori per la loro potenza ed il realismo
della visualizzazione La scheda top
della nuova serie adotta la tecnologia
GeForce 256, sviluppata di NVIDIA
GeForce e un rivoluzionario processo¬
re grafico che trasferisce tutte le fun¬
zioni di rendering tridimensionale
all'interno della scheda video; proprio
per questo è stato definito una GPU,
cioè una Graphics Processing Unit.
Scaricando dalla CPU del computer i
pesanti calcoli richiesti per la grafica
3D, GeForce 256 consente la creazio¬
ne di giochi dotati di geometrie molto
piu dettagliate, di una intelligenza arti¬
ficiale migliore e di una più accurata
simulazione delle leggi fisiche, con il
risultato di avere una giocabilità anco¬
ra piu coinvolgente La scheda 3D
Blaster TNT2 M64 è invece una sche¬
da grafica di elevata qualità e versati¬
lità, caratterizzata da un rapporto prez¬
zo prestazioni estremamente favore¬
vole. La nuova scheda puù essere uti¬
lizzata con profitto in una grande
varietà di applicazioni, dal desktop ai
videogiochi, dal CAD al tempo libero.
Il supporto per i decoder DVD softwa¬
re consente di incre¬
mentare ulteriormen¬
te la qualità delle
immagini riprodotte
da file MPEG
Live! platinum
Dedicata ai musici¬
sti e ai professionisti
del suono, agli appas¬
sionati di editing
musicale e di musica
via Internet e a tutti
coloro che hanno
sempre sognato di
possedere un proprio
studio musicale, la
nuova scheda audio
garantisce alta qualità
del suono, grazie
chip EMU10K1, ad un
prezzo davvero conveniente. Sound
Blaster Live! Platinum include un pan¬
nello con connettori di ingresso e usci¬
ta I/O (digitali, ottiche ed elettriche) da
posizionare direttamente sul fronte
del PC (bay da 5Ó1/4) e una ricca
serie di software musicali che rendo¬
no la nuova scheda un prodotto deci¬
samente completo, da veri professio¬
nisti. Fra questi, Cubasis VST che pre¬
vede WaveLab e Recycle della famosa
casa produttrice di software musicali
Steinberg, un programma per l’editing
musicale del formato MP3 e, natural¬
mente, programmi per lòediting dei
campioni in formato SoundFont.
Inoltre, insieme alla nuova scheda,
tutti gli utenti troveranno due nuovissi¬
mi videogiochi in versione completa
Rollcage e Aliens Versus Predator.
Video Blaster WebCam3
La nuova telecamera Creative è la
soluzione perfetta per acquisire imma¬
gini stili ad alta risoluzio¬
ne e sequenze video a
colori per Internet. Video
Blaster WebCam3 si basa
su un sensore CMOS
avanzato che possiede
una risoluzione oltre tre
volte maggiore rispetto ai
modelli WebCam delle
precedenti generazioni
La nuova videocamera,
che utilizza per il collega¬
mento un bus USB, con¬
sente di ottenere imma¬
gini molto dettagliate,
grazie ad una lente
di alta qualità e
un circuito
hardware
avanzato
per l'acqui-
sizione e la
“ compressio¬
ne delle immagini
DeskTop Theatre 5.1
DTT2500 Digital
Il nuovo sistema di riproduzione porta
l'esperienza del digitai surround alla
portata di chiunque possieda un PC
con DVD dotato di uscita audio Dolby
Digital o di un lettore domestico di
DVD. DeskTop Theatre 5 1 DTT2500
Digital non richiede decoder né amplifi¬
catori: il sistema è già completo. Con
un lettore Creative PC-DVD o un lettore
DVD da salotto è possibile ottenere il
vero suono Dolby Digital multi¬
canale (5.1) utilizzato nei film.
DTT2500 Digital può, inoltre,
essere collegato via DIGITAL DIN
a una scheda audio Creative
Sound Blaster Livel per aggiunge¬
re l'audio surround anche ai filma¬
ti e ai videogiochi. Oltre al Dolby
Digital, il sistema DTT2500 Digital
supporta anche altre modalità sur-
Continua a pag 62
60
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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round multi-speaker come Dolby Pro
Logic (sia da ingresso digitale che ana¬
logico) e Creative Multi Speaker
Surround (CMSS) con speciali modalità
per musica e film con elaborazione dei
formati digitali e analogici e audio sur¬
round.
PC-DVD Blaster 6X
Già disponibile nei migliori negozi, il
nuovo sistema DVD Creative consiste
di un drive DVD-ROM 6X ultra veloce e
di un riproduttore software, WmDVD,
per la visione dei film su DVD. PC-DVD
CWiVMv'a* Mrttp I
ovor-
Blaster 6X è realmente una soluzione
DVD ’plug and play 1 e opzioni quali
schede per l’audio Dolby Digital AC-3 o
l’uscita TV possono essere tranquilla¬
mente aggiunte in un secondo momen¬
to. In più, il nuovo prodotto offre tutte
le funzionalità dì un drive CD-ROM
24X. Grazie a una capacità fino 25 volte
maggiore di quella dì un CD-ROM, il
DVD garantisce una flessibilità di gran
lunga superiore. I videogiochi offrono
una maggiore interattività, mentre i film
possono vantare una colonna audio in 8
lingue, 9 differenti angolazioni di ripre¬
sa e 32 tracce per i sottotitoli. Il
software di decodifica MPEG2
WinDVD consente di guardare un film
DVD dì alta qualità a un prezzo accessi¬
bile.
Per Informazioni:
Creative Labs
Tel 028228161
SOFTWARE
di Aldo Ascenti
1 99U
smau7
Da Dragon la soluzione per dettare ovunque
Da molto tempo Dragon Systems ha
dichiarato guerra alle tastiere e con l’annun¬
cio della versione italiana di Dragon Natu-
rallySpeaking Mobile potremmo veder spari¬
re anche quelle dei computer portatili.
Si tratta di un sistema che integra la ver¬
sione Preferred del noto software di ricono¬
scimento vocale NaturallySpeaking con un
medito registratore digitale e un programma
specifico per il riconoscimento del parlato
registrato. Il piccolo registratore pesa circa
100 grammi (incluse le batterie) e può esse¬
re comodamente riposto nel taschino della
camicia; il suo sofisticato microfono permet¬
te di registrare testo e comandi di editing e
formattazione anche in ambienti rumorosi
senza l’ausilio dì un microfono a cuffia, gra¬
zie ad un'apposita funzionalità di riduzione
dei disturbi. L’interfacciamento con il com¬
puter avverrò tramite una seriale ad alta
velocità e le parole verranno trascritte in un
tempo più breve rispetto a quello impiegato
per dettarle. Nel registratore è incorporato
un altoparlante, uno schedario multiplo, un
segnale di ora e data e un display LCD
retroilluminato. Con la memoria inte¬
grata è possibile registrare quaranta
minuti di dettato, ai quali se ne possono
aggiungere altri 81 utilizzando schede
aggiuntive di memoria flash del tipo di quel¬
le disponibili per le fotocamere digitali. Il
testo viene memorizzato in un particolare
formato, la cui compressione è studiata per
non perdere le informazioni necessane ad
un'accurata trascrizione. Dragon
NaturallySpeaking Mobile richiede un
Pentium 133 con 32 Mbyte di RAM ed è già
disponibile al prezzo di 699.000 lire IVA
compresa.
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Incas è in maggior produttore-distributore
di materiali di consumo per stampanti pre¬
sente in Italia. Infatti, oltre a distribuire pro¬
dotti originali delle migliori marche e alter¬
native di alta qualità, è impegnata nella rea¬
lizzazione di cartucce "refilled", che per¬
mettono di risparmiare fino al 40% senza
veder decadere la qualità di stampa.
Questa tecnica è basata sul recupero delle
cartucce originali esauste per stampanti HP
e Canon che vengono testate, lavate con
particolari liquidi e quindi ricaricate con
inchiostri di produzione INCAS, ottenendo
prodotti che coniugano il risparmio e il
rispetto dell'ambiente. Altri interessanti pro¬
dotti INCAS sono le cartucce HP e Lexmark
modificate per ospitare, sulla sommità, un
serbatoio di colore aggiuntivo sostituibile
fino a 6 volte, con questo sistema l'abbatti¬
mento dei costi di stampa può raggiungere
il 50%. Per il mondo delle laser e delle foto¬
copiatrici Incas produce toner senza drum
molto economici e ha in catalogo anche un
vasto assortimento di prodotti per stampan¬
ti a impatto, che, almeno in Italia, sono ben
lontane dallo scomparire.
Per informazioni:
IncasS.p.A. _
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62
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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C.É mocii
• HARDWARE
di Franco Paiamaro
Olidata Lightnote: notebook ultraleggero,
che si potrà acquistare anche via Internet
Per la presentazione dei nuovi pro¬
dotti, delle strategie e degli obiettivi
aziendali, Olidata sceglie la propria
sede in alternativa allo SMAU.
Elegante, leggero, completo: entra in
una borsetta, ed è un computer porta¬
tile completo e affidabile.
Olidata presenta Lightnote, il subno¬
tebook ideale per chiunque si sposta
spesso, per lavoro o studio, e desidera
avere sempre con sé un sistema com¬
pleto, con la possibilità di collegarsi ad
Internet ed in grado di comunicare
senza fili (tramite la porta FIR) con altri
dispositivi, p.e. la stampante o con un
altro notebook. Oltre alle dimensioni e il
peso, il Lightnote si distingue per l'uso
del touch screen come dispositivo di
puntamento, consentendo la selezione di
funzioni o di oggetti direttamente sullo
schermo con il dito o con la penna a cor¬
redo. La dotazione del Lightnote è di
tutto rispetto: CPU Pentium 266 MHz
MMX, 32 Mbyte di RAM (espandibile
fino a 96 Mbyte), display Lcd da 8,2"
800 x 600 con 256.000 colori visualizzabili
grazie alla memoria video di 1,2 Mbyte,
fax modem integrato da 56K, disco rigido
da 3,2 Gbyte, audio stereo 16 bit. Il tutto
contenuto in soli 26x14 x3 cm, per un
peso di 1,3 Kg. Il Lightnote comprende
una completa dotazione di interfacce:
oltre alle classiche seriale e parallela, è
presente una porta Usb, uno slot Pc Card
PCMCIA di tipo II e la porta IrDA, Il floppy
e Cd sono esterni, contribuendo a ridurre
il peso complessivo e l'ingombro del
notebook. Windows 98 è preinstallato
sul disco rigido, assieme alla suite per
l'ufficio di Lotus comprendente un word
processor, il foglio di calcolo 1 -2-3 ed altri
tool specifici per la produttività individua¬
le. Anche questo prodotto sarà disponibi¬
le in molti punti vendita in Italia, grazie
alla presenza della società nella Grande
Distribuzione Organizzata (ipermercati,
centri commerciali, ecc.), oltre ad essere
acquistabile anche via Internet, attraverso
il nuovo sito per e-commerce di Olidata,
in fase di attivazione.
Olidata ha anche presentato la sua stra¬
tegia e gli obbiettivi aziendali. Il mercato è
divisibile in tre segmenti: la pubblica
amministrazione (PA) e i grandi utenti
(LA, Large Account), il consumer - GDO
(grande distribuzione organizzata) e
SOHO (Small Office Home Office), per
quest'ultimo è utilizzato come canale di
vendita quello dei Dealer forte di 72 cen¬
tri. Attualmente Olidata ricopre un ruolo
di primo piano come produttore di PC a
Con l’occasione, l'Ing. Savim ci ha accompagnalo in
visita ed illustrato l'azienda: gli uffici, lo stabilimento
e i vari laboratori, nella foto uno scorcio dei banchi di
collaudo della produzione.
Il banco di installazione del software.
livello nazionale, con 1*8,2 % del mer¬
cato. Il punto di forza della società è il
"build to order”: costruire su ordina¬
zione, mantenendo una struttura
molto snella e flessibile, con investi¬
menti di magazzino mirati e la garanzia
della disponibilità immediata delle con¬
figurazioni più comuni. Il cliente può
quindi scegliere la configurazione otti¬
male per le sue esigenze, sapendo
che il prodotto che riceverà sarà stato
costruito appositamente e con le spe¬
cifiche richieste. La società, quotata in
borsa al mercato telematico, ha fattu¬
rato nel primo semestre 1999 201
miliardi, contro i 149,8 del 1998, otte¬
nendo in pratica un incremento del
34%. L'obbiettivo per il 1999 è di rag¬
giungere un fatturato di 450 miliardi.
L'azienda è in reallestimento: sono stati
fatti importanti investimenti, soprattutto
in Cile (Sud America), dove è stata rileva¬
ta una struttura preesistente, e dove ora
Olidata, con oltre 5000 PC prodotti l'an¬
no, rappresenta la seconda realtà di IT del
paese (dopo Compaq). Un ulteriore inve¬
stimento è stato effetuato in ambito post
vendita, con l'inaugurazione di un servi¬
zio di assistenza tecnica on-line (disponi¬
bile gratuitamente per tutti gli utenti di
PC Olidata) che si avvale di un prodotto
software realizzato in collaborazione con
Symantec, basato su PC Anywhere (MC
ha pubblicato la prova di PC Anywhere
sul numero 177 a pag. 244), Il software si
trova preinstallato su tutti i PC Olidata e
tramite una apposita icona sul desktop è
possibile accedere al servizio di teleassi¬
stenza. Il meccanismo di funzionamento
è molto semplice: al costo della telefona¬
ta tra l'utente ed il proprio provider
Internet, è possibile connettersi al sito
Web di Olidata e, riempiendo un modulo
di registrazione, accedere al servizio.
Il servizio non è automatizzato, in quan¬
to il controllo remoto è operato da un tec¬
nico che, potendo accedere al PC a
distanza, è in grado di effettuare una
serie di controlli diagnostici, oltre a poter
trasferire file e ad interagire con l'utente
tramite una finestra di dialogo.
Per informazioni:
Olidata,
numero verde: 167-012032
http://www.olidata.it
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va da 12,1 pollici. Il GEO Prodigy è invece il
modello di punta, dotato di un ampio
schermo TFT da 14,1" XGA animato da
una veloce scheda ATI Rage da 4 o 8
MByte, si tratta di un all-in-one che può
montare l'Intel P-ll a 400MHz e viene ven-
sm^
portatili e display TFT
duto con RAM a partire da 64MByte. Il
Prodigy è disponibile con HDD fino a 10
GByte ad un prezzo che parte dai
4.590.000 più IVA.
Ci sono novità anche nel campo dei moni¬
tor a matrice attiva, i cui volumi di vendita
crescono costantemente. Molto interes¬
sante il modello VT150, un 15 pollici con
un elevato livello di contrasto offerto a
1.990.000. Nella stessa linea figurano
modelli fino a 18,1 pollici, ma i prezzi sal¬
gono sensibilmente.
Per informazioni:
Monolith Italia Spa,
\http://www.e-Qeo.nei
• SOFTWARE
di Aldo Ascenti
1 99U
smau7
Soluzioni Computer Associates per la piccola e media impresa
Si estende la gamma dei prodotti "facili"
di Computer Associates, con programmi
che conciliano la versatilità e la potenza dei
prodotti Enterprise del leader mondiale
nelle applicazioni mission criticai, con le esi¬
genze di facilità d'uso e di gestione e di
limitazione dei costi proprie delle pic¬
cole realtà aziendali.
Oltre alle già note le ver¬
sioni Workgroup di
ARCservelT, soluzione
completa per la gestione
dello Storage sotto
Windows NT e Net¬
Ware, e Jasmme, un
potente database, l'uni¬
co completamente
orientato agli oggetti,
ecco Ingres II ovvero lo
strumento Computer Associates per la
gestione e lo sviluppo di applicazioni relazio¬
nali a n livelli integrato con una struttura
client-server e un RDBMS professionale. Di
Ingres II è stata annunciata una imminente
versione per Linux, a confermare l'interes¬
se di CA per questo sistema operativo.
Sul fronte della sicurezza InoculatelT è un
antivirus per reti NT e Novell certificato
dall'ICSA (International Computer Security
Association) come in grado di rilevare il
100% dei virus "in thè wild", mentre Guard
IT è un sistema firewall che permette di fil¬
trare efficacemete gli accessi da Internet
non autorizzati.Numerosi anche i prodotti
dedicati alla gestione di rete come AimIT
che raccoglie, aggiorna continuamente e
gestisce un inventario degli asset di
hardware e software. ShipIT che permette
la gestione a distanza delle procedure di
installazione, aggiornamento, disinstallazio¬
ne e controllo del software, DoublelT che,
agendo in background, aumenta la larghez¬
za di banda disponibile
nella rete tramite
meccanismi di com¬
pressione dei dati, e
ControllT per control¬
lare a distanza un
sistema Windows.
Altri pacchetti inte¬
ressanti, che comple¬
tano l'offerta CA,
sono ServicelT per la
gestione completa di
un help desk con loca¬
lizzazione e controllo delle chiamate e solu¬
zione dei problemi, e Master IT che con¬
sente di analizzare le prestazioni di un sito
Internet o Intranet e ottimizzarne l'accesso.
Inoculate
Per informazioni:
Computer Associate s SpA,
Vitto //www cui coni
r misuri» | sm Sf} _
Da Unidata Internet ad alta velocità e commercio elettronico
Internet ad alta velocità
In anteprima Unidata propone alle azien¬
de la nuova tecnologia ADSL (Asimmetrie
Digital Subscriber Line), che consente alle
aziende di accedere ad Internet a velocità
elevata. Il servizio viene proposto, in una
prima fase, in alcune zone di Roma, dove
Unidata ha creato una vera e propria rete
di infrastrutture per l'accesso ADSL. La
nuova tecnologia ADSL consente di avere
collegamenti con velocità fino a 2 megabit
in download, cioè da Internet verso il
computer, e in 512 kbit in upload, cioè dal
computer verso Internet, mentre la SDSL
(Simmetrie Digital Subscriber Line) con¬
sente collegamenti fino ad 1 megabit in
ambedue le direzioni. I servizi offerti
vanno dal DSL Classic. per aziende che
hanno la necessità di collegare un buon
numero di terminali, e il DSL Flex, che
consente la connessione anche a chi ha
un numero limitato di terminali. In questo
Continua a pag. 70
MCmicrocomputer n. 200- novembre 1999
68
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RE RISCRIVALE 4x4x16 • MOUSE TRUST PS/2 • TASTIERA MULTI FUNZIONE WIN 98 • MODEM TRUST ESTERNO 56K V90
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NUALI E CD • MONITOR COLORE 15" TRUST DIGITALE 0,28 DPI • ABBONAMENTO GRATUITO AD INTERNET PER UN ANNO.
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Segue da pag. 68
caso assieme alla connessione ed al
modem viene consegnata una unità deno¬
minata Unibox che racchiude le funzioni
di router, firewall, proxy cache e mail ser¬
ver.
L'amministrazione del dispositivo
Unibox è molto semplice come anche
l'aggiornamento del software interno, che
è residente su memoria flash.
Il commercio elettronico Mercury
Con Mercury Unidata offre una risposta
adeguata alle nuove esigenze commerciali
delle aziende, sempre più interessate ad
estendere le applicazioni commerciali sui
propri siti web. Mercury si avvale di
Microsoft Site Server 3.0, ottimizzato per
Windows NT Server ed è progettato per
realizzare transazioni efficaci on line sia busi¬
ness to business, sia business to consu¬
mer Con Mercury sarà possibile creare un
negozio virtuale in modo veloce, con ampie
garanzie di protezione, senza necessità di
programmazione in html e senza investi¬
menti per server dedicati.
Per informazioni:
Umdata SpA,
Tel. 06 611141
di Aldo Ascenli
smai
w
Acer va oltre i portatili
impiego
di tool di gestione Intel LCDM che monito¬
rizzano e gestiscono il PC riducendone i
costi di gestione.
Acer Time Machine sarà impiegata anche
nei PC della linea Aspire e sarà una bella
rassicurazione per gli utenti meno esperti.
Tra gli altri prodotti figurano anche una
stampante fotografica e una gamma di
videoproiettori.
Per informazioni:
Acer Italy Srl,
VVtp/A'vww.acer.ii
La capacità produttiva della società di
Taiwan è rimasta solo lievemente danneg¬
giata dalla drammatica situazione causata
dal terremoto del 21 settembre scorso e,
seppur con qualche preoccupazione circa
la futura disponibilità di componenti IC, pro¬
segue nella sua linea di forte espansione,
presentando nuovi prodotti a 360 gradi,
pensati per offrire tutto
quello che l'elettronica
può fare per migliorarci la
vita.
I telefonini GSM
standard di autonomia
vertici del mercato, 225 o
in di stand-by e 10 di conver¬
sazione per i modelli G620 e
G520, e nell'offerta sono previ¬
sti modelli di dimensioni ultra-
ridotte, come il G70, che, pur
essendo poco più grande di un
biglietto da visita, incorpora fun
ziom di gestione degli appuntamenti
e la capacità di collegarsi a Internet e tra¬
smettere dati e fax fino a 9600 bps
Per quanto riguarda i notebook, crescono
le prestazioni dei modelli di punta,
come il TravelMate 723TXV, un all-in-
one professionale basato sul Pentium
Il PE a 400MHz, con scheda grafica
su AGP in grado di operare in Dual
Display sullo schermo TFT da 14.1
GByte e su un monitor esterno, 10
_ GByte di HDD, DVD-Rom, e
batteria Li-lon alla grafite, che
consente una autonomia di 4
ore.
Anche sul piano dei
mi desktop professionali le
novità non mancano. Gli
AcerPower sono macchine
destinate alle imprese, pro¬
dotte pensando alla ridu¬
zione del total cost
of ownership
grazie alla
tecnologia
Acer Time
che pro¬
tegge il sistema da eventua-
crash, ripristinando l'ultima configu¬
razione funzionante in pochi minuti, e
CONSUMABILI
di Aldo Ascenli
Con INCAS ricaricare è
Incas è in maggior produttore-distribu¬
tore di materiali di consumo per stam¬
panti presente in Italia. Infatti, oltre a
distribuire prodotti originali delle migliori
marche e alternative di alta qualità, è
impegnata nella realizzazione di cartucce
"refilled", che permettono di risparmiare
fino al 40% senza veder decadere la qua¬
lità di stampa. Questa tecnica è basata
sul recupero delle cartucce originali
esauste per stampanti HP e Canon che
vengono testate, lavate con particolari
liquidi e quindi ricaricate con inchiostri di
produzione INCAS, ottenendo prodotti
smai
ss
più facile
che coniugano il risparmio e il rispet¬
to deH'ambiente. Altri interessanti
prodotti INCAS sono le cartucce HP
e Lexmark modificate per ospitare,
sulla sommità, un serbatoio di colore
aggiuntivo sostituibile fino a 6 volte,
con questo sistema l'abbattimento
dei costi di stampa può raggiungere il
50% Per il mondo delle laser e delle
fotocopiatrici Incas produce toner senza
drum molto economici e ha in catalogo
anche un vasto assortimento di prodotti
per stampanti a impatto, che, almeno in
Italia, sono ben lontane dallo scomparire.
Per informazioni:
INCAS Spa. _
1ptlp//www incasspa /il
70
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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• HARDWARE
di Leo Sorge | sn%9
Portatili IBM: i-Series a colori, 390X potente e versatile
Grandi novità nell'universo dei portatili di
IBM, che prendono colore ed ulteriore
potenza. Nel primo caso Big Blue assorbe
il messaggio di Nokia e diversifica l'esteti¬
ca dei ThinkPad i-Series 1400. I nuovi
modelli per il consumer possono ora
essere personalizzati con il colore preferi¬
to ben sette cover colorate opzionali
sono messe a disposizione dell'utente.
Per passare dal classico nero ThinkPad a
colori più vivaci come il rosso Marte
metallizzato, il verde Terra metallizzato, il
blu Eclisse metallizzato, il grigio Luna
metallizzato, il rosso Sino, il verde
Andromeda e il blu Polare.
Al di la’ dell'aspetto prettamente esteti¬
co, i ThinkPad i-Series sono ricchi di atten¬
zioni per il lavoratore mobile. Ad esempio
c'è ThinkLight, un piccolo LED che illumi¬
na la tastiera e il poggiamani in condizioni
di scarsa luminosità. Easy Launch è una
pulsantiera per accedere rapidamente ad
Internet. Molte anche le novità che rendo¬
no i nuovi nati davvero fruibili in casa. Tra
le configurazioni specifiche, il modello 467
e’ provvisto di DVD di serie e di un TFT da
14', oltre che della connessione per televi¬
sore. La i-Series può riprodurre CD musi¬
cali fino a sei ore anche a notebook spen¬
to: il controllo avviene tramite l'LCD ester¬
no, e la riproduzione attraverso altoparlan¬
ti Altee Lansing SoundGuide con capacità
3D. Tecnicamente parlando i nuovi
modelli sono dotati di processori Celeron
Mobile Intel a 400 e 433 MHz, schermi
attivi da 12,1" o 14,1“ (o passivi da 13"),
batteria per tre ore di funzionamento
fax/modem 56k/V.90 integrato. Iva inclu¬
sa, il 1467 viene 5 milioni 640 mila lire
(Celeron Mobile 433, TFT 14,1", 64 MB
SDRAM, HD 4,8 GB, DVD 4x. modem
56k). L'entry level 1427 viene invece 3
milioni e mezzo (Celeron Mobile 400, HPA
13", 32MB SDRAM, HD 4,8 GB, CD-ROM
24X-10X, modem 56k).
La gamma 390, presente allo Smau, si è
poi arricchita del modello 390X nuovo por¬
tatile ThinkPad Si tratta d'una grande
innovazione, in quanto viene usato il
primo display IBM da 15". Rivolto sia a
professionisti che a utenti aziendali, ha un
costo che parte da 4 milioni 377 mila lire
"Questo nuovo modello avrà una grande
diffusione in Italia, perché offre alle azien¬
de medio-piccole il giusto bilanciamento
tra prestazioni e costi, facendo diventare
competitivo l'uso dei portatili anche in
situazioni precedentemente escluse", ha
commentato Giacinto Damiani, Director of
PSG per Italia, Grecia. Israele e Turkia.Tra
le tante innovazioni si segnala il Portable
Drive Bay, un contenitore esterno collega¬
bile via PCMCIA che permette di ospitare
periferiche quali Ultraslim Zip 100 Drive,
Superdisk LSI20. CDROM/DVD Drive o
un secondo HD della serie 570/600 Una
batteria opzionale che porta l'autonomia
fino a circa 6-7 ore.
Come di consueto, per tutti i modelli è
disponibile un'ampia gamma di accessori
e aggiornamenti opzionali. La garanzia è di
un anno.
Per informazioni:
http://www.pc.ibm.com/it/Thinkpad.html
PERIFERICHE
Galleria d'arte con le stampanti Lexmark
Lungo le pareti sono esposte le riprodu¬
zioni in alta definizione di alcuni dei più
celebri capolavori d'arte figurativa di tutti i
tempi: in questa suggestiva, mi si perdoni
il termine, cornice, sono esposte le stam¬
panti della serie "Z" di Lexmark.
Le riproduzioni di questi dipinti
saranno inseriti in un CD-Rom che
Lexmark sta realizzando e che sarà
venduto assieme alle sue stam¬
panti a partire da novembre.
I modelli esposti sono i più
recenti della serie Z. ZÌI, Z31 e
Z51.
La ZÌI Color JetPrinter è una
stampante con qualità fotografica ad
un prezzo senza eguali (150.000 Lire
esclusa IVA al pubblico), destinata al mer¬
cato Consumer.
II prezzo non deve trarre in inganno; la
ZÌI è una stampante da 4 ppm in bianco
e nero (2,5 ppm a colori), con risoluzione
di ben 1200x1200 dpi
La Z35 è una stampante di fascia media,
veloce (8 ppm in B/N e 3,5 a colori) e con
risoluzione di 1200x1200 dpi reali. La
gestione della carta è affidata al sistema
Accu-feed, e II sistema di stampa utilizza
due testine; costa 300.000 Lire esclusa
IVA. La stampante Z51 Color JetPrinter è
studiata per fornire prestazioni ad alto
livello per gli utenti professionisti, con 10
pagine al minuto in B/N, La risoluzione è
sempre di 1200x1200 dpi, ed implementa
una nuova testina di stampa capace di
spruzzare gocce da 7 picolitri. E' dotata di
porta USB e costa 500.000 Lire esclusa
IVA, con incluso il pacchetto software
Corel Printhouse Magic
Anche le nuove stampanti Laser di
Lexmark sono esposte: la serie Optra era
ben rappresentata dai modelli M410,
T610 T612, T614 e T 616, con velocità di
stampa variabili da 12 ppm a 35 ppm, dal¬
l'utente singolo al Workgroup
Per informazioni:
Lexmark International Srl,
Tel. 02 703951
fitto '//www lesmarl. r.
72
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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News
(h F Fulvio Costellano
1 99U
smau7
Con le sue novità tecnologiche e la ricerca
nel design Philips affronta il nuovo millennio
Philips Consumer Electronics si
è presentata all'ultima edizione
dello Smau con una completa
gamma di prodotti da pole posi-
tion nella nuova era digitale.
A sinistra il monitor Bnlliance 181 AS,
a destra il monitor 107 SX
all'occhiello della produzione è il
nuovo lettore Philips DVD 950,
disponibile anche nella versione
'Silver Gloss' corrispondente al TV
e al videoregistratore Design Line
I CD-Recorder Audio, Dopo la
presentazione dei primi CD-
Recorder Audio all'lFA 1997,
Philips presenta ora la nuova
gamma 1999/2000 composta da
quattro modelli caratterizzati da
semplicità di utilizzo in fase di regi-
Philips ha presentato il suo '2000
secondo me', leitmotiv che ha
accompagnato la società olandese
a Smau99. Tra le principali novità
abbiamo visto: una ampia gamma
di TV widescreen che comprende
un nuovo Fiat TV e la serie Design
Line 'High Gloss' dal design esclusi¬
vo; la nuova gamma DVD; videoregistra¬
tori, sistemi hi-fi e componenti separati,
prodotti audio portatili e i nuovi Audio
CD-Recorder; un nuovo concetto di
Home Cinema all'insegna del design più
raffinato; i nuovi monitor LCD, le Web¬
Cam e i drive CD-RW; il sistema di rico¬
noscimento vocale FreeSpeech 2000
per PC.
Per comprensibili problemi di spazio ci
limiteremo a segnalare alcune ine¬
vitabilmente incomplete
caratteristiche tec¬
nologiche dei pro¬
dotti esposti. E
iniziamo con la TV
in grande forma¬
to. Philips lancia
una ampia
gamma di tele¬
visori a 16:9 -
ben 28 modelli
comprendenti
versioni da
24, 28, 32 e
36 pollici CRT
(Cathodic
Ray Tube) tra
cui i modelli
Reai Fiat, e
da 46 e 55
pollici (TV a
retroproie-
zione), oltre al
nuovo Fiat TV. La
gamma di TV
strazione, un'impeccabile qualità di
riproduzione e nuove funzioni 'text
input' ed 'editing'
Home Cinema. Nuova serie di soluzio¬
ni A/V per un sistema completo e di alta
qualità nato dall'esperienza Philips nel
cinema in casa: TV, monitor (Fiat TV o
maxischermo 32 pollici), videoregistrato¬
re, DVD e sistemi audio. Si potrà sce¬
gliere la soluzione che meglio si adatta
ai propri desideri, esigenze e... pos¬
sibilità economiche.
Philips ha presentato
una gamma completa
di periferiche per
PC: nel settore dei
monitor, l'LCD
ultrapiatto da 18" e
la sene XSD (Extra
Space Design) a
ingombro ridotto, i
proiettori LCD, le
nuove Web-cam e
gli altoparlanti USB
Per l’archiviazione dei
dati, Philips propone
una gamma di lettori
CD-ReWritable in grado
trasformare il CD in un
gigantesco floppy disc, e
In alto il DVD+RW. a lato il Vesta Pro
widescreen Philips comprende
anche una serie dal successo
consolidato, la Design Line, che
si è arricchita di due nuovi
modelli, disponibili in due diver¬
se finiture colorate: 'Silver
Gloss' e 'Blue Gloss'. Nella stessa otti¬
ca, Philips lancia una serie di originali TV
14 pollici 'My TV', disponibili in quattro
colori diversi.
Nel settore della videoregistrazione
Philips ha presentato i suoi ultimi model¬
li, tra cui il VR900 dotato dell'esclusivo
sistema Tape Manager per gestire in
modo efficace la propria videoteca.
Nell'home cinema digitale con il DVD
arrivano le grosse novità.
La nuova
gamma di pro¬
dotti DVD
Philips è
nata per
offrire ai
maggio¬
re scelta,
in termini
di caratteristi¬
che e design,
oltre a suono
e immagine di
qualità. Il fiore
74
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Per informazioni:
Philips,
Iwww.oihiids il
In lato il nuovo telefonino della sene Genie, a lato il software
per il riconoscimento vocale Freespeech 2000,
m basso 1 1 Fiat TV
per archivi di dimensio¬
ni ancora più importan¬
ti, la nuova generazio¬
ne di archiviazione dati
su disco: DVD+RW.
Tra le soluzioni di rico¬
noscimento vocale il
prodotto più interes¬
sante è Freespeech
2000 Partendo da un
testo dettato a voce in
maniera naturale, que¬
sto nuovo pacchetto è
in grado di creare, edi¬
tare e formattare docu¬
menti fino a 13 lingue,
ed è dotato di un siste¬
ma che permette di
navigare in Internet
usando comandi vocali,
"Il 2000 secondo me" è
stato il tema portante della presenza di
Philips all'edizione 1999 di SMAU.
Philips indaga da tempo - attraverso le
ricerche del gruppo Philips Design gui¬
dato da Stefano Marzano - sull’evoluzio¬
ne del rapporto tra uomo e tecnologia,
con l'obiettivo di delineare scenari e ten¬
denze possibili di un futuro
che è ormai alle porte e di
proporre prodotti e tecnolo¬
gie in linea con le reali aspet¬
tative della gente. I progetti
di ricerca "Vision of thè
Future" e "La Casa
Prossima Futura" esemplifi¬
cano chiaramente l’approc¬
cio di Philips sul tema del
futuro dell'uomo e della tec¬
nologia.
"Il 2000 secondo me" sarà
il titolo della ricerca condotta
in collaborazione con il Prof.
Domenico De Masi,
Ordinario di Sociologia del
Lavoro all'Università La
Sapienza di Roma: scopo
dello studio è quello di
proporre una previ¬
sione sull'evoluzio¬
ne delle tecnologie
nel nuovo millen¬
nio, su quale
impatto esse
avranno sulla vita
quotidiana e sul
ruolo che l'uomo
dovrà giocare nei
loro confronti. La
ricerca è stata divi¬
sa in due fasi. La
prima parte si svi¬
luppa attraverso la
realizzazione di
interviste a un
panel selezionato di
11 opinion leader
italiani che avranno
compito di delineare il
modo in cui si evolverà il rappor¬
to tra uomo e tecnologia nei prossimi
cinque anni,
Le risposte ai quesiti e i risultati di que¬
sta prima parte della ricerca sono stati
resi noti da Philips nel corso della confe¬
renza stampa pre-SMAU a Milano. La
seconda parte della ricerca si propone di
studiare il modo in cui attualmente il
pubblico giovanile percepisce il rapporto
fra l'uomo e la tecnologia e di
tracciare un profilo dell'orienta¬
mento dei giovani nell'approccio
con le tecnologie. A tale scopo
è stato intervistato un campione
di giovani, scelti anche tra i visi¬
tatori dello stand Philips in
SMAU. Tutti i dati raccolti ver¬
ranno analizzati dal Prof. De
Masi e la sintesi finale verrà pre¬
sentata alla stampa nel mese di
dicembre.
Ipertesti, e-books, pagine Internet,
manuali, cataloghi, CD: lutto con un
solo strumento! Semplice, veloce,
completamente "visuale", in italiano:
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Cognome e nome
CAP e Località
C.FISC 0 PIVA
MCmicrocomputer n 200 - novembre 1999
MACINTOSH
a cura di Paolo Cognetti
HARDWARE
iMac atto 2°: anche i piccoli crescono
Per il terzo numero consecutivo ci trovia¬
mo di fronte a una novità con il marchio
della Mela e anche questa volta di tutto rilie¬
vo, visto che va a toccare l’iMac, il gioiellino
che ha contribuito non poco agli ottimi risul¬
tati fiscali di Apple Computer.
A poco più di un anno dalla presentazione
ufficiale, circa 2 milioni di unità vendute e
oltre 2 miliardi di profitto, Steve
Jobs ha presentato il nuovo
iMac, anzi I nuovi iMac,
visto che ora le versioni
sono due più una
"Special Edition",
L'entry level, chia¬
mato semplice-
mente iMac, è dota¬
to di un G3 a 350
MHz, bus di sistema a
100 MHz, 64 MB di Ram
espandibile a 512, disco Ultra
ATA da 6 GB, CD-ROM 24x, 2
porte USB, controller grafico Rage 128
built-m e porta AGP 2x. Sarà disponibile nel
solo colore blueberry.
Il fratellino maggiore si chiamerà iMac DV
e, come si può facilmente intuire dalla sigla,
è dotato di lettore DVD, ma anche, e
soprattutto, del G3 a 400 MHz, di
due porte FireWire (IEEE 1394 o
I.Link), di uscita video VGA e HD
Ultra ATA da 10GB.
Sarò disponibile nei classici
cinque colori anche se legger¬
mente rivisti nelle tonalità.
L'iMac DV sarà anche in "Edizione
Speciale", con 128 MB di Ram e disco
da 13 GB. in un unico colore, il grigio antraci¬
te dei G4 Tutte le versioni sono inoltre dota¬
te di modem 56K, Ethernet 10/100 BaseT
e predisposizione per scheda *
AirPort. il sistema di connessione di |
rete via radio compatibile con le i
specifiche IEEE 802.11 e802.11HR
Completamente nuova la parte
audio: l'iMac è ora dotato di un fan¬
tastico sistema Odyssey della
Harman Kardon composto da
due casse frontali e, opzionale,
un subwoofer (iSub) USB tra¬
slucido da 20 watt. Sempre
presenti logicamente il
microfono incorpora¬
to e la presa cuf¬
fia sul frontale.
Il case è
stato legger-
mente rivisto,
_ è stata tolta la l
protezione
interna metalli¬
ca e ora tutta la circuiteria del
tubo catodico é perfettamente
visibile; la profondità é diminuita di
tre centimetri ed è inoltre più leggero. Sul
frontale si nota la fessura del DVD slot-in
contornata da un bordino colorato.
Anche il comfort ottiene il suo plus:
i nuovi iMac sono infatti sprovvisti di
ventola di raffreddamento, che
avviene ora per induzione, provvedi¬
mento che ha fatto precipitare la
rumorosità ad appena 14 decibel.
La dotazione software dovrebbe
essere più o meno come la prece¬
dente, con l'aggiunta, per le versioni DVD, di
Movie, un
software
per l'edi¬
ting
video
derivato da
FinalCut, con
pieno supporto per FireWire.
Gli appassionati potranno ora utilizzare una
vidoecamera digitale connessa via FireWire
con iMac e montare in modo molto sempli¬
ce e divertente i propri filmati
A livello di sistema troviamo nuovi pan¬
nelli di controllo per il suono e il moni¬
tor, nuovi "Temi" di scrivania e nuovi
\ suoni stereo.
I In previsione che gli utenti lasce-
ranno sempre piu spesso l'iMac
J acceso, la mancanza della ventola
ha abbassato ulteriormente il consu¬
mo in modalità "Stop", il risveglio e
stato velocizzato, cosi da ridurre al
mimmo l’attesa.
Infine i prezzi, anch'essi estremamen
te interessanti: lire 2.399 000 per iMac, lire
2.999.000 iMac DV e lire 3.599.000 per
l'Edizione Speciale (tutti IVA compresa) Ma
ancora più interessanti sono quelli americani
dove, con l'iMac, la Apple è entrata per la
prima volta nel mercato dei computer sub-
1000 $
Per informazioni:
Apple Computer,
Tel 02243261
l'i m> /M'ww dinne
• STRATEGIE
Apple Computer distribuisce e supporta
Non c'è mese che Apple Computer, nel¬
l'ambito della strategia tesa ad assicurare
una distribuzione più capillare dei propri pro¬
dotti consumer, non annunci nuovi accordi
con grandi catene di distribuzione informati¬
ca. Questo mese è la volta di Vobis. la gran¬
de catena europea con più di 200 Maxistore
in Italia. Vobis allestirà all’interno dei propri
punti vendita uno spazio dedicato compieta-
mente a iBook e iMac. L'area sarà immedia¬
tamente riconoscibile da sovrastrutture il
linea con il merchandising Apple
AppleCare Hardware Support permette
agli utenti Macintosh di usufruire dell'assi¬
stenza telefonica data dall'Hot Line Tecnica
Apple oltre che del sirvizio di riparazione
OnSite comprendente parti di ricambio,
manodopera e spese di viaggio Con l'acqui¬
sto del pacchetto, viene fornita una card con
tutte le informazioni per il servizio oltre ad
un codice personale da citare nelle richieste
AppleCare HS è disponibile in tre configura¬
zioni: AppleCare Hardware Support upgrade
OnSite 1 anno a lire 77.500 IVA esclusa,
permette di estendere la garanzia al suppor¬
to OnSite; AppleCare Hardware Support
estensione OnSite a 3 anni per
PowerMac/Server G3 e G4, lire 505.000 iva
esclusa; AppleCare Hardware Support
estensione OnSite a 3 anni per iMac, lire
337 000 iva esclusa
Per informazioni:
Apple Computer,
Tel. 02243261
Wtm:/Awvw.aonip /l
76
MCmicrocomputer n 200 - novembre 1999
uattro passi
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uro.
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Teknoshow, la rassegna specializzata
dell'Informatica. Telematica
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t-J r— iftiTT
• PROCESSORI
Azioni su! G4/500 giù!
SISTEMI OPERATIVI
di F. Fulvio Castellano
Visto in anteprima Mac OS 9 allo SMAU
Proprio nel giorno dell'annuncio dei nuovi
strabilianti risultati fiscali, Apple incassa il
primo passo falso le non pei propria colpa)
della seconda era Jobs Ma andiamo con
ordine. A meta ottobre come previsto Apple
Computer annuncia i risultati del quadrime¬
stre fiscale che superano di gran lunga
anche le previsioni più ottimistiche. Il fattu¬
rato è stato di 1,34 miliardi di dollari, circa il
14% in meno del rispettivo quadrimestre
del 1998, ma il profitto è stato di 111 milioni
di dollari, cinque in più del 1998
Stracciate quindi le previsioni pessimisti¬
che che davano le azioni in calo per le diffi¬
coltà di Apple di consegnare i G4 e gli
iBook. Effettivamente il terremoto a Taiwan,
che ha bloccato la produzione dei portatili
per una settimana, ha permesso ad Apple di
consegnare appena 6.000 iBook contro i
200.000 prenotati e questo ha portato ad
avere un arretrato di ordini per circa 700.000
milioni di dollari In mezzo a tanta euforia
ecco però la doccia fredda: il G4/500 viene
cancellato momentaneamente dal listino.
Tutto è cominciato con l'annuncio da parte
di Motorola che la produzione non sarebbe
riuscita a far fronte alla quantità di G4 richie¬
sta. ma non solo MacWeek
|i wv.".'. n i,i. .n!'l rende noto che il G4
è afflitto da un bug che si manifesta a velo¬
cità di 500 MHz o superiori e tutto questo
ben 20 giorni dopo la presentazione dei
nuovi Macintosh Ecco quindi la decisione
coraggiosa (e obbligata) di ridisegnare il listi¬
no. Le nuove configurazioni sono:
G4 a 350 MHz con 1 MB di L2 Cache, 64
MB, HD da 10 GB, CD-ROM 24x, controller
grafico ATI Rage 128 PCI con 16 MB, 2
FireWire, 2 USB. Ethernet 10/100 BaseT e
modem 56K; G4 a 400 MHz con 1 MB di L2
Cache, 128 MB, HD da 20 GB, DVD-ROM,
drive ZIP, DVD-ROM Video, controller grafi¬
co ATI Rage 128 AGP con 16 MB, 2
FireWire più una interna, 2 USB su due bus
separati, Ethernet 10/100 BaseT. modem
56 K e Airport (IEEE 802.11) opzionale;
G4 a 450 MHz con 1 MB di L2 Cache, 256
MB, HD da 28 GB, Zip drive. DVD-ROM
Video, controller grafico ATI Rage 128 AGP
con 16 MB, 2 FireWire piu una interna, 2
USB su bus separati e Ethernet 10/100
BaseT. L'abbassamento della linea di 50
MHz non ha comportato variazioni di listino:
chi quindi aveva deciso di acquistare il
G4/500, si troverà a poter ordinare per la
stessa cifra il G4/450 II 500 MHz sarà rein¬
tegrato nella linea non appena Motorola
sara in grado di far fronte agli ordini (e non
appena risolto il bug trovato) Nel frattempo
anche IBM, si appresta a produrre G4 con le
istruzioni AltiVec; ma passeranno sicura¬
mente diversi mesi prima che BigBIue sia in
grado di produrre chip in quantità da suppor¬
tare il mercato Apple.
Ce lo hanno i ‘raccontato"'Giovanni Ferrari e Lorenzo Sangalli.
iBook vince il Premio Smau Industriai Design.
M0
peatiiri 1 ^ -
La presenza di Apple a
Smau 99 è stata imponen¬
te. soprattutto per le novità
tecnologiche e di design,
tanto da meritarsi il 32°
Premio Smau Industriai
Design assegnato a iBook,
dai colori tangerme e blue-
berry.OS 9, come ce lo
hanno 'raccontato' e descrit¬
to Giovanni Ferrari,
Applesoft Business
Manager, e Lorenzo
Sangalli, Product Sales
Manager, entrambi di Apple
Computer Italia, in un incon¬
tro-intervista a Smau 99: ”E'
l'ultimo sistema operativo di
Macintosh, ora disponibile in italiano; è defi¬
nito il 'tuo co-pilota' per Internet. Vediamo
quali sono le principali nove caratteristiche
delle 50 integrate. La prima è Sherlock 2,
migliorato rispetto alla precedente versione
Un'altra caratteristica importante per gli utiliz¬
zi a casa è la possibilità di avere utenti multi¬
pli e la possibilità di utilizzare la propria voce
come password; un 'portachiavi' unico, elet¬
tronico, che consente di accedere a tutte le
password utilizzate sui siti e sul sistema; la
possibilità per il System di essere aggiornato
automaticamente tramite Internet; la critto¬
grafia per rendere sicura la trasmissione
delle informazioni e la memorizzazione del¬
l'informazione sul proprio computer, la possi¬
bilità di condividere i documenti tramite
Internet, non solo su rete apple-talk ma su
«■•sa iwva a
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-LUiJ
[h* 5*
tolti rii Mrfv» / C«a
' DVD “ foi'*
é
Ilnnk «Irfkrm
r 24 hojr» Il
una rete di TCP/IP. Una ca¬
ratteristica importante per
l'utenza professionale e
AppleScript, che può utilizzare
anche TCP/IP per sincronizza¬
re computer o flussi di lavoro
in diverse parti del mondo e,
infine, una utility molto como¬
da che si chiama consultazione
Networks, che consente di
visualizzare non solo le reti
appiè talk di prima ma anche la
rete TCP/IP all'interno del pro¬
prio dominio. Tutte queste
cose, comprese in OS 9. ven¬
gono vendute a lire 239.000 IVA
inclusa. Se con Sherlock nell'OS 8.5 era pos¬
sibile cercare documenti su Internet,
Sherlock 2 introduce delle specializzazioni,
dei canali: Internet non è fatta solo di HTML,
ma anche di indirizzi di email, di siti per l'e-
commerce o che consentono le aste virtuali
e, quindi, è stato ottimizzato per queste fun¬
zioni. E' ovvio che quando accedo alle infor¬
mazioni è molto importante sapere la data
della notizia. Analogomente, se accedo ad un
sito di e-commerce, un dato essenziale è il
prezzo, una volta trovato l'oggetto Se ho cer¬
cato la stessa cosa su due siti sono in grado
di vedere i prezzi di entrambi e fare una scel¬
ta, Per quanto riguarda la ricerca degli indiriz¬
zi, esistono dei siti specializzati, per cui
dando il nome di una persona vengono resti¬
tuiti gli indirizzi di e-mail che fanno riferimen¬
to al nome cercato: un doppio clic sulla riga
del nome lancia automaticamente il pro¬
gramma di e-mail con il campo
'Invia a:' già riempito dall'indiriz¬
zo. Un'altra caratteristica è quella
della multiutenza, più utenti che
in tempi diversi possono usare lo
stesso computer, molto comodo
a casa. Per cui Mac OS 9 adesso
distingue gli utenti ma ha una
fase di accessi iniziale e da quel
momento le preferenze e i docu¬
menti diventano attivi e, quando
entra un altro utente, le preferen¬
ze cambiano e i documenti del¬
l'utente precedente rimangono
accessibili solo a lui. In qualche
modo legata a utenti multipli è la
password a 'impronta' vocale,
cioè è possibile farsi riconoscere
dal computer con la propria voce.
Navigando per i siti è facile che
per entrare in un certo 'luogo' sia
78
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
necessario utilizzare una password, per
usare la posta elettronica un'altra password,
per aprire un documento un'altra password
ancora e allora è stato introdotto ora un con¬
cetto di accesso 'portachiavi', cioè una
super-password che si incarica, una volta
attivata, di inserire al momento opportuno le
altre password specifiche per una certa fun¬
zionalità: è come avere in un portachiavi elet¬
tronico tutte le password, e ne basta una per
tutti gli accessi,Con il sempre più diffuso uti¬
lizzo di Internet la rete e il computer sono
una cosa sola, per cui è molto importante
che gli utenti abbiano sempre il System
aggiornato: Mac OS 9 si incarica di segnalare
all'utente che si può effettuare un aggiorna¬
mento e, se l'utente accetta, questo viene
scaricato dalla rete.Una nuova caratteristica è
la possibilità di rendere veramente privati,
accessibili solo a se stessi o a pochi i propri
documenti, ovviamente quelli piu rilevanti,
che si ha ora tramite la crittografia.
E’ possibile crittografare un qualunque
documento o conservarlo sulla propria scri¬
vania o trasmetterlo ad un altro utente, e
rivelare all'altro utente qual è la chiave per
sbloccare questo documento. Pertanto, la
riservatezza e la sicurezza del Macintosh con
Mac OS 9, anche su Internet, aumenta
enormemente.Un’altra caratteristica è la
condivisione dei documenti via Internet,
adesso è possibile farlo su network TCP/IP,
E sempre in questa ottica anche AppleScript
è la tecnologia che consente l'automazione
di alcuni processi a livelli di sistema, delle
modalità che l'utente può decidere per svol¬
gere anche compiti molto complessi: ades¬
so AppleScript può eseguire questi compiti
su reti di TCP/IP, cioè è possibile controllare
il nostro computer in modo remoto da qual¬
siasi postazione che ha un collegamento
TCP/IP, con tutte le garanzie di accesso
dovute alla multiutenza e alle password di
accesso. Internet è destinato a diventare un
• STRATEGIE
Apple e Akamai siglano accordo strategico
Apple Computer e Akamai Technologies
hanno reso noti i particolari dell'accordo
strategico recentemente siglato
Preannunciato già nel luglio scorso in occa¬
sione del Macworld Expo di New York e
ora confermato, l’accordo prevede l'inte¬
grazione della tecnologia QuickTime player
e streaming server di Apple con il servizio
globale di content delivery su Internet di
Akamai, per consentire agli utenti
Macintosh e Windows di tutto il mondo un
facile accesso a contenuti streaming video
ad alta qualità. Oltre all'integrazione da
parte di Akamai di server QuickTime all'in¬
terno del proprio network. Apple ha sele¬
zionato Akamai come esclusivo network
provider per QuickTime TV (QTVI Per
rafforzare la collaborazione, nel giugno
scorso Apple ha investito in Akamai 12,5
milioni di dollari, pari a circa il 5% delle
quote della società. Apple ha utilizzato il
network globale di Akamai per fornire ai
clienti in tutto il mondo copie degli aggior¬
namenti dei software QuickTime e Mac
OS 8.6, oltre che per mostrare il trailer del
film "Star Wars: La minaccia fantasma”.
Apple e Akamai hanno inoltre mandato in
onda due eventi dal vivo: il keynote di
Steve Jobs al recente Macworld Expo e un
concerto degli Eurythmics sponsorizzato
network globale personale, con l'accesso da
qualsiasi postazione in qualsiasi punto del
mondo quindi Mac OS 9 introduce una
nuova finestra di consultazione nella quale è
possibile visualizzare in forma di elenco tutti i
tipi di siti e di accessi su Internet, compresi i
siti FTP e WWW e quelli locali.
Non c'è più una divisione netta tra il
network locale e quello globale, tutto è a
portata di un doppio clic Questi, in sintesi
sono i nove punti fondamentali di Mac OS 9
Apple ha inoltre annunciato per il mese di
novembre la disponibilità dei nuovi
Macintosh Server G4 e Macintosh Server
G4 con Mac OS X Server (ma questo e un
altro discorso e ne riparleremo in altra occa¬
sione),
Per informazioni:
Apple Computer,
Tel 02243261
h ttp://www. appiè It
da Apple. Akamai ha infine annunciato che
Cisco Systems ha effettuato investimenti
nella società. Un inciso: QuickTime 4 è
stato scaricato da oltre 10 milioni di utenti
dal momento del suo lancio, avvenuto il 19
aprile scorso, ed è la prima soluzione di
streaming da Internet ad utilizzare i proto¬
colli standard non proprietari Reai Time
Protocol (RTP) e Reai Time Streaming
Protocol (RTSP) Inoltre, nell'ambito dell’ini¬
ziativa Darwin Open Source di Apple, il
codice sorgente di QuickTime streaming
server è disponibile per gli sviluppatori
all'indirizzo Internet www.apple.com/deve-
loper
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Pentium II o III (lino a 500 Mhz) e ampio
schermo da 14' TFT ad alta risoluzione.
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tecnologia portatile, ò uno
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le, ampio schermo (lino a
13.3') e affidabilità estrema.
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mm di spessore, dal modem/lax incorpo¬
rato e dalla possibilità di interscambiare
CD-Rom e FDD con un rapido innesto a
computer acceso. Le prestazioni sono affi¬
date alla potenza da processori Pentium il
e III. alla S-DRam espandibile Imo a 256
Mb e alla scheda video ATI RAGE LT PRO
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piacevole il lavoro in movimento
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lite, senza sacrificare l'am¬
piezza dello schermo, l'auto¬
nomia e, naturalmenle, le pre¬
stazioni, In una parola: FILO,
Prezioso, completo, con un ingombro
estremamente limitato: vi collegate a
Internet e lavorate, ovunque voi siate.
FILO è potenza e predisposizione multime¬
diale concentrati in soli 25 mm di spesso¬
re e 1,6 kg di peso, mantenendo la capa¬
cità di alloggiare processori Pentium II e
HD Tino a 10 Gb.
FILO è il raccoglitore delle vostre Idee
quando siete in viaggio. Ora non avete più
sarse per non portarlo con voi.
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integrale di 24 mesi e godono di un servizio di assi¬
stenza che assicura la riparazione o sostituzione del
computer in appena 72 ore.
I RnO-RA-RA-RA
—’-
La patente europea,
per l'uso del
computer
Un passo avanti verso la civiltà
deirinformazione
★ ECDL ★
di Aldo Ascenti
Molti anni sono trascorsi dai tempi
pionieristici di Turing e Von Neumann,
quando l'informatica non era altro che
un pugno di assiomi in cerca di applica¬
zioni pratiche All'alba del secondo mil¬
lennio la "computer Science" è una di¬
sciplina matura, in¬
dispensabile alla
cultura di ciascuno
come la scrittura e
la matematica Inu¬
tile defilarsi dietro
preconcetti e reti¬
cenze: per vivere,
lavorare e non es¬
sere esclusi dalla
società del 2000 bi¬
sogna capire il
computer, masti¬
carne la terminolo¬
gia e imparare a va¬
lutarne possibilità e
strumenti.
Per lungo tempo
la manchevolezza
delle strutture isti¬
tuzionali. come
scuole e università,
ha relegato il com¬
pito di diffondere
conoscenze e com¬
petenze tecnologi¬
che ad una mino¬
ranza di appassio¬
nati. colti ed infor¬
mati ma privi delle
necessarie metodologie didattiche, e di
addetti ai lavori, con lo sguardo troppo
orientato al business per costruire un
vero substrato di cultura e informazione
presso il grande pubblico.
Oggi qualcosa si muove, sotto la
spinta delle rinnovate esigenze del
mondo del lavoro, per rispondere al
nuovo quesito che è lecito porsi davanti
ad un moderno computer: non più "a
cosa serve?", perché a questa doman¬
da hanno già risposto i cambiamenti
nella nostra vita
quotidiana inter¬
venuti negli ulti¬
mi dieci anni,
ma "cosa devo
sapere per po¬
terlo sfruttare al
meglio?".
L'ECDL (Eu-
ropean Compu¬
ter Drivmg Li-
cence) è un'au¬
torevole rispo¬
sta, semplice e
gemale come
l'uovo di Co¬
lombo: una pa¬
tente, rilasciata
in seguito a
procedure
d'esame forte¬
mente standar¬
dizzate. che
certifica il pos¬
sessore come
dotato dei re¬
quisiti fonda¬
mentali per
usare proficua¬
mente un co-
* B a fi r * r t
Stimola lo risposto olt nsposu tsatlt tpoiprtm CONFERMA
•&????
Tempo rimasto:
? ? ? ? ?
Tre de le seguenti entità' nfluenuno le presuola un computer Quak sono?
G fipo mcroprocessore
C npo <1 tastiera
C frequenta •* dock
G apo <k mouse
G veloci* del display adapter
G krnenoooe dela RAM
■MB
wmmmtm
l I meritarvi m un piccolo lest per valutare le vostre conosceme mtor-
matictte Oi
82
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
mune elaboratore. Uno strumento per
rendere più facile valutare le effettive
competenze dei candidati all'assunzio¬
ne presso le aziende e la pubblica am¬
ministrazione e un'occasione di riqualifi¬
cazione professionale per tutti coloro
che sono rimasti un po’indietro o ne¬
cessitano di una conferma ufficiale della
validità delle conoscenze acquisite.
Come nasce l’ECDL
L'idea di adattare alle esigenze della
Comunità Europea un progetto nato in
Finlandia nei primi anni 90, denominato
appunto "Computer Driving licence",
venne al CEPIS (Council of European
Professional Informatics Societies) nel
corso del 1995.
Il programma dell'ECDL venne defini¬
to da una task force costituita da esper¬
ti dei vari paesi europei e, alla fine dello
stesso anno, fu proposto all'Unione Eu¬
ropea come progetto ESPRIT.
Dal 1997 l'ECDL fa parte delle 27 ini¬
ziative pilota dell'UE per realizzare la So¬
cietà dell'Informazione. Il coordinamen¬
to internazionale, l'aggiornamento e lo
sviluppo del programma sono affidati
all'ECDL Foundation, che ha sede a Du¬
blino, mentre della diffusione a livello
nazionale sono incaricati i vari rappre¬
sentanti del CEPIS che operano nelle di¬
verse nazioni europee.
In Italia il garante è LAICA (Associa¬
zione Italiana per l'Informatica ed il Cal¬
colo Automatico) che del CEPIS è socio
fondatore. Si tratta della più autorevole
associazione italiana indipendente di
professionisti di informatica Fondata
nel 1961, è un ente senza scopo di lu¬
cro che, dal 1961, si occupa di diffonde¬
re e sviluppare, sul territorio nazionale,
le conoscenze informatiche in ambito
scientifico, applicativo, economico e so¬
ciale costituendo un luogo di incontro e
di collaborazione fra l'Università, i centri
di ricerca, i costruttori e fornitori di pro¬
dotti e servizi informatici e gli utenti di
IT (Information Technology) pubblici e
privati.
Una carta per
“guidare” il computer
L'idea di base dell'ECDL si è svilup¬
pata sul concetto di Skills Card: si tratta
di un documento personale, che riporta
i dati anagrafici del candidato e un nu¬
mero di serie registrato dall'AlCA.
Questo documento permette di ac¬
cedere al programma di esami ECDL e
su di esso vengono progressivamente
registrate le prove sostenute con esito
positivo.
Per procurarsi la Skills Card, che ha
un costo di 200.000 lire più IVA, ci si
deve rivolgere a un Test Center accredi¬
tato, si potranno, quindi, seguire i corsi
ad essa collegati e sostenere gli esami
relativi, che sono sette e toccano tutte
le conoscenze necessarie a usare con
consapevolezza gli strumenti informatici
disponibili in qualunque ufficio moder¬
no.
Il possessore della Skills Card avrà
tre anni di tempo per superare tutti gli
esami, ottenendo cosi il rilascio della
"patente" vera e propria ovvero il diplo¬
ma col quale LAICA certificherà le com¬
petenze acquisite.
I test e le domande sono gli stessi
per tutti i Paesi europei, una standardiz¬
zazione necessaria a dare al documento
valore internazionale, e non fanno riferi¬
mento a nessun particolare software di
office automation. Lo svolgimento delle
L’opinione dell’AlCA
Intervista a Franco Filippazzi
Qual è l'obiettivo principale che anima il progetto dell'ECDL ?
Mentre il possesso di una patente di guida è una garanzia sufficiente
della capacità di condurre un'automobile, è ancora molto difficile valutare l'effettiva ido¬
neità di ciascuno all'uso di un elaboratore elettronico.
Attualmente la finalità dell'esame per ottenere l'ECDL è l’acquisizione di quelle compe¬
tenze pratiche che certifichino che il possessore della patente in grado di essere imme¬
diatamente produttivo sul PC, avendo dimostrato la conoscenza di base di tutti gli stru¬
menti necessari a qualsiasi realtà aziendale.
Esiste un progetto per estenderete l'ECDL a campi più specifici e approfonditi come il
CAD o lo sviluppo di software?
Al livello attuale l'ECDL può permettersi di rimanere indipendente dagli specifici prodotti,
affrontando le caratteristiche di un generico gestore di testi o di un foglio elettronico qual¬
siasi. Qualunque “upgrading" degli esami attuali, che sono comunque abbastanza ap¬
profonditi, dovrebbe passare attraverso la scelta di alcuni strumenti a scapito di altri, ma¬
gari altrettanto validi. Ad ogni modo esistono continui studi per aggiornare l'ECDL secon¬
do il mutare delle esigenze e delle tecnologie.
Quanto potrebbe influire sul tessuto industriale del nostro paese un'ampia diffusione
dell'ECDL?
Per valutare l'impatto che potrebbe avere sulla società italiana un piano di alfabetizzazio¬
ne informatica di massa si può considerare il caso della Finlandia: all'inizio degli anni '90
questo paese si è trovato ad affrontare una grave crisi economica legata al mancato pas¬
saggio da un'economia basata su allevamento ed agricoltura, non più redditizia per il venir
meno dei mercati dell'Unione Sovietica e dei paesi dell'Europa orientale, ad una industria¬
le e di servizi. In questo contesto nacque la "Computer Driving Licence" con l'intento di
facilitare l'introduzione delle nuove tecnologie. Oggi in Finlandia fioriscono aziende ad alto
contenuto tecnologico, come Nokia, e il livello di preparazione nell'ambito dell'hi-tech rag¬
giunto nel paese è notevolmente elevato.
Come si sta muovendo LAICA per accrescere l'interesse per la patente da parte delle
aziende italiane?
Oltre alle iniziative legate alla circolazione delle informazioni, il sito AICA ospiterà, entro
brevissimo tempo, un'area apposita in cui i possessori della patente in cerca di occupa¬
zione potranno pubblicare il proprio curriculum ed essere messi in contatto con le azien¬
de che avranno registrato specifiche richieste di personale.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
83
lOCIBTIBS
mono. confiti* oti>nc ulimi
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ftlOnUN COMPITE! DUV7NG UCENCC
SKILLS CARO
zione profes¬
sionale
I paesi inte¬
ressati dal pro¬
getto ECDL so¬
no 31, con una
popolazione
complessiva di
circa mezzo mi¬
liardo di abitanti
di cui. approssi¬
mativamente,
sessanta milioni
dipendono stretta-
mente, per le loro
possibilità di as¬
te Skills Card sono
lo strumento per ac¬
cedere al program¬
ma d'esami di
ECDL Ogni tessera
e personalizzata e ri¬
porta l’elenco degli
esami conseguiti
con esito positivo
sunzione, dalle co¬
noscenze informa¬
tiche. Le prime sti¬
me prevedono che,
per il 2005, il nume¬
ro delle persone
"patentate" potreb¬
be raggiungere i 10 milioni di individui,
ovvero il 17% degli interessati, valutan¬
do che la pubblica istruzione dovrebbe
formarne altri 15 o 20 milioni.
I progetti per il 2001 dichiarano un
obbiettivo di 1,8 milioni di ECDL conse¬
guite.
AICA
La situazione italiana
lo sviluppo delle
ECDL in Europa 6
m costante cresci¬
ta. ai paesi già ade
tenti se ne aggiun¬
geranno altri nei
prossimi mesi
In questa come in altre situazioni il
nostro paese si muove con la consueta
lentezza Sia¬
mo agli ultimi
posti in Europa
in quanto ad al¬
fabetizzazione
informatica e ai
primi per arre¬
tratezza del si¬
stema scolasti¬
co in materia di
Information te-
chnology. In
seguito a que¬
sta situazione
fioriscono sul
territorio nazio¬
nale, in modo
alquanto disor-
prove e vincolato da rigorose norme di
correttezza e di imparzialita e devono
essere supervisionate da personale
qualificato
La risposta dell’Europa
I disoccupati per mancanza di cono¬
scenze informatiche di base, in Europa,
sono oggi valutati nell'ordine di
300.000-500.000 persone dei quali
30.000 in Italia. Questi dati, già di per
sé preoccupanti sono, secondo una ri¬
cerca IDC-Microsoft, destinati a cresce¬
re. nei prossimi due anni, fino a sfiorare
il tetto degli 1,5 milioni Queste previ¬
sioni, sommate alla consapevolezza di
quanto una maggiore qualificazione del¬
la forza lavoro sia un prerequisito indi¬
spensabile per mantenere competitività
a livello internazionale, stanno spronan¬
do Aziende e Istituzioni di molti Paesi,
dentro e fuori l'UE. a impegnarsi a fon¬
do nella diffusione dell'ECDL, che co¬
mincia ad acquisire il ruolo che le spetta
presso le Università e i centri di forma-
84
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
dinato, le iniziative private pronte a co¬
gliere le esigenze crescenti di compe¬
tenza e consapevolezza nell'uso dei
computer e dei relativi programmi. Tal¬
volta si tratta di corsi dalle finalità limita¬
te o confuse, che non riescono a venire
incontro alle esigenze di un pubblico
sempre più vasto e desideroso di sfrut¬
tare subito le conoscenze acquisite
Il 29 ottobre 1998, il Ministro per la
Funzione Pubblica ha presentato un de¬
creto secondo il quale dal 1 gennaio del
2000 qualunque concorso per l'impiego
nella pubblica amministrazione preve¬
der '....l'accertamento della conoscen¬
za dell'uso delle apparecchiature e delle
applicazioni informatiche piu diffuse
senza specificare le modalità di questo
accertamento.
A favore dell’ECDL come strumento
perfetto per risolvere la questione c'è il
riconoscimento del progetto da parte
dell'UE, gli esempi internazionali, come
quello dell'Ungheria, il cui governo ha
già disposto di usare la patente europea
del computer nella stessa situazione
prospettata da questo decreto, e l'auto¬
revolezza di Università come la "Luigi
Bocconi" di Milano o, sempre a Milano,
l'Università degli Studi, che sono Test
Center ECDL e erogano le patenti a
molti dei loro iscritti.
L’ECDL e i corsi Pluricom
La serietà del progetto ECDL ha subito conquistato l'attenzione di MCmicrocomputer-
School, trasformando un interesse strettamente legato all’attività editoriale in un proces¬
so che ci vede attivamente coinvolti nell'opera di diffusione e sviluppo della patente euro¬
pea del computer
I corsi Pluricom sono modellati sulle necessità dei programmi dell’ECDL cosi da offrire un
valido supporto al superamento degli esami necessari a conseguire la "patente" La Plu-
ricom seguirà i candidati dall'acquisto della Skills Card, che potrà essere richiesta diretta-
mente presso le nostre sedi, al completamento del percorso di formazione. Anche gli
esami si svolgeranno nelle nostre aule, non solo a Roma, e gli stessi redattori di MCmi-
crocomputer saranno coinvolti nei programmi e nella valutazione dei candidali, con la
consapevolezza di rendere un servizio di cui il mondo del lavoro sentiva la mancanza
Per qu alunque informazio ne potete contattare la sezione corsi della Pluricom all'indirizzo
e-mail |:oisi'">;,kin(:om il|
A Roma, in via E.Franceschi™, 73. nella stessa sede dove si producono le riviste Pluricom. sono già
partiti i nostri corsi di informatica a tutti i livelli.
La struttura
degli esami
L’organizzazione e i contenuti degli
esami dell'ECDL sono il vero elemento
portante del progetto
Si tratta di sette esami di cui il primo
è teorico e permette di valutare, con un
numero limitatissimo di domande la co¬
noscenza della terminologia e dei con¬
cetti fondamentali dell’IT
I sei moduli successivi sono invece
di tipo pratico e prevedono un approc¬
cio diretto con la macchina per lo svolgi¬
mento di compiti precisi un modulo è
dedicato alla capacità di usare gli stru¬
menti principali del sistema operativo,
come quelli necessari alla gestione di fi¬
le e directory, mentre i quattro moduli
successivi sono studiati per misurare
l'abilità pratica nell'utilizzo dei diversi
applicativi con i quali si opera comune¬
mente in un ufficio informatizzato: ge¬
stione di testi, foglio elettronico, data¬
base e presentazioni L’ultimo modulo è
dedicato alle reti e verifica la dimesti¬
chezza acquisita nell'uso della posta
elettronica e degli strumenti di rete con
esercizi come "spedire un messaggio
all'esaminatore con un allegato in cui si
spiegano i concetti di indirizzo di posta
elettronica e di replay di un messag¬
gio".
Gli esami sono in italiano e i quesiti
sono pensati per essere svolti in un
tempo massimo di 45 minuti e
accuratamente tarati per tocca¬
re tutti gli argomenti essenziali
del programma.
Conclusioni
La forza dell'ECDL è nella mancanza
di finalità commerciali del progetto e di
arbitrarieta nella definizione dei pro¬
grammi. Un patentato ECDL sa usare II
computer e può essere immediatamen¬
te integrato in una struttura produttiva,
senza che intervengano ulteriori costi
di formazione, tanto più che recenti ri¬
cerche indicano che le spese per ade¬
guare il personale di una azienda alle
nuove tecnologie tendono a superare il
costo delle tecnologie stesse Inoltre,
la mancanza di riferimenti a un softwa¬
re specifico dà ai patentati una prospet¬
tiva più ampia nell'applicazione delle
conoscenze acquisite, riportando il
computer, che per alcuni sembra un in¬
cubo di caotica complessità, nel suo
ruolo di utile strumento da soggiogare
ai nostri comandi.
Kg
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
85
a cura di Amiga Group Italia
Microsoft Windows 2000
Uno per tutti...
di Aldo Ascenti
Non c'è stato il
classico crescen¬
do di aspettative
per quest'ultima
versione del siste¬
ma operativo di
Microsoft, nessun
frenetico intreccio
di voci e indiscre¬
zioni Merito di In¬
ternet, per la qua¬
le non ci sono più
segreti.
Eccoci, dun¬
que, ben prepara¬
ti, alla prima di¬
stribuzione della
release Candidate
di quello che, nel¬
le intenzioni del
colosso america¬
no, dovrebbe diventare l’ambiente di la¬
voro con il quale faremo i conti ogni
giorno a partire dal nuovo millennio
Un sistema unico per tutti, dal pro¬
fessionista all'appassionato di giochi,
dallo sviluppatore di software alla gran¬
de azienda che deve fare i conti con ap¬
plicazioni mission criticai,
Un progetto ambizioso, come c'era
da aspettarsi, che mira a conciliare l'affi¬
dabilità di NT con la facilità d’uso e
l'aspetto amichevole di Windows 98.
Si fa in quattro
Se Windows 2000 è pensato per rag¬
giungere tutti gli utenti PC e risolvere le
esigenze piu disparate, il minimo che si
poteva fare era pacchettizzarlo in più
versioni, che si distingueranno soprat¬
tutto per i diversi livelli di multi proces¬
sing supportati e gli strumenti disponibi¬
li. La versione più semplice sarà la Pro¬
fessional, la cui beta 3 è già ampiamen¬
te diffusa. Questa edizione supporterà
fino a due processori e sarà il sistema
distribuito in modo capillare sui comuni
sistemi desktop e portatili, sostituendo
Windows 98 e NT Workstation.
Windows 2000 Server è pensato per
la gestione di rete e per sistemi da usa¬
re come print server o file server, oppu¬
re come server applicativi di base e
supporta fino a quattro processori,
mentre la versione Advanced Server in¬
tegra funzioni di clustering e di bilancia¬
mento del carico di lavoro, gestisce si¬
stemi ad 8 processori ed è indicato da
Microsoft come il sistema da usare in
applicazioni Web business-critical
Dopo che saremo entrati da tre o
quattro mesi nel nuovo millennio, do¬
vrebbe essere disponibile anche la ver¬
sione più completa: Windows 2000 Da-
taCenter Server che, come suggerisce
il nome, rappre¬
senterà la soluzio¬
ne Microsoft al
mondo della gran¬
de impresa, lad¬
dove la quantità e
l'importanza dei
dati da gestire so¬
no tali da richiede¬
re i massimi livelli
di sicurezza, pre¬
stazioni e scalabi-
lita Di questa ver¬
sione si sa che
supporterà siste¬
mi dotati di ben
32 processori e
sarà arricchita di
ulteriori capacità
di clustering
Cosa è cambiato
Per parlare delle novità di questo SO
bisognerebbe cominciare chiedendosi
rispetto a che cosa. Infatti Windows
95/98 e NT erano, nella sostanza, piut¬
tosto diversi tra loro, malgrado gli sforzi
di Microsoft per renderne simile alme¬
no l'aspetto. Come kernel, Windows
2000 sembra proprio NT Lo si intuisce
dai lunghi tempi di imzializzazione, dalla
scomparsa del prompt di MS-DOS dal
menù start e dalle rigorose procedure di
autenticazione dell'utente. Quanto a chi
proviene da Windows 98, sentirà, forse,
un po' opprimente il peso di un sistema
originariamente pensato più per dare fi¬
ducia e sicurezza alle aziende che per
soddisfare le richieste di semplicità e
snellezza di un sistema domestico
A tentare di risolvere questo proble¬
ma intervengono le novità introdotte
86
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
nell'interfaccia grafica e nella semplifi¬
cazione di molti degli strumenti di ge¬
stione di un sistema NT.
Come si installa
La prima grossa semplificazione ri¬
spetto ad NT riguarda proprio il proces¬
so di installazione, notevolmente più au¬
tomatizzato e privo di alcuni criptici tec¬
nicismi che caratterizzavano la versione
precedente. Le domande poste all'uten¬
te durante il processo permettono al si¬
stema di definire, senza ulteriori proce¬
dure di configurazione, il livello di prote¬
zione più adatto e le impostazioni di ac¬
cesso. senza che si debba possedere
una particolare competenza sull'argo¬
mento. Durante l'installazione di NT il
sistema si interrompeva davanti a qual¬
siasi problema, sia critico che insignifi¬
cante, Windows 2000 porta comunque
a termine l'installazione, a meno che la
situazione sia tale da pregiudicare l'av¬
vio del sistema, e genera un report del¬
le difficoltà riscontrate consentendo
all'amministratore di intervenire in un
secondo tempo. Esistono anche mec¬
canismi di scripting basati su uno stru¬
mento grafico denominato Setup Mana¬
ger. per personalizzare e automatizzare
completamente il processo di installa¬
zione, compresa la possibilità di include¬
re aggiornamenti e driver non forniti,
cosi che all’utente non rimane che inse¬
rire username e password e accedere
al sistema.
La nuova interfaccia
L'aspetto non è rivoluzionario. Niente
menù tridimensionali o sconvolgenti ef¬
fetti cromatici, bensì le solite finestre e
la rassicurante barra di start. Qua e là
sono stati inseriti suggerimenti popup
per aiutare a comprendere le principali
differenze, come i menù, compreso
quello di avvio, stile Office 2000, che
mostrano, in prima battuta, solo i co¬
mandi di uso più frequente e si adatta¬
no progressivamente alle abitudini dei
singoli utenti Le barre dei pulsanti di
Explorer sono ora personalizzabili, con¬
sentendo di aggiungerne di nuovi o di
eliminare quelli indesiderati.
La parola d'ordine della nuova inter¬
faccia è "tenere traccia": ogni operazio¬
ne, come la ricerca di una data risorsa,
l'accesso a menù o cartelle di rete,
l'apertura di pagine web o la compilazio¬
(*J Connetsioni di relè e lemote E5
J Fie Mcxthca
Vtsuafcza Ptet ”
] «- • *
ìj a-j j -
3
&
Dea nuova
connessione
Connessione
ala tele locale
(LAN)
Oggetti 2
A
Le opzioni di configurazione di ogni singola
connessione di rete, comprese le impostazio¬
ni delle periferiche coinvolte, vengono memo¬
rizzate singolarmente e sono richiamabili con
la massima facilità
ne da tastiera di determinati campi, vie¬
ne conservata in appositi file, per age¬
volare tutte le azioni che siamo soliti ri¬
petere con una certa frequenza. In que¬
sta direzione va anche l'impiego diffuso
di sistemi di completamento automati¬
co o la comparsa, nella cartella "risorse
di rete", di un elenco delle cartelle con¬
divise a cui l’utente ha già avuto acces¬
so in passato.
L’help si avvale di fumetti (arrivere¬
mo alle filastrocche?) per descrivere le
vane novità dell'interfaccia e la guida in
jJ 31 -
3
j£l
USI
i^l
«
Accesso
lacétato
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«eie e remole
Data/Oia
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Mouse
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punticele
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goco
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Ricerca lapida
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Schermo
Stampar*
Sf rumerà (4
amrwwiiaaone
Suone
muhneda
System
m
il
5»
Tastiera
Tipi ci carattere
Utenti e
password
linea è stata, complessivamente, molto
migliorata nella completezza e nella leg¬
gibilità. Un'ultima nota riguarda i mes¬
saggi di errore che, per quanto possibi¬
le. cercano di spiegare le cause del pro¬
blema e le eventuali possibili soluzioni
Guerra ai disordinati
Se avete l'abitudine di sparpagliare i
vostri documenti
qui e là per il disco
fisso, Windows
2000 ha intenzione
di aiutarvi a conte¬
nere questa brutta
abitudine La car¬
tella "documenti"
diventerà il punto
di partenza per
ogni salvataggio,
poiché il SO inter¬
cetta il percorso di
default di qualun¬
que applicazione
reindirizzandolo
nella giusta posizio¬
ne. All'interno di
"documenti" è,
Il nuovo pannello di
controllo differisce dal¬
le versioni precedenti
solo per la presenza
delle utility di ammini¬
strazione. di pmificazio-
ne delle operazioni e di
connessione di rete .
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
87
Ip Windows 7000 Piotasnonal
& %
Ofwott WabHetp
C**l &•*•*!
Searchtpi
Wh« e it i now?
UJ] Web retourcet
Howto Use Help
Inboducng Wtidows 2000 Pioleiooool
Fiei andFotden
Internet E-maJ. end Ccmmjncaliam
Woffcmg «rth Pregami
PeuondamgYou Computa
Hardware
T loutfethootng and Mamenance
NetworVng
Accesifcity Ica Special Needt
Mette Usar.
Securty
Contiot Panai
Gtotsaiy
RHerence
Troublestioptlng
T
UnBilblahttmuk Bissi li?} Miircsetl
•lamcrrtcn^lLnalm.rtmj.ed.
JjH
Il nuovo help è più
completo e razionale.
Windows 2000,
anche nella versio¬
ne Professional, e
molto ricco di
strumenti avanzati
di analisi e ammi¬
nistrazione del si¬
stema. L'event
Viewer, ad esem¬
pio, permette di
momtorare i mes¬
saggi di errore e le
richieste di infor¬
mazioni
Vita più facile
per le piccole reti
Un problema comune ai sistemi ope¬
rativi di rete è l'eccessiva complessità
nella configurazione di LAN di piccole
dimensioni o dei semplici collegamenti
necessari ai due-tre computer di uno
studio professionale. Per Windows
2000 Professional è previsto un utile
strumento che consente l'indirizzamen-
to IP automatico: all'avvio il sistema
cerca un server DHCP (Dynamic Host
Configuration Protocol) per prelevarne
la tabella degli indirizzi IP, se tale server
coHHHngml (Goihunr computai (localo|\Utitrtà ili mi ema\G estrone poni
àaon» yicuatoa 0= -* 13,00 [§
JSj Gestione computo» Itocele)
Ì4 WBP2
O X& Utihà ó interna
B J EPorte ICOM e LPT |
f* ® Avvisi e fegato di prestazioni
,/ Porta di comiracaaorie (COMI)
S 5» Stenti e Q»uppi locali
/ Porla di cormracazione (COM2)
_J Useti
j Porta «andante ECP (LPT 11
_l Gnepi
E «J Correrei
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ffl 4 Conti ole* audo. video e giochi
_J Risorse di sistema
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ffl wJ Risorte hardware
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S LJ Componenti
ffl $i Condola US8 lUnlvereal cenai busi
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Servizi
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L intera gestione del
sistema, di cui la vec¬
chia "gestione perife¬
riche " e solo un sot-
tomsieme, e organiz¬
zata ad albero, ren¬
dendo più semplice
accedere ai singoli
elementi
inoltre, prevista una sottocartella predi¬
sposta per l'archiviazione di immagini,
dotata di una evoluta funzione di ante¬
prima con uno zoom efficace e se l'im¬
magine è su un disco che usa l'NTFS
(NT File System) si potranno memoriz¬
zare righe di testo come titoli o catego¬
rie. Se un computer è condiviso tra più
utenti, si potrà fare in modo che la car¬
tella "documenti" mostri a ciascuno i
soli file di sua competenza, che saranno
a disposizione solo per gli accessi auto¬
rizzati.
Molti miglioramenti hanno interessa¬
to gli strumenti di ricerca, grazie a fun¬
zionalità di indicizzazione dei file che ne
estraggono le parole chiave per operare
in modo piu efficace un'analisi dei con¬
tenuti; anche la ricerca su Internet è di¬
ventata più facile, grazie alla possibilità
di cercare a rotazione con diversi motori
di ricerca o per argomenti.
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r Qiawia outonoticamerte
Windows 2000 supporta il multi boot per l'av¬
vio di diversi sistemi operativi.
non è presente, Windows 2000 attiva
una modalità di ricerca automatica dei
computer fisicamente connessi e confi¬
gurati col medesimo sistema operativo,
aggiungendoli dinamicamente al gruppo
di lavoro. Quanto alla sicurezza, ciascun
utente può vincolare l'accesso alla pro¬
pria macchina semplicemente premen¬
do CTRL+ALT+CANC prima che la pro¬
cedura di avvio sia ultimata.
Novità anche in viaggio
Chi sceglierà Windows 2000 come
sistema per il proprio notebook potrà
usufruire di una serie di migliorie piutto¬
sto sostanziose, che interessano anche
i PC connessi alla rete solo saltuaria¬
mente, come avviene per un sistema
domestico. Molto semplificato è l'ac¬
cesso alle risorse da utilizzare non in li¬
nea, che risulteranno nella stessa posi¬
zione di quando vengono scaricate dalla
rete, con una gestione del tutto traspa¬
rente. Questa funzionalità rende super¬
fluo e sorpassato l'uso di utility come
Sincronia File. Stesso discorso vale per
i contenuti Web, scaricagli per la visua¬
lizzazione non in linea tramite una pro¬
cedura guidata che consente la pianifi¬
cazione degli aggiornamenti. La sincro¬
nizzazione di tutti i contenuti della rete
di cui si vuole disporre in locale è gesti¬
ta da un unico strumento, che prende il
nome di Synchronization Manager, in
88
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
grado di eseguire un controllo automati¬
co delle risorse che hanno bisogno di
essere aggiornate e di operare per il ri¬
pristino, secondo le modalità scelte
dall’utente.
Windows 2000 supporta l'ACPI (Ad¬
vanced Configuration and Power Inter¬
face) ovvero l’ultimo grido in fatto di ge¬
stione dell'alimentazione. Un applicazio¬
ne potrà avvisare il sistema di dover
eseguire un'elaborazione particolarmen¬
te onerosa che richiede la disattivazione
del power management, come la ripro¬
duzione di un filmato, o, in caso di ri¬
schio di esaurimento delle batterie,
l'ACPI potrà decidere di sospendere le
operazioni in background per non con¬
sumare l'autonomia residua. Infine, la
modalità di ibernazione fa ormai parte
delle caratteristiche standard del siste¬
ma operativo e verrà usata spessissimo
per ovviare alla noiosa attesa del lungo
processo di avvio del sistema.
Altra comodità del nuovo SO è la fun¬
zione detta Internet Printing. Windows
2000 Server prevede la possibilità di
"pubblicare" una stampante sul Web;
questa procedura permette, semplice-
mente informando il sistema dell'URL
della stampante pubblicata, di stampare
via Internet momtorando tramite il brow-
ser la coda di stampa, Quanto alla ge¬
stione delle connessioni remote, il nuo¬
vo sistema prevede procedure più sem¬
plici, integrate e flessibili, basate su un
apposito wizard, unico per ogni tipo di
collegamento, compresse le VPN (Vir¬
tual Private Network) che permettono di
accedere a una LAN tramite Internet Le
impostazioni delle diverse connessioni
vengono mantenute, così che possano
essere semplicemente richiamate per
passare da una rete all'altra usando le
stesse periferiche di comunicazione, co¬
me i modem o le porte a infrarossi.
Le prime impressioni
Abbiamo eseguito una serie di test
sulla beta 3 di Windows 2000 Profes¬
sional che dovrebbe differire ben poco
dalla versione definitiva, se non per una
piu nutrita dotazione di driver, che i pro¬
duttori di hardware si stanno affrettan¬
do a ultimare Proprio la mancanza di
driver è stato il fattore scatenante di al¬
cuni problemi: per configurare periferi¬
che non supportate direttamente abbia¬
mo cercato di riciclare i vecchi driver di
NT, mandando il sistema a gambe
all'aria. Naturalmente al momento della
distribuzione effettiva tutte le terze parti
avranno pronto il software di gestione e
non dovrebbero piu esserci problemi
Il sistema gira piuttosto bene su un
Anche gli strumenti di
analisi delle prestazio¬
ni del sistema si sono
evoluti, adattandosi al¬
la piattaforma denomi
nata MMC IMicrosoft
Management Conso¬
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Pentium II a
350MHz con 64
MByte di RAM, ma
non consiglierem¬
mo una configura¬
zione inferiore, so¬
prattutto come
quantità di memo¬
ria. per un SO in
grado di indirizzare fino a 4GByte
A parte i tempi di bool, allineati a
quelli di NT. il sistema sembra abba¬
stanza agile con le comuni applicazioni
e anche i giochi dell'ultima generazione fìnnHlIQÌnni
non hanno dato problemi. Diverso è il V/Wl ■ v ' ,uo,ul »
caso dei vecchi programmi MS-DOS,
che m molti casi non funzionano o ma¬
nifestano difetti insormontabili. Nessun
problema, invece, nella coartazione
con Windows 98. i due sistemi posso¬
no risiedere senza problemi sullo stes¬
so disco e un'apposita utility di Win¬
dows 2000 permette di scegliere, di
volta in volta, con quale sistema effet¬
tuare il boot. La stabilità della beta 3 e
stata soddisfacente, pur senza raggiun¬
gere la resistenza granitica che ci sa¬
remmo aspettati. Come è logico, per
qualunque valutazione bisognerà aspet¬
tare la versione definitiva, che dovrebbe
apparire nei negozi verso la fine di que¬
st'anno.
Solo il tempo e le esperienze quoti¬
diane di milioni di utenti diranno se
l a
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I nuovi strumenti di amministrazione sono po¬
tenti e di facile utilizzo
l’obiettivo e stato centrato. Ora come
ora i vantaggi di un upgrade, a patto che
si disponga di un hardware all'altezza
del nuovo sistema, sembrano piu evi¬
denti per le aziende che già dispongono
o vogliono approntare una rete di PC ba¬
sata su NT che per i privati. Piuttosto ap¬
petibili dovrebbero essere le versioni piu
evolute, che superano i limiti preesisten¬
ti in fatto di gestione di piu processori e
di strumenti di amministrazione, aggiun¬
gendo quel pizzico di comodità in piu
che non guasta di certo. Ma chi si tro¬
verà davvero bene con il nuovo sistema
saranno gli studi professionali e le picco¬
le imprese, che otterranno i vantaggi di
una rete NT, senza la complessità di ge¬
stione delle versioni precedenti.
Quanto all'utenza consumer, Win¬
dows 2000 dovrebbe essere, almeno
per i primi tempi, un buon acquisto su
un PC di fascia medio-alta, mentre po¬
trebbe risultare un po' oneroso per
macchine meno performanti.
MS
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
89
»
Il valore di un progetto grafico non sta tanto nell’aspetto concettuale o nel programma
iconologico più o meno azzeccato da cui si è partiti, bensì nel modo in cui l’idea si traduce in
efficace linguaggio visivo che di fatto può così assumere un valore di esemplarità.
Enrico Cocuccioni
SCENOGRAFIA
L'idea incontra il virtuale
di Ida Gerosa
Linguaggio visivo
Un altro linguaggio visivo, di cui noi
godiamo la bellezza ogni giorno, è la sce¬
nografia, sia essa televisiva, teatrale o
generalmente di spettacolo. Una sceno¬
grafia adatta alla situazione per cui è sta¬
ta creata può valorizzare l'opera com¬
plessiva e rendere attraente, più godibile
un intero spettacolo.
Pensiamo per un attimo ai concerti di
musica contemporanea, scenografica¬
mente perfetti, che i cantanti ci propon¬
gono Sono una messa in scena che va¬
lorizza il cantante o il complesso permet¬
tendo allo spettatore di gustare a pieno
l'incontro di tante diverse creatività, di
gustare un insieme ben costruito.
In questo momento vogliamo parlare
di scenografia televisiva, in particolare
della RAI, di quell'ambiente che accoglie
le trasmissioni, dentro il quale si muovo¬
no i conduttori e nel quale si adatta bene
il pubblico che assiste.
Se la scenografia è ben fatta, curata,
riesce a comunicare una sensazione di
armonia, di serenità oppure di allegria, di
gioco o di severo rigore a seconda delle
necessità del programma.
Un conduttore di media bravura, in un
ambiente che lo aiuta, riesce a dire qual¬
cosa di più delle stesse parole che dice.
Se l'ambito in cui si muove gli è con¬
geniale, riesce a dare il meglio di se
stesso.
Il successo di uno spettacolo, di
una trasmissione è dato dalla fusio¬
ne di tanti apporti diversi, ognuno
perfetto per se stesso e armonico
con gli altri, E uno di questi è appunto
la scenografia.
E' un lavoro lungo e articolato, edifica¬
to da più persone.
A monte di tutta la piramide proget¬
tuale c'è l’idea dello scenografo che, fino
ad oggi o meglio appena ieri, ha sempre
fatto un bozzetto poi realizzato in modo
tradizionale, con esecutivi tradizionali e
che infine ha partecipato a gare di appal¬
to.
Dopo decenni di lavori eseguiti in ma¬
niera consueta, da un anno a questa par¬
te i progetti cominciano ad avere una
presentazione supportata da grafici che
Un altro linguaggio
visivo, di cui noi godiamo la bel¬
lezza ogni giorno, è la scenografia, sia
essa televisiva, teatrale o generalmente di
spettacolo. Una scenografia adatta alla situa¬
zione per cui è stata creata può valorizzare
l’opera complessiva e rendere attraente,
più godibile un intero spettacolo.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
lavorano a computer.
La procedura di lavoro sta cambiando
anche in questo ambiente.
Patrizia Cardone
Ho incontrato la scenografa Patrizia
Cardone, che lavora in RAI da circa
vent'anni. E' una donna vivace, intelli¬
gente e creativa. Lavora con la mente,
ma anche con il cuore, ama la sua pro¬
fessione e si immerge nella realizzazione
delle sue idee con grande passione.
Con il brio sereno che emanano le
persone appagate, mi racconta l'evolu¬
zione che sta avendo il suo lavoro e il
suo lavoro nel rapporto con la RAI.
Ha sempre operato in maniera tradi¬
zionale. Ha sempre disegnato un bozzet¬
to dell'opera finale ed ha chiesto di rea¬
lizzarlo prima in un plastico per studiare
meglio l’insieme I fondali che costituiva¬
no poi la realizzazione della sua idea era¬
no dipinti a mano.
Mi spiega che la progettualità dello
scenografo è una filosofia di vita. Infatti i
risultati sono visibilmente diversi a se¬
conda della cultura di base dell'autore;
quello che ha una preparazione accade¬
mica, pensa in maniera accademica, in
qualche modo "romantica". Quello che
ha una preparazione architettonica pensa
e vive e progetta con la scansione degli
spazi
Mi dice: "lo che vengo da architettura
lavoro molto con il perspex, con il neon,
con la scansione luminosa degli spazi".
E continua: "Dopo che è stato fatto il
plastico, guardo e adatto gli esecutivi ri¬
ferendomi ai vuoti e ai pieni che il plasti¬
co stesso mi suggerisce". Tra l'altro ha
disegnato la scenografia dello spazio del
TG1 mattina, trasmissione attualmente
in onda.
Per questo progetto è entrata nel
mondo della tecnologia e si è avvalsa an¬
che del supporto dei grafici che lavorano
con il computer.
Come dicevo, da non molto tempo è
stato impiantato un laboratorio compute¬
rizzato e. mentre gli artigiani gradata-
mente hanno avuto meno compiti, si è
intensificato il lavoro dei computergrafici.
Dal momento in cui un'idea scenogra¬
fica viene approvata per essere concre¬
tizzata, gli autori seguono due strade al¬
ternative. l'esecuzione progettuale con
IDA GEROSA
Artista di Computer art
Direttore Artnet-Tentra:
|http://www. mclink.it/mcl mk/arte
Pavimento
in laminato
plastico per la tra¬
smissione "Geo&Geo".
Dino Giacopetti.
Dice Angelo Picone: "Quando lo sce¬
nografo viene con un'idea e non con un
bozzetto, tra noi si stabilisce un rapporto,
uno scambio di opinioni molto stretto
Noi possiamo riflettere e poi suggerire
come rappresentare il progetto iniziale;
lo costruiamo a computer e insieme
procediamo per i cambiamenti suc¬
cessivi, passo dopo passo, fino
ad arrivare all'espressione fi¬
nale. Invece se l'autore ci
porta un bozzetto ben defi¬
nito, chiaro, preciso, noi
mettiamo solamente in
pratica quello che lui ha
creato.
Ad esempio per Nino
Calla, scenografo dello
spettacolo "In fami¬
glia", abbiamo elaborato
un fondale di circa 6 me¬
tri per un'altezza di 4 me¬
tri con l'ausilio di una
macchina laminatrice, che
abbiamo in dotazione da cir¬
ca un mese.
Fino a qualche tempo fa i
fondali venivano realizzati in ma¬
niera pittorica, pennellata dopo pen-
Ho incontrato la scenografa
Patrizia Cardone, che lavora in RAI
da circa vent’anni. E’ una donna viva-
metodi usuali oppure quella con metodi
virtuali.
Nelle esecuzioni tradizionali il lavoro
dei grafici entra come supporto, mentre
per quelli virtuali è stato creato un appo¬
sito Studio/Laboratorio dove si crea l'ani¬
mazione.
I computergrafici
Ma parliamo con i grafici che operano
in aiuto delle scenografie "tradizionali".
Sono Angelo Picone, Fabrizio Pazienza e
ce, intelligente e creativa. Lavora con
la mente, ma anche con il cuore, ama
la sua professione e si immerge nella
realizzazione delle sue idee con
grande passione.
Effetto pittorico a computer.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
91
nellata, solo da poco abbiamo una mac¬
china che ci permette di stampare gli
stessi fondali su un materiale plastico,
adesivo"
Come procedete nell'esecuzione?
"Prima scannerizziamo le immagini da
riprodurre e le elaboriamo a computer,
poi facciamo una composizione delle im¬
magini stesse, e qualche volta cerchia¬
mo di creare un effetto "pittorico” per
avvicinarci un po' a quei risultati che si
ottenevano prima. Infine, con una lastra,
trasferiamo il lavoro fatto sulla macchina
laminatrice e stampia¬
mo i fondali e i pavi¬
menti su un laminato
plastico calpestabile e
riutilizzabile, anche di
grandi dimensioni. E il
risultato e perfetto!"
Angelo Picone mi fa
vedere anche un pavi¬
mento su cui è stato
disegnato un "mon¬
do", un grafico che vi¬
sto dall'alto, con le sue
parallele e i suoi meri¬
diani, dimostra lo stu¬
dio fatto per definire la
posizione del condut¬
tore e le "sedute" de¬
gli spettatori. Nulla e
lasciato al caso.
Quanto lavoro
dall'idea iniziale alla
sua messa in opera conclusiva!
Continua Picone: "Noi lavoriamo su
immagini statiche, bidimensionali, su
"grandi immagini" facendo anche un ri¬
tocco che possiamo chiamare fotografi¬
co. Mentre nello Studio creato apposita¬
mente, come dicevo fanno l'animazione,
e i grafici del TG hanno un compito e un
target preciso perché operano esclusiva¬
mente per il TG".
Mentre ascolto quello che mi dicono e
guardo su computer le scenografie che
sono già in onda, penso che un rapporto
Quando lo scenografo
viene con un'idea e
non con un bozzetto,
tra noi si stabilisce un
rapporto, uno scam¬
bio di opinioni molto
stretto. Noi possiamo
riflettere e poi sugge¬
rire come rappresen¬
tare i progetto inizia¬
le; lo costruiamo a
computer e insieme
procediamo per i
cambiamenti succes¬
sivi, passo dopo pas¬
so, fino ad arrivare
all'espressione finale
Composizione a computer per la scenografia del programma "Italia o cara"
della scenografa Mimma Liffi.
stretto tra ideatore ed esecutore, insie¬
me a una profonda conoscenza dei mez¬
zi a disposizione e delle opportunità, po¬
trebbe consentire il massimo dei risultati.
Peraltro ottimi anche oggi.
La punta della piramide progettuale, lo
scenografo, è un creativo, una persona
che partecipa alla conquista del succes
so di una trasmissione. La sua intuizione
l'invenzione è cosi rapida che, credo
possa a volte essere frenata dalla lun
ghezza delle esecuzioni attuate con mez
zi tradizionali. Dall'inizio alla conclusione
passi da fare sono tanti e le successive
"immagini" mentali che ogni passo so¬
vrappone alle precedenti acquisite, può
cambiare un po' la prima intuizione. Intui¬
zione che può essere anche migliorata,
ziali "artisti" potrebbe essere deleteria.
Oggi i mezzi sono cosi tanti, diversi e
implicitamente suggerenti, ed offrono
cosi tante potenzialità da far pensare che
chiunque ottiene un risultato medio/buo¬
no potrebbe sentirsi un artista e, peggio
ancora, uno dei tanti critici che si sono
avventurati nel mondo dell'arte elettroni¬
ca senza averla approfondita, potrebbe
scambiare lo stesso per un artista. Ma da
qui a fare arte con il computer ce ne pas¬
sa... c'è una bella differenza. E' la perso¬
na che crea e mai la macchina che sug¬
gerisce. La mente deve avvalersi della
tecnologia e non la tecnologia scavalcare
o sovrapporsi alla mente.
Per creare immagini al computer, per
fare Computer art ci vogliono idee molto
ma difficilmente ri- «...
mane quella Si e detto tanto e scritto tanto sulla RAI. lo
Avendo invece sono in questa azienda da vent'anni e posso assicurare
una conoscenza che nonostante tutti i suoi limiti fisiologici, dà un
precisa di tutte le grande spazio alla professionalità,
possibilità offerte dal
mezzo tecnologico e quindi di tutti gli ef¬
fetti possibili, sono certa che si potrebbe
velocemente raggiungere e visualizzare
quel primitivo "lampo di genio"
I grafici mi mostrano poi un'altra mac-
precise da inseguire e raggiungere senza
mai farsi ammaliare dai "suggerimenti"
tecnici.
china che realizza il lavoro come fosse
un aerografo.
Mi entusiasmo poi mi sorprendo a
pensare che quest'esecuzione è utile e
importante per qualcuno dei risultati che
devono ottenere i grafici della scenogra¬
fia, ma che se venisse usata da poten-
Una professionalità
potenziata
Patrizia Cardone mi riporta sui temi
della vita aziendale e conclude cosi il
nostro incontro: "Si è detto tanto e
New Lighton Rome 2000
Nel prossimo anno 2000 venti monumenti, edifici storici, chiese di Roma ospiteranno le
"opere solari" di Peter Erskine.
Alcuni dei luoghi più spettacolari
della Città saranno trasformati in
magici ambienti. Erskine ha
realizzato prismi ad alta tecnologia
che catturano i raggi solari creando
opere d'arte, senza danneggiare in
alcun modo i siti archeologici, ma.
anzi, trasformandoli in spazi nei
quali all'antica bellezza si aggiunge
una moderna spiritualità
V
Progetto dì Peter Erskine
Aula dei Mercati di Traiano
éi-JSfi
92
scritto tanto sulla RAI. lo sono in que¬
sta azienda da vent'anni e posso assi¬
curare che nonostante tutti i suoi limiti
fisiologici, dà un grande spazio alla pro¬
fessionalità. Ha i mezzi per¬
ché queste professionalità
possano emergere. Forse
la RAI ha altri limiti, avvol¬
ge in una sorta di spirito
impiegatizio, ma poi al mo¬
mento opportuno fornisce i
mezzi per consentire ad
ognuno di noi un'espres¬
sione individualmente uni¬
ca e irripetibile. Qui ci si
può esprimere al meglio.
Qui la professionalità può
potenziarsi". tas
n. 200 • novembre 1999
m FIERA DI FORLÌ
In collaborazione con:
Poste Italiane s.p.A.
Direzione Commerciale Imprese
BIT&CHIR
e-mail:
©rassegna dei
computer
19-20-21 novembre‘99
2000
Organizzata da Coinè srl
via Punta di Ferro
47 1 00 Forlì
tei. 0543 798283
fax 0543 794357
1w w .Wj. c q in e, iti
Mostre collaterali:
Museo storico
delle telescriventi:
dal Morse ad oggi
è
20 anni di videogiochi ^ ■X
su consolle c: A - - -
fino alla
Playstation 2 ^
% PER GENTILI CONCESSIONE 01
A l E N I A
SPAZIO
PER LA PRIMA VOLTA A PORLI
IH ESPOSIZIONE UN
SATELLITE
Computers
Hardware Software
Multimediale
Reti di Comunicazione
Internet Telefonia
Macchine per Ufficio
Stampa Digitale
i convegni:
■ la firma digitale
comunicare con Internet
collegamenti
e vie d'accesso:
Autostrada Al 4:
uscita Forlì
a 800 mt dalla Fiera
Stazione di Forlì:
a 3 Km dalla Fiera.
Autobus n. 1
a cura di Andrea de Prisco
anni fa
Venerdì 13
di Raffaello De Masi
moria (sic!) COMMAND.COM. Ma il vi¬
rus del computer ha risparmiato l'Italia
(bontà sua, forse per rispetto a Nilla Piz¬
zi!)!".
Il fascicolo è di oltre trecento pagine
e molte di queste sono dedicate allo
SMAU. Molte le novità presenti, tra cui
l'interessante offerta di palette della
Commodore, Autocad per Macintosh,
Olivetti che presenta il suo CP486, Hita¬
chi con una bella stampante a colori in
formato A4; NeXT, la più grande occa¬
sione mancata della storia dell'informa¬
tica personale si offre a una prova di
Unix World., e Compaq presenta due
bellissimi portatili della serie LTE, gran¬
dezza un elenco telefonico
Da buon campano faccio le corna sot¬
to il tavolo, dove pende, invisibilis vulgo,
un "corniciello" rosso tenuto in mano
da un gobbetto. Il fatto è che il titolo di
questa puntata prende lo spunto
dall'editoriale, che s'intitola, appunto, al¬
lo stesso modo.
Di cosa si tratta è presto detto! Do¬
veva esserci una catastrofe, il venerdì
13 ottobre di quell'anno. E invece, nien¬
te cataclismi, nessun aereo precipitato,
insomma nessun morto e ferito. Solo
che un virus, ben dormiente nelle no¬
stre macchine, avrebbe dovuto svegliar¬
si per distruggere senza pietà il mondo
informatico, scaraventandoci in un sol
colpo nel medioevo, per non dire nella
preistoria.
Sennonché, il giorno 14, il mondo
continua ad andarsene per i casi propri,
e Paolo Nuti ci racconta quanto i giorna¬
li, con somma conoscenza dell'argo¬
mento, hanno propinato sul più o meno
mancato pericolo. Si va da "Il venerdì d'oro degli 007 del
computer" a "Il killer dei computer ha fatto cilecca”, da "Il
virus non entra in opera. L'allarme mondiale continua", a
"Capitan Flash (sic!) dice che il virus di Colombo se ne frega
delle difese". Sentite questa: "I vaccini agiscono sulla me¬
L'Olivetti M380/XP9 era una macchina 'seria". Come scrìveva Corrado Giustozzi nell'articolo, "tale voca¬
zione di sistema multiutente è confermata anche dalla sua struttura interna che prevede, ad esempio, una
dotazione standard di 4 MByte di RAM espandibili ad 8 MByte su piastra madre... ’, Che tempi!
Un pezzo interessante
La prima prova riguarda un Olivetti
M380/XP9, macchina basata sul 386,
quando già il 486 sta dimostrando di poter fare piazza pulita
dei suoi predecessori. Ma il test più interessante del fascico¬
lo è quello di una curiosa periferica che permette di "fissa¬
re", collegata a un televisore, le immagini e di riprodurle su
carta. Ovviamente la compatibilità con i computer è assicura¬
ta quando ci sia un'uscita video stan¬
dard PAL videocomposita. La prova è
anche curiosa per essere uno specchio
dei tempi, visto che l'autore usa una vi¬
deocamera per ritrarre due "bellezze"
di MCmicrocomputer che, tuttora, non
hanno nulla da invidiare alle più quotate
top model.
Sempre in tema di visualizzazione,
ecco la prova di Coreco Oculus 10, un
digìtizer in formato VGA rappresentato
da una scheda che va interfacciata a
una telecamera. Immaginate, questo
unico pezzo, con il solo cavetto di con¬
nessione, costa la bellezza di un milio¬
ne e mezzo, IVA esclusa, ovviamente
E dire che si tratta solo della scheda da¬
gli standard più modesti, e che la fami¬
glia si articola sulle versioni 100, 150,
200, 300, 400, con in testa il modello
Photon PS/2, che si differenziano, es¬
senzialmente, per la risoluzione grafica
e per il prezzo, proporzionalmente su¬
periore.
Abbandoniamo l'hardware per passa¬
re al software. E qui compare una bella
prova di un pregevole pacchetto, che,
94
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
pur rappresentando quasi uno standard
o almeno un punto di riferimento, non
riuscirà piu a tenere il mercato e perderà
progressivamente sempre più terreno.
Stiamo parlando di Lotus 123 Release
3, che, quantunque annunciato l'anno
precedente, vede la luce solo nel giu¬
gno 1989. Sebbene giri ancora sotto
DOS (e questo forse è il suo tallone
d'achilie) è lo strumento di calcolo anco¬
ra più potente sul mercato, con la sua
struttura tridimensionale che gli avver¬
sari neppure intravedono.
Dotato di una libreria di funzioni im¬
pressionante, velocissimo nell'elabora¬
zione, 123/3 supera, attraverso un ge¬
store di memoria estesa interno, il limite
dei 640K del DOS. sfruttando II Protec-
ted Mode dei processori dal 286 in poi.
Ma 123/3 è un pacchetto completamen¬
te nuovo, visto che è stato riscritto com¬
pletamente in linguaggio C. Da rimarca¬
re, ancora, le nuove e interessanti fun¬
zioni di database, la possibilità di orga¬
nizzare il lavoro su più fogli (il formato
3D serve poi a questo, soprattutto!),
l'ampliata libreria di comandi per le ma-
cro, una grafica che, comunque, risente
della limitazione del DOS, e numerosissi-
Rellex, chi era costui? Era la proposta Boriano, come sempre a basso costo, per risolvere agevolmente il
problema database. Gestiva un solo archivio per volta, ma era immediato da imparare, rapido e indolore:
girava sotto DOS.
Quando le stampanti a getto d'inchiostro (come quelle attuali) di qualità fotografica erano ancora un so¬
gno. per stampare decentemente a colon si doveva ricorrere necessariamente alle "tecnologie alternative",
come la costosa stampa a sublimazione termica. L'Hitachi VY-25E non si collegava in digitale al computer
ma accettava solo ingressi video, composito o RGB.
me funzioni minori, cui è dedicata un'intera sezione del ma¬
nuale. Interessante il fatto che la confezioni incorpori anche
la versione 2.2, destinata a chi ha anche macchine che non
supportano la nuova release (leggi vecchi calcolatori della
classe 8086/8088). Il tutto a un prezzo, per l'epoca, estrema-
mente favorevole.
Verticale come non mai!
Se. nel campo del software, verticale significa specializza¬
to, il pacchetto descritto dalla grande
penna del De Masi è un grattacielo. Si
tratta, niente di meno, che di Matemati¬
ca, software di nicchia superspecializza-
tissimo, che ancora oggi rappresenta
uno standard insuperato e neppure in-
travedibile da altri pacchetti dello stesso
genere. Siamo alla versione 1 (che an¬
cora possiedo) e la prova di 6 pagine,
povera di immagini e fittissima di scrit¬
to, dimostra di quale forza era l'ambien¬
te anche già a questa prima release. Se¬
gue, ancora, in questo ricco fascicolo, la
prova di Reflex, il database di Borland,
come al solito di basso costo, ma capa¬
ce di gestire un solo archivio, immedia¬
to da imparare, rapido anche perché gira
sotto DOS, e in piena filosofia Borland
relativa all'immediatezza d'uso L'impa-
reggiabile Mauro Gandim ci narra delle
"linee artistiche" del GEM, e un'intera
sezione di Intelligiochi è dedicata alle
curiosità elettroniche in forma di regali
di Natale. Seguono le solite rubriche de¬
dicate al Macintosh (prova di PowerDraw, un potente CAD
bidimensionale), ad Amiga (l'architettura di rete AD-
Pnetwork, una tecnica di programmazione in C, un mappato¬
re di memoria), ad Atari e Archimedes (un software musicale
che sfrutta le notevoli caratteristiche di questa macchina). Il
resto è ordinaria amministrazione, con qualche curiosità co¬
me di consueto; a pagina 3 c'è la pubblicità di un HD estraibi¬
le (da 20 o, mi voglio rovinare!, 40 MB) grosso, più o meno,
come un mattone, e Fuji, per vendere di più non esita a met¬
tere a concorso, tra gli acquirenti, biglietti in tribuna per i
mondiali '90. A risentirci. «6
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
95
di Francesco Cariò
Di recente una squadra
della polizia speciale canade¬
se che si occupa del control¬
lo sulle truffe e sulle attività
tecnologiche illegali o poten¬
zialmente illegali ha fatto ir¬
ruzione negli uffici della
Starnet a Vancouver La
Starnet (http://www star-
netc.com/) è una società ca¬
nadese leader nella consu¬
lenza. lo sviluppo di tecnolo¬
gie, il supporto multimedia¬
le. insomma tutto quello che
serve per mettere su una sa-
lagiochi e anche una vera sa¬
lacorse su Internet
Cosa abbiano trovato an¬
cora non si sa Di sicuro han¬
no sequestrato un bel po' di
computer e tecnologie vane,
ma il presidente della
Starnet ha dichiarato in
un'intervista a un sito finan¬
ziano americano di non es¬
sere affatto preoccupato, la
polizia canadese ha effettua¬
to perquisizioni anche a casa
del presidente medesimo e
di un piccolo nucleo di top
manager della società
Se il presidente di Starnet
non è preoccupato, molto di
più è sembrato alterarsi il
mercato borsistico america¬
no: Starnet è infatti quotata a
Wall St. nei listini OTC. Le
sue azioni hanno fatto un
brusco passo indietro e dai
20 e più dollari dei mesi scor¬
si sono ripiombate sotto 14
Vi ho comunicato questa
notizia, che probabilmente
non era arrivata alle vostre
informate orecchie, per tor¬
nare ancora una volta sul te¬
ma già trattato dei giochi
d'azzardo on line e relative
problematiche legali e tecno¬
logiche (per tacere di quelle
etiche) Comunque vadano a
finire le indagini sulla
Starnet, le imputazioni princi¬
pali sembrano legate alla
proibizione di far giocare
americani e canadesi, una
cosa è certa: il gambling su
Internet non sembra aver
trovato ancora un livello di si¬
curezza e di certezza per il
giocatore accettabili. Nei ca¬
sinò e nelle salecorse reali
tutti sanno perfettamente
che le probabilità sono con¬
tro il giocatore Ma certo la
sensazione diffusa è che i
gestori, almeno quelli più se¬
ri e reputati, non abbiano al¬
cun interesse a forzare la
mano spingendosi sulla stra¬
da delle truffe II successo di
città dell'azzardo come Las
Vegas sta proprio nella affi¬
dabilità che gli operatori di
quella città hanno saputo of¬
frire ai giocatori La stessa
cosa succede on line, dove il
vantaggio di operatori come
William Hill, famoso gestore
di salecorse in Gran
Bretagna, o della stessa Las
Vegas, è evidente
Insomma i tempi sembra¬
no ancora prematuri per la¬
sciarsi tentare dal gambling
on Ime I rischi di subire per¬
dite legate poco alla fortuna
o all'abilità, e molto alle alte¬
razioni tecnologiche, senza
citare il pericolo di abuso del¬
le informazioni che fatalmen¬
te ci lasciamo dietro su
Internet e peggio ancora
quello delle nostre carte di
credito, questi rischi non fa¬
rebbero giocare a cuor leg¬
gero i gambler piu attenti II
gioco è prima di tutto un pia¬
cere senza fiducia non cè
piacere e nemmeno gioco
Cutthroats: Terror on thè High Seas
Autore: Eidos (Uk)
Format Pc cdrom
Giud: +++
Sono salito su questo ga¬
leone simulato del 1600 con
un entusiasmo che non pro¬
vavo da un bel po', forse da
Monkey Island, il primo, l'ori¬
ginale Qui ci vuole una bella
premessa, da sempre sono
un fan incredibile delle storie
dei pirati, da quando leggevo
Salgari di nascosto sotto il
banco, mentre la maestra
spiegava le frazioni. Ho sem¬
pre trovato che in quelle vi¬
cende ci fosse tutto: avven¬
tura. mari azzurri, terre lonta¬
ne e sempre piene di tesori,
personaggi incredibili, senza
paura, capaci di farsi la barba
con una lama di coltello Ah
che gente... Gli olandesi vo¬
lanti, gli inglesi pirati della
corona, i malesi, e le loro na¬
vi, i cannoni, gli arrembag¬
gi stavano inventando il
commercio, i traffici, crudeli
forse, violenti a volte, ma ve¬
ri spesso. Quasi sempre
Insomma mi sono sempre
piaciuti Cosi ho molte volte
pensato che i miti dei giorni
nostri, le creature interattive
fantasy e quelle spaziali di
mondi improbabili, non po¬
tranno mai essere all'altezza
delle vicende vere anche se
spesso romanzate dei buca¬
nieri e delle loro bandiere ne¬
re con il jolly roger Peccato
che non vadano più di moda
e che a nulla valgano i tenta¬
tivi di farceli tornare, di mo¬
da. Nemmeno il cinema ci
riesce, da secoli. Figuriamoci
se. a parte la Lucas con il suo
fvlonkey Island, ci si provano
i creatori di videogame.
Cosi quando mi è arrivata
la scatola di Cutthroats:
Terror on thè High Seas po¬
co ci è mancato che mi ve¬
nisse un colpo: ormai ero ri¬
dotto a sperare che ci pro¬
vasse presto Bonelli con
qualcuno dei suoi fumetti, e
invece finalmente avevo da¬
vanti un rpg sulla filibusta
Da non crederci. Ho messo
a nanna tutti e ho aperto la
scatola, come fosse uno dei
forzieri dei miei amati pirati.
Ma il tesoro, ahimè, non c'e¬
ra. E adesso vi racconto di
una grande delusione. Vado
Le cose sono cominciate
bene, da principio: i nemici,
gli spagnoli avidi e pieni di
se. Gli amici, i bucanieri rivol¬
tosi. con le loro barche mal¬
messe ed una ciurma della
quale fidarsi non è mai una
buona idea Presto potremo
reclutare "volontari” nelle ta-
♦(disastro) ++ inon simulare).
++ (interagire con cautela)
+*++ ida simulare! +++++
(interagisci o muori)
96
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
verne più puzzolenti, gente
che non ha molto da perdere
e cui la pirateria non può che
offrire di piu di quello che
hanno già, Un’altra cosa bel¬
la, anche se un po' disorien¬
tante, è che possiamo diri¬
gere in qualunque direzione.
Oppure possiamo scegliere
una missione random.
Troppo random: nel senso
che capita di andare dal go¬
vernatore e dire la cosa sba¬
gliata e ci troviamo a fuggire.
Oppure dire quella giusta ed
otteniamo una missione da
compiere. Non troppo sen¬
sato. A questo punto ho co¬
minciato già ad insospettirmi
sulla qualità del design di
questo game.
Corretto invece che gli
elementi cruciali delle mis¬
sioni siano quelli giusti: rapi¬
sci, ammazza, ruba. Che al¬
tro facevano i pirati se non
questo?
Sulla nostra rotta capitano,
naturalmente, altre navi.
Arrembarle e conquistarle è
l'obiettivo ovvio. Quando la
manovra riesce si possono
spostare membri della no¬
stra ciurma sulla nave con¬
quistata e poi vendere la na¬
ve. In porto è una buona
idea stoccare rum, cibo e ta¬
bacco per le esigenze "spiri¬
tuali' 1 dei nostri tagliagole.
Prima che decidano che
quella che bisogna tagliare,
di gola, è proprio la nostra.
A bordo è bene non far
mancare nulla che serva ai
nostri cannoni e tenere in
manutenzione costante il ve¬
liero. Quelle nei porti sono le
sezioni meglio disegnate e
più funzionali. A parte la noia
me avviene sulla mappa. I
porti sono marcati con degli
spilli. La nave si sposta facil¬
mente sulla mappa e senza
problemi Intanto il nostro
luogotenente non si fa scru¬
polo. con una certa ossessi¬
vità. di farci sapere cosa
pensa la ciurmaglia del suo
capitano. A volte bene e a
volte meno. Solito problema
di tutti i comandanti
Quando un'altra nave si
flotta che avanza.
Proprio sul battere in ritira¬
ta, approccio abbastanza co¬
stante nella vita di un buon
comandante, cominciano i
guai veri del design di que¬
sto game. Pare che sia lette¬
ralmente impossibile. Anche
se abbiamo finalmente delle
belle e grandi navi nella no¬
stra flotta non riusciamo
mai, dico mai, a darcela a
gambe, Ci prendono sem-
del continuo dialogo con la
ciurma che ci dà notizie sul¬
l'ambiente che ci circonda.
La parte generale del ga-
presenta a vista, l'incaricato
sulla coffa può dare segnali
e informazioni per dieci mi¬
glia in tutte le direzioni Man
mano che la nave si avvicina
le informazioni diventano più
dettagliate e complete: la
bandiera, se ne hanno una, il
numero e il tipo delle navi
che fanno parte della flotta.
E qui le cose sembrano con¬
tinuare ancora molto bene (il
mio entusiasmo aumenta):
si può decidere di disporsi
all'attacco, aspettare e ma¬
gari poi attaccare più avanti,
battere in ritirata e anche
dialogare con delle bandieri¬
ne con l'equipaggio della
pre. E anche le manovre non
riescono meglio. Per esem¬
pio c'è un bug tremendo che
impedisce di accedere alla
mappa, a meno che le navi
avversarie non siano almeno
a 15 miglia di distanza
Drammatico Praticamente
impedisce ogni manovra
E per finire, per ora mi pa¬
re abbastanza, tutta la sezio¬
ne di combattimento e un di¬
sastro: si possono fare po¬
chissime cose e le navi ten¬
dono ad incollarsi una all’al¬
tra senza motivo. Impeden¬
do ogni iniziativa strategica e
tattica. Il che annoia molto
velocemente E le cose non
si mettono meglio se, pieno
di armi ed equipaggio, deci¬
do di attaccare direttamente
i poni. Tralasciando la grafica
preistorica e la scarsa intelli¬
genza dei resistenti, accade
che dopo aver preso tutto
quello che c'era da prende¬
re, razziato a destra e a man¬
ca, e fatto facilmente prigio¬
niero il governatore, per mi¬
steriosi motivi non posso più
andarmene con il bottino.
Non ho abbastanza ciurma e
non se ne trova da reclutare
Ho vinto ma non posso più
muovermi da qui. Oddio.
Devo invece dire che la
parte economica e gestiona¬
le del game funziona bene,
ma certo non può mettere ri¬
paro alla terribile delusione
provocatami da tutta la parte
più eccitante e giocatole na¬
vigazione, avvistamento, sfi¬
da, arrembaggio, combatti¬
mento, attacco ai porti, con¬
quista, vittoria. Non è che
me ne importi molto di co¬
me passare l'inverno e co¬
me gestire una felice comu¬
nità di filibustieri Penso che
i designer avrebbero fatto
molto meglio a testare di più
la parte action. Il fatto è che
di bug ce n'erano troppi, e la
suicida decisione di sviluppa¬
re il game in modo totalmen¬
te non lineare (giusta in linea
di principio) ha fatto in modo
che un testing realistico e
preciso fosse di fatto impos¬
sibile Cosi ad un certo pun¬
to gliela devono aver data
su. Give it up and publish!
Insomma, è andata a finire
che ho dovuto riporre, triste¬
mente, il game sullo scaffa¬
le, e rimandare a chissà
quando l'incontro con una
versione piratesca di Total
Annihilation Che peccato,
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
97
Pw Panorama
perdonabili nell’intelligenza artificiale
dei boxeur Per esempio, non è possi¬
bile non sottolineare che, colpiti dura¬
mente, i pugili non tentino nemmeno
di alzarsi prima del KO. Se ne stanno lì
sdraiati come sacchi di pixel folgorati
da un crollo del sistema operativo.
E per un game che aveva puntato
tutto sulla parte strategica (non è para¬
gonabile in grafica e multimedia ai titoli
EA Sports di Playstation), il difetto non
è da poco. In più se non avete un Pc
delle ultimissime generazioni siete nei
guai.
Shadow Man
Shadow Man è diventato un piccolo
caso nelle recenti uscite di videogame
action per una particolarità, diciamo co¬
si, marketing: è il primo game vera¬
mente sponsorizzato. Nel senso che il
protagonista e molti elementi dello
scenario alludono pesantemente ad
una marca di jeans molto popolare:
Diesel.
Diciamo che pur non essendo del li¬
vello di titoli come Quake o Unreal,
Shadow Man forse li supera almeno in
qualità grafica davvero sontuosa. La
potenza di fuoco poi è davvero assorti¬
ta, visto che si possono utilizzare due
armi alla volta, I nemici sono molto ben
costruiti e impegnativi anche per i ma¬
ghi di questo genere di sfide.
Di contro però c'è la monotonia del
design dei livelli (una specialità questa
che ha fatto di quelli della ID i leader
assoluti del genere) e soprattutto la ri¬
petitività delle armi. Dopo un po' non si
sa bene per cosa si combatte E que¬
sto certo non stimola ad andare fino in
fondo.
Vs. Francesco Carlà
KB
Come ogni mese vi presenterò i titoli più attesi in uscita,
raggruppati per generi, per vostra estrema comodità.
Starfleet Command
Niente di più. In cambio ci sono molti
difetti vecchi e nuovi: il multimapping
non è navigabile, quindi non si sa bene
a cosa serva, l'umorismo di Civilization
non c'è più, il tutto condito con dei bug
davvero noiosi che a volte, spesso, co¬
stringono a far ripartire il Pc. Una cosa
davvero insopportabile per tutti gli ap¬
passionati.
Di solito in questo caso ritiro fuori
Civilization e mi rimetto a giocare con
quello. Che capolavoro.
K.O.
Il pugilato non è mai stato uno sport
molto simulato nei computer game. Il
perché non ve lo so dire. Posso azzar¬
dare l'ipotesi che questo sia dipeso dal
continuo calo di interesse che questo
sport ha sofferto negli ultimi anni, so¬
prattutto tra i giovanissimi. Un peccato
perché la "nobile arte” ha fatto vivere,
con i suoi personaggi, momenti di
grande fascino a più di una generazio¬
ne.
K.O. cerca di ritagliarsi un posticino
in questa categoria di simulatori, ma
fallisce nel tentativo. E questo soprat¬
tutto per carenze notevoli e non molto
Ecco finalmente un adattamento bril¬
lante e riuscito di un boardgame di suc¬
cesso. La cosa che mi ha più colpito in
questo game è la qualità del gameplay,
La giocabilità è da sempre la vera fon¬
damentale caratteristica di un titolo
che aspira a diventare un classico, e
purtroppo è anche la feature più tra¬
scurata nei game degli ultimi anni.
Star Trek, per esempio, nelle sue in¬
numerevoli versioni interattive, non ha
mai avuto la fortuna di trovare sulla sua
strada un team di questa qualità.
Purtroppo anche in Starfleet
Command ci sono delle manchevolez¬
ze non piccole che non ci dovrebbero
essere: non si può salvare durante le
missioni, niente editor di missioni cu-
stom, alcuni noiosi bug, e soprattutto
un'interfaccia che a volte fa le bizze.
Civilization 2 Test of Time
Quando si parla di Civilization si fa
presto ad attirare l'attenzione dei milio¬
ni di appassionati che hanno tributato a
questo game il successo meritato.
Un'attenzione che spesso viene mal ri¬
pagata da versioni e sequel che non
hanno poi molto in comune con la pri¬
ma celebre release di Meier, Non fa
eccezione questo Test of Time, che
praticamente ha poche novità che si li¬
mitano ad un restyling grafico, opzione
multimapping, un po' di mondi nuovi
da esplorare e una bella musica.
98
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
u. 9.000 e».
Novembre
W»«' rA *®
-Vro^
Ec »® 5
Canora
tóS^I
PC imaging
è una pubblicazione
finanza
di Francesco Cariò \http:wwwli
manzaworld.a
Che cosa succede
in Borsa alle società
legate a Internet?
Intervista a Steve Harmon, giovane ma già famoso analista finanziario
indipendente, che con il suo sito Iwww.e-harmon.coiri raggiunge ogni
giorno 200 mila investitori di tutto il mondo.
Seconda parte
Car/à - La prossima stagione di In¬
ternet, dopo questa della World Wide
Web, che è basata soprattutto su testi
e immagini fisse, sarà di certo quella
della Broadband Internet, lo credo che
questa evoluzione sarà un po' più len¬
ta di quanto non si possa pensare.
Protagonisti come America On Line,
20 milioni di abbonati che usano quasi
esclusivamente collegamenti standard
via modem e linea telefonica normale,
non hanno molto interesse ad una
transizione fulminea e nemmeno sem¬
brano in buona posizione quanto ad
accesso ai cavi ad alta velocità. Poi in
Europa ci saranno problemi non piccoli
nelle zone, come l'Italia, dove la TV via
cavo non è mai decollata e che forse avranno più faci¬
le accesso al DSL, uno standard forse più lento.
Harmon - At&t, ©Home, TCI, Medìaone (tutti or¬
mai nel gruppo At&t dopo lunghe battaglie ed acquisi¬
zioni che si riveleranno strategiche...) e altre società
importanti degli Stati Uniti, stanno investendo pesan¬
temente per costruire l'Internet Broadband. Penso
che la Rete debba diventare veloce e che i contenuti
e i servizi abbiano bisogno di questa velocità per mol¬
tissime ragioni e per dare a Internet il mix di media e
di linguaggi di cui ha bisogno per raggiungere i diffe¬
renti obiettivi che è in grado di raggiungere e che gli
utenti si aspettano.
Carlà - Insomma sembra che tu sia convinto che
questo calo recente anche se sensibile
dei corsi dei titoli Internet a Wall st. sia
solo un fatto ciclico e perfino salutare e
che il trend di crescita sia intatto e de¬
stinato a riemergere nei prossimi mesi.
Però ci sono questi dati interessanti
che indicano un certo rallentamento
nella crescita del numero di utenti per i
siti leader, Yaho o!. Lycos
I twww.lycos.com), Aol\ etc. lo credo
che le proiezioni sulla velocità di cresci¬
ta dell'uso di Internet siano abbastanza
sovrastimate per varie ragioni: per
esempio credo che sia difficile pensare
che l'uso della Rete attraverso i Perso¬
nal Computer possa andare oltre una
certa percentuale, diciamo il 50% degli
abitanti negli Stati Uniti e il 35% in Italia. Anche i vi¬
deogame hanno avuto bisogno della Playstation per
raggiungere il vero mercato di massa. Solo se pren¬
derà piede l'uso di Internet attraverso i telefoni cellu¬
lari e la TV, le ambiziose previsioni di sviluppo delle
Rete potranno essere raggiunte. Ma forse ci vorrà più
tempo del previsto.
Harmon - Penso che adesso la crescita più veloce
sarà nei siti verticali, quei siti con una specifica e pre¬
cisa competenza che sono in grado di dare agli utenti
esattamente quello che vogliono. Per gli altri strumen¬
ti come i cellulari, credo che l'e.mail sia molto pratica
e funzionale e possa essere la vera killer application
per diffondere l’uso della Rete a chi non ha accesso a
un Pc o non vuole averci a che fare. La vera attitudine
100
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Emiammi WarM
nnaiua tomiui
di Internet è diffondere e sviluppare Connecting Op-
portunities.
Carla - Che società consiglieresti agli investitori ita¬
liani per i prossimi mesi?
vAt&t, perché sta comprando alcune delle migliori
società Internet.
Carla - Nei prossimi mesi Y2K, il cosiddetto virus
del 2000 che non è un virus ma un problema di ag¬
giornamento della data dei computer antecedenti al
1994, riempirà le prime pagine dei giornali in tutto il
mondo. Pensi che avrà un impatto sui Net Stocks e
se sì quando e di che dimensione?
Harmon - Y2K è già qui con noi I programmi di
contabilità e altri software aziendali cominciano gli an¬
ni fiscali molto prima della fine dell’anno reale, e non
ho notizia di disastri particolari per adesso. Certo le
notizie che si leggeranno sui media avranno un certo
impatto sulla volatilità delle azioni tecnologiche e sui
Net Stocks, ma la realtà è che la maggior parte di que¬
ste società semplicemente non esistevano nel 1994 e
non avranno di certo problemi legati ai vecchi mainfra¬
me, i calcolatori più datati. Credo che Y2K non sarà un
problema delle dimensioni che molti si aspettano, a
parte la psicologia naturalmente.
presto ce ne sarà un'altra ondata, sulla scia di quelle
che qualche mese fa hann o coinvolto Yahoo! e Geoci¬
ties | Iwww.geocities, comi una delle più grandi comu¬
nità virtuali di Internet con 6 milioni di utenti, ndr),
@Home e Excite \lwww.excite.com\ uno dei siti Por-
tals della Rete, ndr) e molti altri leader della Rete.
Harmon - Credo che ci saranno molti grossi colpi.
America On Line potrebbe comprare Lycos o addirit¬
tura il network televisivo CBS. Poi penso che
MCI/Worldcom (un altro gigante della telefonia ameri¬
cana, ndr) dovrà rispondere alle mosse di At&t e com¬
prare una grossa società Internet. Magari Yahoo!
Carlà - Molti si chiedono se Internet potrà mai ave¬
re un successo paragonabile a quello della TV o del te¬
lefono. Forse sarà un successo diverso, più simile a
quello di una società nuova come quella industriale,
piuttosto che ad una sua parte come i mass media.
Harmon - Internet è molto più dinamica, è allo
stesso tempo un mezzo di comunicazione, di informa¬
zione, di entertainment. Tutto assieme. Ti permette di
avere le news, fare investimenti, spedire e.mail, co¬
struire una pagina Web, vendere merci e molto altro
ancora. E' un dynamic medium, pronto per altre tra¬
sformazioni. Mutante.
Carlà - E' ormai chiaro che non è possibile dare una
valutazione delle società Internet seguendo gli abituali
indicatori della borsa. Con questo criterio quasi tutti i
Net Stocks non avrebbero nessuna possibilità di esse¬
re considerati dagli investitori dotati di normale razioci¬
nio. Per questo molti analisti, tu per primo, hanno svi¬
luppato altri modelli dì verifica. Quali sono i tuoi indica¬
tori chiave?
Harmon - Crescita, dimensioni sul mercato e lea¬
dership, qualità del management, valutazione relativa
e valutazione in paragone con altri settori industriali.
Carlà - E' davvero interessante come la Net Eco-
nomy crei velocemente star in borsa, grazie anche al¬
l'azione delle chat finanziarie e degli altri modi che gli
utenti hanno di scambiarsi pareri e idee di investimen¬
to. Alcune delle storie di maggi or successo su Inter-
net sono nate così, come ICQ twww.mirabihs.com\
un software di comunicazione programmato in Israele
da giovani studenti e in un anno adottato da 40 milioni
dì utenti e poi venduto ad America On Line per 400
miliardi, ndr) e più di recente Prìceline (www.priceli -
ne.com) che è volato in pochi giorni dall'IPO Ila sigla
che sta per Initial Public Offering, la prima quotazione
in borsa di una nuova società, ndr) alla stessa capita¬
lizzazione di mercato di Amazon.
Harmon - Penso che la Rete sia un formidabile e
velocissimo veicolo di autopromozione di nuovi mo¬
delli di comunicazione o commercio che colpiscono la
fantasia dei navigatori e che hanno in comune la parti¬
colarità di essere possibili solo su Internet, come Pri-
celine e ICQ che citavi tu.
Carlà - Una delle manie di Wall st. è la corsa alle fu¬
sioni e alle acquisizioni. Alcuni analisti pensano che
Carlà - Pensi che la Microsoft possa essere la regi¬
na di Internet? E in generale come vedi il futuro della
società dì Bill Gates?
Harmon - Non credo la regina, ma di certo un
membro di alto livello della corte. Anche perché pos¬
sono sempre comprarsi un titolo con le loro profondis¬
sime tasche.
Carlà - Che cosa faresti se fossi un imprenditore
Internet italiano?
Harmon - Darei un’occhiata approfondita a quello
che ha funzionato in America e proverei a capire se
potrebbe piacere in Italia. Poi forse troverei qualcosa
di italiano che possa piacere agli americani. Più che
merci, una formula.
Carlà - La TV ha avuto, come nel caso classico del
Vietnam, un impatto fortissimo sulla percezione delle
guerre. Come stanno seguendo la guerra nel Kosovo
gli americani attraverso la Rete?
Harmon - L'informazione adesso tende ad essere
molto fluida e libera. Con Internet che aggiunge l’inte-
rattività alla comunicazione, la gente può scambiarsi le
notizie avanti e indietro, aggiungendo immagini, au¬
dio, testo, e ad un livello molto personale questo può
portare in giro la realtà della guerra, in un modo più di¬
stribuito ed efficace di quanto non siano capace di fa¬
re ì network TV che insistono su pochi punti di vista.
Carlà - Le tre tendenze fondamentali di Internet da
qui al 2002.
Harmon - Broadband, Ubiquità, E.commerce.
Francesco Carlà «S
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
101
»
di Corrado Giustozzi
Duecento!
È passato poco più di un anno da quando abbiamo festeggiato assieme
la centocinquantesima puntata di Intelligiochi ed eccoci di nuovo riuniti
per una nuova celebrazione, questa volta assai più globale in quanto riguarda
tutta la rivista. Il traguardo dei duecento numeri di MC è una pausa di riflessione:
quali saranno gli Intelligiochi del nuovo millennio?
Quattordici numeri ma quin¬
dici mesi fa, per la precisione a
luglio del 1998, tutti noi intelli-
giochisti ci siamo riuniti simboli¬
camente attorno a queste pagine
per celebrare assieme una tappa
importante nella vita della nostra
rubrica, il traguardo raro ed invi¬
diabile delle centocinquanta pun¬
tate consecutive, Da allora ad oggi
molte cose sono cambiate nella
rivista, anzi sono cambiate più
cose in questo periodo relativa¬
mente breve che in tutti gli anni
precedenti, a far data dall'oramai
preistorico numero 37 di
MCmicrocomputer sul quale fece la
sua timida comparsa quella rubrica di
informatica ludica che sarebbe presto
divenuta Intelligiochi.
Nell'ultimo anno MC ha cambiato
dapprima fisionomia e poi editore, ha
affrontato e superato caparbiamente
una lunga serie di difficoltà ed è riusci¬
to non solo a rimanere in edicola ma
ad uscire regolarmente, senza saltare
alcun numero e senza stravolgere la
sua filosofia e la sua missione. In pic¬
colo anche la nostra rubrica ha fatto
altrettanto, mantenendosi salda al suo
posto per rispettare l'ideale impegno
che da quasi quindici anni la lega ai
suoi lettori. E così, oggi che MC
festeggia orgogliosamente i suoi due¬
cento fascicoli, è giusto che anche la
nostra piccola ma appassionata comu¬
nità partecipi alla celebrazione ricor¬
dando tutti i bei momenti passati
assieme.
Il numero duecento è dunque
un occasio¬
ne naturale per fare il punto della
strada trascorsa con la nostra rubrica,
una strada lunga ed ininterrotta segna¬
ta da ben centosessantaquattro pietre
miliari. Ma è anche, capitando pratica-
mente alla fine di questo fatidico 1999,
un modo per riflettere su come siano
cambiati i confini dell'informatica ludi¬
ca negli ultimi decenni ed interrogarci
su quelli che potranno essere gli
aspetti di frontiera dell'intelligiochistica
del nuovo millennio.
Ma prima di iniziare a parlare di que¬
sti argomenti lasciatemi ancora una
volta ricordare le moltitudini di lettori
che, nel corso di tutti questi anni,
hanno contribuito ad indirizzare ed ani¬
mare il nostro lungo viaggio assieme.
Alcuni di loro, quale il micidiale Dani
Ferrari, hanno col tempo finito per
diventare ospiti costanti del nostro
consesso; altri sono apparsi e scom¬
parsi come subitanee meteore, illumi¬
nando per un solo attimo le pagine
della rubrica. Tutti hanno
comunque lasciato il profondo
segno della loro presenza, ed
a tutti indistintamente va il
mio personale ringraziamento
per aver cosi brillantemente
contribuito al successo nel
tempo di un'iniziativa che
oramai ha superato ogni mia
più rosea prospettiva Se
Intelligiochi è ormai quasi
arrivata allo storico traguar¬
do dei quindici anni di pub¬
blicazione ininterrotta non è
solo per merito mio: siete voi
lettori che, sostenendo il mio sforzo,
avete contribuito a fare la rubrica con
me in tutti questi anni.
Centosessantaquattro
e non li dimostra
Il duecentesimo numero di MC
segna, come dicevo, un’altra tappa
importante per Intelligiochi. siamo
infatti giunti alla centosessantaquattre-
sima puntata consecutiva, senza mai
un salto né un'interruzione, e si tratta
davvero di un piccolo grande record E
Fra due soli mesi, nel fatidico gennaio
del 2000, compiremo assieme i quindi¬
ci anni di vita! Intelligiochi nasceva
infatti nel gennaio del 1985, col nome
provvisorio di "MC giochi", parlando di
Life e degli automi cellulari. Il mio
scopo, quando timidamente proposi la
rubrica ed iniziai a prepararne le prime
puntate, era quello di occuparmi dei
102
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
risvolti ludici de
l'informatica e di tutte le scienze ad
essa più o meno collegate: volevo pro¬
vare a spaziare dalla linguistica alla
geometria, dalla logica alla biologia,
esplorando di mese in mese queirin¬
definito continuum multidisciplinare
nel quale ogni interazione dà luogo a
mille aspetti interessanti ed a mille
problemi da risolvere.
Da allora ad oggi, in quasi quindici
anni di pubblicazione ininterrotta,
Intelligiochi ha effettivamente esplora¬
to i più incredibili confini delle scienze
teoriche ed applicate, raccogliendo e
pubblicando tanto materiale che non
basterebbe un'enciclopedia a conte¬
nerlo tutto. Aggiornando gli approssi¬
mativi conteggi già pubblicati in occa¬
sione di qualche precedente celebra¬
zione, posso ora dire che tutte le pun¬
tate sin qui realizzate di Intelligiochi
superano le novecento pagine di rivi¬
sta, il che significa che volendo ripub¬
blicarle tutte assieme servirebbero
circa cinque numeri di MC compieta-
mente dedicati a tale scopo. In queste
novecento pagine vi sono profusi quasi
cinque megabyte di testo, pari ad una
quindicina di Divine Commedie; scritti
nello stesso corpo della rubrica essi
corrispondono a più di centotrentamila
righe, le quali messe una in fila all'altra
coprirebbero una distanza di oltre sette
chilometri!
Per quanto riguarda i contenuti, i
temi trattati su queste pagine nel
corso degli anni rientrano grosso modo
in una quarantina di categorie generali
che vanno dalla grafica in ray-tracing
alla crittografia, dall'alfametica agli
scacchi, dal master mind alla vita artifi¬
ciale. Alcuni di essi sono apparsi una
sola volta e non hanno più fatto ritor¬
no, ma questa è l'eccezione piuttosto
che la regola: nella
maggior parte dei casi,
infatti, uno stesso
argomento è stato trat¬
tato più volte. Di solito
ciò è avvenuto preme¬
ditatamente, nel
corso di più puntate
successive che costi¬
tuivano una specie di
"mini-serie" dedicata
ad un argomento
specifico; ma è
anche spesso acca¬
duto che un argomento già trattato in
passato sia stato ripreso dopo molti
anni, o per qualche speciale input pro¬
veniente dai lettori o perché qualche
evento avvenuto
nel frattempo aveva
modificato lo status
dell'argomento stes¬
so.
Fra le serie di
maggior successo e
longevità ricordo
soprattutto quella
sulla crittografia, ini¬
ziata più di dieci anni
fa e ripresa in seguito
molte volte seguendo
l'evoluzione dei
moderni sistemi di pro¬
tezione e sprotezione
delle informazioni digi¬
tali; l'ultima apparizione
di una puntata di argo¬
mento crittografico risale a solo nove
mesi fa, ma un'altra è già in cantiere.
Altre serie risultate molto gradite sono
state, tra le altre: quella riguardante gli
scacchi, ed in particolare il rapporto fra
scacchi ed intelligenza; quella sui
quadrati
magici; quella sulle griglie numeriche e
relative varianti; quella sui giochi lingui¬
stici, dagli anagrammi ai tautopangram-
mi; e quella famosa sul problema delle
regine che è riapparsa più volte a
distanza di anni.
Una menzione a parte merita
Crobots, il gioco consistente nel pro¬
grammare in pseudo-C la logica che
consentirà ad un robot virtuale di
affrontare in combattimento tre avver¬
sari simili a lui e possibilmente soprav¬
vivere. Crobots è stato uno dei cavalli
di battaglia di Intelligiochi, un argomen¬
to trattato per la prima volta nel lonta¬
no 1990 e da allora ripreso ogni anno
in occasione del-
’organizzazione di
un torneo nazionale aperto a tutti i let¬
tori, Il Torneo di Crobots di
MCmicrocomputer, disputatosi annual¬
mente sin dal 1992, è ben presto dive¬
nuto un appuntamento tradizionale per
l’intera comunità degli appassionati di
questo gioco particolarmente intelli¬
gente ed avvincente, anche se dal
gusto un po' "retro".
L'edizione svoltasi nel
1998 è stata tuttavia
anche l'ultima, nel
senso che quella rela¬
tiva al 1999 non è
stata più organizzata:
la decisione di inter¬
rompere una tradizione
oramai cosi radicata è
stata decisamente sof¬
ferta, ma anche in que¬
sto caso mi sono lascia¬
to guidare dalle indica¬
zioni provenienti dai let¬
tori i quali sembravano
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
103
ci anni fa veniva considerato impossi¬
bile è infine davvero avvenuto: un
computer ha battuto il campione del
mondo di scacchi, forse il più grande
giocatore di tutti i tempi, in un torneo
giocato in modi e tempi regolamentari.
Quindici anni fa molti temevano che il
mondo sarebbe crollato qualora un
simile evento epocale si fosse verifica¬
to entro cinquant'anni; oggi non solo il
mondo è ancora in piedi, ma la vittoria
di Deep Blue su Kasparov non ha
impressionato gli esperti più di tanto. Il
motivo è sicuramente da attribuirsi al
fatto che, contrariamente a tutte le
aspettative di quindici anni prima, il
computer ha battuto l'uomo non per¬
ché si è dimostrato più intelligente ma
solo perché si è dimostrato più bravo:
una sfumatura niente affatto irrilevan¬
te. Deep Blue è un giocatore mediocre
ma molto veloce, che usa la forza
bruta per sopperire alla mancanza di
strategia: gareggia sui cento metri
piani in motocicletta anziché a piedi. E
quindi nulla di fatto nella ideale lotta
per il primato fra uomo e macchina: se
i computer continueranno, come sem¬
bra, a rimanere dei cretini iperveloci i
filosofi continueranno ancora per
molto tempo a dibattere questioni di
principio sui fondamenti logici
dell'Intelligenza Artificiale..
Ma a parte lo sbalorditivo, anche se
prevedibile, incremento delle capa¬
cità di calcolo e visualizzazione
dei computer, da allora ad oggi il
mondo dell'Informatica e quindi
dell’intelligioco è cambiato soprat¬
tutto per via dell'introduzione di un
fattore assolutamente dirompente
ed in larga misura imprevedibile;
Internet. Oggi la presenza della
Rete nella nostra vita quotidiana
viene data per scontata da tutti noi,
quasi fosse sempre esistita: ci scor¬
diamo invece di com'erano le cose
fino a pochi anni fa, quando la possi¬
bilità di disporre di una rete mondiale
di computer interconnessi, grazie alla
quale poter comunicare a distanza e
reperire informazioni, era dominio
della fantascienza e non della scienza.
Internet da noi è arrivata davvero
solo verso il 1994, anche se da già
qualche anno le BBS ed i sistemi di
conferenze elettroniche quali MC-link
costituivano un primo nucleo aggrega-
tore degli appassionati di telematica; e
comunque sin dal 1992 i primi fortuna¬
ti potevano disporre di e-mail e file
oramai non più molto
interessati ad un gioco che, effettiva¬
mente, risentiva in modo pesante del
fatto di essere stato scritto nel lontano
1985. Ho stabilito dunque di sospende¬
re i Tornei di Crobots almeno finché
Tom Poindexter, autore della "arena
virtuale" di gioco, non rilascerà la
nuova versione del programma pro¬
messa ormai da molti anni. I linguaggi
ed i sistemi di programmazione si evol¬
vono, e dunque un gioco basato su un
tipo di sviluppo "a linea di comando"
può piacere ai nostalgici come me ma
certamente non offre molto interesse
per la nuova classe di giovani informa¬
tici che nel frattempo si è presentata
alla ribalta. Se e quando anche
Crobots si rinnoverà, ed a
patto di non perdere quella
impostazione filosofica che
ne ha fatto un gioco di culto,
allora troverà nuovamente
ospitalità su queste pagine.
Quindici anni fa...
Certo, quasi quindici anni
di Intelligiochi fanno un po'
paura. Ma ci pensate quan¬
to è cambiato il mondo da
allora ad oggi?
Abbiamo cominciato i
nostri appuntamenti men¬
sili quando il massimo del¬
l'informatica abbordabile
per un comune mortale
era il PC IBM, un computer
basato sul microprocessore 8086 a
4,77 MHz di clock e dotato in media di
128 KByte di RAM. Tuttavia la maggior
parte della gente "normale", che non
poteva permettersi il PC IBM, usava il
Commodore 64 o lo Spectrum, Hard
disk neanche a parlarne, si faceva tutto
coi floppy e per di più quelli da 5 pollici
e un quarto che portavano al massimo
360 KByte di dati. Oggi invece abbia¬
mo tutti sulla scriva¬
nia dei mostri con
processori di sesta
generazione e clock
che sfiorano il
mezzo GHz, senza
contare i 128
MByte di RAM e gli
hard disk da una
dozzina di GByte.
La potenza di cal¬
colo e la capacità
di memorizzazione
dei nostri PC casalin¬
ghi sono aumentate di molte migliaia
di volte: ciò significa che elaborazioni
che quindi anni fa impiegavano tempi
di ore, oggi possono essere esaurite in
pochi secondi!
Non solo. All'epoca si scriveva sullo
schermo in modo testo, o al massimo
in pagine grafiche a bassa risoluzione e
con quattro o sedici colori al massimo.
Oggi abbiamo schede video capaci di
altissima risoluzione in milioni di colori,
e con acceleratori grafici in grado di
effettuare rendering tridimensionali a
tutto schermo in tempo reale.
Così come i personal computer,
ovviamente anche i supercomputer
hanno beneficiato dell'impressionante
progresso tecnologico di questi anni,
raggiungendo potenze di calcolo asso¬
lutamente stra¬
tosferiche. E ciò ha con¬
tribuito, dopo molti anni di spasmodica
attesa e di accesi dibattiti, a far crollare
il più antico e celebrato baluardo eretto
a difesa della presunta superiorità del¬
l'uomo sulla macchina: la capacità
della mente umana di battere un com¬
puter in un gioco di esclusiva intelli¬
genza quale gli scacchi. Ciò che quindi¬
104
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
transfer "in differita" via UUCP. Fino
ad allora era impossibile perfino scam¬
biarsi file con facilità, figurarsi pensare
di utilizzare la Rete per qualcosa di piu
sofisticato. Eppure da li a poco l'irruzio¬
ne di Internet doveva trasformare total¬
mente e definitivamente tutte le
nostre azioni, comprese quelle ludiche
o intelligiochistiche.
Ma a parte il facile accesso a tutto
lo scibile via World Wide Web, che
pure è una cosa assolutamente mera¬
vigliosa, io ritengo che la maggior con¬
quista raggiunta da Internet sia stata la
possibilità di far cooperare assieme
migliaia o milioni di computer in gros¬
sissimi progetti paralleli, nei quali la
somma complessiva delle pur piccole
capacità di calcolo offerte da ogni sin¬
golo partecipante raggiunge vertici di
potenza incredibile. Oggi Internet
incarna contemporaneamente il
Multivac di Asimov e la Matrice di
Gibson. Internet è il più grande super-
computer mai realizzato, che lavora
incessantemente ventiquattr'ore al
giorno grazie alla partecipazione volon¬
taria ed altruistica di milioni di individui.
Sfruttando la inimmaginabile potenza
elaborativa di questo incredibile com¬
puter distribuito su tutto il pianeta è
stato cosi possibile risolvere problemi
precedentemente inavvicinabili: sono
stati fattorizzati numeri grandissimi,
sono stati identificati numeri primi
giganteschi, sono stati avanzati i limiti
della ricerca su problemi di topologia e
teoria dei numeri ed altro ancora. E la
Rete sta persino contribuendo all'anali¬
si dei segnali radio provenienti dal
cosmo e captati dal radiotelescopio di
Arecibo, nella flebile speranza che
prima o poi si riesca ad identificare
quella particolare emissione statistica-
mente significativa che ci dimostrerà
finalmente che non siamo soli
nell'Universo...
Un altro baluardo è caduto in questi
ultimi anni, dopo aver resistito per tre
secoli. Si tratta dell'Ultimo Teorema di
Fermat, che il matematico inglese
Andrew Wiles è riuscito finalmente a
dimostrare essere vero. Ci sono voluti
quindici anni di lavoro e tre di verifica,
e il risultato è una dimostrazione di
duecento pagine che solo pochi mate¬
matici al mondo sono in grado di com¬
prendere nella sua completezza. Wiles
ha utilizzato intere branche della mate¬
matica che non esistevano ai tempi di
Fermat, ed ha creato nuovi ed arditi
tutte miniature su ruote, ma si
prevede che ben presto potranno par¬
tecipare le prime creature dotate di
"gambe" e con andatura bipede, e
allora le cose si faranno già maledetta-
mente interessanti.
Parzialmente archiviati gli scacchi,
almeno per qualche tempo, come
laboratorio di intelligenza artificiale, c'è
da credere che l'interesse dei ricerca¬
tori nel campo dei programmi di gioco
si sposterà verso quei giochi sinora
rimasti un po' in ombra sia per una
maggiore difficoltà nella loro formaliz¬
zazione o nella ricerca di strategie, sia
perché meno noti qui in occidente: mi
riferisco naturalmente al Go, antichissi¬
mo gioco orientale nel quale i migliori
programmi di oggi giocano a livello
poco più che da dilettante e che dun¬
que offre ampi ed incontaminati spazi
per la ricerca.
E naturalmente non mancheranno
problemi matematici o logici sempre
nuovi da risolvere perché, se Dio
vuole, l'arte di crearsi nuovi problemi
non è mai andata in declino da quando
l’uomo ha cominciato a domandarsi
cosa ci facesse su questa Terra!
Tutte queste considerazioni non
fanno che confortarci: il prossimo mil¬
lennio, o almeno i suoi primi anni che
sicuramente ci riguardano più da vici¬
no, saranno per noi inteiligiochisti
almeno altrettanto interessanti quanto
questi ultimi quindici passati assieme.
Sempre che voi lo vogliate, e conti¬
nuiate a credere in questa rubrica ed a
collaborarvi in modo diretto od indiret¬
to con i vostri contributi.
E con quest'augurio si chiude que¬
sta insolita puntata celebrativa: non mi
resta che salutarvi e. per la centoses-
santaquattresima volta consecutiva,
darvi l'appuntamento al prossimo
mese. «e
omomorfismi fra teo¬
rie che in precedenza
si ritenevano scolle¬
gate. Tutto ciò lascia
perplessi e toglie
gran parte della sod¬
disfazione estetica
che ci si sarebbe
aspettati da un
risultato di tale por¬
tata. Sicuramente
la dimostrazione di
Wiley non può
essere contenuta nel margi¬
ne di un libro, ed altrettanto sicura¬
mente non è la stessa dimostrazione
cui pensava lo stesso Fermat. E dun¬
que il problema rimane aperto, almeno
in astratto: Fermat si sbagliava, o esi¬
ste davvero una dimostrazione più
semplice ed elegante di quella di
Wiley, ma al tempo stesso cosi elusiva
da essere sfuggita alle migliori menti
matematiche degli ultimi tre secoli?
Intelligiochi al futuro
Ma interroghiamoci, oramai che
siamo in conclusione di puntata, su un
problema più fondamentale e scottan¬
te: quale sarà dunque il futuro dell'in-
telligioco? E quale, più modestamente,
quello di questa nostra oramai quasi
quindicenne rubrica?
Intanto c'è da scommettere che le
nuove frontiere del supercalcolo distri¬
buito, che già hanno contribuito ad
abbattere storiche barriere, produrran¬
no ancora risultati straordinariamente
rilevanti.
Per quanto riguarda le attività più
strettamente di ricerca, mi sembrano
molto interessanti le discipline dedica¬
te alla "vita artificiale" e gli sforzi verso
una robotica più evoluta, quest'ultima
esemplificata dal progetto RoboCup di
cui abbiamo già parlato in passato. Per
chi non lo sapesse, RoboCup è un'ini¬
ziativa multidisciplinare ed aperta che
ha lo scopo di mettere a punto entro il
2050 una squadra di giocatori di calcio
artificiali in grado di battere la squadra
umana campione del mondo. Per coor¬
dinare la ricerca nei vari settori di base
e confrontare i risultati via via ottenuti,
l’iniziativa comprende la realizzazione
di tornei annuali, suddivisi in categorie
di partecipazione, nei quali squadre di
robot si battono in una partita di calcio
più o meno realistica. I robot di oggi
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
105
_
I dischi rigidi
a 10.000 giri
La tecnologia costruttiva dei dischi rigidi di fascia alta e le tecniche
di ottimizzazione delle prestazioni dei dischi
di Franco Paiamaro
Il disco rigido
è, senza ombra
di dubbio, uno
dei componenti
fondamentali dei
personal compu¬
ter, E' il principa¬
le dispositivo di
memorizzazione
di massa, in al¬
tre parole è il
"magazzino" nel
quale il nostro
pc archivia pro¬
grammi e dati.
Un disco rigi¬
do è normal¬
mente costituito
da una serie di
"piatti" ricoperti
di materiale ma¬
gnetico che, gra¬
zie a un motore,
ruotano attorno
al loro asse. Ad ogni superficie magneti¬
ca è associata una testina di
lettura/scrittura. Tutte le testine sono
ancorate ad altrettanti braccetti mecca¬
nici comandati da motori passo-passo
che permettono il posizionamento in
qualsiasi punto della superficie dei piat¬
ti.
Tutto l’insieme è comandato da una
logica di gestione, che comprende i
DSP (Digital Signal Processor), i control¬
ler dei motori, la cache, i circuiti di inter¬
facciamento con il PC, uno o più pro¬
cessori che fanno capo al firmware del
dispositivo (veri e propri programmi per
la gestione interna del disco rigido resi¬
denti su ROM o FlashRAM).
Se volete saperne di più sull’argo¬
mento, consigliamo di rileggere lo spe¬
ciale Hard disk nel numero di maggio di
MCmicrocomputer. Questo mese ci
concentreremo, infatti, esclusivamente
sulle caratteristiche peculiari dei dischi
rigidi dotati di un regime di rotazione di
10.000 giri al minuto.
Attualmente i dischi rigidi si possono
distinguere in base al tipo di interfaccia
utilizzata: SCSI o IDE. Nella sua ultima
evoluzione, l’interfaccia IDE ha raggiun¬
to il ragguardevole valore di 66 Mbyte al
secondo (l’UltraDMA/66 utilizzato dai
chipset Intel 810 e 820), mentre alcuni
dischi rigidi SCSI di recentissima intro¬
duzione sono accreditati di un transfer
rate massimo sul bus di ben 160 Mbyte
al secondo (Ultrai60/M SCSI in tecnolo¬
gia LVD, o Low Voltage Differential).
Senza entrare troppo nei dettagli,
possiamo affer¬
mare che l'in¬
terfaccia SCSI
è nettamente
superiore a
quella IDE in
ambienti multi¬
tasking, e che
quest’ultima è
comunque at¬
tualmente limi¬
tata ad un mas¬
simo di due di¬
spositivi per ca¬
nale.
Questo ren¬
de l’interfaccia
IDE inadatta
per implemen¬
tazioni avanzate
dei dischi rigidi,
come nelle ar¬
chitetture RAID
(Redundant Ar¬
ray of Independent Disks), dove si parte
da un minimo di due per arrivare anche
a decine di dischi.
Inoltre, problemi di natura elettrica li¬
mitano la lunghezza massima della con¬
nessione IDE, specialmente nelle ulti¬
me versioni ad alta velocità, come l’UI-
traDMA 33 (l'UltraDMA 66 utilizza un
particolare tipo di fiat cable ad alta
schermatura).
La tecnologia differenziale a basso
voltaggio (LVD) implementata nei nuovi
protocolli SCSI Ultra2 e Ultrai 60/M con¬
sente, invece, lunghezze dei cavi
dell’ordine dei 12 metri e la possibilità
di collegare contemporaneamente fino
a 15 dispositivi per ogni canale.
Per questi motivi principali (e tanti al¬
tri secondari), l’interfaccia SCSI è la pre-
106
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
ferita per la creazione di architetture ad
alte prestazioni.
La tecnica dietro ai
“diecimila”
I dischi rigidi da 10.000 rotazioni al
minuto sono tutti caratterizzati da un
diametro del piatto di tre pollici anziché
3,5. Questo è dovuto a diversi fattori, il
Struttura interna di un di¬
sco rigido:
1 - piatti
2 - asse di rotazione dei
piatti, collegato al moto¬
re principale
3 - struttura di supporto
dei magneti degli attua
tori per i braccetti porta-
testine
4 - asse dei braccetti
portatestine
5 - braccetti portatesti-
ne
6 - struttura principale
del disco rigido
Spili Valve
Giani MB
100
Evoluzione delle
MRX
0.01
Anno
L'evoluzione della tecnologia delle testine di lettura/scrittura dei dischi rigidi, in
relazione alla densità areale e l'anno Lo stato dell'arte attuale 6 costituito da
una densità areale di circa IO Gbit per pollice quadro
principale dei quali riguarda la maggiore
efficienza del flusso d'aria tra i dischi
necessario alla dissipazione termica, ol¬
tre ad una minore inerzia della massa in
movimento, che si traduce in tempi di
"spin-up" (il tempo impiegato per rag¬
giungere il regime di rotazione ottimale)
minori.
Ogni produttore, poi, implementa
quanto di meglio disponibile in fatto di
tecnologia per aumentare le prestazioni
e l'affidabilità dei propri dispositivi.
E' ormai generalizzato l'impiego di
tecnologie come le testine magnetore-
sistive, la gestione della cache multi-
segmentata e algoritmi a correzione di
errore (Quantum utilizza un interessan¬
te algoritmo basato sul Reed-Solomon a
ben 352 bit).
Quantum, ad esempio, utilizza anche
lo Shock Protection System (SPS) per
aumentare l'affidabilità dei dischi rigidi
durante il trasporto e l'uso.
Si tratta di una tecnica consistente
nel rendere molto rigido il braccio che
sostiene le testine per prevenire il con¬
tatto con il piatto nel caso di impatti o
urti del dispositivo contro altri oggetti;
solo la parte terminale del braccio è re¬
sa elastica (di una quantità calibrata),
per consentire alle testine di sollevarsi
dalla superficie del
piatto durante la
sua rotazione.
Per quanto ri¬
guarda i dischi
DMVS IBM, si tratta della terza genera¬
zione di dischi rigidi da 10K giri di produ¬
zione Big Blue; questi dispositivi incor¬
porano molte tecnologie direttamente
derivate da quelle sviluppate per la fa¬
miglia di dischi rigidi per portatili Travel-
star, come le testine GMR (Giant Ma¬
gnato Resistive) di terza generazione, la
tecnologia Load/Unload e i piatti con
substrato in vetro (Glass substrate me¬
dia).
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
107
bili
Pinned Layer
(Exchange Layer
.not shown)
ffi Conductlng
l^,Spacer
Sensing Layer
Contact
Exchange Layer - 1 *'
Pinned Layer _J i a
Conducting_| L Sensing Layer
Spacer
Struttura di un sensore GMR "spin valve " IIBMI.
Essenzialmente, i sensori GMR sono composti da strati multipli a film sottile:
uno strato "spaziatore " di materiale amagnetico tra due strati di metalli ma¬
gnetici I materiali magnetici tendono ad allinearsi nella stessa direzione.
Per cui, se lo strato "spaziatore " 6 abbastanza sottile, cambiando l'orienta¬
mento di uno degli strati magnetici può causare il riallineamento dell'altro nel¬
la stessa direzione.
La resistenza elettrica totale della struttura è relativamente bassa quando gli
strati sono magneticamente allineali parallelamente, e relativamente alta
quando gli strati sono allineali anti-parallelamente Un opposte direzioni!, que¬
sto è l'elletto "magnetoresislivo"
Nella struttura del sensore viene quindi "bloccata " la magnetizzazione di uno
degli strati magnetici in una direzione tpinned layer !.
Quando un campo magnetico molto debole, come quello rappresentante un
bit "scritto" sulla superficie di un disco rigido, passa sotto il sensore, l'orienta¬
mento magnetico dello strato non bloccato ruota relativamente allo strato ma¬
gneticamente bloccato, generando un cambiamento significativo della resi¬
stenza elettrica causato dall'effetto MR
A questo punto, la variazione nel passaggio di corrente viene interpretato co¬
me "dato"
Dettaglio della superficie di un disco in vetro
Immagine da nanoscopio elettronico, lato 15 nanometri.
Da notare, rispetto al substrato in allumimo/magnesio, la maggiore levigatezza
del substrato in vetro
Dettaglio della superficie di un disco in lega di allummio/magnesio
Immagine da nanoscopio elettronico, lato 15 nanometri
Partiamo da quest'ultimo fatto: nor¬
malmente, i piatti sono realizzati con
particolari leghe di alluminio e magnesio
rivestite di un materiale magnetico (un
composto di nichel-fosforo).
Nel caso dei dischi rigidi da 10.000
giri è stato invece implementato un
piatto realizzato con il substrato in ve¬
tro. che consente una maggiore durata
del piatto stesso, un netto miglioramen¬
to nel processo di levigatura (la superfi¬
cie del disco risulta molto più omoge¬
nea, con un conseguente più omoge¬
neo strato di materiale magnetico) e
una maggiore resistenza alla corrosio¬
ne.
Il passaggio dall'alluminio al vetro ha
permesso un aumento della levigatezza
superficiale del 20%: meno vibrazioni
Dettaglio delle testine dell'IBM Ultrastar LZX con le
testine bloccate dagli elementi del Load/Unload
Ramp
(l'equilibratura del disco in vetro è quasi
perfetta) e la possibilità di aumentare la
densità areale dei dati.
Un'altra tecnologia, mutuata dalle ri¬
cerche per i dispositivi di memorizzazio¬
ne destinati al mercato "portable", è la
Load/Unload: le testine non toccano
mai il piatto, e quando il disco non è in
funzione sono ''parcheggiate" al lato
del disco.
I bracci che sostengono le testine
"salgono" su una piccola rampa che le
distanzia dal piatto anche quando il di¬
sco è spento; in caso di mancanza di ali¬
mentazione, l'energia residua immagaz¬
zinata dall'inerzia dei piatti è sufficiente
a consentire il "parcheggio" e il blocco
delle testine.
La tecnologia GMR (Giant Magneto
108
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Schermo2
/ PI
Larghezza della
traccia
Elemento di lettura Elemento di scrittura
Induttivo
Magnetizzazione
Media di registrazione
La testina di I/O tipica¬
mente impiegala nei di¬
schi rigidi consiste di
un elemento di scrittura
induttiva a film sottile e
un elemento di lettura
MR o GMR
La differenza tra un
sensore MR Imagnerò■
resistivoI e uno GMR
Imagnetoresistivo "gi¬
gante 1 è la sensibilità
alle variazioni del cam¬
po magnetico Irappre¬
sentante il dato scritto
sul discol, misurata dal¬
la percentuale della va¬
riazione resistiva
Un sensore GMR è ge¬
neralmente più sensibi¬
le del 200% rispetto ad
uno MR
L 'elemento di lettura
nei dischi IBM consiste
di un sensore GMR tra
due schermi magnetici.
Questi schermi riduco¬
no i campi magnetici
parassiti, consentendo
aI sensore di leggere
solamente II campo magnetico proveniente dalla traccia che deve essere letta In una testina integrata di
lettura/scrittura, il secondo schermo magnetico agisce anche da polo della testina di scrittura induttiva. I
vantaggi delle testine separate fi che entrambe gli elementi possono essere ottimizzati Una testina inte¬
grata ha altri vantaggi; per prima cosa à più economica, in guanto più semplice da produrre, e ha migliori
prestazioni, perché la distanza tra gli elementi è minore.
Struttura da la tastine MR a GMR
BPI
densità areale =
numero di bits per pollice lungo ciascuna traccia
(BPI), per il numero di tracce per pollice (TPI)
Il corretto metodo di cal¬
colo per ottenere il valore
di densità areale.
Resistive) è relati¬
vamente generaliz¬
zata, ma nei dischi
IBM è comunque
stata ulteriormente
evoluta con l'ado¬
zione della versione
Spin Valve GMR,
Molto importan¬
te anche la densità
areale adottata nei
dischi: si tratta, in
parole povere, della quantità di dati che
è possibile archiviare su una data super¬
ficie del supporto magnetico.
Attualmente l'unità di misura è il Gi-
gabit per pollice quadro, che per il
Quantum Atlas 10K è pari 3,4 mentre
per l'IBM DMVS è di 3,5.
IBM ha comunque annunciato di es¬
sere in grado di realizzare media da 35
Gbit/pollice quadro, ma dispositivi in
grado di implementare una densità
areale cosi alta saranno immessi sul
mercato tra parecchi mesi, se non addi¬
rittura anni.
La cache è di importanza vitale su
qualsiasi disco e, proprio come nella
Formula uno troviamo la massima im¬
plementazione delle tecnologie allo sta¬
to dell’arte, i dischi rigidi da 10K RPM
hanno integrati gli algoritmi in assoluto
più efficienti con le tecniche di caching
più evolute.
Alcuni dischi rigidi, per esempio, han¬
no il microcodice di gestione su memo¬
ria Flash (e non su ROM o direttamente
sul media magnetico): questo consente
di modificare o aggiornare gli algoritmi.
Risulta cosi possibile ottimizzare le pre¬
stazioni dei dischi in base alla quantità
di cache (fino a otto Mbyte), alle appli¬
cazioni che si intende usare o alle parti¬
colari esigenze del cliente. E' opinione
corrente che maggiore è la quantità di
cache, migliori risulteranno le prestazio¬
ni dei dischi; in realtà non è così. Infatti,
con applicazioni di Data streaming, è
molto più importante l'algoritmo di ca¬
ching utilizzato (adaptive caching e ca¬
che segmentation in I/O) della quantità
della cache, anzi, minore è la cache (ov¬
viamente entro certi limiti) e maggiori
saranno le prestazioni di transfer rate
sequenziale.
Il contrario è vero per accessi conti¬
nui e salti da un settore all'altro, con tra¬
sferimenti di file di piccole dimensioni e
sparsi sul disco.
Last but not least, la quantità di con¬
sumo energetico e dissipazione termica
del dispositivo è di importanza fonda-
mentale. Per esempio, pochi sanno che
il consumo maggiore del disco rigido
non è nel motore principale, ma nell'at-
tuatore del braccio portatestine: l'acce¬
lerazione e successiva decelerazione
dovuta allo spostamento delle testine
per le operazioni di I/O possono causare
consumi, in piena attività, doppi rispetto
al motore principale (spindle). Questo è
dovuto al fatto che, a parte lo spunto
iniziale per vincere l'inerzia, per mante¬
nere in movimento costante una data
massa (i piatti) è necessaria una quan¬
tità di energia relativamente piccola.
Corrente di lettura
Sensore MR o GMR
Schermo 1
Processo di registrazione magnetica
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
109
ÌUidUi
L'Interno del disco rigido Quantum Alias IOK e dell'IBM Ultrastar LZX. entranbi a 10 000 BPM
mark tutte le prove sono state effettua¬
te senza l'utilizzo del caching; la memo¬
ria a bordo del controller Adaptec è uti¬
lizzata esclusivamente per il calcolo del¬
la parità in caso di implementazione
RAID di livello 5, ed è perciò disabilitata.
Adaptec consiglia il caching sui dischi
esclusivamente in abbinamento ad un
UPS, e si abilita esclusivamente sosti¬
tuendo la DIMM da 2 Mbyte presente
sul controller con una di dimensioni
maggiori (la quantità di memoria disponi¬
bile oltre ai 2 Mbyte necessari per il cal¬
colo della parità sarà utilizzata come ca¬
che write-back).
I dischi sono stati tutti provati singo¬
larmente, con l'eccezione dei dischi
dello cui si fa riferimento e il DCHS Ul¬
trastar Il XP di IBM), e a parità di inter¬
faccia, la differenza dovuta al solo au¬
mento di 2800 rotazioni il minuto con¬
sente un incremento dell'8-10% (Quan¬
tum Atlas 10K rispetto al Quantum Alias
IV, entrambi dotati di gestione avanzata
di supporto e di interfaccia Ultra 160/M)
Il disco più veloce è risultato il model¬
lo DMVS 18 di IBM, anche se di pochis¬
simo; il Quantum Atlas 10K è dietro con
uno scarto di appena il 3%.
La configurazione stripe set dei due
IBM DMVS, come era da aspettarsi, ha
mostrato pregi e difetti tipici di questa
tecnologia.
Il "lag-time" di accesso (il tempo tra-
Le prove
I dischi che abbiamo considera¬
to per la prova sono il Quantum
Atlas 10K e l’IBM Ultrastar LZX,
entrambi con il regime di rotazione
di 10.020 giri, ed il Quantum Atlas IV
al regime di rotazione di 7200 giri;
quest'ultimo lo abbiamo scelto come di¬
sco di riferimento.
La macchina usata per tutte le prove
è basata su processore Pentium II a 350
MHz, con 64 Mbyte di RAM e sistema
operativo Windows NT 4.0 con Service
Pack 5.
II sistema operativo è stato installato
su di un disco EIDE, e tutte le prove so¬
no state effettuate eseguendo il boot da
questo disco.
I software usati per i benchmark sono
il buon vecchio Adaptec Threadmark 2.0
e la versione 1998.10.08 di Intel lOme-
ter.
Per le prove abbiamo usato un con¬
troller RAID Adaptec. CAAA-133U2, do¬
tato di 2 Mbyte di memoria (come spie¬
gato nel riquadro, la RAM da 2 Mbyte è
necessaria al funzionamento del control¬
ler e non influisce sulle prestazione dei
dischi in prova).
Per non falsare i risultati dei bench-
IBM, che abbiamo anche configurato in
RAID 0, in altre parole abbiamo creato
uno stripe-set; i risultati sono stati molto
interessanti.
I risultati
I valori riscontrati dai benchmark sono
di assoluto rilievo; infatti, superano del
25 per cento abbondanti i valori riscon¬
trati sulla precedente generazione di di¬
schi UltraWide SCSI a 7200 giri (il mo¬
I dischi rigidi in prova: a sinistra il Quantum Atlas IOK, al centro l'IBM Ultrastar LZX e, come riferimento, il Quantum Atlas IV
110
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
I dischi utilizzati
Quantum Atlas IV da 18,2 Gbyte. regime
di rotazione di 7.200 RPM, tempo di
accesso 6,9 ms, con 2 Mbyte di cache
multisegmentata e interfaccia SCSI LVD
Ultrai 60/M
Lire 1.198.000 (IVA esclusa).
Quantum Atlas 10K da 9,1 Gbyte, regime
di rotazione di 10.000 RPM, tempo di
accesso 5,0 ms, con 2 Mbyte di cache
multisegmentata e interfaccia SCSI LVD
Ultra 160/M
Lire 965.000 (IVA esclusa).
Distribuiti da:
Ingram Micro, tei. 02/55351
Karma Italia, tei 02/3822051
Silvestar Group, tei. 02/66125566
IBM Ultrastar LZX (DMVS) da 18.3 Gbyte,
regime di rotazione di 10.000 RPM,
tempo di accesso 4,9 ms, con 2 Mbyte
(di cui circa 300 Kbyte impegnati dal
firmware) di cache multisegmentata e
interfaccia SCSI LVD Ultra2
Lire 1.150.000 (prezzi OEM indicativi, IVA
esclusa).
Distribuito da:
ACTEBIS Computer SPA, tei. 02/516671
Karma Italia, tei. 02/3822051
II disco rigido preso come riferimento, il Ouantum
Arias IV.
Il più piccolo disco rigido del mondo. l'IBM Mi¬
crodrive da 340 Mbyte. Lo citiamo in quanto
molta della tecnologia sviluppata per que¬
sto dispositivo è stata implementata nei
dischi di ultima generazione a 10.000 ro¬
tazioni il minuto.
applicazioni fortemente ver¬
ticali.
Per esempio, i dischi ri¬
gidi progettati (o configura¬
ti) per essere usati per accessi
sequenziali mal si prestano ad un uso
intensivo in un Web-server, dove i dati
sono sparsi sul disco sotto forma di file
di piccole dimensioni quasi mai conti¬
gui.
D'altronde, nessuno si sognerebbe di
utilizzare una workstation grafica di alto
livello come file server, o una moto 500
da Gran Premio per fare Cross; perciò,
a prestazioni assolute specifiche corri¬
spondono anche limiti nell'utilizzo.
Il primo dei quali è il prezzo, e non ci
riferiamo solamente al singolo costo di
acquisto del disco rigido, ma anche al
costo dell'interfaccia e dei cavi.
Abbiamo rilevato una temperatura
superficiale di tutti i dischi considerevo¬
le (nel caso del DMVS IBM, si
sono sfiorati i 70
gradi), di cui si
deve tenere
conto nel caso
di una imple¬
mentazione in un
cabinet non speci¬
ficamente progetta¬
to per ospitare di¬
spositivi di questo ti¬
po.
__ E' quindi importante
y' valutare se è davvero ne¬
cessario dotarsi di dischi ri¬
gidi che garantiscono si le massime
prestazioni possibili, ma a fronte di un
prezzo molto alto e una complessa im¬
plementazione o se è preferibile orien¬
tarsi verso dispositivi anche più generi¬
ci, ma dal rapporto prezzo/prestazioni
nettamente più favorevole.
«e
Adaptec AAA133U2
ACTEBIS Computer SPA CDC Point SPA INGRAM MICRO SPA
Tel. 02/516671 Tel. 0587/2882 Tel. 02/5535.1
scorso dal momento della richiesta del
dato a quello in cui esso è disponibile: è
in funzione di quanti dischi è composto
l'array e dal tempo di latenza medio dei
dischi usati) è aumentato, rispetto al sin¬
golo disco, ma è sempre sotto alla me¬
dia grazie alla implementazione del regi¬
me di rotazione di 10.000 RPM,
E' in realtà possibile minimizzare que¬
sto fenomeno utilizzando controller di
fascia alta che consen¬
tono di sincronizzare le
testine e i piatti di tutti i
dischi (spindle sinchro-
mzation).
Non essendo dispo¬
nibile un terzo disco
non abbiamo effettuato
una prova con una con¬
figurazione RAID 5 per
provare quanto sono in¬
fluenzate le prestazioni
dell’array dalla scrittura
dei dati di parità neces¬
sari alla ridondanza.
Concludendo
I dischi rigidi da 10K
RPM sono dispositivi
destinati ad un uso professionale e
quindi, a differenza di altri apparecchi
"generai purpose", sono ottimizzati per
Il controller SCSI usato per l'articolo è un controller RAID ad alte prestazioni di Adaptec,
l'AAA 133U2.
Si tratta di un dispositivo a tre canali SCSI Ultra2, capace quindi di un transfer rate
massimo di 80 Mbyte al secondo per canale, e di 133 Mbyte al secondo verso il bus PCI.
L'AAA 133U2 è in grado di gestire fino a 45 dispositivi SCSI; l'implementazione dei livelli
RAID (Redundant Array of Independent Disks) è molto completa, comprendendo i livelli 0,
1,0/1 e 5.
Il controller è dotato di 2 Mbyte di memoria,
destinata esclusivamente al calcolo della parità per
il livello RAID 5; non influisce nel normale
funzionamento del controller
La memoria RAM installabile su questo controller è
però di ben 128 Mbyte, ed in questo caso tutta la
memoria eccedente i primi 2 Mbyte è utilizzata con
un algoritmo di caching "write-back" per accelerare
le prestazioni,
Il controller è dotato di un connettore standard a 50
poli per la connessione di periferiche come
dispositivi di backup a nastro o lettori CD-ROM.
Il kit comprende la scheda, un cavo fiat a 50 poli
Ultra con relativo terminatore e un cavo fiat a 80
poli Ultra2 LVD con terminatore attivo integrato.
Molto interessante il software di gestione con
interfaccia grafica per Windows.
Il prezzo del controller AAA133U2 in versione "kit”
è di Lire 1.995.000 (IVA inclusa), ed è distribuito da:
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
111
Excel 97
Le due facce di un foglio elettronico
seconda parte
La formattazione,
i grafici e la stampa
di Aldo Ascenti
'JT
C'erano una volta i fogli
elettronici: freddi e sgraziati
macinatori di numeri, ai quali
non si richiedeva mai elegan¬
za e presentabilità ma solo
velocità e precisione. L'output
prodotto erano tabelle di
numeri, incolonnati con rigore
dalle stampanti ad impatto sui
moduli continui, senza spazi
per la fantasia e la leggibilità.
Excel, come le ultime
generazioni di software ci
hanno abituato, fa della grafi¬
ca uno strumento indispensa¬
bile a rendere interessante e
facilmente comprensibile ogni
documento, permettendo
ampie libertà nell'organizza¬
zione e nella formattazione
dei dati, che appariranno gra¬
devoli su carta, su schermo o
nelle pubblicazioni Web.
Come “rifare il
trucco” alle celle
Lo strumento principale
per adattare l’aspetto del
nostro foglio di calcolo è il
menù "formato celle", al
quale si accede dalla barra dei
menù o tramite il tasto destro
del mouse.
Le sei pagine in cui è sud¬
divisa questa finestra di dialo¬
go permettono di accedere a quasi
tutte le funzioni necessarie a gestire
l'estetica della cella o dell'intervallo
liwwiKi Ffnna*o giumenti
21
fnCfisln l
Nome azienda
QiP.CMI'n
FATTURA -
e m
1 é.
mui f**i
-W
Al
Per rendersi conto di quanto gli strumenti di formattazione possano stravolge¬
re l'aspetto di un documento di Excel basta aprire il modulo "gestione fattura¬
zione" offerto in dotazione col programma
selezionato. Dalla linguetta "numero"
si potrà decidere in che modo Excel
deve presentare i dati numerici, sce¬
gliendo tra una serie di cate¬
gorie predefinite o impostan¬
done una nuova grazie al tipo
"personalizzato": ad esem¬
pio, il tipo "valuta" fa prece¬
dere il numero immesso da
un simbolo monetano, attiva
il separatore delle migliaia,
permette di specificare il
numero di decimali da visua¬
lizzare e se far apparire i valo¬
ri negativi in rosso o precedu¬
ti dal segno Un discorso
a parte meritano i tipi data e
ora. Per Excel una data,
comunque si scelga di visua¬
lizzarla. non è altro che un
numero di giorni trascorsi dal
1 gennaio 1900. Cosi il
numero 367 rappresenta il
primo gennaio 1901 (il 1900
è bisestile), mentre il
2958465 è la data massima
gestita dal programma ovve¬
ro il 31 dicembre 9999, risol¬
vendo alla radice il problema
del bug del nuovo millennio
senza crearci grossi problemi
neirimmediato: cosa succe¬
derà effettivamente ai nostri
fogli la mattina del 1 genmaio
10000 è ancora tutto da sco¬
prire, ma non crediamo sia il
caso di affannarsi troppo C'è
tempo, c'è tempo...
Le ore sono, invece, conside¬
rate come frazioni di giorno:
quindi 10,25 rappresenta le
sei del mattino del 10 gennaio 1900.
Tutta questa complicazione può essere
ignorata nella maggior parte dei casi,
112
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Icom# BMIlm
Excel 97
F minato cullo
nr
I f oimattd/ione automatica
ContatAà 2
Contabilità 3
Contabilità 4
A colorì 1
A colori 2
A colori 3
Elenco 1
Elenco 2
I Elenco 3
Effetto 30 2
Nessuno
Numero
Bordo
Oattere
Motivi
ghetza/altena
_
_
Con la formattazione automatica si può chiedere ad Excel di applicare un set di impostazioni
predefinite alla porzione desiderata del foglio.
±71
Annulla
Qpaonl »
l*m«>c Umetmtti | Cd «Un» |
«biMmanto tasto
| Motivo | Pioto nera
I Orlantamarvo
Eprmoto tabella
0 en
feb
mai Io
Est
7
7
5
19
Ovest
6
4
7
17
Sud
8
7
9
24
Totale
21
18
21
60
Quasi tutte le impostazioni necessarie ad adattare l'aspetto di colore di sfondo e dei bordi da
un foglio sono raccolte ne! menù formato celle.
in quanto Excel è in grado di riconosce¬
re automaticamente come date e ore
immissioni quali "19-marzo" o
"17:56", ma va compresa qualora si
desiderasse effettuare operazioni
matematiche con le date, come
aggiungere 30 giorni alla scadenza di
una fattura o togliere qualche ora alla
durata di una riunione.
Il tipo "personalizzato" prevede la
possibilità di inserire una sequenza di
caratteri speciali e di codici (detta
maschera) per istruire il programma sul
modo di visualizzare i dati: imparare ad
usare questi codici non è difficile, ma è
spesso mutile, grazie alla completezza
dell'elenco di formati speciali, già defi¬
niti per le più comuni tipologie di dati,
messo a disposizione da Excel.
Sotto la voce "allineamento", sono
raggruppate metodologie di posiziona¬
mento di testo e numeri, all'interno
delle celle, comode e di grande impat¬
to visivo, come la possibilità di sceglie¬
re l'angolo di inclinazione, di disporre i
dati in verticale o di sfruttare opzioni di
controllo quali "testo a capo", che per¬
mette di scrivere su piu righe rimanen¬
do nella stessa cella, "riduci e adatta",
che modifica la dimensione dei font in
modo da rendere sempre visibile il
contenuto anche di celle piccole e, dul-
cis in fundo, "unione celle" trasforma
un intervallo in un'unica cella di grandi
dimensioni, risolvendo molti problemi
legati al corretto posizionamento di
titoli e didascalie.
Le altre sezioni del menù "formato
celle" riguardano la scelta dei font, del
applicare alle celle.
Quest'ultima area permette
impostazioni molto più accurate e varie
dell'analogo comando attivabile con il
pulsante sulla toolbar e si basa su un
riquadro di anteprima sul quale si può
agire a piacimento per mettere e
togliere i bordi desiderati, comprese le
barre diagonali, che vanno selezionati
dall'elenco sulla destra della finestra.
L'ultima linguetta permette di attiva¬
re o disattivare il blocco del gruppo di
celle selezionate, che funziona solo se
si è scelto di proteggere il documento
col comando "protezione" del menù
"strumenti".
Va detto che ogni impostazione
data ad un gruppo di celle, anche se
vuote, rimane in esse memorizzata fin¬
ché non si sceglie esplicitamente di
rimuoverla; così se una cella è configu¬
rata per visualizzare date, qualsiasi
numero immetteremo successivamen¬
te verrà convertito di conseguenza. Il
menù "formato celle" non è, quindi,
solo un mezzo per adattare il foglio di
lavoro, ma anche uno strumento infor-
Quattro modi diversi in cui le funzioni grafiche di Excel permettono di rappresentare gli stessi dati.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
113
Hobw usarci
Excel 97
Con la barra appo¬
sita si può visua-
Urtare l'elenco
delle componenti
del grafico e sele¬
zionarne una per
eventuali modifi¬
che
mativo per
visualizzare le
caratteristiche
precedente-
mente impo¬
state.
Altre
gKu4ttr< lrs»!*a famulo SUuiurW ’j/évo hQntrt ’
a e
Famulo S'irne™ grafico FiQMtra J
“1 D 1 F “
Produzion
464,81
■138.$9
118.20
387,34
645.57
tecniche
di formattazione
Per i più indolenti o indecisi, Excel
mette a disposizione una modalità di
formattazione automatica. Per attivarla
è sufficiente selezionare la porzione di
foglio da formattare e scegliere "for¬
mattazione automatica" dal menù "for¬
mato"; a questo punto basterà decide¬
re lo stile preferito dall'elenco e il pro¬
gramma farà il resto, sempre che i
zato nell'elenco e agendo sulle voci
"numero", "allineamento", "caratte¬
re" e cosi via, si potrà decidere di
applicare solo alcune caratteristiche
alle celle selezionate.
Dai dati ai grafici
Una delle principali funzionalità di
ogni foglio elettronico che si rispetti è
la possibilità di riassumere i dati nume¬
rici in grafici di ogni genere. Excel faci-
N*tom«u«r« llcAOi vjluwwjUtflo, qukx* I cw Ut»*
»*•» rrv**• Ir»di [>•>(%«, Udau, faè, 1 nom* (faiIle o dUt «dwò*. pofiaorw*
I «rtctn ralla cmafta di modi«4 a Megera I pulwrt»» dradarato.
Aj Jj oj ro|Gj ejoj
3
Alunno:
Aflestr»
&|0ata|
&|Om|
w
Con questa finestra si regolano con semplicità le intestazioni che compariranno a
sinistra, al centro e a destra di ciascun foglio
nostri dati
siano incolon¬
nati come la
più standard
delle tabelle,
con le intesta¬
zioni sulla
prima riga e
cosi via
Il comando
"stile" del
menù formato
permette di
memorizzare
una sequenza di
impostazioni
usando nomi da richiamare al momen¬
to opportuno. Uno stile è, quindi, un
insieme di caratteristiche del menù for¬
mato celle che può essere salvato per
usi successivi. Definire un nuovo stile
è semplicissimo: una volta digitato un
nome nella apposita casella della fine¬
stra di dialogo, basterà fare clic sul pul¬
sante "modifica" per trovarsi nel con¬
sueto menù "formato celle", dal quale
è possibile fare tutti gli aggiustamenti
necessari. Un clic su "aggiungi"
memorizzerà il nostro stile personaliz¬
lita questa operazione offrendo una
completa procedura di autocomposi¬
zione, alla quale si accede con un pul¬
sante sulla toolbar o scegliendo "grafi¬
co" dal menù "inserisci", che guida in
tutte le fasi di generazione di un grafi¬
co a partire da una tabella.
Esistono due approcci all'autocom-
posizione di un grafico: la prima consi¬
ste nell'attivare la procedura e seguir¬
ne le indicazioni per specificare le
coordinate dei dati da rappresentare,
mentre la seconda, spesso più como¬
da, prevede che l'autocomposizione
venga fatta partire solo dopo aver sele¬
zionato l'area del foglio che contiene i
valori e le rispettive etichette di cui si
desidera tracciare il grafico.
In entrambi i casi le serie di valori
devono essere raggruppate in righe e
colonne, non necessariamente conti¬
gue, tenendo presente che più sempli¬
ce sarà l'organizzazione della tabella
dei dati, più immediata sarà la defini¬
zione della procedura.
La prima scelta da effettuare è quel¬
la del tipo di grafico desiderato.
Naturalmente la selezione andrà effet¬
tuata tenendo conto anche del tipo e
della quantità dei dati da rappresenta¬
re; ad esempio, ha poco senso cercare
di rappresentare due o più serie di
valori con un singolo grafico a torta.
Premesso che Excel permette di cam¬
biare idea in qualsiasi momento, i gra¬
fici a barre e ad area possono essere
impostati anche per visualizzare le
serie successive alla prima come
somma delle precedenti, quelli a
dispersione sono utili per confrontare
serie di valori legate da relazioni di
causa-effetto, i grafici a radar dispon¬
gono i valori in modo radiale rispetto a
un origine comune, quelli ad anello
funzionano come i grafici a torta ma
permettono di confrontare più serie,
mentre quelli tridimensionali hanno
soprattutto una valenza estetica.
Oltre ai tipi standard Excel offre
un'ampia scelta di tipi personalizzati,
tra i quali il piu utile è probabilmente
quello logaritmico, che permette di
apprezzare anche minuscole variazioni
nei valori ed è molto usato in ambito
scientifico.
Deciso il grafico che si desidera
creare, con un clic su "avanti" l'auto-
composizione procede mostrando
un'anteprima e domandandoci se le
serie di dati sono disposte per righe o
per colonne, inoltre la linguetta "serie"
permette di dare un nome a ciascun
gruppo di valori e di verificare la corret¬
tezza degli intervalli scelti per i dati e le
etichette. A questo proposito va nota¬
to che gli intervalli possono essere
selezionati direttamente sul foglio,
usando l'apposito pulsante posto
accanto ad ogni casella di immissione,
o specificati digitandone le coordinate,
avendo cura di utilizzare anche il riferi¬
mento al foglio scelto e il carattere
"$" che individua indirizzi assoluti, sui
quali ci soffermeremo nei prossimi
numeri di MC.
Avanzando ancora con l'autocompo-
sizione si accede ad una schermata,
114
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
[coinè utàrè».
Excel 97
Le interruzioni di pagina possono essere adattate scegliendo "anteprima interruzioni" dal menù "visualizza "
che può variare leggermente a secon¬
da del tipo di grafico scelto, che per¬
mette di definire una serie di caratteri¬
stiche di visualizzazione come tracciare
o meno le griglie e includere le etichet¬
te o la legenda.
L'ultima fase prevede che si scelga
una posizione per il nuovo grafico:
come riquadro riposizionabile all'inter¬
no di un foglio preesistente o come
immagine a tutta pagina in un nuovo
foglio, da aggiungere appositamente
alla cartella di lavoro. In entrambi i casi
il grafico sarà un'entità dinamica, ovve¬
ro varierà ad ogni mutamento nei dati
di origine.
Naturalmente, se si ha fretta, si può
terminare l’autocomposizione in qual¬
siasi momento con un clic sul pulsante
"fine", terminando l’operazione con
impostazioni di default, che potranno,
comunque, essere adattate successi¬
vamente.
Una volta creato il grafico si potrà
intervenire per cambiarne le caratteri¬
stiche in molti modi, sfruttando il
menù contestuale attivabile col tasto
destro del mouse. L'unica difficoltà è
rappresentata dal gran numero di
oggetti di cui è composta l’area del
grafico, il che rende poco agevole indi¬
viduare e selezionare proprio l’elemen¬
to che si vuole modificare. Lo strumen¬
to migliore per svolgere questa opera¬
zione è probabilmente la barra del gra¬
fico, attivabile o disattivabile dal menù
"visualizza" col comando "barre degli
strumenti/grafico”; questa barra preve¬
de una casella apposita per navigare
tra oggetti come le griglie, le serie di
dati, l'area del tracciato e cosi via,
affiancata ad un pulsante per visualiz¬
zare le opzioni di modifica specifiche
dell'elemento scelto. Un altro modo
per selezionare gli oggetti con il massi¬
mo dettaglio è usare i tasti freccia
dopo aver cliccato sul grafico: sposta¬
menti verso l'alto o il basso permetto¬
no di individuare a rotazione le aree
principali, mentre le frecce destra e
sinistra selezionano anche le singole
voci di una legenda o le diverse barre
di un istogramma.
La stampa
Stampare con un foglio elettronico è
una procedura alquanto diversa da
quella necessaria ad un comune word
processor. Le differenze sono legate
alla dimensione dell'area di un foglio di
Excel che, se stampato per intero,
richiederebbe di rappresentare su carta
tutte le 16.777.216 celle di cui è com¬
posto. L'area di stampa necessaria alla
maggior parte dei documenti sarà solo
una piccola porzione non vuota del
foglio di lavoro che, in molti casi, il pro¬
gramma è in grado di individuare auto¬
maticamente effettuando, inoltre, una
corretta divisione in pagine. La gestio¬
ne della stampa può essere effettuata
tramite la visualizzazione in anteprima,
che parte premendo l'apposito bottone
sulla toolbar e mostra le pagine cosi
come usciranno dalla stampante men¬
tre una serie di pulsanti permettono di
impostare il driver della stampante, di
visualizzare e regolare i margini e di
aprire la finestra "imposta” e la visua¬
lizzazione "anteprima interruzioni di
pagina". La finestra "imposta" per¬
mette, tra l'altro, di organizzare l'ordine
di divisione delle pagine, in verticale o
orizzontale, secondo l'esempio
mostrato con un clic sulla linguetta
"foglio", di scalare le dimensioni del
foglio per adattarle al numero di pagine
desiderato e di aggiungere e persona¬
lizzare l'intestazione e il piè di pagina
del documento. Quest’ultima funzione
è organizzata in tre distinte caselle
sormontate da una serie di pulsanti; le
caselle conterranno le parti dell’inte-
stazione/piè di pagina che devono
apparire a sinistra, al centro o a destra
di ogni foglio, mentre i pulsanti facilita¬
no l'inserimento del codice col quale
Excel capisce di dover aggiungere
data, ora, numero di pagina e nome
del documento da stampare.
L'"anteprima interruzioni di pagina"
è invece un utile strumento per capire
come Excel effettua la divisione del
nostro documento per predisporlo alla
stampa. Si tratta di una visualizzazione
rimpicciolita di una buona porzione del
foglio in cui le zone riconosciute come
da non stampare appaiono grigie e le
linee orizzontali e verticali di divisione
tra le pagine sono ben evidenziate e
possono essere spostate con il
mouse. Tali linee appariranno poi nella
normale visualizzazione del foglio
come esili tratteggi.
Appello conclusivo
Vorremmo concludere questa pun¬
tata di "come usare" con un appello
all'uso del colore e della grafica anche
nei rigorosi documenti di bilancio. Una
maggiore attenzione all'aspetto di
modulistica e stampati non è vanità
ma migliora la leggibilità e la chiarezza
del lavoro svolto, rendendo più piace¬
vole anche lavorare con i numeri.
Naturalmente se siete daltonici fatevi
consigliare da un amico per gli acco¬
stamenti. «e
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
115
Registriamo l'audio con il portatile (c,. , 1 ^ ‘
Nel portatile Acer lo slot per schede PCMCIA e situato sul lato destro della
macchina, proprio vicino alle prese audio
Tramite una interfaccia SCSI su scheda PCMCIA, come duella raffigurata la
SlimSCSI 1480A prodotta dalla Adaptec, possiamo collegare al nostro portati¬
le masterizzatoti SCSI esterni o dispositivi come Iomega Zip o Jaz, per l'inter¬
scambio dei dati con altri computer
Gli appassionati di registrazione audio
esistono da tempo immemore, fin da
quando fu messo in commercio il primo
registratore Ricordo ancora la gioia im¬
mensa che ebbi quando mio padre, ad
un compleanno lavró avuto
si e no IO anni) mi regalò il
mio primo registratore, un
Europhon portatile a cas¬
sette. ovviamente monofo¬
nico. Ricordo che la cosa
più divertente non era sen¬
tire le cassette che 'trafu¬
gavo' dalla macchina di
mio nonno, appassionato
quanto me di musica Iper
inciso lui una volta si fece
montare sulla sua ’Fiesta‘
un autoradio quadrifonica
della Voxon, che funziona¬
va con le Stereo 8, ma non
trovò mai in commercio le
registrazioni quadrifoni¬
che) La vera cosa diver¬
tente era registrare Regi¬
strare di tutto, non solo
musica. E cosi ricordo che
piazzavo il microfono al
centro della tavola e regi¬
stravo quello che ci diceva¬
mo durante il pranzo, oppure registravo i
suoni della pioggia e dei temporali, il ma¬
re. oppure i canti stonati delle mie sorel¬
line. Un mio amico registrò, con uno dei
primi DAT portatili, i suoni della metro¬
politana e io stesso mi sono riscoperto
appassionato di registrazione quando,
per non perderli nella memoria, ho preso
a registrare i primi vagiti di mio figlio, na¬
turalmente con un DAT Sony ed un mi¬
crofono stereofonico di elevata qualità
(ho registrato in seguito alcuni suoni di
campagna, tra cui quelli dei campanacci
di una mandria di mucche che pascola¬
vano incredibile! risentendo la registra¬
zione sembrava di avere le mucche li da¬
vanti a qualche decina di metri; la spa-
ziahta e la pulizia della registrazione era¬
no incredibili, e non prendetemi per mat¬
to...).
Gli appassionati di registrazione chia¬
ramente non catturano solamente rumo¬
ri di uccellini o di elicotteri, ma anche so¬
prattutto quelli di strumenti musicali, Co¬
nosco un'infinità di persone che appena
possono prendono la loro bella valigetta
carica di DAT. nastri e microfoni, e van¬
no a registrare qualche concerto. Tanto
tempo fa. per raggiungere risultati accet¬
tabili, era necessario dotarsi di un in¬
gombrante registratore a bobine: quelli a
cassette non hanno mai avuto successo
in questo campo a causa della scarsa
qualità che avevano, a parte il Walkman
Professional della Sony.
L'avvento del DAT, ed
in particolare del DAT por¬
tatile, ha fornito un nuovo
impulso alla registrazione
amatoriale Al giorno d'og¬
gi basta un piccolo DAT, e
un buon microfono ste¬
reofonico per raggiungere
risultati di eccellente qua¬
lità.
Una volta che si ha su
cassetta DAT il prezioso
programma musicale, di
solito è conveniente por¬
tarlo su CD, per vari motivi:
innanzitutto perché cosi
sarà possibile regalare ad
altre persone la nostra re¬
gistrazione senza che que¬
ste siano obbligate ad ac¬
quistare un DAT, secondo
poi perché è conveniente
farne una copia di sicurez¬
za nel caso si rovinasse la
cassetta, che è sempre un nastro, ricor¬
diamoci, e quindi e soggetto ad una usu¬
ra maggiore nel tempo.
Come un DAT ma
molto più versatile
Per registrare su CD il risultato della
nostre fatiche ci si deve dotare o di un
registratore audio CD-R, ne esistono tan¬
ta connessione dei dispositivi USB come la SONICport e semplicissima basta inserire,
a computer acceso, il connettore nell apposita presa; il computer si accorge allora del
collegamento e canea i driver della nuova periferica da disco Da notare che é possibile
utilizzare piu dispositivi USB avendo a disposizione una sola presa semplicemente scon¬
nettendone uno ed inserenoo l'altro il computer si accorge del cambiamento di confi¬
gurazione e attiva i driver necessari
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
117
C £(ti=»ìcl«»' Registriamo l'audio con il portatile
delle registrazioni fatte da professionisti.
Ad esempio sarà possibile dare brillan¬
tezza ad un brano un po' cupo interve¬
nendo sulle alte frequenze, oppure cor¬
reggere in parte un errato posizionamen¬
to dei microfoni intervenendo sulla spa¬
zialità. Certamente è sempre possibile
registrare con un DAT e poi acquisire i
dati audio sul computer per le successi¬
ve elaborazioni. Ma c'è da notare che in
questo caso bisogna impiegare del tem¬
po per l'acquisizione, mentre se regi¬
strassimo direttamente nel computer i
dati sarebbero già bell'e pronti.
Bene, abbiamo deciso di utilizzare un
La WaMi Box va collegata al
computer per meno di una sche¬
da PCMCIA alla quale si connette
un cavo che va inserito in una ap¬
posita presa presente sullo scato-
lotto esterno.
ti in commercio, a partire
dai modelli economici della
Philips, oppure acquisire
tutto con un computer e
masterizzare.
La seconda strada è si¬
curamente la più intrigante,
anche se più complessa; una volta che i
nostri dati audio sono nell'hard disk del
computer sarà possibile modificarli, uti¬
lizzando programmi di elaborazione au¬
dio, oppure creare compilation di brani
ecc. Proprio l'elaborazione è la fase che
ci consente di dare alle nostre registra¬
zioni quel qualcosa in più che è proprio
computer per registrare il nostro pro¬
gramma musicale. Certamente sarà pos¬
sibile utilizzare il desktop che abbiamo in
casa, ma in questo caso dobbiamo do¬
tarlo di un ingresso e una uscita audio di
elevata qualità, ed in più una volta confi¬
gurato e installati i programmi, sarà ne¬
cessario trasportarlo sul luogo del "mi¬
sfatto'. Bisognerà
trasportare anche il
monitor, la tastiera,
il mouse, e portare
una ciabatta per i
collegamenti alla
WaveLab. della tedesca
Steimberg, è un pro¬
gramma per l'editing au¬
dio estremamente po¬
tente Oltre alle consue¬
te trasformazioni, come
aggiunta di eco, riverbe¬
ro. conversioni di forma¬
to tra file ecc. ha la pos¬
sibilità di essere aggior¬
nato mediante plugm,
che gli consentono di
operare una sconfinata
serie di trasformazioni
sul segnale.
Con l'equalizzatore parametrico di WaveLab pos¬
siamo intervenire con una precisione maggiore di
quella ottenibile da un equalizzatore parametrico
analogico
220. Insomma un bel po' di lavoro.
Un computer portatile è invece l'idea¬
le. è piccolo, leggero, facilmente traspor¬
tabile, incorpora sia lo schermo che il
mouse che la tastiera, e ad esso è possi¬
bile collegare ogni sorta di dispositivo,
anche un recorder CD-R per la masteriz¬
zazione finale.
L'acquisizione
dell'audio
Il portatile, rispetto ad un computer
fisso, ha anche un altro vantaggio: che è
praticamente obbligatorio utilizzare dispo¬
sitivi per l'acquisizione audio esterni. Cer¬
to, è sempre possibile impiegare gli in¬
gressi audio propri del notebook, ma solo
se questi sono di elevata qualità, altri¬
menti si rischia di compromettere una
buona registrazione per le non buone ca¬
ratteristiche dei circuiti di conversione
Utilizzando dispositivi esterni si è innanzi¬
tutto sicuri della loro qualità, e poi in que¬
sti sistemi, proprio perché esterni, i con¬
vertitori sono al riparo da tutte le interfe¬
renze che troviamo all'interno del cabinet
e che sono responsabili della scarsa qua¬
lità delle normali schede audio.
Proprio per questo ci siamo orientati a
dispositivi esterni che si interfacciano
con il computer non in maniera tradizio¬
nale, ma tramite la porta USB o l'impie¬
go di schede PCMCIA.
Di tali sistemi, DATport, SONICport e
WaMi Box troverete una accurata de¬
scrizione nelle prossime pagine della rivi¬
sta. Possiamo qui dire che DATport è
una interfaccia di acquisizione audio to¬
talmente digitale, con connessioni
S/PDIF, ed è quindi sprovvista di conver¬
titori analogico/digitali e viceversa. Le al¬
tre due interfacce SONICport e WaMi
118
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
~m-i .' i »i«« i >» i»i ■ i nr »j
assi » * a !T— — B-r— -1
*••«♦4 »»
Ecco WayeLai) a/ 'avero Con tre plugm, in questo caso Reverb, un generatore
di riverbero, Stereo Espander, un espansore dell'immagine sonora, e Puncher.
un compressore/espansore di dinamica, siamo rivitalizzando una registrazione
un po' spenta, naturalmente tutto in tempo reale
Cool Edit 6 un programma di editing audio shareware di costo contenuto che
permette di operare sui file audio con una nutrita sene di trasformazioni e fil¬
tri Da notare i misuratori di livello di ingresso estremamente precisi, veloci e
leggibili, utilissimi durante la registrazione per rimanere lontani dalla saturazio¬
ne degli ingressi
Box incorporano invece entrambe con¬
vertitori a 20 bit di elevata qualità e sono
quindi ideali per l’acquisizione diretta-
mente da microfono. Se invece si è de¬
cisi a non scendere a compromessi sarà
necessario dotarsi di un convertitore A/D
esterno, magari a 24 bit, dato che l’inter¬
faccia digitale S/PDIF li supporta, un
preamplificatore microfonico e due mi¬
crofoni professionali. In questo caso la
bontà della registrazione dipenderà sola¬
mente dalle caratteristiche dei microfoni
e del convertitore A/D esterno, oltre che
dalla disposizione dei microfoni e dall'a¬
custica della sala.
I programmi
per registrare
Basterebbe il solo Registratore di Win¬
dows per acquisire il nostro programma
audio. Utilizzando questo programma
però non avremo la possibilità di monito-
rare il livello del segnale in ingresso, cosa
essenziale se si vuole stare lontani da
ogni pericolo di saturazione degli ingres¬
si Personalmente mi trovo benissimo
con Cool Edit, un programma editor au-
dio shareware, prodotto dalla Syntrillium
Il www syntrillium.coml che tra le altre
cose ha due misuratori del livello di in¬
gresso a barra molto grandi e precisi; gra¬
zie alla loro velocità, ed al fatto che ripor¬
tano il picco massimo raggiunto dal se¬
gnale, sono utilissimi per non saturare gli
ingressi del computer mantenendo in
ogni caso il livello di registrazione alto co¬
si da avere una elevata dinamica del se¬
gnale. Con la WaMi Box viene fornito un
programma Mixer che presenta tra l’altro
dei bei level meter a LED e che possono
essere utilizzati con profitto.
Durante la registrazione è bene tenere
aperta solo l'applicazione che si utilizza
per registrare. Sarebbe infatti molto fru¬
strante aver perso anche pochi attimi di
musica perché è partito lo Screensaver
oppure perché Windows ha deciso che
era necessario attivare qualche task sen¬
za avvertirci. Tra l'altro, nel caso di regi¬
strazioni continue di una certa durata, tali
da occupare più spazio di quello presente
nella RAM del computer, quest'ultimo
sarà obbligato a fare swap sul disco di si¬
stema e se a questo aggiungete qualche
altro programmino aperto che accede an-
ch'esso al disco ecco che la probabilità di
avere secondi di segnale persi aumenta¬
no. Attenzione, non voglio assolutamen¬
te essere disfattista, ma dico questo solo
per avvertirvi che è necessaria molta at¬
tenzione per fare buone registrazioni,
molta di più di quella necessaria per una
corretta masterizzazione.
I programmi
per elaborare
Una volta che la nostra bella registra¬
zione è memorizzata sull'hard disk, la
prima cosa che dobbiamo fare è di me¬
morizzarla su un supporto stabile, ad
esempio un CD-ROM, in maniera di ave¬
re subito una copia di sicurezza. C‘è da
notare poi che se in futuro fossero in
commercio dei programmi ancora più
avanzati di quelli attuali, possiamo in
ogni momento prendere la registrazione
originale e rielabo¬
rarla con i nuovi pro¬
grammi.
Una volta creata
la copia di sicurezza
possiamo dedicarci
all'editing e alla mo¬
difica dei nostri dati.
A meno che non sì
voglia appositamen¬
te creare qualcosa
di insolito, oppure
Cool Edit mette a dispo¬
sizione anche una fine¬
stra dove viene riportata
l'analisi spettrale del se¬
gnale in ingresso, visua¬
lizzata in tempo reale.
MCmicrocomputern. 200 - novembre 1999
119
i, S -cfeia Registriamo l'audio con il portatile
Tramile l'equalizzatore interno di Cool Edil possia¬
mo correggere alcuni diletti della registrazione co¬
me una carenza di note alte Da notare che le tra¬
sformazioni vengono realizzate con filtri digitali e
quindi sono estremamente precise
Per usare il dispositivo audio esterno con Cool Edit
sarà necessario selezionarlo dalla lista di quelli di¬
sponibili come driver audio di Windows.
Cool Edit presenta una caratteristica molto interes¬
sante il riduttore di fruscio incorporalo. Tramite
questo potremo recuperare registrazioni con molto
soffio, come quelle da dischi in vinile o da nastri.
se non sia una situazione dawero dispe- il proprio portatile di una interfaccia Se¬
rata, è buona norma intervenire il meno SI, come quella in fotografia, basata su
possibile sui brani, è meglio ad esempio
avere una registrazione con un po' di fru¬
scio piuttosto che una senza fruscio ma
dove il riduttore di rumore ha mangia¬
to via anche una parte del segnale
musicale. In pratica le operazioni
che andremo a fare (sempre che
decidiamo di farle) devono esse¬
re le più indolori possibili. Sarà
possibile ad esempio dare
brillantezza ad una regi¬
strazione un po' carente
nella alte frequenze, ma
occhio a non esagerare
con l'equalizzatore.
Di programmi speci¬
fici per l'elaborazione
audio ce ne sono molti,
da segnalare sicuramente il
solito Cool Edit, shareware, dal
costo attorno alle 100,000 lire, fino
ai vari WaveLab e SoundForge, dal
costo superiore al milione Ognuno di
questi programmi ha delle sue caratteri¬
stiche che sarebbe troppo affrettato de¬
scrivere ora (mi riprometto di presentare
uno speciale su MC al più presto), co¬
munque tutti consentono di modificare
pesantemente il suono mediante l'appli¬
cazione di algoritmi propri dell'elabora¬
zione dei segnali. Normalmente si può
intervenire con equalizzatori per enfatiz-
Frisby
e un maste-
nzzatore della Waitec che si collega al computer
tramite I interfaccia USB Appare ideale quindi per
l'utilizzazione con computer portatili, ai quali assi¬
cura una velocità in lettura di 32* e in scrittura ti-
scrittura di 4*
una schedina PCMCIA, al¬
la quale
colle-
zare o al contrario attenuare una deter¬
minata banda di frequenze, filtri per ta¬
gliare parte del segnale audio dove fos¬
se necessario, elaboratori della dinami¬
ca, come compressori o espansori, ridut¬
tori di rumore ed elaboratori della scena
sonora. Con le ultime versioni dei pro¬
grammi, ed in particolare con tutte quel¬
le che utilizzano la tecnologia DirectX è
possibile operare le modifiche mentre
se ne sente l'effetto in tempo reale, e
questo è oltremodo comodo proprio per¬
ché cosi si è sicuri del risultato ottenuto
senza un dispendio inutile di tempo.
La registrazione finale
Una volta elaborato e modificato il
brano come voluto, basterà masterizzar¬
lo su CD-R per distribuirlo ai propri amici
La tecnologia offre diverse soluzioni in
questo caso, una, quella più banale è di
collegare il portatile ad un fisso contente
un masterizzatore e trasferire i dati audio
su quest'ultimo (da notare che il trasferi¬
mento tramite porta parallela, ad esem¬
pio con LapLink, è molto più veloce del¬
l'acquisizione di segnale audio, e quindi
si ha un notevole risparmio di tempo)
oppure, cosa molto più elegante, dotare
gare un masterizzatore fisso, oppure, co¬
sa ancora più elegante, dotarsi di un ma¬
sterizzatore per portatili, come il nuovis¬
simo Frisby della Waitec oppure l'ultimo
nato in casa HP, entrambi con connes¬
sione USB.
La prova dettagliata di questi disposi¬
tivi sarà l'argomento di un articolo sui
prossimi numeri.
Conclusioni
Abbiamo visto come sia conveniente
registrare programmi audio, specialmen¬
te dal vivo, non solamente con i soliti
strumenti usati finora, e cioè registratori
a bobine o DAT, ma anche con un com¬
puter, in special modo portatile La tec¬
nologia offre al giorno d’oggi apparecchi
di elevata qualità a costi estremamente
contenuti. Nelle prossime pagine trove¬
rete una mimprova dei computer utilizza¬
ti e la prova completa delle due interfac¬
ce utilizzate per l'acquisizione dell'audio.
Nei prossimi numeri di MC troverete
una panoramica dei programmi di editing
audio più diffusi e uno speciale sulla ma¬
sterizzazione, sempre con computer por¬
tatili. Buona lettura.
120
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
Registriamo l'audio con
portatile (sj^p*)
Due portatili per
registrare l'audio
I computer utilizzati per le nostre prove
di registrazione audio sono due;
il primo lo avete già incontrato sul numero
scorso, si tratta infatti dell'Asus 8300,
mentre il secondo è un computer portatile della
Acer. Vediamo brevemente
le caratteristiche dei due computer, in particolar
modo quelle che possono
esserci utili per la registrazione audio.
Asus M8300
Questo bellissimo notebook Asus
appartiene alla nuova serie 8000, nata
per gli utilizzatori che vogliono una mac¬
china potente, veloce, affidabile e mol¬
to versatile. La velocità è assicurata dal
processore Intel Pentium II a 366 MHz
ed è sufficiente per la maggioranza del¬
le applicazioni tradizionali. Per le appli¬
cazioni audio, il Pentium II a 366 MHz
assicura una buona velocità di elabora¬
zione che ci consente di non avere
ASUS M8300
tempi di attesa ecces¬
sivi per l’applicazione
di un filtro o di un ef¬
fetto. Il computer è
piuttosto leggero, an¬
che se non leggerissi¬
mo, e questo ci con¬
sente di non 'appesan¬
tire" troppo la borsa dei
nostri "attrezzi di registrazione".
La dotazione hardware è di elevato li¬
vello: 96 megabyte di memoria centra¬
le e un hard disk da 6 giga, ultra DMA
33, I 96 megabyte di RAM ci permetto¬
no di trattare la maggioranza dei brani
musicali mantenendoli completamente
in memoria, con conseguente maggio¬
re velocità di elaborazione. Una norma¬
le canzone della durata media di 3-4 mi¬
nuti occupa infatti circa 30-40 megaby¬
te (se campionata a 44.1 kHz e 16 bit).
Con 96 mega, o meglio 128 megabyte,
il computer ha abbastanza spazio per
mantenere in memoria sia l'intera can¬
zone che una sua completa elaborazio¬
ne, evitando di swappare i dati sull'hard
disk, e questo velocizza moltissimo il
Produttore:
ASUSTEK
Distributori:
Athena Informatica Via alla Costa, <1 17047
Vado Ligure ISV) Tot 019.216 091 - n.verde
800-378771 - Fax 0192 160 029 - www alba¬
na II. Executive Via Elettrochimica. 40
23900 Lecco Tel 03 412.211 n.verde 800-
826173-Fax 0341 221.601 -
www.executivo.it Frael - V del Roseto, 50
60010 Bagno a Ripoli (FI) - Tel 055.696 476 -
n.verde: 800-671390 - Tel 056 696.289
www.trael.it Microtek - Via Campo nell'Elba.
27 - 00138 Roma - Tel 06.88.643 303 - Fax
06 88 643 359 - mww mifinmi n
Prezzo (IVA esclusa)
L. 4.990.000
Caratteristiche tecniche
CPU: Intel/Pentium II Dixon uPGA 366. Chipset: Intel 440 MX. RAM (Mbyte): installata
96; massima 160 S-DRAM. Memorie di massa: FDD, CD-ROM, DVD-ROM, 2°HDD inter¬
cambiabile con il PortDock. Hard disk: 2.5" (9.5 mm) IDE/ 6,4 GB Ultra DMA/33 con tec¬
nologia S.M.A.R.T. Lettore CD-ROM: unità removibile 5.25"ATAPI 24 X. Interfacce pre¬
senti: porta USB, porta infrarossi, porta parallela EPP/ECP D-sub a 25 pin, porta seriale
16550 UART D-sub a 9 pin, porta VGA Mini D-sub a 15 pin per monitor esterno, connetto¬
re PortDock (Docking Station). Scheda video grafica: SMI 710 2D VGA 128 bit, 4 MB,
1024 x 768, 64k colori Display: matrice attiva TFT, diagonale 13,3", massima risoluzione
1024 x 768 64k colorì Scheda Audio: stereofonica incorporata AC'97, effetti sonori 3D,
Audio Full Duplex. Batterie: a Ioni di litio 3300 mA/H. Autonomia dichiarata: 3-5 H Di¬
spositivo di puntamento: touchpad Modem: incorporato V 90.
NOTE: funzionalità Dual Independent view (possibilità di visualizzare simultaneamente ap¬
plicazioni distinte su display LCD e monitor esterno) Software in bundle oltre Win¬
dows: Microsoft Works, Works Suite Ó99, Office 2000 in opzione
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
121
' ir ctjj*) Registriamo l'audio con il portatile
Lateralmente troviamo sia la porta USB che l'alloggiamento per una scheda Le prese audio sono poste anteriormente, in prossimità della parte centrale e
PCMCIA, utile per il collegamento di periferiche come la WaMi Box o schede sono realizzate con i consueti mini jack stereoionici
audio PCMCIA professionali
processamento dei dati audio (o me¬
glio, è lo swap sull'hard disk che lo ral¬
lenta enormemente),
Tra le altre caratteristiche c'è il bellis¬
simo schermo TFT da 12,5 pollici, lumi¬
nosissimo e ben definito, abbastanza
grande per poter tenere aperte varie fi¬
nestre contemporaneamente, cosa ne¬
cessaria quando si lavora ad esempio
coni programmi di editing, che dispon¬
gono di solito di numerose finestre indi-
pendenti, una per ogni funzione, oppu¬
re quando si voglia intervenire sul suo¬
no con diversi programmi contempora¬
neamente.
Le caratteristiche
audio
I computer portatili soffrono purtrop¬
po della scarsa qualità degli altoparlanti
incorporati. Un qualsiasi driver progetta¬
to per essere inserito all'interno di un
computer portatile, a causa delle ridotte
dimensioni e della mancanza di un ade¬
guato carico acustico nella parte poste¬
riore, non potrà mai competere con un
paio di casse separate, anche se di infi¬
ma qualità. Considerando poi che gli al¬
toparlanti che dovremo necessariamen¬
te collegare al nostro computer ci ser¬
vono a monitorare il suono, cioè ad ac¬
corgerci se il brano è stato registrato
correttamente oppure se gli effetti da
noi aggiunti hanno portato al risultato
che ci aspettavamo, è lampante che
non potremo collegare le solite casset-
tine per computer, ma un impianto hi-fi
'vero', con tanto di amplificatore. Trala¬
sciamo quindi di commentare la qualità
degli altoparlanti incorporati nel portati¬
le e concentriamoci invece sulla dota¬
zione di prese di ingresso/uscita. Come
in ogni computer che si rispetti, anche
in questo caso le prese sono realizzate
con mini jack stereo, poste anterior¬
mente. in prossimità del TouchPad.
Il computer inoltre è dotato sia di
uno slot per schede PCMCIA, al quale
potremo collegare il WaMi Box, e una
porta USB, posta lateralmente, utile per
collegare periferiche audio come la SO-
NlCport, o DATport.
Acer
TravelMate 333T
Il portatile Acer appartiene alla fami¬
glia dei notebook slim, cioè extrapiatti
In soli 2,5 cm di spessore (il notebook
Asus è spesso invece 3,5 cm) troviamo
un computer completo, leggerissimo
(poco più di 1,5 kg) e molto potente. Il
rovescio della me¬
daglia è che, per
motivi di spazio, nel
computer non sono
inseriti il drive per il
floppy oppure il let¬
tore CD-ROM, che
invece sono allog¬
giati in un contenito¬
re a parte, collegato
al computer per
mezzo di un apposi¬
to cavo.
Il computer è
molto potente: il
processore adottato
è infatti (nel modello
in prova) un Pen¬
tium Il a 400 MHz,
mentre la memoria
è di 64 megabyte. Il
computer è equi¬
paggiato con un
hard disk veloce, ul¬
tra DMA 33 da 6,2
Acer TravelMate 314T
Produttore e distributore:
Acer Computer Spa
www.acer.r
Tel. 039/6842287
Prezzo (IVA esclusa)
TravelMate 333T. 64 MByte RAM, 6.4 GByte
HDD, CD-ROM ostomo 74», modom interno
66K L 6.790.000
giga, che consente tranquillamente di
registrare molte ore di programma au¬
dio a 16 bit 44.1 kHz e ha ancora spazio
per le eventuali elaborazioni
Lo schermo è un bellissimo matrice
attiva da 12 pollici, senza difetti appa¬
renti, e dotato di ottima luminosità. An-
122
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
Registriamo l'audio con
portatile (j
Sul pannello posteriore troviamo le prese per il modem, l'alimentazione, la tastiera esterna, la porta USB, la
stampante, la porta seriale e l'uscita per monito esterno.
che in questo caso la grandezza dello
schermo (che equivale quasi a quella di
un 15 pollici CRT) e soprattutto la sua
nitidezza, indipendente dalla risoluzione
e dalla frequenza di refresh del quadro,
ci consentono, come nel caso del note¬
book Asus, di lavorare con una risolu¬
zione di 1024x768 e quindi di avere
molto spazio per tenere aperte molte fi¬
nestre o molte applicazioni contempo¬
raneamente. Tra le caratteristiche ge¬
nerali troviamo molto comodo il Touch-
Pad Synaptics, le cui proprietà sono
modificabili attraverso un programma di
controllo.
Caratteristiche audio
Nonostante gli altoparlanti di questo
computer TravelMate siano più grandi
di quelli del notebook Asus, anche in
questo caso non sono di fedeltà suffi¬
ciente da poterli utilizzare per controlla¬
re le nostre registrazioni. Le prese au¬
dio sono poste sul lato destro del com¬
puter; in questo caso la presa di ingres¬
so linea e microfono sono separate.
mentre a quella di uscita è possibile
collegare altoparlanti amplificati oppure
una buona cuffia ad alta impedenza.
La presa USB per il collegamento al¬
la SONICport è posta nella parte poste¬
riore, mentre lo slot per schede PCM¬
CIA è sul lato destro.
La potenza del processore e la velo¬
cità e capienza dell'hard disk rendono
questo computer ideale per la registra¬
zione dell'audio.
»I c—» I|
Un programma denominato Notebook Manager
consente di verificare e modificare la configurazio¬
ne del computer.
Caratteristiche tecniche
Processore: Intel Pentium II Mobile PE a 400 MHz. Memoria RAM: 64 MB espandibile
fino a 256 MB Hard disk: 6.4 GB. Combo Drive: Floppy Disk e CD-ROM esterni con
connessione dedicata "Easy Link" in dotazione. Modem/Fax: 56K integrato omologato
PTT preconfigurato Display: 12.V STFT (Matrice Attivalcon risoluzione. 800x600 a 16 mi¬
lioni di colori Scheda grafica: AGP - 2.5 MB Video Ram con acceleratore grafico a 256
bit. Utilizzo simultaneo LCD e CRT con funzione "Dual Display" per visualizzare due aree di
lavoro differenti sul display e sul monitor esterno; supporto monitor esterno con risoluzio¬
ne fino a 1024x768 a 16 milioni di colori, Scheda audio: PCI 16 bit compatibile SoundBla¬
ster con altoparlanti e microfono incorporati. Porte di i/o: 1 slot PCMCIA CardBus a 32
bit Tipo II con supporto Zoomed Video, 1 porta seriale 16550, 1 porta parallela ECP, 1 por¬
ta infrarossi (IrDA FIR), 1 porta USB (Universal Serial Bus). 1 porta PS/2 (mouse o tastie¬
ra), 1 porta VGA port, 1 porta IDE Easy Link dedicata per connessione dedicata combo dri¬
ve Batteria: batteria a ioni di litio con autonomia fino a 3 ore; gestione euristica dell'ener¬
gia. Dimensioni: 219x289x23.5 mm Peso: 1.8 Kg
Sulla parte destra troviamo le connessioni audio,
realizzate con i consueti mini iack stereo e lo slot
per la scheda PCMCIA oltre al tasto di accensione
Il lettore CD-ROM e il drive per i floppy sono situati
in un box esterno che si collega al computer me¬
diante un cavo ed un connettore multipolare posto
lateralmente
v«c*S(i2inr<Mt
t e,,
team
I settaggi del TouchPad Synaptics possono essere
modificati mediante un programma apposito, atti¬
vabile dalla Systray di Windows 98
La leggerezza e la portabilità di que¬
sto notebook non ci fanno certo preferi¬
re un computer tradizionale, che di mi¬
gliore può avere solamente il processo¬
re, magari a 550 o 600 MHz, ma che ha
bisogno di un bel bagagliaio per essere
trasportato.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
123
(Sfc^gìcda
Registriamo l'audio con il portatile
Opcode DATPort
e SONICPort
M ultimo di.» I‘i optili ir
^ JU
Adv.tnrml AimImi Piopcili
Opcode DATPort e
SONICPort
Costruttore:
Opcode Systems. Ine • 365 East MiddfoAeld
Road Mountain View. CA 94043 - U S A. -
www.oDcoae.com
Distributore:
Midimusic C.so E. De Nicola. 8 -10128 Tonno
DATPort SONICport
sono due interessantis¬
simi prodotti della ame¬
ricana Opcode (che tra
l'altro è una divisione
della Gibson, la famo¬
sissima casa produttri¬
ce di chitarre), che con¬
sentono di avere in¬
gressi e uscite audio
analogici e digitali me¬
diante una semplice
connessione USB. Co¬
me sappiamo la con¬
nessione mediante Uni¬
versa! Serial Bus sta ri¬
scuotendo sempre più
successo grazie alla
enorme facilità con la
quale si possono colle¬
gare periferiche di qual¬
siasi tipo, dal mouse al¬
lo scanner, dal masterizzatore alla tele¬
camera ecc. DATport e SONICport uti¬
lizzano il bus USB per mettere a dispo¬
sizione del computer, portatile o desk¬
top che sia, ingressi e uscite audio di al¬
ta qualità. In particolare la DATport for¬
nisce un i/o digitale con connessione
elettrica che consente di collegare sor¬
genti con dati digitali fino a 24 bit e fre¬
quenze di campionamento fino a 48
kHz (tipica frequenza di lavoro dei regi¬
stratori DAT), mentre la SONICport
mette a disposizione anche un ingresso
e una uscita analogici.
Utilizzazione
I due prodotti Opcode sono l'ideale
per chi vuole dotare il proprio compu¬
ter, non importa se
portatile o deskop, di
un ingresso e di una
uscita audio di elevata
qualità senza spendere
cifre esorbitanti. Il di¬
spositivo presenta a
mio avviso due impor¬
tanti vantaggi, uno di
carattere tecnico e l'al¬
tro di carattere pratico;
innanzi tutto lo scato-
lotto posto all'esterno
del computer, special-
mente se contiene al
suo interno i circuiti di
conversione, è al riparo
dalle interferenze che
vengono generate dei
circuiti ad alta frequen¬
za aN'interno del cabi¬
net e che sono i princi¬
pali responsabili delle scarse prestazio¬
ni sonore delle schede audio tradiziona¬
li; lo scatolotto esterno consente di
avere inoltre le connessioni a portata di
mano ed è facilissimo quindi collegare
o scollegare dispositivi esterni senza
dover necessariamente distruggersi la
schiena perché le prese audio sono die¬
tro al mimtower sotto la scrivania, tra
una quantità incredibile di cavi, spine e
ir
P vokjnte cortool an Ih* tatfcboi
Profanati d^vcr
! USA AuiÉtT'»»
- Tel 011 31 85 602 - Fax 011 31 86 959
Prezzo (IVA esclusa):
DATporl L 530.000 - Sonicpocl L. 650 000
Sonicport Optical L 650.000,
La SONiCport viene vista da Windows come un
semplice dispositivo audio aggiuntivo. Tramite le
proprietà multimediali possiamo decidere di attiva¬
re o meno le uscite o gli ingressi dell'apparecchio,
cosi come possiamo tarlo dall'interno di un guaisia¬
si programma di registrazione ed editing audio.
Tramite i driver multimediali forniti e possibile sce¬
gliere come configurazione di uscita una tra diver¬
se soluzioni, al pari delle più recenti schede audio
per computer
124
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Registriamo l'audio con il portatile -1 ^
npcmh! USB A., .ko Dovkc Cnnliq vi 5 *MB98 Op T~
schede audio tradizionali, sarà quindi
necessario dotarsi di cavetti adattatori
per poter connettere il dispositivo a sor¬
genti di diverso tipo. Le prese digitali
adottano dei pin RCA standard. Da no¬
tare che esiste una versione della DAT-
port, chiamata DATport Optical, con i/o
digitale ottica TOSLINK. In ogni caso
esistono in commercio degli appositi
convertitori, dal costo contenuto, che
permettono di passare da digitale elet¬
trico a ottico e viceversa, e che posso¬
no venire impiegati ogni volta sia ne¬
cessario.
L’installazione del dispositivo e sem¬
plicissima: basta collegare a computer
acceso il connettore USB e il computer
richiede subito di inserire il disco con i
driver. Una volta installato il software è
possibile usare subito l'interfaccia, ba¬
sta dire a Windows che il device da uti¬
lizzare per l'acquisizione e la riproduzio¬
ne audio è la SONICport o la DATport.
Naturalmente sarà possibile utilizzare
altri dispositivi di acquisizione, anche
contemporaneamente. Tramite un pro¬
gramma di editing e registrazione multi-
traccia, capace di supportare diversi de¬
vice audio, sarà possibile infatti acquisi¬
re sia dalla SONICport che dagli ingres¬
si audio eventualmente già disponibili
nel computer. Da notare che la configu¬
razione interna della scheda può essere
modificata in qualsiasi momento trami-
L interno dei due appa¬
recchi 6 realizzato con
cura Come si vede lo
stampato è uguale e l'u¬
nica differenza é nella
mancanza, nella DAT¬
port, di alcuni chip li con¬
vertitori A/D e D/A) e dei
connettori audio analogi¬
ci
connettori. Oltre al¬
le prese digitali (che
sono le uniche pre¬
senti sulla DATport)
la SONICport forni¬
sce anche una cop¬
pia di prese ste¬
reofoniche analogiche a livello linea. Il
livello e l'impedenza dell'uscita è tale
per cui è possibile collegare diretta-
mente una piccola cuffia, mentre agli
ingressi è possibile collegare diretta-
mente un microfono stereofonico
preamplificato. Sia gli ingressi che le
uscite analogiche adottano dei normali
mini jack stereo, analoghi a quelli delle
McteOow^AoSONlCeo»..
~ coleo, i i m r m jd .
SaiwWRa»
r r r
tmL a- I
Nella dotazione del software troviamo anche un
programma che ci consente di modificare la confi¬
gurazione del sistema, in particolare è possibile
modificare la frequenza di campionamento tra 32.
44 I e 48 kHz e l 'ampiezza dei campioni audio tra
16 e 24 bit.
Caratteristiche tecniche
SONICPort
Connessioni: IN e OUT digitali S/PDIF coassiali su connettori RCA; IN e OUT analogici su
mini jack stereo; Porta USB Risoluzione: A/D e D/A 20-bit; risoluzione dei campioni au¬
dio 16 e 24-bit. Frequenza di campionamento: 32, 44.1 e 48K.
DATPort
Connessioni: IN e OUT digitali S/PDIF coassiali su connettori RCA; Porta USB Risoluzione
dei campioni audio: 16 e 24-bit Frequenze di campionamento supportate: 32, 44 1 e 48K
Sulla parte anteriore dello scatololto esterno trovia¬
mo le connessioni digitali elettriche realizzate con
pin RCA
Nella parte posteriore, oltre al connettore USB tro¬
viamo anche, nel caso della SONICport, la coppia
di prese mini teck per le connessioni stereofoniche
analogiche di ingresso e uscita
te un apposito programmino che ci per¬
mette di scegliere tra tre frequenze di
campionamento e due dimensioni dei
campioni audio.
Conclusioni
La DATport, o la sorella SONICport
sono dispositivi ideali per la registrazio¬
ne audio su computer, sia che si tratti
di sistemi portatili che desktop. La
semplicità d'uso e la versatilità, rendo¬
no questi apparecchi veramente unici. Il
prezzo, date le prestazioni davvero ele¬
vate, anche e soprattutto quelle audio (i
convertitori A/D e D/A della SONICport
sono a 20 bit, mentre gli ingressi digitali
sono capaci di trattare campioni audio a
24 bit) è davvero conveniente, soprat¬
tutto quello della SONICport che con¬
tiene anche i convertitori.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
125
(S[: ocfoio) Registriamo l'audio con il portatile
WaMi Box
Il WaMi Box è il pri¬
mo sistema audio digi¬
tale completo per com¬
puter portatili. Con Wa¬
Mi Box il computer no¬
tebook diventa un com¬
pleto studio di registra¬
zione portatile. Il siste¬
ma è costituito da un
dispositivo esterno e
una scheda PCMCIA.
Lo scatolotto esterno
non è altro che l'inter¬
faccia per gli ingressi
audio e MIDI e contie¬
ne un i/o digitale in
standard S/PDIF ottico
e coassiale, 2 ingressi
e 4 uscite audio analo¬
giche, unóinterfaccia
MIDI, un sintetizzato¬
re/campionatore multi-
timbrico programmabile a 64 voci, un
preamplificatore microfonico ed un
mixer interno a 16 canali con effetti.
Il WaMi Box è basato su un motore
DSP con tecnologia RISC a 50 MIPS
che. in unione ai 16 MB di RAM inter¬
na, permette di campionare, modificare
ed eseguire facilmente file audio. Il si¬
stema è completamente programmabi¬
le ed è upgradabile via software tramite
aggiornamenti del firmware.
La versatilità del WaMi Box è note¬
vole: da un lato l'Interfaccia MIDI pre¬
sente ed il sintetizzatore General MIDI
consentono un utilizzazione del portatile
come strumento musicale: tramite i vari
programmi di sequencing come Cubase
o Cakewalk sarà possibile avere nel por¬
tatile una completa orchestra, adatta a
riprodurre o a editare file MIDI, e quindi
brani musicali. Certo i suoni, in particola¬
re dei campioni dei vari strumenti, non
sono proprio quelli che si avrebbero in
uno studio di registrazione; tuttavia la
WaMi Box è un prodotto caratterizzato
da una notevole qualità, e può venire
tranquillamente utilizzato per produrre
dei sample o del mate¬
riale musicale promozio¬
nale, da mettere a pun¬
to, successivamente in
sala di incisione.
Utilizzazione
Ma più che come
sintetizzatore MIDI, il
WaMi Box è interes¬
sante come interfaccia
di ingresso per hard di¬
sk recording, La com¬
pletissima dotazione di
nterconnessiom audio
a rende infatti ideale
per riprendere il suono
da una grande varietà di
sorgenti. Gli ingressi a
livello linea analogici in¬
fatti permettono il collegamento a
preamplificatori di segnale o a mixer,
cosi da poter registrare un esecuzione
dal vivo allacciandosi direttamente alle
uscite linea del mixer utilizzato per la
diffusione sonora, oppure consentono
di registrare ad
esempio il suono
che esce da un sin¬
tonizzatore radio,
oppure dal giradi¬
schi (collegandosi
alle uscite tape out
di un amplificatore
hi-fi). Gli ingressi di¬
gitali invece con¬
sentono il collega¬
mento alla totalità
di apparecchiature
digitali, come CD
player, registratori
WaMi Box
Costruttore
EGO-SYStems ine. ■ Seoul, Core» • www ego-
sys noi
Distributore:
MldlWnre Via Cassia 1081 • 00189 Roma ■
Tel 06.30 36 3466 • Fax 06.30.36 3382.
Prezzo UVA esclusal
L 1 190.000. Euro 6M.5a
Lo scatolotto presenta
prese da ogni lato su
quello anteriore trovia¬
mo una serie di LED che
segnalano lo stato delle
varie sezioni del disposi¬
tivo, più un pulsante che
ci consente di scegliere
la sorgente in ingresso
Ira microfono, linea, digi¬
tale elettrica e ottica
Sul lato posteriore trovia¬
mo le due prese di in¬
gresso analogiche a livel¬
lo linea, le quattro prese
di uscita più l'ingresso e
l'uscita digitale elettrici,
oooooooo
126
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Registriamo l'audio con il portatile
Su uno dei lati più corti sono presenti le prese digitali ottiche, con connettori
TOSLINK e le due prese MIDI IN e OUT realizzate con le classiche prese DIN
a cinque poli. Sul lato opposto troviamo l'ingresso microfonico stereo e l'usci¬
ta cuffia
L'interno è zeppo di
componenti SMD e di
condensatori elettrolitici,
utilizzati negli stadi analo¬
gici dell'interfaccia.
Mimdisc o DAT, sia sfruttando l'ingres¬
so elettrico che quello ottico, Sarà pos¬
sibile quindi registrare un evento dal vi¬
vo con il DAT e contemporaneamente,
prelevando il segnale dall'uscita digitale
ottica di quest'ultimo, anche sul com¬
puter: la cassetta servirà come master
e come copia di riserva della registra¬
zione, mentre il computer permetterà
di accedere e modificare velocemente i
dati che in questo caso saranno già pre¬
senti nell'hard disk.
La ripresa di eventi
in diretta è possibile
comunque anche
per la presenza di
un ingresso mi¬
crofonico ad alta
sensibilità. A que¬
sto ingresso è pos¬
sibile collegare di¬
rettamente e senza
interporre alcun
preamplificatore
moltissimi microfo¬
ni semiprofessionali stereofonici, men¬
tre eventuali microfoni di altissima qua¬
lità, tipicamente quelli dotati di alimen¬
tatore e preamplificatore esterno, an¬
dranno collegati agli ingressi linea.
Il collegamento al computer portatile
avviene tramite una schedina PCMCIA;
da questa schedina parte un cavo che
va collegato ad una apposita presa sullo
WaMi Box. Questa soluzione, che sicu¬
ramente rende inutilizzabile il dispositi¬
Caratteristiche tecniche
Convertitori: 20 bit AD/DA con Gamma Dinamica di 98 dB. Risoluzione: l/l a 20 bit e in¬
terna a 28 bit. Connessioni audio: 2 IN/4 OUT analogici su jack RCA sbilanciato a +4
dBu; IN/OUT digitale S/PDIF coassiale e ottico con conversione di frequenza hardware in
tempo reale (da 48 a 44.1); preamplificatore microfonico con effetti e uscita cuffia amplifi¬
cata con Jack da 1/4Ó, Interfaccia MIDI: 1 IN 1 OUT MPU compatibile con 32 canali in¬
terni Frequenze di campionamento: 32, 44.1, 48 kHz. Mixer: 16 canali basato su DSP
con processore multieffetti hardware professionale ed equalizzatore parametrico multi-
banda; esecuzione simultanea di 16 tracce mono. Sintetizzatore: synth GS/XG/GM multi-
timbrico aggiornabile fino a 64 voci e campionatore, con 16 MB di RAM on board. Rap¬
porto segnale/rumore: (D/A) 108 dB. Risposta in frequenza: 20 Hz-20 kHz
La dotazione software del WaMi Box comprende
anche un programma di mixer che consente un
completo controllo di tutto il sistema. Con questo
programma è possibile variare il livello degli in¬
gressi e delle uscite e inserire o meno alcuni ef¬
fetti, come chorus. riverbero e un equalizzatore
grafico, di questi Da notare la ottima grandezza e
precisione delle barre LEO. indispensabili per la
giusta regolazione del livello di ingresso.
vo sui computer desktop o comunque
su tutti quelli che non hanno slot per
schede PCMCIA, è l'unico possibile
considerando la mole di informazioni
che transitano dal computer al dispositi¬
vo esterno e viceversa. Il WaMi Box è
infatti una completa scheda audio, solo
che è montata esternamente al compu¬
ter. Della qualità dei campioni MIDI ab¬
biamo già parlato; quella sonora è mol¬
to elevata, sicuramente paragonabile a
quella di un ottimo registratore DAT. E
questo sia per la bontà dei convertitori
A/D e D/A a 20 bit sia per il fatto che
questi convertitori sono montati ester¬
namente al computer, per di più in uno
scatolotto metallico schermato, e quin¬
di risentono poco delle interferenze a li¬
vello elettrico che questo genera.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
127
di Pierfrancesco Fravolini
Centro HL Powerdrome
Enhanced 600
L'avvento del computer ha sicura¬
mente rivoluzionato la nostra vita. Da
semplice strumento di calcolo, l'elabo¬
ratore elettronico ha via via acquisito
sempre maggiori spazi ed è diventato
uno strumento necessario in gran parte
delle attività umane. Relegato inizial¬
mente solamente all'ambito scientifico,
come macchina per fare calcoli, il com¬
puter è stato via via impiegato, con suc¬
cesso, in ambiti sempre più lontani dalla
sua destinazione iniziale. Ecco quindi
computer che guardano i tessuti e rico¬
noscono se ci sono difetti della stampa
dei motivi decorativi, oppure computer
capaci di trattare ed elaborare i suoni o
le immagini, con una velocità ed una
versatilità sorprendenti, computer intel¬
ligenti che parlano con i loro interlocuto¬
ri, ecc.
Uno dei campi che ha tratto enorme
giovamento dall'utilizzo dei computer è
sicuramente quello della musica. Come
molti di voi sapranno la musica è mate¬
matica Questo non significa che per
comporre una bella canzone sia neces¬
sario essere un buon matematico, anzi,
di solito i compositori più ispirati sono
preparatissimi in tanti campi ma non in
matematica. Non è matematica infatti la
melodia, o il senso dell'armonia. Sono
matematici tutti i rapporti che intercor¬
rono tra le note, e le frequenze, ed è
matematico il ritmo e la cadenza della
musica Facciamo un esempio; il LA
dell’ottava centrale del pianoforte ha
una frequenza di 440 Hz, esattamente
quella del diapason, ed esattamente
quella del segnale audio che trasmette¬
va la RAI insieme al suo monoscopio
anni fa. La nota immediatamente supe¬
riore è il La#; la frequenza del La# si ot-
128
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Centro HL Powerdrome Enhanced 600
Centro HL Powerdrome
Enhanced 600
Costruttore e distributore:
Cenlro HL Via di Novali 3/17. 50127 Firenze -
Tel. 055.33.70 - Fax 055 33 70.700 - Internet
wvmv .centrani.it
Prozzo UVA esclusal.
L 6 500.000
tiene dalla frequenza del La moltiplican¬
dola per 1.0594. Dopo il La# c'è il Si, la
cui frequenza si ottiene dal La# moltipli¬
cando ancora per 1.0594; un'altra molti¬
plicazione per questo fattore costante e
si ottiene il Do. Partendo sempre dal
La, e andando all'indietro (cioè dividen¬
do per il fattore costante) si arriva rapi¬
damente al Do precedente, la cui fre¬
quenza è esattamente la metà di quella
del Do superiore. Abbiamo in questo
modo coperto un'intera ottava. Analo¬
ghe relazioni esistono sulla scala dei
tempi. Prendiamo ad esempio il tempo
Queste schede sono il cuore del computer. Dall'alto verso il basso: la scheda video Matrox G400 Dual
Head, al top delle prestazioni nella sua gamma, il controller Adaptec AHA-2940, la scheda audio Guillemot,
il controller SCSI per il Jaz, IAdaptec AVA-2904 e la schedina di collegamento per il box esterno con i con¬
vertitori audio, nascosta per la verità dal pannello di fondo del case.
Il computer è dotato di
un sistema lettore CD¬
ROM Plextor Ultraplex
40 Max, con la possibi¬
lità di leggere CD con
una velocità massima di
40x ed un masterizzato-
re PlexWriter 8/2/20. ca¬
pace di scrivere CD-R ad
una velocità di 8x e CR-
RW a 2x. Sia il lettore
che il masterizzatore so¬
no dotati di interfaccia
ultra SCSI II.
Nella parte posteriore
del cabinet possiamo
vedere le connessioni
della scheda audio ISIS,
le due prese SCSI
esterne, una Ultra2 WI¬
DE e l'altra per la con¬
nessione alla periferica
Jaz. e il connettore per
il collegamento dello
scatolotto esterno con
gli ingressi e le uscite
audio.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
129
Centro HL Powerdrome Enhanced 600
L'interno del computer rivela un montaggio accurato, con i pochi Uh volanti accuratamente bloccati.
"sequencing" e la
composizione.
Nell'era multi¬
mediale la ca¬
pacità del
computer di
trattare grandi
moli di dati ed in parti¬
colare la possibilità di processare
segnali audio, tramite schede di acqui¬
sizione aggiuntive, ha reso possibile tra¬
sformare il computer da semplice cal¬
colatore a vero e proprio banco di mis¬
saggio e registratore audio e midi multi-
traccia, con la possibilità di registrare
contemporaneamente da diverse sor¬
genti, sia analogiche che digitali, elabo¬
rare il materiale registrato e riproporlo
su due o più uscite, per il mastering fi¬
nale, oppure mixare internamente le va¬
rie tracce e masterizzarle direttamente
su CD-ROM.
I computer
per la musica
I produttori e distributori di computer
hanno capito che sta crescendo il nu¬
mero di utenti che usano il computer
non solamente per far girare il program¬
mino di contabilità familiare o il video¬
gioco, o il foglio elettronico. Centro HL,
uno dei maggiori distributori sul territo¬
rio nazionale presenta oggi un compu¬
ter votato alla produzione di musica. Il
sistema è dedicato al classico amatore
evoluto, o al professionista che vuole
avere in casa un sistema adatto allo svi¬
luppo pratico delle sue idee, senza do¬
ver ricorrere per forza ad uno studio di
registrazione.
Analizzando la configurazione del
computer ci si accorge come tutto sia
stato predisposto per le massime pre¬
stazioni, a partire dal processore, che è
un Pentium III a 600 MHz, che garanti¬
sce elevatissima velocità e affidabilità,
e dalla motherboard Soyo SY-6BA+ III
ATX, con chipset Intel 440BX. Anche
nella dotazione di memorie di massa il
computer è votato alla velocità: l'hard
disk infatti è un IBM Ultrastar 18 ES, da
9 Gbyte, 7200 giri/minuto, con interfac¬
cia Ultra2 SCSI WIDE LVD, capace di
un flusso di dati continuo compreso tra
12 e 20 megabyte/sec., e il computer è
dotato inoltre di un sistema lettore CD-
più comune, il 4/4: immaginiamo di ave¬
re per semplicità 60 battute al mi¬
nuto; la nota che è suonata per
tutta la durata di una battuta è la
"minima", se invece facciamo due
note, di eguale durata all'Interno di
una battuta, suoniamo due "semi-
minime", dividendo ancora il tempo
in due otteniamo le crome, quattro
per ogni battuta (corrispondente al
"quarto"), poi le semicrome, otto a
battuta, le biscrome, sedici a battuta, e
cosi via. Ogni divisione successiva si
ottiene dalla precedente dividendo il
tempo per due. E' chiaro che il compu¬
ter riesce a gestire facilmente queste
semplici relazioni matematiche; quando
venne ideato il protocollo MIDI ci si re¬
se conto subito che il computer era lo
strumento ideale per gestire il flusso di
informazioni previste dal protocollo, in
pratica
l'altezza delle no¬
te, la loro durata, lo stru¬
mento che doveva suonarle, ecc. Ecco
quindi nascere i primi programmi per il
All'interno del box di connessione au¬
dio sono presenti i convertitori A/D
e D/A, oltre alla circuitazione ana¬
logica.
130
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Centro HL Powerdrome Enhanced 600
II drive Iomega Jaz è praticamente diventato lo standard per l'interscambio dei dati e viene molto usato ne¬
gli studi di registrazione. L'unità in dotazione è quella dt 2 giga
ROM-masterizzatore di elevatissima
qualità. Si tratta di dispositivi Plextor, in
particolare il lettore è l'Ultraplex 40
Max, con inter¬
faccia ultra SCSI
Il e la possibilità
di leggere CD
con una velocità
massima di 40x,
ed un tempo
medio di acces¬
so di 85 msec. Il
masterizzatore è
invece il PlexW-
riter 8/2/20, ca¬
pace di scrivere
CD-R ad una ve¬
locità di 8x e CR-
RW a 2x. L'utiliz¬
zo di un'accop¬
piata lettore-ma-
sterizzatore con
interfaccia SCSI
consente di ave¬
re il massimo
delle prestazioni
Infatti, nel caso di trasferimenti sul ca¬
nale SCSI, è il controller che si prende
carico dell'operazione mentre il proces¬
sore non viene caricato. Oltretutto di
controller SCSI questo computer ne ha
due: uno è un Adaptec AHA-2940
U2W, un controller PCI ad altissime
prestazioni, con interfaccia Ultra 2 SC¬
SI. La scheda è dotata di due connettori
Ultra 2 WIDE, uno interno e uno ester¬
no, più due connettori ultra interni, uno
WIDE a 68 pin ed uno Narrow a 50 pin.
Questo controller consente di gestire
due flussi indipendenti di dati, fino ad
un massimo di 80 megabyte al secon¬
do di transfer rate. Il secondo controller
è un AVA-2904 sempre Adaptec, un
semplice controller Fast SCSI 2 e viene
qui impiegato per la connessione con
un drive Iomega Jaz esterno. Questa
periferica è in pratica lo standard per il
di elevate caratteristiche. Quella pre¬
sente è la Maxi Studio ISIS, della fran¬
cese Guillemot. In realtà, nel caso della
ISIS, è riduttivo parlare di scheda di ac¬
quisizione audio. La Maxi Studio è infat¬
ti un vero e proprio sistema di registra¬
zione digitale multitraccia, con in più
una discreta sezione di generazione MI¬
DI con polifonia a 64 voci, 4 mega di
suoni di buona qualità e la possibilità di
espansione della memoria fino a 36
mega tramite una normale SIMM, per
l'utilizzo di banchi sonori di qualità anco¬
ra maggiore. Inoltre può essere usata
come normale scheda audio per PC
con uscita su quattro canali per l'impie¬
go in applicazioni ludiche o per la ripro¬
duzione dei classici suonetti di Win¬
dows. In particolare il sistema si com¬
pone di due schede e di uno scatolotto
esterno; nella scheda principale è pre¬
sente la parte di interfacciamento con il
PC (un "chippone" marchiato ESSI, la
parte di processamento del suono e la
parte di sintesi MIDI sono svolte da un
DSP dedicato chiamato Dream. Sem¬
pre sulla scheda principale troviamo i
classici connettori di ingresso/uscita
delle normali schede audio: una presa
joystick, ingresso linea e microfono e
due uscite, una per i canali anteriori e
una, denominata surround, per quelli
Sul retro del box troviamo, oltre al connettore mul¬
tipolare per il collegamento con il computer, anche
le classiche tre prese MIDI IN. MIDI OUT e MIDI
THRU
Sul box esterno troviamo tutte le connessioni audio
della scheda ISIS, abbiamo in tutto otto ingressi
analogici, quattro uscite, sempre analogiche, e una
coppia di prese per l'Zo digitale, sla elettriche che
ottiche.
trasferimento di
dati e viene am¬
piamente impie¬
gata negli studi
di registrazione.
Sul Jaz quindi il
musicista può
scaricare i suoi lavori, per una occupa¬
zione massima di 2 Gbyte, per poi riela¬
borarli in studio per il mastering definiti¬
vo.
La sezione audio
Un computer dedicato alla registra¬
zione e l'editing multitraccia e MIDI ha
bisogno di una scheda di acquisizione
posteriori. In questo modo sarà possibi¬
le utilizzare la scheda con quattro alto¬
parlanti e con i giochi che ne prevedono
l’impiego. Una schedina più piccola ser¬
ve come interconnessione con lo scato¬
lotto esterno che contiene otto prese di
ingresso e quattro di uscita analogiche
(che impiegano jack monofonici da 6
mm, quelli degli strumenti musicali per
intenderci), più un i/o digitale in stan¬
dard S/PDIF sia con prese elettriche (su
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
131
Centro HL Powerdrome Enhanced 600
pm RCA) sia ottiche (con connettori in
standard TosLink). Lo scatolotto contie¬
ne anche i circuiti di conversione A/D e
D/A entrambi a 20 bit. capaci di operare
con frequenze fino a 48 kHz, Il fatto
che i circuiti di conversione siano posti
esternamente al computer fa si che sia¬
no al riparo da tutte le possibili interfe¬
renze che l'elettronica del PC può ge¬
nerare. e questo permette di avere rap¬
porti segnale/rumore più elevati e una
migliore pulizia generale del suono.
Intelligentemente nella dotazione
trovano posto due casse USB Philips,
dico intelligentemente perché ad un si¬
stema di registrazione di questa qualità
verranno certamente collegati degli al¬
toparlanti, o meglio un impianto di ri-
produzione, sicuramente di elevata
qualità. Il top sarebbe costituito da una
II software Acid, della
Sonic Foundry. consente
di comporre musica met¬
tendo insieme una sene
di "Loop ", cioè piccoli
campioni di musica lun¬
ghi esaltamente 4/4. su
varie tracce Ogni loop è
eseguito da un solo stru¬
mento e viene "incasel¬
lato " in una griglia, dove
la scala orizzontale rap¬
presenta la scala dei
tempi, suddivisa In battu¬
te Con questo program¬
ma è molto semplice ed
immediato comporre
brani di musica dance o
techno, considerando
che viene fornito con un
notevole numero di loop
già registrati, ed è co¬
munque sempre possibi
le registrarne di nuovi.
cessano riavviare il computer
Molto meglio quindi una cop¬
pia di casse USB, che posso¬
no essere gestite tranquilla¬
mente dal sistema.
Nella configurazione è pre¬
sente anche un monitor da 17
pollici Daewoo 710 B, con dot
pitch da 0,28 mm ed un'area
visibile di 16,2 pollici. Il moni¬
tor grande è indispensabile
per lavorare, in quanto con¬
sente di tenere molte finestre
aperte, e i programmi di se-
quencing audio e midi, ma an¬
che quelli di registrazione
multitraccia, normalmente
presentano numerose fine¬
stre che è comodo tenere
aperte contemporaneamente
sullo schermo.
Il SoundBanks Manager consente di avere il controllo completo
dei vari strumenti midi, sfruttando la memoria presente sulla
scheda o aggiunta in un secondo tempo.
coppia di monitor attivi oppure un paio
di casse molto analitiche, capaci cioè di
riprodurre al meglio tutte le caratteristi¬
che del suono registrato. Le due "cas-
settine" Philips sono quindi destinate
non al monitoraggio delle registrazioni
ma alla sola riproduzione dei suoni di
sistema. Qualcuno potrebbe obiettare
che sarebbe bastato collegare un paio
di altoparlanti da computer attivi, e non
USB, alle uscite presenti sul retro del
computer, ma questa non sarebbe la
soluzione migliore in quanto la scheda
Guillemot presenta un piccolo difetto:
può essere usata sia come registratore
multitraccia (modalità Console) che co¬
me normale periferica di Windows
(modalità Multimedia), ma per passare
dall'una all'altra configurazione è ne-
II programma Console è in pratica il vero mixer digitale con cui possiamo sfrut¬
tare a fondo tutte le caratteristiche della scheda ISIS Tramite gli slider possia¬
mo variare il livello di ingresso e di uscita per ogni traccia e momtorare il livello
degli ingressi digitali SP/DIF
Coot Edu Pro 6 un programma di editing audio tra l più conosciuti in ambilo
amatoriale II programma consente di operare sul segnale audio con filtri e tra¬
sformazioni molto potenti
132
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Centro HL Powerdrome Enhanced 600
Nella dotazione softwa¬
re troviamo un ottimo
prodotto della Emagic,
Logic Audio Pro, un pro¬
gramma dì registrazione
multitraccia tra i più
completi
Il software
La dotazione di
programmi è già
sufficiente per uti¬
lizzare con profitto
la macchina. Assie¬
me alla scheda
ISIS vengono forni¬
ti ben due softwa¬
re di registrazione multitraccia: Cool
Edit Pro SE ed Emagic Logic Audio
Pro. Cool Edit Pro è la versione profes¬
sionale del famoso editor di file wave
Cool Edit. Il programma permette la
modifica di file wave tramite una nutri¬
ta serie di effetti e filtri, mentre Logic
Audio è un classico programma di hard
disk recording multitraccia, Acid invece
consente di comporre musica median¬
te l'utilizzo di "loop", cioè brevi cam¬
pioni audio, lunghi quanto una battuta,
ed eseguiti da vari strumenti, che mes¬
si insieme consentono di creare facil¬
mente musica dance o techno, e an¬
che di altri generi, seppure con una fa¬
tica maggiore.
La dotazione software include inol¬
tre tutta una serie di strumenti per il
controllo della scheda ISIS, in particola¬
re il mixer digitale interno e i banchi di
suoni del sintetizzatore MIDI. Inoltre
un programma chiamato Gamer FX si
occupa della gestione della scheda
quando si è in modalità multimedia, e
cioè nell'uso come scheda audio tradi¬
zionale.
Conclusioni
Un computer con una tale dotazione
hardware è il componente ideale per
uno studio di registrazione casalingo,
Per la masterizzazione
viene fornito Nero Bur-
ning Rom, uno dei più
amati programmi di regi¬
strazione su CD-ROM
Tramite un'icona pre¬
sente nella taskbar di
Windows possiamo mo¬
dificare la configurazione
della scheda ed avviare i
vari programmi di con¬
trollo
saotaw-lòcol-533- | S«w I _0°
4r tMHnxl'UlW Ew*7«ml|;j Smomll
8 XSHt 38 un*»
81 12*Hl
* PnxMmg. !N» |4l Erotemi :j Suiro»l|
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UanAWnjknUCDuUniGochDOS Opro»
[NiroMi
EMB rocca!
OWH. mi I
il il
s*»rom|5B5|-533“
II programma Carnet Fx permette di configurare la scheda Quando si è in modalità multimedia. Sfruttando
le due uscite linea indipendenti, possiamo gestire un sistema a quattro altoparlanti, scegliendo inoltre la
quantità di eco, riverbero e chorus ed equalizzando il segnale tramite un equalizzatore parametrico a quat¬
tro bande,
Gli otto in¬
gressi analo¬
gici e i due
digitali ad al¬
tissima qua¬
lità della
scheda ISIS
permettono
di campio-
nare il suo¬
no nella ma¬
niera più fedele possibile per un siste¬
ma semiprofessionale, la potenza del
processore si rende utile quando sia
necessario intervenire con pesanti ela¬
borazioni del suono che richiedono di
norma tempi molto elevati, la velocità
dell'hard disk consente di registrare in
tutta tranquillità le 8 tracce in ingresso
mentre stanno suonando le 4 in uscita.
Insomma, questo computer proposto
dal Centro HL è sicuramente una work¬
station audio di elevate caratteristiche
che potrà soddisfare le esigenze del
musicista dal palato esigente. Il prezzo
è alto in assoluto, ma assolutamente
adeguato (e scusate il gioco di parole)
alle caratteristiche offerte.
1351
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
133
di Raffaello De Masi
BVRP Phone Tools Suite
Nei primi anni del '50, periodo di cui ho
i primi ricordi, il telefono era raro, riservato
solo a pochi eletti, L'elenco telefonico di
Atripalda riempiva una mezza colonna del
fascicolo, i numeri erano rigorosamente
ordinati dall'1 (il centralino) il poi, ne pos¬
sedevano uno solo il medico, il farmaci¬
sta, il municipio, le poche industriette lo¬
cali, l’avvocato e qualche bar. Tutto qui.
Per mettersi in comunicazione con qual¬
cuno, anche nella stessa località, occorre¬
va chiamare il centralino e chiedere la
connessione. E la centralinista, quando
non aveva nulla da fare, si metteva ad
ascoltare le conversazioni altrui, per ali¬
mentare il florido mercatino del pettego¬
lezzo che fioriva attorno al locale di servi¬
zio.
Oggi i servizi fruibili attraverso il telefo¬
no sono pressoché innumerabili, ed altri
se ne aggiungono ogni giorno, contri¬
buendo ancora una volta a complicarci la
vita. Notizie in linea, memento giornalieri,
notizie di borsa, offerte speciali, solleciti,
telefonate di chi ci offre di tutto a ogni
prezzo; non se ne può più!
Ieri, ad esempio, mi ha telefonato un
sedicente procuratore di non so più quale
società che offriva, al modico prezzo di tre
milioni, una completissima, superaggior-
natissima, fornitissima enciclopedia con
cui immancabilmente mio figlio avrebbe
primeggiato negli studi; il tutto abbinato al
regalo di un microcomputer che,asseriva
l'addetto, non poteva oggi mancare in ca¬
sa mia. Alla risposta che non avevo figli il
signore, ben avvezzo, evidentemente, a
sopportare rifiuti, mi ha proposto allora
una leggendaria Enciclopedia dell'Informa¬
tica, raccontandomi come oggi nessuno
possa fare a meno di queste conoscenze.
E, ironia della sorte, mi ha promesso che,
per i primi cento clienti, ci sarebbe stato
in omaggio un abbonamento a MCmicro-
computer, una rivista che, affermava, lui
leggeva religiosamente da almeno una
diecina d'anni, e che anzi mi consigliava
vivamente.
Fine della storiella. Fatto sta che, con la
miriade di servizi oggi a portata di mano
nel tandem di computer-telefono, si ri¬
schia di perdere facilmente la bussola.
Cosa di meglio, quindi, che adottare una
suite combinata di prodotti che, sotto un
unico ombrello, raccolga una serie di pac¬
chetti capace di sgravarci di una lunga se¬
rie di incombenze?
Phone Tools Suite,
un programma
per tutte le stagioni
BVRP è nome che non dovrebbe esse¬
re del tutto ignoto ai lettori. Prodotti cu-
stomizzati di questa marca sono presenti,
infatti, nel software di accompagnamento
134
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
BVRP Phone Tools Suite
Phone Tools Suite
BVRP Softwaie
1 Bis. Rue Collange
92583 Levallois-Perrel Cedex
Frante
http://www,bvrpcom
Prezzo (IVA esclusa):
90 euro
Uà finestra principale fli
PhoneTooIs, da cui si
possono raggiungere
tutti gli ambienti di lavo¬
ro.
di numerosi modem, ad esempio quelli
della USRobotics o della Supra.
Phone Tools Suite, il pacchetto com¬
merciale di BVRP, comprende cinque
aree di utilizzo principale, tra loro anche
interagenti, che possono cosi descritte:
fax, e-mail, telefono e segreteria telefoni¬
ca, mobile messaging e datafile transfer,
cinque tool di straordinaria qualità, com¬
parabili ognuno con successo con i mi¬
gliori pacchetti stand-alone di altre mar¬
che.
Iniziamo con il modulo Fax (formal¬
mente Phone Tools Fax); si tratta di un
classico ambiente di invio messaggi in
facsimile, che permette di gestire l'invio
di una semplice pagina di copertina pre¬
costruita con inserito un messaggio, di
spedire un documento da MSWord o da
qualunque altra applicazione Windows, di
inviare fax da un ambiente grafico di rapi¬
do utilizzo contenuto all'interno della sui¬
te, e, infine, di interfacciare direttamente
uno scanner al modulo fax, inviando diret¬
tamente il documento dall’applicazione di
gestione dello scanner stesso
L'ambiente non manca di una sua ori¬
ginalità. come la creazione di layout sepa¬
rati per la prima e per le pagine successi¬
ve, l’inserimento in ogni pagina di uno
sfondo e di una firma digitizzata automati¬
ca e non, la possibilità di inviare un fax in
un momento prestabilito o a multiple de-
II bell'ambiente di posta
elettronica, sicuramente
comparabile con altri
presenti sul mercato.
Facile la gestione di liste
di spedizione e di distri¬
buzione condizionale
stinazioni, e di addebitare gli importi su
carte di credito (ove possibile). Poiché l'in¬
vio del fax si basa su due driver di stampa
r huMlia r *>
p OnaMronwtMx r ’*=«•
_ o m d V»
proprietari, Capture
Fax BVRP e Captu¬
re Fax BVRP Exten-
ded, si può usare
MSWord per adot¬
tarne il mailmerge
dello "Stampa Unio¬
ne". Si possono
creare "mailshof,
form predefiniti da
riempire con pochi
comandi, e questi
form possono con¬
tenere variabili dina¬
miche di diverso ti¬
po. Addirittura il si¬
stema maneggia
anche improvvise
mancanze di ener¬
gia elettrica, attra¬
verso una serie i preferenze stabilite
dall'utente (non inviare più, invia appena
possibile, invia a un'altra ora). I fax in en¬
trata possono esse¬
re stampati imme¬
diatamente, conser¬
vati in determinate
cartelle, convertiti in
formati grafici diffe¬
renti; c'è anche un
OCR, abbinato, di
cui parleremo in se¬
guito.
J’HQNtTQQLSV
atto-*» ’*ca * ad Immt re »a
—
-
tfocaM
«OHETOOL5V*^OMl tee
—
Alcune delle finestre di Se¬
tup de programma, da cui
organizzare tutti i parame¬
tri relativi ai vari ambienti
E-mail, la
posta che
ci unisce al
modo
A passare dai fax alla posta elettronica
il passo è breve. Il Client di posta di BVRP
si presenta ben strutturato ed elegante,
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
135
BVRP Phone Tools Suite
avendo a disposizione tutti i tool d'uso,
come creazione di messaggi in text-only
o formattati, gestione dei file attached, in¬
serimento di firme diverse, individuazione
dì livelli d’urgenza e richiesta di ricevuta di
ritorno, invio differito, check e notifica au¬
tomatica della posta in arrivo, trasferi¬
mento o reindirizzamento, risposta a tutti,
e gestione di liste d'invio. La posta può
esserci direttamente letta utilizzando la
già nota tecnologia Text-to-Speech, ed è
possibile inviare messaggi vocali in for¬
mato Wave.
L'ambiente di messaggeria telefonica
Una fase dell'editing di
una pagina fax ; si notino
le numerose variabili uti¬
lizzabili
La home page di BVRP ,
da cui si scopre la com¬
patibilita del software
con più di 600 modem
diversi .
Il modulo dì invio messaggi, di utilizzo immediato e
dalla grafica chiara e intuitiva, E' presnte anche un
dialer in linea .
è forse quello meglio organizzato e inte¬
ressante del gruppo; la segreteria può es¬
sere configurata con sola messaggistica
di saluto, con saluto e registrazione, con
registrazione condizionale. I messaggi ri¬
cevuti possono essere richiamati da po¬
stazione remota, usando un codice di ac¬
cesso e assegnando a particolari tasti le
funzioni di richiamo, salto, ascolto, cancel¬
lazione ecc. Messaggi personali possono
essere riversati a utenti in possesso dì
particolari chiavi d'accesso, e specifici
script possono essere attivati in caso di
chiamata (ad esempio un trasferimento o
l'invio di un fax). Proprio il servizio di Fax-
on-Demand appare qui molto curato ed
elegantemente implementato, anche se
occorre avere pazienza e metodo nel leg¬
gere tutte le relative istruzioni,
Ambiente altrettanto interessante è
quello telefonico, forse un po’ trascurato
in altre implementazioni. L'unica finestra
principale è pratica e piacevole da usare,
la rubrica è sistemata a portata di mano, il
passaggio all'ambiente fax, la messa in
attesa, il trasferimento di chiamata, la
conversazione a tre, sono tutte cose II vi¬
cino, disponibili e pronte all’uso.
Messaggi e
messaggetti
L’invio di SMS,
messaggi brevi invia¬
ti a un cellulare e leg¬
gibili direttamente da
display, è un servizio
in rapido sviluppo,
che BVRP certo non
ha dimenticato di af¬
frontare. Premesso
che occorre, ovvia¬
mente, che il telefo¬
no chiamato sia abili¬
tato al servizio dalla
compagnia telefoni¬
ca, spedire un mes¬
saggio è cosa tal¬
mente rapida e intuitiva da non avere bi¬
sogno di grandi spiegazioni, si digita il
messaggio e si invia al numero corri¬
spondente. Il gioco è fatto! I messaggi
possono essere salvati sul computer, e
spediti attraverso un "template" predefi¬
nito.
Ovviamente non poteva mancare un
potente ambiente di trasferimento dati,
come pure un ambiente dì emulazione di
terminale, per gli aficionado dell'interfac¬
cia a caratteri, ancora insostituibile in cer¬
te occasioni, Configurare una periferica e
una connessione è, qui, un giochino da
ragazzi, e la chiarezza e immediatezza
dell'ambiente può essere davvero un pa¬
radiso per la configurazione dei modem
interni, sovente recalcitranti come muli e
controllabili solo attraverso l'inserimento
dì comandi in linea.
Infine, cosa certo da non disprezzare,
la suite tiene una puntigliosa registrazio¬
ne di tutti gli eventi che, in qualche mo¬
do, l’hanno potuta interessare (ad esem¬
pio vengono registrate anche le chiamate
abortite). Certe aree poi sono condivise
da diversi ambienti, come ad esempio la
rubrica telefonica, alcuni template, un
bell’editor grafico, un editor di script for¬
temente personalizzabile e capace di
creare macro di notevole complessità
Inoltre è condiviso, da diverse applicazio¬
ni (fax, e-mail), un buon OCR, Easyrea-
der, capace d'autoistruirsi, in certi limiti,
Conclusioni
BVRP Phone Tools Suite è uno dei piu
completi e interessanti regali che potete
fare al vostro faxmodem, specie se con
funzioni vocali. Il volume dì 250 pagine
accluso è quanto di più vicino alla perfe¬
zione esiste nel campo della manualisti¬
ca, e permette di risolvere qualunque
problema, oltre a essere un tutorial di
grande raffinatezza. Se ne vedessero di
più in giro! Non a caso ne sono stati ven¬
duti circa otto milioni di esemplari, in se¬
dici lingue diverse!
La suite è davvero completa e di qua¬
lità difficilmente raggiungibile Difficile
davvero pensare a qualcosa in piu, da ag¬
giungere. Perfino l’area di e-mail, che of¬
fre sul mercato pacchetti di potenza e
raffinatezza elevata, dovrà guardare con
rispetto al modulo implementato qui II
tutto a un prezzo interessantissimo, anzi,
considerando quel che viene offerto, ad¬
dirittura modesto.
Kg
136
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Se credi che la leucemia
resterà un male inguaribile
devi farci un favore.
Piantarla.
12 dicembre
nella tua città trovi
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e la cura delle leucemie.
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Glverviev*
di Franco Paiamaro
LaCie
Hard Disk USB
di tipo "B", l’interruttore e la
presa di alimentazione.
La qualità costruttiva è ec¬
cellente, nulla a che fare con
oggetti similari di provenienza
asiatica. La plastica è ottima,
soprattutto è spessa e pesan¬
te, rendendo l’oggetto molto
robusto; è un particolare im¬
portante, visto che la finalità di
utilizzo è il trasporto dei dati.
La capacità del disco rigido
è di 6,4 Gbyte; il disco utilizza¬
to è un Quantum Fireball CX
con interfaccia EIDE, con un regime di
rotazione di 4500 RPM, 512 Kbyte di
buffer e accesso di 9,5 ms.
Il disco rigido non è velocissimo, ma
sarebbe perfettamente inutile imple¬
mentare dischi più prestanti, visto che il
transfer rate massimo consentito dal
bus USB è di 12 Mbit al secondo; è im¬
portante che il disco rigido utilizzato sia
invece particolarmente affidabile e ro¬
busto.
All’interno del cabinet troviamo un
LaCie propone una serie di periferi¬
che esterne basate su interfaccia USB,
indifferentemente utilizzabili su piat¬
taforma PC e Apple Macintosh; lettori
CD-ROM, dischi magneto-ottici, maste-
rizzatori di CD-ROM e dischi rigidi.
L'oggetto che abbiamo ricevuto in re¬
dazione è un disco rigido esterno ali¬
mentato da rete e con interfaccia USB
(Universal Serial Bus); questa interfac¬
cia è ormai disponibile di serie su tutti i
computer di ultima generazione, sia de¬
sktop, sia portatili, indipendentemente
dalla piattaforma hardware utilizzata
(Mac e PC).
L'oggetto si presenta molto bene: ha
un'aria molto solida, è caratterizzato da
un design innovativo e modulare (ri¬
muovendo il frontale si scopre che è
possibile utilizzare il cabinet come con¬
tenitore per drive da 3,5 pollici, tipica¬
mente Zip o MO), ed è di colore indaco
scuro.
Il cabinet è posizionabile sia vertical¬
mente, sia orizzontalmente sulla scriva¬
nia, consentendo, in quest'ultima posi¬
zione, di "impilare" (i piedini sono sago¬
mati in modo da incastrarsi fra di loro)
anche tre o quattro drive della stessa
famiglia.
Frontalmente, il cabinet presenta un
“occhio” di colore verde, con due LED:
l’intensità luminosa emessa varia in re¬
lazione all’attività del disco rigido.
Sul lato opposto a quello con i piedini
di gomma si trova l’apertura per l'aera¬
zione forzata del disco rigido.
Sul retro troviamo il connettore USB
138
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
LaCie Hard Disk USB
II drive USB di LaCie aperto a destra del
disco rigido di produzione Quantum trovia¬
mo la schedina di gestione dell'interfaccia
USB. mentre superiormente al disco è po¬
sta la scheda dell'alimentazione e la ven¬
tolina di raffreddamento.
alimentatore universale, adattabile
per tensioni di ingresso da 100 a
250 volt, una ventolina di raffred¬
damento e la schedina di interfac¬
ciamento EIDE to USB.
L'installazione del disco è vera¬
mente semplicissima: acceso il di¬
sco e connesso il cavo USB (in
dotazione) al personal computer, il
sistema operativo (Windows 98)
ci segnala la richiesta del driver;
inserito il dischetto e installato il
driver e il software di supporto Sil-
verlining, è possibile partizionare e
formattare il disco rigido.
Una volta installato il softwa¬
re, il disco rigido USB si compor¬
terà come un rimovibile, anzi
meglio: l'icona del disco e il suo
contenuto appariranno nella fine¬
stra Risorse solo quando si colle¬
gherà il disco stesso al computer
(a differenza, ad esempio, dei
drive Zip che mantengono la lettera
associata all'unità anche quando non è
fisicamente presente nel drive il di¬
schetto).
Questo consente di avere a disposi¬
zione una grande capacità di archiviazio¬
ne utile, ad esempio, per il backup dei
dati su un computer portatile o per il
trasporto di file di grandi dimensioni da
Il retro dell'apparecchio, in
alto l'interruttore e la presa
di alimentazione, al centro
il connettore USB di tipo
"B " III cavo incluso è inte¬
stato con un connettore
"B " e uno "A "I.
un PC ad un altro,
senza contare la pos¬
sibilità di trasferire da¬
ti dal PC ad un Mac
(con il limite imposto
dal sistema operativo
MacOS di "vedere"
partizioni FAT di mas¬
simo due Gbyte).
Il trasferimento di
file non è particolar¬
mente veloce: circa
750-900 Kbyte al se¬
condo, il disco rigido
USB ha impiegato
quasi tre minuti a tra¬
sferire 140 Mbyte di
dati dal PC.
La velocità del di¬
spositivo è seconda¬
ria, secondo noi, in
quanto è comunque
limitata dal particolare tipo di interfaccia
utilizzata; va invece considerata l'utilità
e la flessibilità del dispositivo, oltre che
la grande capacità del disco rigido utiliz¬
zato (LaCie propone capacità da 6,4 a
20,4 Gbyte con interfaccia USB). «g
«1.
g H«N:0 [Stl.SM
feQj I»:’ IH*
g M*n:1 Sllwor USB
[—! I- J 10:0 QUAHTUH
Hjìn r 1 : (MI) «ISO
Ho «or* luollablr ipo«
II» »IB
l«t«o«l«™
m»PS| S2SH00
ZK3
Interfaccia grafica del software "Silverlinmg" di
gestione del drive USB , clickando sull'icona del
disco appaiono le proprietà della partizione ed è
possibile ripartizionare e formattare a proprio
piacimento il disco rigido, senza neanche dover
rtawtare la macchina.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
139
di Raffaello De Masi
OvervieVw
VtfebRa ccr ’
QuickStart
S&&**'*'
Kensington
WebRacer
Certe cose nascono, come si suol di¬
re. perfette. L'uovo, la ruota, Naomi han¬
no ben poco o nessun (nell'ultimo caso)
margine per essere migliorati. E invece
ci si accorge, talvolta, escludendo ancora
una volta l'ultimo caso, che non è cosi.
Prendiamo il mouse, ad esempio! Esi¬
ste da una ventina d'anni, ed è, in prati¬
ca, è quello ideato in prototipo da Doug
Engelbart alla fine degli anni sessanta.
Certo, è stato reso più ergonomico, ha
prolificato qualche tasto in più, ha perso
talvolta il filo a vantaggio di una connes¬
sione via infrarosso, in un caso è anche
divenuto "spaziale", vale a dire gestibile
solo tenendolo in mano, senza appoggio
(e un certo De Masi, da par suo, ne ha
immediatamente parlato, anni fa, sulle
pagine della rubrica del Mac); ha partori¬
to alternative piu o meno valide, come
trackball o trackpad, ha assunto forme
maneggiabili anche da mancini, ha visto
spuntare qualche rotellina. insomma si è
diversificato, ma sempre in maniera oriz¬
zontale. L'idea e, soprattutto, le funzioni
di base sono rimaste sempre le stesse,
e gli anni, anzi; i decenni, sono trascorsi
senza neppure accorgercene.
Ma l'ingegno umano non ha limiti! Ed
ecco finalmente gettata, nel tranquillo
stagno della quiescenza innovativa, una
bella pietra grossa, che ha. di nuovo, at¬
tirato l'attenzione a quest'indispensabile
e poco ricordato accessorio. Per una di
quelle fenomenologie evolutive che de¬
terminano improvvisamente un ramo pa¬
rallelo nell'evoluzione genetica, compare
oggi sul mercato un vero mouse alterna¬
tivo. rappresentante di una nuova gene¬
razione di "topi", con tutte le carte in re¬
gola per creare un nuovo momento di vi¬
va attenzione.
Web Racer è un mouse assolutamen¬
te nuovo come concezione generale, an¬
che se alcune sue parti non sono certo
originali, ma mutuate da esperienze pre¬
cedenti Ma non importa; certo è che
Kensington ha creato un oggetto che ha
Kensington WebRacer
Produttore:
Kensington Technology Group
2855 Campus Drive
San Mateo CA 94403 USA
Distributore:
Acco Italia
Via Regio Parco, 108 bis
10036 Settimo Torinese (TOI
Tel 011/8961111
Prozio UVA Ésclusal L 149 900
tutti i numeri per imporsi come punto di
riferimento, tecnologico e d'uso, nel
prossimo futuro.
WebRacer, un vero
Internet mouse
Che l'oggetto meriti ben piu di uno
sguardo fugace è innegabile. Già le frasi
stampate sulla scatola, "Internet Mouse
for PC", "Remote Control for thè Web",
"Instant Access to Any Web Page",
"One touch Access to your Web Sites",
"The shorter distance between two Web
sites", e ancora "Get e-mail faster”, "6
customizable buttons", "Serali with thè
touch of a finger" la dicono molto lunga
sulle qualità e prerogative della periferica
Aperta la confezione, il pezzo si presenta
imponente, ancora piu di quanto si possa
intravedere dalla finestra della scatola,
avendo in pratica la grandezza di un gros¬
so libro in sedicesimo.
Il mouse si presenta diviso in tre parti
funzionali, per cosi dire. Quella superiore,
che racchiude la sezione piu innovativa
del blocco, una touchpad delle dimensio¬
ni di 4x5,5 cm utili (non esistono zone
morte che, pur esistenti, dello spessore
di circa 2 mm, sono coperte dalla cornice)
e quattro tasti laterali di quelli, tanto per
intenderci, presenti sulla maggior parte
delle trackball. Avendo piano di simmetria
verticale, può essere adottato indifferen¬
temente da destrimani e mancini Data
anche la sua particolare vocazione all'uso
in WWW, dispone di un lungo cavo di
connessione (circa 2 m) che ne permette
l'uso anche stando sdraiati in poltrona e
maneggiandolo con due mani.. Viene an¬
che fornito un adattatore per collegarsi a
porte PS/2 Interessante la possibilità di
abbinare questa periferica con il classico
mouse, senza interferenze tra loro.
Internet, ma non solo
Poiché il progetto di WebRacer è sta¬
to basato principalmente per l'uso in
140
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Kensington WebRacer
KENSINGTON
Seilmot lar. ▼ Al Olh* Piogarm
Sfilo» Wido SrMmgi
Web Racer visto attra¬
verso la finestra di Se¬
tup Il sistema ne rico¬
nosce Il collegamento
alla partenza lai posto
del mouse) e adegua le
preferenze imposte
dall'utente.
^EurLauncfc Manu
» Application Manu
■r Click
» Ooublo-Chcfc
a>Ri<*IChck
■» Scoi Whon Yoo Ho.. Ih . |
Urim looan (o cortiflue ih# rrcuie txilem Um kv iwui Ihal pori Id eaefi txiton lo change «Miai
«HI Mondai
ih
WWW, è necessa¬
rio disporre già, sul¬
la macchina, di tutto
quanto può rendere
possibile la naviga¬
zione. D'obbligo, quindi, un account, co¬
me pure un browser e un Client di e-
mail, Il CD fornito con la confezione con¬
tiene tutto quanto è necessario, oltre
una serie numerosa di programmi "Inter-
net-related", interessanti da sfogliare e
provare.
Ma vediamo un po' in dettaglio cosa
la tavolozza degli strumenti ci mette a di¬
sposizione. Premesso che occorre cari¬
care il software adatto dal CD fornito
(Kensington fornisce gratuitamente, a
semplice richiesta, anche i floppy in
mancanza del CD driver), abbiamo, in te¬
sta alla periferica, sei tasti disposti a se¬
micerchio, che possono essere persona-
lizzati secondo le nostre esigenze. Il pri¬
mo è già regolato sull'home page, men¬
tre gli altri sono già impostati su un mo¬
tore di ricerca, sulla chiamata a una nuo¬
va pagina, ecc. Cambiare queste prese-
lezioni è semplice, più o meno come
preimpostare le selezioni sulla nostra au¬
toradio; individuata la pagina che ci inte¬
ressa, si schiaccia e si tiene premuto il
tasto fino alla comparsa di un messaggio
che ci avviserà essere la selezione pron¬
ta Inoltre il software di gestione "ricor¬
da" le ultime quattro pagine visitate, che
sono ancora disponibili per essere asse¬
gnate, al volo, a un tasto, accedendovi
attraverso il pannello di controllo di Mou-
seWorks. In alto e al centro della periferi¬
ca c'è una specie di cursore a croce, del
tipo, tanto per intenderci, presente sui
telefoni cellulari per la scelta dei menu. E
di un menu anche qui si tratta, visto che
si accede ai bookmark. che possono es¬
sere scorsi, a seconda di come organiz¬
zati, in alto e basso e orizzontalmente
nelle cartelle. Questa è la funzione di ba¬
se, ma, volendo, il Menu Button, questo
il nome, può essere adattato ad altri sva¬
riati usi: ad esempio, può essere usato
come potenziometro per gestire il volu¬
me degli altoparlanti, o essere adattato
per accedere ai menu, o ancora per pas¬
sare rapidamente da un programma o da
un file all'altro. Insomma, basta sapere
cosa si desidera.
Altrettanto utile è la schiera ordinata
di sei bottoni immediatamente sopra la
touchpad. Questi simulano (e funzionano
virtuale che permette di inserire testo
senza toccare la tastiera.
Conclusioni
Bel colpo di Kensington, con questo
mouse polivalente che merita grande
fortuna. Si tratta, senza possibilità di
smentita, della più innovativa e intelligen¬
te periferica dopo la creazione del mou¬
se, certamente più funzionale e interes¬
sante delle trackball, e con molto in più
di quanto già visto nelle ormai tradizionali
Finestra di setup, destinata a or¬
ganizzare le innumerevoli opzio¬
ni del mouse , Cd. addirittura,
un servizio di remino di quanto
si 6 rimasti alla tastiera .
kenimoton MouieWoiki Sellino* tot AD Olhei Pioyiflini
E*« Ut»» ti«e
KENSINGTON
KENSINGTON
I—*
Skm Ciato*.
come) i più importanti bot¬
toni del toolbar del Brow¬
ser. Quindi "Avanti", "In¬
dietro", "Stop", "Refre-
sh", ma anche "Stampa"
e "lancia il programma di
e-mail", funzionante solo
er Explorer e non per il
rowser di Netscape. I
quattro tasti laterali sono
infine personalizzabili se¬
condo le preferenze e le
necessità dell'utente. Ad
esempio uno potrebbe es¬
sere "riempito" di testo, in
modo da poter essere usa¬
to nei form che richiedono
ripetitivamente informazio¬
ni, oppure si potrebbe sta¬
bilire che un tasto simula il
doppio click, e cosi via. Il
bello è che il pannello di
controllo di questo mouse
già possiede una serie di
impostazioni che coprono
pressoché tutte le esigen¬
ze di un utente comune.
Infine passiamo alla tou¬
chpad, che, oltre alle intrin¬
seche sue funzioni, per¬
mette di scrollare le pagi¬
ne della fine¬
stra presen¬
te. A questa
funzione so¬
no deputati i
corridoi late¬
rali destro e
inferiore
dell'area di la¬
voro. All'inizio
occorre farci un po’ la mano, ma già do¬
po una diecina di minuti i movimenti e
l'uso divengono fluidi e naturali. E non di¬
mentichiamo infine un tastino, "abe"
che simula, sullo schermo, una tastiera
Kmimglon MouieWwki ■ Sotlngi I» All Ut he* PiognMM
[«. BMO» Bpocro B*>
Sottmgi lot. V Al Dthai Piogranw
1.
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down io tiim cn Ottoni Cui»
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All
La touch-
pad non è,
all'inizio,
mezzo faci¬
le da usare
Alcune regolazioni della
sensibilità potranno aiutarci.
Maket Ita cura mow« fi a In* SatedltokayclohokJdnwitoUjnanAraOf^
touchpad. Quella qui implementata è
davvero sensibilissima, capace di reagire
al doppio click, pardon a. doppio battito,
con sicurezza; ma il vero punto di forza
sta nella sinergia di tutti i componenti,
che offrono una nuova, funzionale inter¬
faccia verso Web e, ci sia consentito, più
genericamente verso la macchina.
Mg
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
141
di Franco Paiamaro
dverviev</
Snap! Server
Un piccolo Storage
server totalmente
Plug & Play
Oggi esaminiamo un prodotto abba¬
stanza interessante, anche se, come
destinazione d'uso, dedicato a chi ha
già installata una piccola rete.
Si tratta di uno Storage server (cioè di
una macchina dedicata esclusivamente
alla centralizzazione e all'archiviazione
dei dati e dei file comuni su disco rigi¬
do), in pratica è un "disco di rete".
Immaginiamo di avere una rete di
cinque computer e sul server lo spazio
scarseggia, e non è possibile rimuovere
alcun file in quanto sono tutti necessari.
A questo punto, sarebbe necessario
aggiornare il sottosistema dischi del
server, con tutte le conseguenze del ca¬
so (specie se abbiamo uno stripe set
RAID oppure un mirrar set).
Oppure optiamo per un "disco di re¬
te", uno Storage server, e ci risparmia¬
mo ore di lavoro e di mal di testa... spe¬
cialmente se usiamo uno Snapl Server.
Infatti, per l'installazione non è richie¬
sta alcuna conoscenza specifica in tema
di reti: basta avere qualche esperienza
di lavoro con Windows (o MacOS) e un
browser Internet.
Lo Snapl Server di Meridian è pro¬
gettato per essere integrato in una rete
TCP/IP preesistente, nella quale s'inse¬
risce semplicemente collegandolo ad
una presa RJ/45, ed è compatibile con
Windows e MacOS.
Niente di più facile, quindi, di inserire
la spina nella presa della 220, e collega¬
re alla rete la macchina con un classico
cavetto "patch" cat.5 UTP (non è previ¬
sto il collegamento con cavo coax); do¬
po alcuni minuti, necessari per il setup
del sistema operativo all'interno dello
Snapl, il disco sarà visibile nella finestra
delle risorse di rete.
Snap! Server
Produttore:
Meridian data, Ine.
Distributore:
Upware Silene srl
le Oli 3833083
Prezzo (IVA esclusa)
L 2.500.0001
Nel caso non sia presente un
server DHCP sulla rete, sarà ne¬
cessario impostare un indirizzo IP
sul server Snapl. utilizzando il
software di gestione accluso, per
poter poi accedere alla risorsa.
La Meridian ha fatto un discre¬
to lavoro di progettazione, lo
Snapl è molto semplice nelle li¬
nee, di un inconsueto color caffè
e sufficientemente piacevole alla
vista,
Non presenta comandi, a parte
l'interruttore di accensione e una
serie di quattro LED indicanti lo
stato della macchina
L'apparecchio è totalmente ge¬
stito con un'interfaccia Web, in-
Solo un connettore per la rete, l'interruttore di
alimentazione e la presa per la 220
142
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Snap! Server
Particolare della scheda di gestione
dello Storage server;
in basso, la SIMM della memoria, a
sinistra di questa la CPU AMD, al
centro ed in alto a destra i due chip
ALI, a sinistra i connettori e il chip
Intel dell'interfaccia di rete
fatti, è sufficiente digitare
l'indirizzo IP del proprio ser¬
ver Snap! in Explorer per ve¬
dere apparire la finestra delle
impostazioni del server.
E' possibile impostare tut¬
ti i parametri di accesso e
condivisione, come su un
qualsiasi altro file server.
Al limite, può essere utiliz¬
zato per ampliare la capacità
di una singola macchina, do¬
tata di una scheda di rete e
procurandosi un cavetto in¬
crociato: certo, il prezzo di¬
venta eccessivo, ma diventa
facile anche portare i dati da
una rete all'altra (viste anche
le dimensioni e il peso ridotto dell'appa¬
recchio).
Tecnicamente, lo Snap! Server è
semplicissimo: utilizza un processore
AMD 5x86 - P75 (in pratica un 486 DX5
a 133 MHz) con chipset ALI ed è pre¬
sente un singolo slot per la memoria di
sistema (già occupato da una SIMM da
32 Mbyte di RAM). Il disco rigido è un
Western Digital 28400 EIDE da 8,4
Gbyte.
Tutta l’elettronica di gestione è con¬
tenuta m una singola scheda, imbullona¬
ta ad una lastra sagomata di alluminio
su cui trovano posto anche il disco rigi¬
do e la scheda dell'alimentazione.
Internamente è previsto un secondo
vano per un disco rigido aggiuntivo,
sempre con l'interfaccia EIDE: acqui¬
stando lo Snap! Server con due dischi
rigidi, è possibile impostare un mirror
set in modo da mettersi al riparo da
eventuali guasti.
Tra l'altro, il sistema operativo (a 32
bit) è proprietario ed è residente su FLA¬
SH Ram, quindi inaccessibile a Virus.
L’aggiornamento del firmware della
macchina è eseguibile dall'utente, e
non presenta problemi
particolari (6 più o me¬
no come aggiornare il
BIOS della propria
scheda madre).
Questo oggetto è di
per sé interessante, di¬
mostra in fondo che
non è necessario di¬
sporre di tecnologie e
potenze all'avanguardia
assoluta per realizzare
un prodotto valido.
Il modello da noi ri¬
cevuto è dotato di un
singolo disco rigido, e
pertanto non ne racco¬
mandiamo l'uso in am¬
bienti in cui la salva¬
guardia e la tutela dei
dati sono fondamentali.
Qualora fosse necessa¬
ria una maggiore sicu¬
rezza dei dati, consiglia¬
mo il modello con due
dischi, da configurare in
RAID 1. M 8
L'interno della macchina. 4 destra l'alimentatore,
e a sinistra il disco WD da 8.4 Mbyte A! centro si
nota il vano di predisposizione per il secondo di¬
sco rigido installato nel modello supenore
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
143
di Pierfrancesco Fravoliri
OverView
Traxdata
CDRW4424 Plus
Chi decide di acquistare un sistema
per la masterizzazione di CD, ha oggi va¬
rie possibilità. E' possibile infatti sceglie¬
re un sistema ad alte prestazioni, costi¬
tuito da un lettore CD-ROM ed un ma-
sterizzatore SCSI, e quindi una scheda
controller per la gestione di queste inter¬
facce. Sicuramente un sistema di questo
genere assicura le migliori prestazioni e
una superiore stabilità. Come sappiamo
infatti l'interfaccia SCSI, con il suo con¬
troller che non è altro che un completo
computer in piccolo, ha la possibilità di
impegnare pochissimo il processore cen¬
trale e quindi l'intero sistema. La copia
SCSI tra il CD-ROM e il masterizzatore
può essere fatta quindi, se il controller lo
permette, senza praticamente utilizzare
la CPU, che quindi può essere utilizzata
per altre cose. Alcuni di voi, leggendo
queste righe forse sorrideranno, o forse
rimarranno meravigliati: fino a poco tem¬
po fa infatti chi voleva assicurarsi una re¬
gistrazione sicura su CD-ROM era obbli¬
gato a tenere aperto solo il programma
di masterizzazione, ad incrociare e a spe¬
rare che Windows 95, o 98 non attivasse
autonomamente qualche task che avreb¬
be irrimediabilmente rallentato il pro¬
gramma di registrazione, svuotato il buf¬
fer del masterizzatore e rovinato sicura¬
mente il CD. Fortunatamente i costrutto¬
ri di hardware sono corsi ai ripari proget¬
tando e realizzando periferiche sempre
migliori, in particolare con buffer dati
sempre più grandi. Ora è possibile ma¬
sterizzare un CD-ROM e contempora¬
neamente utilizzare Microsoft Office,
Traxdata CDRW4424 Plus
Produttore e Distributore:
Traxdata Italia SRL
Via Poncielli <1
20063 Cernusco Sul Naviglio. Milano.
Tei 02 921 12092
Fa. 02 921 12097
E-mail traxdatat@rraxdata.it
Prezzo: UVA esclusa)
L *49 000
collegarsi ad Internet o, in generale, ave¬
re più programmi in funzione. Certa¬
mente basta non esagerare e non cerca¬
re di caricare, ad esempio, una immagi¬
ne di 10 megabyte in Photoshop ecc
I sistemi EIDE
Oltre ad un sistema di masterizzazione
SCSI, è possibile acquistare anche un me¬
no costoso masterizzatore EIDE. Questo
tipo di interfaccia è già presente all'inter¬
no dei computer, e ad essa vengono nor¬
malmente collegati gli hard disk e il lettore
CD-ROM Chiaramente chi si rivolge ad
un sistema EIDE risparmia sicuramente
sul costo dell'interfaccia, e in secondo
luogo sul prezzo del lettore CD-ROM e
del masterizzatore, dì solito meno costosi
delle corrispondenti periferiche SCSI. L’in¬
terfaccia EIDE ha lo svantaggio di essere
gestita in tutto e per tutto dal processore,
il quale viene quindi impegnato durante la
masterizzazione. Non ci sono invece pro¬
blemi di velocità: il canale EIDE permette
tranquillamente il transito dei dati alla
massima velocità permessa dal masteriz¬
zatore, che ricordo, nel caso di un sistema
4x come quello di questa overview, 600
kbyte al secondo.
I kit di masterizzazione
Traxdata, da sempre tra i leader nel
campo della masterizzazione e da sem¬
pre stata un'accesa sostenitrice dei kit di
masterizzazione, sistemi completi quindi,
nei quali l'acquirente trova tutto il neces¬
sario per trasformare il suo computer in
una completa stazione di masterizzazio¬
ne. In particolare nel kit qui proposto, tro¬
viamo un masterizzatore EIDE 4x, i cavi
di collegamento, sia quello EIDE che
quello di alimentazione, le viti e il softwa¬
re di masterizzazione. Sarà facilissimo
per voi montare questo sistema nella vo¬
stra macchina: basterà scegliere un ca-
144
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Traxdata CDRW4424 Plus
L'oltana Traxdata include anche un altro kit di ma¬
sterizzazione, il CDRW2224 Plus Tale kit e basato
su un mastenzzatore in grado di registrare CD-R e
CD-RW ad una velociti massima di 2x. mentre la
lettura viene latta ad una velociti di 24x Tale kit e
chiaramente dedicato a chi vuole avere un sistema
di masterizzazione completo ma a basso costo An¬
che m questo caso si tratta di una macchina con in¬
terfaccia EIDE. e quindi facilmente installabile in
qualsiasi computer In questo caso viene fornito,
come software di masterizzazione il programma
WmOnCD. versione 3 6 II sistema è dedicato chia¬
ramente agli utenti con un budget limitato, il prezzo
del kit infatti di L 349 000 IVA esclusa
naie EIDE, tipicamente il secondo, met¬
tendo master il lettore CD-ROM e slave
il masterizzatore, collegare i cavi, e in¬
stallare il programma per masterizzare.
Il 4424
Il masterizzatore in questione è una
unità, con buffer dati da 2 megabyte,
che consente di registrare a 4x anche su
CD-RW, riscrivigli. Questa caratteristica,
unita alla possibilità di utilizzare software
di packet writing come quello della Ce-
Quadrat dell'Adaptec, consente di utiliz¬
zare il CD-RW co¬
me un vero e pro¬
prio hard disk ri¬
movibile, oltretut¬
to caratterizzato
da una velocità si¬
curamente non
bassissima. I CD-
RW tra l'altro sono
utilissimi per i
backup del proprio
disco rigido, o per
l’interscambio dei dati tra computer, con¬
siderando anche che i prezzi di questi di¬
spositivi si sono abbassati notevolmente.
Assieme al masterizzatore viene forni¬
to in bundle il programma Nero Burning
Rom, della casa tedesca Ahead, nella sua
ultima versione Questo è uno dei pro¬
grammi attualmente più gettonati perché
consente di controllare completamente il
processo di masterizzazione e risulta mol¬
to stabile ed affidabile Tra le caratteristi¬
che principali la
possibilità di crea- _
Sul retro troviamo i con¬
sueti connettori per l'in¬
terfaccia EIDE. l'alimen¬
tazione e le uscite audio
analogiche Non è pre¬
sente invece l'uscita digi¬
tale S/PDIF. uscita che
troviamo ormai nella qua¬
si totalità dei lettori CD
da computer
re CD mixed mo¬
de, e CD ibridi, ol¬
tre a CD-ROM di
boot, CD-ROM
formattati UDF e
CD-Video.
Nelle prove ef¬
fettuate (il maste-
rizzatore è stabil¬
mente montato
nel mio computer
Assieme al masterizzato-
re viene fornito il pro¬
gramma Nero Burning
Rom, nell'ultima versio¬
ne rilasciata. Tale
software, tra i più usati
dagli utenti di mastenz-
zatori, consente di avere
un ottimo controllo del
processo di registrazione
e consente, tra le altre
cose, di creare dischi
mixed mode e video CD
in ufficio, e masterizza CD a tutto spia¬
no per tutta la redazione) non si sono ri¬
scontrati problemi, Anche registrando a
4x è stato possibile utilizzare il compu¬
ter per fare altre cose, tipicamente scri¬
vere e navigare su Internet. Nei 15 gior¬
ni di intenso utilizzo ho "bruciato" un
solo CD. ma perché era andata via la
corrente I
Ci troviamo da¬
vanti ad un sistema
di ottime caratteri¬
stiche che. consi¬
derando che nella
confezione, oltre al
masterizzatore, ai
cavi, al software e
al manuale, trovia¬
mo anche un pen¬
narello per scrivere
sui CD masterizza¬
ti, e che il kit viene
proposto a poco
meno di 450 000 li¬
re IVA esclusa, ap¬
pare particolarmen¬
te conveniente.
ras
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
145
Internet Explorer
Tip&trick
di Raffaello De Masi
orar-g. on
a.-pg.vAmN': or
SAfiyAv mj o*
MAffiOTT RfTL-A 0 36
OTa.iftr.tf ac o«
BlnM»«<iT»PrlvifS«imlHannià;
MigfluX'Bit.RsBntOfaijHS
Oa 110 Qtfm
OalUSpn
oanooTp*
Premendo FI I potrete avere a disposizione, immediatamente, tutta la finestra, senza scorrere menu e
opzioni
Ho faticato dieci anni per scrollarmi
di dosso l'etichetta di Macchista (neo¬
logismo per "utente smaliziato del
Macintosh"), Ognuno nasce con una
croce; grandi attori hanno visto la loro
vita artistica rovinata da un maledetto
personaggio che gli si è attaccato co¬
me la carta moschicida. E cosi
Cristopher Lee. pregevolissimo inter¬
prete sheakespeariano. ha passato la
sua vita a convincere di essere una
persona mite, che mai si sarebbe so¬
gnata di far male a una mosca, né tan¬
to meno aveva mai avuto intenzione di
succhiarsi donnine procaci come cor¬
bezzoli, o di far venire i vermi ai ragaz¬
zini. Ubaldo Lay, altro pregevole attore
di teatro, non è mai riuscito a prende¬
re le distanze da Ezzy Sheridan (che,
detto così, pare più che altro la marca
di una lavanderia), e di Peter Falk
ognuno ricorda la "mise" colombiana,
ma non la pregevole interpretazione in
"Angeli con la pistola".
La mia modesta persona è stata,
per tempo lunghissimo, indicata, an¬
corché immeritatamente, come "quel¬
lo del Macintosh" A mia madre, una
volta, chiesero se fossi io quello che
scriveva su Emmecci. E lei. povera
donna di casa, non sapendo che dire,
rispose che però ero anche tanto buo¬
no e affettuoso con lei e mio padre.
Poi, un paio di anni fa, decisi di scrol¬
larmi di dosso quest'indesiderato mar¬
chio di esclusività, ma non immagina¬
vo neppure quali nubi si addensavano
sulla mia testa
Nello stesso periodo misi mano a
questa rubrica con una serie di T&T
destinati al PC. Tre puntate di fila, se
ben ricordo, che, manco a dirlo, squar¬
ciarono i veli che, in tutto il mondo,
ancora avvolgevano le finestre del
buon Bill. Da allora sono divenuto il
consulente-confessore del libero po¬
polo degli smanettatori italiani. E' vero
che noi siamo un popolo di SPN (che
non è una nuova notazione matemati¬
ca, ma l'acronimo di Santi. Poeti e
Navigatori), ma non immaginavo mai
che ci fossero tante persone che pas¬
savano le notti insonni cercando di
scoprire cosa succedeva combinando
insieme la pressione di venti tasti, o
verificando se. accennando alla chitar¬
ra la Ninna Nanna di Bezey, il compu¬
ter passava in Stand-By o si spegneva
da solo
Oggi ricevo mediamente una quin¬
dicina di richieste d'aiuto alla settima¬
na, e molte di queste, quando interes¬
santi. le avete viste nella posta di MC.
A molte rispondo, a molte no. se il
quesito è banale e magari, nel frattem¬
po. il postulante ha già trovato la solu¬
zione. A certe altre non posso proprio
rispondere, come si dice dalle mie par¬
ti. "non è forza miai". Come faccio a
dare una risposta a uno che mi chiede
come fare, usando Internet, a convin¬
cere Naomi a uscire con lui (se avessi
avuto la soluzione, vi pare che la pas¬
savo a lui!)? 0 magari un altro deside¬
ra sapere come scrivere un program¬
ma universale per crackare i program¬
mi protetti. Insomma, est modus in re¬
bus, che sarebbe come dire "diamoci
una regolata!"
Ciononostante devo confessare che
la cosa, in fondo, mi fa piacere, visto
che questo mi consente di chiedere
continuamente nuovi aumenti di sti¬
pendio (puntualmente rifiutati!). Ci ho
146
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
All'indirizzo htip://microsolt com/wmdowsAe/
webaccess/ 6 possibile trovare numerosi tool per
personalizzare e raffinare in nostro Explorer. La
guaine e varietà delle utility presenti e elevata
provato in tutti i modi, anche inginoc¬
chiandomi a terra, e facendo, ignobil¬
mente, leva su sentimenti che spera¬
vo albergassero nell'animo del capo
Mi è rimasta solo l'etichetta del
Tipparo-Triccaro, E, per non smentire
la vox popoli, ecco un'altra raffica di
notizie e istruzioni piu o meno nasco¬
ste Solo che stavolta si riferiscono al
nostro browser
Compagni per la vita!
E' indubbio che il browser sia oggi
divenuto, insieme al Client di e-mail, il
programma più utilizzato al mondo.
Browser significa chiave di accesso
Il tasto Cerca è, per
cosi dire, language dri¬
ver. vale a dire che
apre finestre di ricerca
con i motori relativi in
duella lingua. Conviene
metterci le mani per
modificarne numero e
presenza.
Esportare la lista dei
'Preferite, può tra¬
sformarsi m una buo¬
na ancora di salvez¬
za. piu o meno un
backup di un file pre¬
zioso
alla Rete: senza di
esso il Web, al¬
meno nel formato
http, ci è precluso
o quasi. L'arrivo,
poi, di W98 e del¬
la sua integrazio¬
ne con WExplorer
ne ha. di fatto,
sancita la quasi in¬
dispensabilità. E.
proprio per essere
i programmi più
immediati e di
continua utilizza¬
zione. sono anche
quelli più noti e.
per forza di cose,
anche in meno
complessi da uti¬
lizzare I progettisti ci hanno speso fior
di risorse per renderli facili, immediati,
senza particolari setup da usare.
Ciononostante, a volerci scavare den¬
tro. qualche cosa la si riesce sempre a
recuperare
Qualche piccola precisazione, prima
di iniziare, utilizzeremo come modello
di base Windows Explorer, ma è d'ob-
bligo precisare che la maggior parte
dei consigli sono applicabili, mutatis
mutandis. a Commumcator.
Comunque, mente paura; per l'an¬
cora immenso esercito degli aficiona-
dos del sempiterno Netscape (che ci
auguriamo, a giorni, di rivedere di nuo¬
vo alla ribalta a dominare questo am¬
biente) ci sarà tutto quanto necessario
e specifico
Niente più preamboli; passiamo al
sodo. Solo una precisazione il brow¬
ser è, in fondo, un ambiente "facile"
Quindi molti dei suggerimenti che leg¬
gerete vi sembreranno banali!
Perdonate il De Masi, ma pensate che
ci sono tante persone che sicuramen¬
te li ignorano. In fondo, questa rubrica
si chiama ABC e non XYZ, non vi pa¬
re?
Dunque partiamo Molti sanno che
cliccando col tasto destro sul toolbar
si può selezionare "Personalizza", co¬
sa che consente di aggiungere e ri¬
muovere bottoni, cambiare ordine di
come si presentano, modificare le ico¬
ne e "spegnere" le label di testo Un
po' meno gente sa che è possibile
cambiare la "stoffa" di cui sono fatti i
toolbar. Occorre però andare all'indiriz¬
zo nttpv/miciosott com/winaowsTI
le/webaccess/tbwlpapr.exe
Premendo F11 è possibile passare
alternativamente da e verso il full-
screen mode, con un r-click sulla barra
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
147
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$ a -zi j a- j
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_ TH Mg^' kl-j-M
Gfcs2s3>2a£>
r.a «h «— !»■ — .« !• *w
più in alto è anche possibile scegliere
quali, di queste, visualizzare o no.
Sovente i provider di servizio applica¬
no grafica e logo scorrevoli. Andare in
c:\Programmi\lnternet ExploreA
Signup e cancellare i file BMP che ci
trovate (o magari li potete sostituire
con altri di vostro gradimento). Se da
bravi pionieri avete scaricato il vostro
browser da qualche sito parallelo, vi
sarete ritrovata la riga "provided by
XXX" . Per eliminarla lanciare Regedit,
chiamare Modifica->Trova e cercare
l'XXX del fornitore. Premere F3 fino a
trovare il titolo della Finestra che vi in¬
teressa. Ci scoprirete la stringa da mo¬
dificare
Lavorare stanca!
Perché sprecare due gesti quando è
sufficiente uno? I navigatori della Rete
divengono sempre più pigri, man ma¬
no che migliora la qualità del loro
browser, Contribuiamo anche noi
all'aumento generale del colesterolo,
accennando a una serie di short-cut.
Quante volte è capitato di perdere
quello che si stava scrivendo nella bar¬
ra dell'indirizzo, a causa del browser
che. nel frattempo, interveniva sparan¬
do sulla riga il suo indirizzo, quello del¬
la pagina che stava scaricando.
Premendo Alt-D si seleziona automati¬
camente tutta la riga, cancellandola
appena si comincia a battere alla ta¬
stiera
Il modo più rapido per scorrere una
pagina è schiacciare la barra spaziatri¬
ce . eventualmente combinando con
lo Shift. Per andare indietro di una pa¬
gina, premere BackSpace o Alt-frec¬
cia sinistra Per andare avanti, invece,
premere Alt-freccia destra o Shift-
Alcuni siti interessanti,
da cui scaricare acces- |]
sonstica per il nostro
Explorer
BackSpace. Per
saltare diverse pa¬
gine, schiacciare
le freccine vicino
ai bottoni di
Avanti e indietro.
Una piccola raf¬
fica di shortcut:
Ctrl-E apre l'Assis-
tant di ricerca.
Ctrl-I apre la fine¬
stra dei bookmark
(Preferiti in Explo¬
rer) , Ctrl-H apre la
cronologia , Ctrl-D
aggiunge la pagi¬
na corrente ai Preferiti, nella root prin¬
cipale. mentre Alt-A la mette in una
cartella specifica.
Riposiamo ancora un poco ricordan¬
do che sovente è sufficiente battere
solo il nome del sito, senza suffissi e
prefissi, per andare direttamente alla
pagina (se questa termina col suffisso
com). Altrettanto utile può essere la
funzione di Autocompletamento, se
attiva, che funziona sia nella barra di
indirizzo sia nelle caselle dei form. Se
vi accorgete di aver commesso un er¬
rore. e che state portandovi appresso
una stringa indesiderata, evidenziatela
nella lista che si spalanca sotto la riga
dell'URL, e cancellatela con il Delete
Se poi volete cancellare tutta la lista
dei suggerimenti, andare in Strumenti-
opzioni lnternet-> e cercate, nella fi¬
nestra Avanzate, l'opzione Usa il
Completamento Automatico.
Finalmente è possibile salvare tutta
una pagina Web. con tutto quello con¬
Using tho Bloomberg Explorer Bar
Reqinr»m*nts
T*» »'• *«■*«•• E «do
wra» «* •vedevi «t o» tfT Vo<j c*«ba wm E-z>ir»*i •.
•o»** «C M
Descnption
tenuto all'interno, come le immagini.
Nella finestra "Salva" scegliere
Pagina Web Completa o, meglio anco¬
ra "Archivio Web per e-mail", per "im¬
pacchettare" tutto in un unico file
Per sapere dove è andata a finire un
programma o un file scaricato, schiac¬
ciare il bottone "Apri cartella". Vi pia¬
ce lo sfondo usato in una pagina Web
e magari desiderate usarlo come wall-
paper del vostro desktop? R-Click e
opzione Copia lo Sfondo (rispettiamo
proprietà e copyrigth altrui).
L'assistente di ricerca è un tool di
qualità per eseguire ricerche sofistica¬
te Cliccando il bottone Cerca lo si
apre. Cliccare Personalizza e usare i
bottoni blu per spostare al primo po¬
sto il motore preferito. L'assistente vi
permette anche di privilegiare i motori
italiani (o di un'altra lingua) andando in
Tool-> Internet Option->General e clic¬
care Lingue; Cliccare Aggiungi, sele¬
zionare quel che si preferisce, e clicca-
148
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
fi lift
re OK. Se trovate un sito utile, andare
a Strumenti e scegliere "Mostra colle¬
gamenti correlati"
Le nostre
tracce in mare
Il menu dei Preferiti diviene soven¬
te una lista selvaggia, senza ordine e
nesso. Già mettere in ordine alfabeti¬
co può essere utile. Il risultato lo si ot¬
tiene con r-click e scegliendo l'ordine
alfabetico; un trucco per mantenere al
top i siti più importanti ci viene dagli
annunci sui giornali Far precedere i
nomi da uno o più A (o da un numero).
Per riposizionare un indirizzo nella li¬
sta dei Preferiti, cliccare il nome nella
lista e aspettare un paio di secondi.
Sarà poi possibile trascinare la riga do¬
ve si crede più opportuno. Non è pos¬
sibile eliminare le voci di Menu
Collegamenti e Canali dal menu
Preferiti, ma li si può nascondere r-
cliccando sugli elementi indesiderati,
scegliendo Proprietà, e selezionando
l'opzione Nascosto. E' possibile creare
segnaposti per i Preferiti; lanciare
Windows Explorer e andare a
C:\Windows\Preferiti. R-click su que-
st'ultima cartella, o su una delle sue
sottocartelle, selezionare "Proprietà"
e scegliere di abilitare l'attivazione di
Visualizzazione di Anteprima. Aprire la
cartella che si è modificata, seleziona¬
re Visualizza->lcone piccole. Da que¬
sto momento Explorer creerà delle mi-
mversiom dei vostri siti favoriti.
Tutti per uno. Andare in Archivio e
usare la voce Esporta; la procedura
guidata ci permetterà di esportare, in
un'unica pagina HTML , i preferiti e i
cookie. Buono per scopi di backup.
Tutti sappiamo che è possibile creare
un bottone a una barra di link sempli¬
cemente trascinando l'indirizzo sulla
barra, ma quanti sanno che su questa
barra è possibile trascinare anche un
collegamento DUN, o magari un colle¬
gamento a un qualunque programma
(ad esempio un monitor di costo di
collegamento). Se vi serve ricordare
un link al volo, andateci sopra con il
puntatore e "trascinatelo" sul desk¬
top. Lo cancellerete poi con comodo
Siete di quelle persone che, quando
comprano un'auto, la vogliono con tut¬
ti gli accessori? Andate a http://www.
microsoft.com/windows/ie/webac-
cess/default.asp per scaricare un kit
quasi necessario (nella stessa pagina
troverete molte altre interessanti co¬
se), Preoccupati per la vostra sicurez¬
za? Potete cambiare i relativi livelli.
ImmìtàSoftware
1 WkH-UrtM
http //WWW mmd-
spring net/-dpoch/emg-
malie/ , un buon sito
dotato di tool interes¬
santi destinati al ma¬
neggio della cache
AoymicuiiBMf» w«- iti» «li rvti*) loMv* uptuOuhniiHMi #11 : »
Come see our /ree software produci s
-mtm,* H ni i* ( nrfetaf Ut 9 Ni 4T) 7to« <éh*ì O- f»4 m ** m«~ Oh* Imm
t " im +f w «fl. * ftw ««7*4 r»rt»4 •?.< « oaB* M tnr, maà
*>•' **«jr kuiiui U »•'. *.i< ;rr.' 'ilfcr *j_a t a
Mostra gli argo¬
menti correlati" può
farci risparmiare
tempo e denari tm
termini di spese di
collegamentoI
ciccando diretta¬
mente sul globo
presente nella barra
di stato (in basso a
destra). Vi danno fa¬
stidio gli ospiti non
invitati? Disabilitate
i cookie andando in
Strumenti->Opziom
I n t e r n e t-> P r o-
tezione-> Perso¬
nalizza livello (vi ci
troverete altre nu¬
merose opzioni),
Tenetevi sempre
aggiornati sulle falle
che, ogni tanto, il
vostro browser of¬
fre agli hacker (an¬
che se ci pare poco
probabile che a
qualcuno interessi quello che c'è sul
nostro personal), visitando periodica-
mente Un.) //www micrgsoTt coiìTI
Windows/ie/security/default.asp
Conclusioni
Accidenti, come passa lo spazio a
disposizione! Vuol dire che di
Communicator parleremo una prossi¬
ma volta (può darsi che nel frattempo
la vera nuova versione sarà pronta!).
Ma, prima di chiudere, giusto due co¬
sine simpatiche; anzi una cosa sola, vi¬
sto che Rino mi guarda in cagnesco.
Se pensate che il vostro sito sarà
bookmarcato (che orribile parola) da
qualche utente, costruite , con il vo¬
stro editor di bitmap. una icona di
16x16 pixel, m 16 colori, chiamatela
favicon.ico (che poi sarebbe l'ibrido
parto delle parole favorite icon) .
Fatene l’uploading nella directory radi¬
ce del server, mettendola al livello più
alto, quello, tanto per intenderci, dove
sta la pagina home.htm, index htm o
default.htm Quando un visitatore rac¬
coglierà. nei preferiti, il vostro indiriz¬
zo, l'icona sarà mostrata accanto al no¬
me che avete indicato A risentirci
MS
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
149
PROVE & PRODOTTI
a cura di Andrea de Prisco
Bryce 4
di Raffaello De Masi
E' mia ferma intenzio¬
ne. quando sarò chiamato
al redde rationem, di do¬
mandare al Padre Eterno
una cosa; padronissimo di
scaraventarmi dove gli
pare, tanto non gliene
mancheranno certo le
motivazioni. Ma prima di
mettermi a bollire in un
pentolone, con aromi e
verdurine di stagione, ho
da chiedergli una corte¬
sia, diciamo una specie
d'ultimo desiderio che,
preso faccia a faccia, non
mi potrà negare. Gli chie¬
derò di farmi fare un giret¬
to nell'universo.
Fin da quando ho avuto
coscienza e intelletto
(qualcuno dirà non molto
precoce, ma non credete¬
gli, sono tutte bugie), so¬
no stato sempre con la
testa in su, a guardare le
stelle. Le conosco tutte,
le più importanti, e quasi
tutte quelle meno impor¬
tanti, so individuare al pri¬
mo colpo tutte le costella¬
zioni, e non a caso ho pu¬
re orientato, in un periodo
della mia vita, i miei studi
in questa direzione. E io.
la notte, non ci dormo, a
pensare come potrebbero
essere le coste, le monta- 1 - '
gne, i fiumi, i mari, le
tempeste e il fondo degli oceani, le infi¬
nite creature che possono essersi svi¬
luppate sugli infiniti pianeti che popola¬
no la nostra galassia, e le infinite altre di
cui perfino ignoriamo l'esistenza.
Sarà uno spettacolo da prima fila, a
guardare pianure infinite o montagne in¬
nevate illuminate da due soli, fare un gi¬
ro su pianeti fiammeggianti, coperti di
ghiaccio o ancora in formazione, terre
giovani e lande antiche dove magari ci¬
viltà sono passate e si sono estinte E
pensate, visitare questi mausolei per
scoprire esseri intelligenti ma dalla for¬
ma completamente diversa dalla nostra,
MetaCreations
BryceM
4 DIMENSIONS OF CREATIVITY
Simplc to Icarn
3D Application
• Create Wandertul *
Naturalisti World*
• Easily Make
Animations
magari neppure corporei. 0 pianeti pen¬
santi, popolazioni all’inizio del loro svi¬
luppo, o giunte all'ultimo stadio della
conoscenza e dell'evoluzione. E poi fare
anche una puntatina all'mdietro. a senti¬
re il gran botto del Big Bang, magari per
vedere quello che c'era prima. O anco¬
ra. correre in avanti, per assistere a co¬
sa succederà quando il nostro universo
si collasserà su sé stesso.
Ma ancora di più m'interesserà visita¬
re la terra quando il sole sarà al suo cre¬
puscolo. Andare in giro per l'immortale
Atripalda, che ormai divenuta capitale
del mondo, si avvierà, sic transit gloria
mundi, al suo definitivo
tramonto. Sotto un cielo
color ruggine anche a
mezzogiorno, ripercorrerò
le sue amate strade, or¬
mai deserte e battute da
venti oscuri e fumigosi, a
ricercare i luoghi, sempre
intatti e sempiterni, della
mia giovinezza.
Comunque, nell'attesa,
che mi auguro lunga,
dell’evento, Metacreation
mi ha messo a disposizio¬
ne la quarta versione del
suo insuperabile Bryce. E
vi posso assicurare di
averci passato, prima di
mettere mano a questa
prova, diversi pomeriggi
molto divertenti a creare i
possibili scenari di questi
mondi che. in vita, sicura¬
mente non vedrò
Bryce 4,
quando il
meglio si può
migliorare
Di questo fantastico
pacchetto abbiamo, a più
riprese, parlato su queste
pagine La versione 1, ri¬
salente a qualche anno fa,
fu un vero sasso nello stagno dell'ela¬
borazione digitale dell'Immagine e, in
particolare, nell'area dei prodotti di crea¬
zione di scenari virtuali. In un paio d'an¬
ni la versione iniziale si è evoluta in ma¬
niera rapida e significativa, tanto che il
pacchetto, pur nel rispetto delle caratte¬
ristiche d'interfaccia che ne hanno fatto
la sua fortuna, si è sempre più affinato,
raggiungendo standard qualitativi diffi¬
cilmente pareggiabili da altri prodotti
concorrenti (che, occorre dirlo, nel cam¬
po specifico d'azione del nostro sono
come le mosche bianche)
Bryce. per i pochissimi lettori che
150
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Lo startup screen di Bryce 4.
La finestra pnncipale d'uso e di editing, del tutto simile a quella delle prece¬
denti edizioni, ma. a ben cercare, molto è cambiato
MetaCreations Bryce 4
Produttore:
MetaCtealions Coipoialion
6303 Carpmteria Avenue
Carpintena, CA93013
http://www.metacreations.com
Distribuito in Italia da:
Pico Srl
via Comminano 29
<12100 Regolo Emilia
tei 0522.511332
http://www.pico.it
Prezzo al pubblico (IVA esclusa) l 499 000
non hanno letto le nostre precedenti
prove, è un'applicazione stand alone, di¬
sponibile in ambiente Mac e Windows,
che permette di creare e animare am¬
bienti e paesaggi virtuali. Con Bryce è
possibile creare ogni tipo di veduta, da
spiagge incantate di qualche atollo per¬
duto dei mari del sud. a vette innevate
di catene montuose mai toccate da ma¬
no umana, da paesaggi calcinati di Mer¬
curio. con laghetti di metallo fuso e roc¬
ce incandescenti, a lande ghiacciate illu¬
minate dagli anelli di Saturno. E se ave¬
te intenzione e fantasia di illuminare
queste scene con due o più soli, magari
di colore diverso, o di annegarle in una
notte illuminata solo da una o molteplici
lune, siete a un passo dal vederle, dopo
l'Installazione del prodotto.
Ad esempio, Bryce mette a disposi¬
zione controlli per manipolare cieli infini¬
ti, in cui cambiare a volontà i più impen-
I vari laboraton di lavoro e creazione di tinte, tessi¬
ture e materiali. Le combinazioni possibili, oresso-
ché infinite, nanno come limite solo l'immaginazio¬
ne Particolarmente interessanti gli ambienti di
creazione del cielo e degli effetti di movimento.
sati parametri, come ora del giorno, co¬
lore e dimensioni delle nubi. Usando i
controlli disponibili, è possibile regolare
la direzione della luce, scegliere insola¬
zione e albedo (nel caso della luna), co¬
lore e intensità del cielo, presenza di fo¬
schia o nebbia, e magari variazioni del
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
151
colore della volta celeste in funzione
dell'altezza sull'orizzonte. Scendiamo, è
il caso di dire, con i piedi per terra. E'
possibile usare Bryce per creare un'am¬
pia varietà di oggetti per "popolare" il
nostro ambiente. Oltre a creare compo¬
nentistica, come duomi, laghi, vette, pe¬
nepiani, è possibile creare una presso¬
ché infinito numero di terreni customiz-
zati, con il vantaggio di mutarne, al volo,
le caratteristiche, appena dovessimo im¬
maginare una variazione più gradita.
Il realismo di una scena e di un pae¬
saggio artificiale è frutto dell’accurata
scelta dei materiali usati per rappresen¬
tare la stessa. Nessun prato è comple¬
tamente verde e nessun mare è com¬
pletamente blu. Un ambiente collaterale
apposito, una vera tavolozza da esperi¬
mento, permette di creare tessiture e
sfumature cangianti, che possono simu¬
lare pressoché tutti i materiali, semplici
o compositi, che il mondo può offrire (e
anche diversi sconosciuti o impossibili;
pensate, che so, a un mare giallo o ros¬
so, o a una collina viola e dalla superfi¬
cie tramata come una stoffa)
E, vera rivoluzione di questa versio¬
ne. quando avremo finalmente realizza¬
to il nostro paesaggio ideale (in cui im¬
portare, magari, oggetti esterni, prodotti
con altri pacchetti), ecco aggiungere
una quarta dimensione al paesaggio, il
tempo. Un sole che sta tramontando, la
risacca di una riva, il vento che trasporta
la sabbia, la luna che segue il suo corso,
sono tutte componenti che forniscono
al mondo che ci circonda quell'anima¬
zione che gli conferisce, alla fine, la ve¬
ra essenza della vita.
Alcuni esempi forte¬
mente suggestivi, trat¬
ti dalle librene presenti
nel CD allegato.
Mezzi e risultati
Pur nell'evoluzione, rapida e avanza¬
ta. che lo ha caratterizzato in questo pe¬
riodo. Bryce ha conservato, cosa che
avevamo già evidenziato nella premes¬
sa, il suo ambiente di lavoro, le sue ta¬
volozze, i suoi righelli. Chi abbraccia
questa nuova release troverà sempre a
portata di mano, dove si aspetta che
siano, gli attrezzi cui era abituato.
La finestra di lavoro è quella già ben
nota ai lettori, dalla grafica inusuale e
accattivante, anche se talvolta non im¬
mediata nella comprensione e nell'utiliz-
zo. Come già noto, essa occupa com¬
pletamente tutto lo schermo, "inghiot¬
tendo" anche la barra degli strumenti di
Windows. La vista della scena mostrata
nella finestra di lavoro è gestita da una
"telecamera", che è possibile spostare
in diverse prospettive In un angolo del¬
la finestra è il pratico riquadrino del
"Nano-review”, che mostra, in forma fi¬
nale, come si presenterà la scena, sfrut¬
tando la velocità di renderizzazione di
una finestra così piccola. Questa fme-
strma ha anch'essa, preorganizzata, una
serie di punti di visuale, destinati a farci
rendere conto di cosa accadrà in tre di¬
mensioni. Giusto sotto questa, c'è il
View control, che fa, in pratica l'opera¬
zione opposta, con lo spostamento del¬
la scena tenendo invece ferma la came¬
ra. I controlli sono affidati alla già nota
trackball, e a una serie di pulsanti è de¬
stinato la verifica delle fasi di rendering
Certamente la palette più interessan¬
te è quella dei tool, basata su cinque
sottoambienti diversi, con numerosi at¬
trezzi originali in questa versione Essi,
chiamati genericamente tavolozze, so¬
no, nell'ordine di comparizione, il Create
palette, L'Edit, lo Sky&Fog, l'Advanced
Display palette, la Selection palette e
una serie di controlli di animazione
Molte di queste sono collegate, attra¬
verso un comando, a gruppi di librerie di
valori, tinte, tessiture, superfici reimpo¬
state.
Editor e movimenti
Come dicevamo, a prima vista la let¬
tura del nuovo banco di lavoro della
versione 4 sembra poco diverso dal
precedente. E invece molte sono le
differenze, a ben guardare tra le diffe¬
renti opzioni offerte dalle numerose
sottofinestre e sottoambienti. In parti¬
colare hanno assunto, in quest'edizio¬
ne, grande importanza gli editor, che si
basano su tre categorie diverse di in¬
tervento, i Terram editor, i Material Lab
e gli Advanced Motion Lab.
Il primo sottoambiente è la fucina
dove vengono creati i terreni che inte-
152
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Tesseranno la scena; questo si divide
in tre aree di lavoro, in cui l'elevazione
e chiamata a generare i terreni e ad
editarli, il filtro permette di modificare
la curva caratteristica degli stessi, per¬
mettendo di apportare sottili cambia¬
menti alla topografia, e, infine, il "pie-
ture", l'ambiente disegno, permette di
applicare immagini in 2D per creare su¬
peraci topografiche
Di gran fascino e suggestione è il la¬
boratorio materiali, dove vengono, ap¬
punto, creati le sostanze, i prodotti, i
composti che rappresenteranno gli og¬
getti- Combinando fino a quattro tessi¬
ture su una griglia di composizione di
base, è possibile generare superba di
notevole complessità, capaci di fornire
agli oggetti quella "vitalità" tanto ricer¬
cata nell'elaborazione realistica dell'im¬
magine La raffinatezza dell'ambiente è
tanto avanzata da raggiungere livelli di
accuratezza davvero impensabili; tanto
per fare un esempio, si possono edita¬
re separatamente i materiali della su¬
perficie di un oggetto e quelli del suo
volume. La combinazione dei due
"prodotti" dà. sovente, risultati inim¬
maginabili e gradevolmente imprevedi¬
bili.
Il terzo "laboratorio" è quello
dell'Advanced Motion, dove è possibi¬
le raffinare le fasi del movimento. La
tecnica è quella già nota in altri prodot¬
cui abbiamo diverse volte descritto sul¬
la nostra rivista Rispetto ad allora tutto
è divenuto ancora più amichevole, i
tool ancora piu potenti e diversificati,
le librerie ancora più estese e raffinate.
Che oggi siamo di fronte a un mezzo
potente e complesso lo dimostra la
presenza di un poderoso manuale di
istruzioni, contrario alla filosofia degli
altri prodotti di MetaCreation, che ave¬
vano a corredo, si e no, un cartoncino
di shorteut (comunque c’è ancora, an¬
che m questa versione)
Il pacchetto, sempre secondo que¬
sta teoria, doveva essere autoesplican-
te, e, infatti, lo era. ma la disponibilità
di un manuale di riferimento dà al pro¬
gramma dignità improvvisamente più
alta, quale effettivamente merita II tut¬
to a un costo modesto, anche in termi¬
ni di macchina su cui può girare, e in
considerazione del fatto che lo stesso
prodotto include ambedue le versioni,
per PC e Mac.
ti: si creano i foto¬
grammi chiave, si
chiamano i con¬
trolli di animazione
e si usano i tool di¬
sponibili per con¬
trollare modalità e
velocità di sposta¬
mento degli og¬
getti lungo un percorso prestabilito
Una volta stabilita la sequenza della
scena, è possibile chiamare in soccor¬
so altri tre tool, che controllano tre fasi
fondamentali dello sviluppo della scena
stessa, la curva di mappatura nel tem¬
po. la lista gerarchica dei rapporti e il
sequencer. Il primo gestisce lo svilup¬
po temporale delle immagini, permet¬
tendo accelerazioni e rallentamenti del¬
le scene durante il percorso stesso, la
seconda permette di editare i rapporti,
le connessioni e i legami esistenti tra
gli oggetti stessi e, infine, il sequencer
segue, passo passo, lo sviluppo della
scena, verificando esattamente dove
avviene la trasformazione di un ogget¬
to e quali parametri sono implicati.
Conclusioni
E cosi siamo arrivati a chiudere an¬
che la quarta review di questo pro¬
gramma, anzi meglio dire ambiente, di
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
153
*
CVweb2000
http://www.pluricom.it/ mcm/cv-web
Ad una rivista e nello specifico ad una rubrica che parla di video e di audio,
nel “2000" serve il massimo del dinamismo, il tempo reale se vogliamo.
Codec che appena presentati siano subito pronti per scaricarli e provarli...
... progetti e clip da mettere insieme e far sincronizzare...
... software applicativo, utility, generatori di effetti ed estensioni multimediali in genere,
da indicare e rendere immediatamente reperibili!
Se è questo che i nostri lettori vogliono, allora l’abbiamo azzeccata:
prenderemo ogni cosa di cui si parlerà su Computer & Video e la metteremo su CVweb2000!
di Bruno Rosati
Pr iinopuino
Figura 1 - La baita ai navigazio ne di CVweb2000: colorata e piena di cose belle dove navigare Si digita;
tyvww.piuricom.it/mcm/cv-weIi e si entra nel nostro, piccolo "duemila "I
... ma su CVweb2000 non ci sarà una
pedissequa versione interattiva dell'arti¬
colo. Ci sarà di meglio e di più!
Con non poca fatica, ma con grande
soddisfazione, abbiamo cominciato ad in¬
serirvi anche,.,
• dei cataloghi multimediali (schede d’ac¬
quisizione audio e video, controller, codi¬
ficatori di segnale, software di editing,
animazione, titolazione,,,)
• uno scrigno per il freeware più raro
• l'elenco per il
download di quanti
più plugin audiovisivi
ci riuscirà di rintraccia¬
re
• un "clip-store" nel
quale esporre e far
trovare tutti i clip au¬
dio e video che sarà
possibile farci entrare.
Figura 2 ■ Attivata la voce
Primopiano si entra nella
pagina dove sono elenca¬
ti tutti i numeri di riferi¬
mento con gli articoli ap¬
parsi su MC In questo
caso, ovviamente, pre¬
sentiamo solo il somma¬
rio del numero che state
leggendo
154
Insomma, nel nostro piccolo, provere¬
mo a fare le cose in grande!
Vediamole allora queste nuove rubri¬
che e, con la scusa, cominciamo a
(tra)scrivere il primo articolo-report che ri¬
specchia il primo numero di CVweb2000
nel tradizionale cartaceo di Computer &
Video.
Primopiano
E 1 la pagina di raccordo con l’articolo
cartaceo e la sua corrispondenza telema¬
tica. In pratica è quello che fino ad oggi è
stato C&Vweb. Su Primopiano, difatti.
ogni mese troverà posto il sunto dell'arti¬
colo corrispondente apparso su MC Nel¬
lo specifico del n. 200, verranno introdot¬
ti i due primi piani dedicati a.
• mediaWARE: GoldWave, VideoMaker,
Voice Memo e WillowTALK
• mediaLABS: Encoder Mp3 BladeEnc,
l’alternativa provata. La prova in linea, se
volete, oppure il download dell'encoder e
del suo FrontEnd ideale (FrontBlade)
nonché l'aggiunta di una piccola, ma effi¬
ciente utility come AntiPop. per la pulitu¬
ra dei file acquisiti da dischi in vinile e
musicassette.
Visto che abbiamo appena citato i due
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
friiiM'ffl? fr-
Figura 3 - Lo strillo sulla pagina introduttiva ai cataloghi: leggetelo Pene e
datevi da farei
contenitori di questo numero di C&V,
non ci resta che andarli a presentare. Per
questa prima occasione lo facciamo
dall'interno di Primopiano.
✓ I mediaWARE
1 - VideoMaker V2.3 (http://www.de-
monweb.co.uk/c3sys/vmaker.htm)
VideoMaker è la soluzione più a porta¬
ta di mano per la conversione di immagi¬
ni sequenziali in filmati AVI standard op¬
pure in GIF animate. Facile da usare, ve¬
loce ed efficiente. Insomma, da provare
subito!
2 - WillowTALK (http://willowpond.
simplenet.com/nav/products/willow-
talk/wtalktry.exe)
Con WillowTALK è possibile far legge¬
re al nostro PC (con timbro e pronuncia
di voce che preferiamo) il contenuto te¬
stuale di ogni genere di pagina Web, do¬
cumenti di Word, dati prelevabili da fogli
elettronici, ecc.
Per credere che tutto ciò sia vero - tra
l'altro WillowTALK comprende anche un
dizionario delle pronunce programmabile
- l'unica cosa da fare è scaricarlo e met¬
terlo alla prova.
3 - GoldWave 4.02 (http://www.
goldwave.com/gwave402. zip)
Che bella sorpresa: torna GoldWave,
uno dei primi e dei più diffusi Audio Edi¬
tor della prima epoca multimediale. Tra le
caratteristiche rinnovate della versione
4.02 spiccano i controlli visivi di un oscil¬
loscopio in tempo reale, effetti, datatype
per ogni genere di formato audio digitale
e (poteva mancare?) una funzione di CD-
ripper da CD-audio con supporto diretto
per la conversione in Layer-lll.
4 - VoiceMemo (http://www.de-
monweb.co.uk/c3sys/voicememo_se-
tup.exe)
VoiceMemo è un sistema di Audio
Recorder e di database. Tra le sue carat¬
teristiche, quelle di registrare e riprodurre
memo vocali. Un po' come fanno le
pocket per la dettatura vocale.
✓ I mediaLABS: BladeEnc Mp3 enco-
der, l'alternativa
provata!
La presenza di
BladeEnc e delle sue interfacce di lavoro
non è una novità in assoluto, almeno per
queste pagine. In effetti l'abbiamo già re¬
censito tempo fa e riportato a memoria
anche sul numero precedente. In questa
occasione non ci attarderemo perciò a
presentarlo di nuovo, bensì ne evidenzie¬
remo esclusivamente le qualità di codifi¬
ca, velocità e compressione.
In effetti, lo sappiamo ormai che l’en-
gine Mp3 di BladeEnc è più di una sem¬
plice sperimentazione universitaria (ben¬
ché cosi nacque). Tanto l'esperimento è
riuscito che BladeEnc è oggi una delle
migliori alternative agli engine più blaso¬
nati. Engine che, dopo la prevedibile fase
iniziale del "tutto gratuito", adesso offro¬
no le versioni più avanzate dei propri pro¬
tocolli a costi sempre crescenti. "C'est la
vie", dicono i francesi. Ma noi. fatta di
necessità virtù, abbiamo rintracciato que¬
sto gioiello della programmazione alter¬
nativa e ve l'offriamo in prova. Ovvia¬
mente insieme al suo front-end "preferi¬
to" e a una serie di audioclip codificati a
più livelli di compressione proprio per far¬
vi rendere conto delle varie possibilità
dell'encoder in questione.
Un nostro rapido e soggettivo giudizio
al riguardo ci porta ad affermare che Bla¬
deEnc regge magnificamente alla massi¬
ma qualità di codifica offerta (320 Kbit),
ottimamente alla prima intermedia (160
Kbit), bene alla seconda (80 Kbit) e... la¬
sciamo perdere a quelle di massima
compressione.
Figura 4 -... e final¬
mente, il primo dei ca¬
taloghi previsti. Nomi
e caratteristiche delle
schede video. I record
come potete vedere
non sono ancora mol¬
ti, ma mese dopo me¬
se e magari con il vo¬
stro contributo diven¬
teranno una lunga se¬
quela I
tiamo anzitutto
che BladeEnc ri¬
duce 5:1 a 320
Kbit, 10:1 a 160
Kbit e 21:1 quan¬
do scende come
risoluzione al limi¬
te degli 80 Kbit.
Massima regola¬
rità di un algorit¬
mo che produce
una compressio¬
ne scalare precisa e, lo noterete voi stes¬
si utilizzandolo, con rapidità. Nel confron¬
to con la combinazione tra il Converter
del Registratore di Suoni di Windows e
l’engine Layer-lll del Fraunhofer Institut,
BladeEnc e FrontBlade lavorano di gran
lunga più velocemente.
Non c'è nell'altro da dire e molto da
provare. Impacchettiamo i file dell'enco-
der e del front-end in un unico zippato
(bladekit.zip - 289 Kbyte) e, insieme ai file
campione compressi a vari livelli in Mp3,
ve ne rendiamo prova e giudizio.
Freeware
WAV
FILE
Bassin
1.27 Mb
231 Kb
116 Kb
58 Kbyte
Phantom
1,81 Mb
418 Kb
209 Kb
105 Kb
RapCub
3,45 Mb
782 Kb
391 Kb
196 Kb
In questa rubrica non entrerà mai nulla
che costi più della tariffa a tempo accu¬
mulata durante il download. Il software
che metteremo in questo scrigno non
sarà il massimo che si può avere dalla vi¬
ta, ma non ci costerà una lira che una e,
nel mucchio, qualche gioiellino è sicuro
che scappi fuori.
Come primo menu
CVweb2000 n. 1 offre
subito una portata più
che discreta. Vediamo¬
la in rapida successio¬
ne:
Pubblicando una piccola tabella rias¬
suntiva - i file Wave originali sono tutti ac¬
quisiti a 44.1 kHz per 16 bit stereo - no-
1 - PluggerShell (PluggerShell13.zip -
165 Kbyte). PluggerShell è tra i più sem¬
plici ed allo stesso tempo tra i più com-
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
155
fr-iiil-it'ittr li Yiffifìgfc
C ^aw»co»o'U*je^BASSlht«A.HOUS£ WAV ^
• fiemerve
y ».
E?] ID3T * B '
S«"*W (^| E*»»> j/ irtaM
SoftediSoftwjrc ^ 6b« X E ««
Figura 5 - Beco FrontBlade, il front-end di Bla-
deEnC: Tanto semplice e tacile da usare quanto
efficiente e completo
Figura 8 - La bellissima
e rinnovarissima inter¬
faccia di GoldWave
4 02
Figura 9 - GoldWave
oltre che ad essere
un magnifico editor
audio è anche - cosi
vuole il mercato - un
ottimo CD-npper Ec¬
colo mentre legge le
track e quindi, dopo
averle selezionate, ci
propone la modalità
di salvataggio. Tutti i
codec presenti in
Windows possono
essere utilizzati per
la compressione!
Figura 6 - Ecco il pannello dei settaggi attraverso
il quale FrontBlade comunica con l'encoder
FiontBlade status «vindow HHC
Eneodng Me 1/1 in Protei-,
C V3cpogg»a\Made\BASSINE>A HOUSE mp3
■in
4098 b*4e* w»Hen 1024 b/mAec
PiejsIheeboflbMionioiiopencodns \S
Wamngl Thxmey caute* memaylMkit ^
Figura 7 ..e mime il pannello di controllo du¬
rante una fase di codifica. Gratuito, efficiente,
lapido e pulito; che cosa si può volere di più da
un convertitore in Mp37
K leti front-end per codifiche da Wave a
1p3. Efficiente e facile da usare,
2 Frequency Analyzer (Freq.zip - 33
Kbyte). Analizzatore di frequenza in tem¬
po reale (trasformata di Fourier) e in gra¬
do di verificare la qualità della scheda au¬
dio ospite
3 Amarok Player (amarokpl.exe - 435
Kbyte). Un CD player per Windows
95/98/NT
4 Asia (Asia.zip - 654 Kbyte). Editor
audio per file Wave dotato di una buona
sezione d'equalizzazione.
5 Expander (expand11.zip - 57 Kby¬
te). Un ricampionatore di file Wave in
grado di modificare la durata della sintesi.
6 Lgpaint (Ipaint10.zip - 273 Kbyte).
Un'applet utilizzabile e liberamente riadat¬
tarle nello sviluppo di giochi e moduli di¬
dattici su browser
7 Mp3List (Mp3
List98.zip - 168
Kbyte). Un genera¬
tore di liste d'esecu¬
zione Mp3.
8 PJ (pjBmp2
Avi.zip 34 Kbyte).
Una utility per la
compressione di
bitmap in file Avi.
9 SayWhat (say-
what.zip 392 Kby¬
te). Un visualizzato¬
re per WinAmp di
testi (lyrics) connes¬
si a file Mp3.
10 - Sound Control
Plus (scp100.zip -
197 Kbyte). Una
vera e propria "chic¬
ca"! Sound Control
Plus è in grado di
aggiungere a Windows i controlli da ta¬
stiera (spesso gli inutilizzati tasti-funzione)
per dosare i livelli d'ascolto dell’uscita
mixer della scheda audio Invece di richia¬
mare continuamente l'icona dell'altopar¬
lante, con Sound Control Plus è sufficien¬
te settare dei tasti (FI, F2, F3, o altri) e da
questi controllare l'aumentare, il diminui¬
re o l’assegnazione "mute" del volume
d'ascolto.
Plugin Audio & Video
Altra specialità di CVweb2000, nonché
una delle maggiori possibilità di potenzia¬
mento del software di base: i plugin! Ov¬
vero, moduli-programmi che si appoggia¬
no ad applicativi specificamente predi¬
sposti e che sono in grado di offrire carat¬
teristiche aggiuntive non disponibili
nell'applicativo di base. Nella nostra colle¬
zione troveranno anzitutto posto plugin
video per Premiere (.prm) Successiva¬
mente cercheremo anche filtri per esten¬
dere editor audio (come vst standard di
Stemberb). Poco alla volta, ovvero la soli¬
ta "sporca dozzina" di plugin al mese, riu¬
sciremo a mettervi a disposizione una
galleria di estensioni video, audio e grafi¬
che, di buona qualità e scelta, ma soprat¬
tutto del tutto gratuita 1 2 3 4 5 6
Il primo gruppetto che abbiamo trova¬
to, scelto e selezionato comprende ben
11 filtri, tutti di pubblico dominio e tutti da
provare, testare e di nuovo testare prima
di dire ... questo è il filtro che fa per
me!. In alcuni casi, a seconda della ver¬
sione di Premiere (comunque non inferio¬
re alla 4.2) e della configurazione di lavo¬
ro, nonché dei codec utilizzati, qualche fil¬
tro potrebbe non funzionare Sappiate
che la colpa non è di chi scrive.
Comunque sia, ecco la prima lista, bre¬
vemente dettagliata, del materiale che
potrete trovare online:
1 - ACIDWTFL.prm Controllare i valori
RGB creando un effetto tipo colorize
2 - BARCODE.prm. Aggiunge all'immagi¬
ne delle barre verticali e orizzontali.
3 - BLADES.prm. Raggi colorati che si so-
vrimprimono all’immagine con numero
modificabile a cura dell'utilizzatore
4 - BLBSPIKE prm Avete presente il ro¬
mantico effetto del quarto di luna? Bene,
Blbspike crea un simile effetto lavorando
su chiavi di trasparenza.
5 - CDSHADER.prm. Il disegno di un bel
CD-ROM sovrimpresso in trasparenza ad
un filmato di sfondo.
6 - CHECKFLG.prm Una scacchiera sul
156
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
..gli altri articoli tu MCmkrocomputar
AVtltp Cataloghi
i <>*•
ciomrmwft
Primopiano su...
I numeri della voalone piocodonto di ...
1«9M W1M
MSHU2I
Figura IO ■ VideoMaker. Semplice e rapidissimo: il convertitore di immagini
m tilmati AVI ó un piccolo gioiellino che vale la pena di scaricare e provare
Figura 11 - Willow- «ìH.BSj.ft'ìiJ J.Si" l,fl~ l!^~ Jill *•«*» au
TALK In maniera un
po' inquietante, vediamo il modulo del programma aggrapparsi al lato in alto a sinistra di Internet Explo¬
rer ed aspettare che, sottolineata una frase, come un intero periodo, ne attiviamo il play per eseguire la
lettura II testo scritto di qualsiasi tipo di documento attivo sul desktop di Windows può essere il "leg¬
gio" dal quale WillowTALK sintetizza con la sua voceI
video, bianco e nero in sovrimpressione.
Modificabili risultano essere la grandezza
degli scacchi e il livello di trasparenza.
7 - SPICEDOT.prm. Vi aiuta a mascherare
il video aggiungendo una maschera geo¬
metrica (cerchi, rettangoli, ecc.) in relazio¬
ne ai parametri assegnati dall'utilizzatore.
8 - SPIRAL.prm. Classico, ma sempiterno
effetto che trasforma le immagini avvol¬
gendole in una spirale.
9 - TVNOISE.prm. Quando il disturbo in¬
vece di toglierlo dobbiamo aggiungerlo,
basta TVNoise e con un preciso controllo
sulla trasparenza il disturbo (il sapore del¬
le immagini antichel) appare in tutto il
suo splendore.
10 - TVRGB.prm. Praticamente le barre
televisore.
11 - TWINRNGS.prm. Rendere le imma¬
gini diafane, cristalline? Con TwinRings si
può.
I file sono tutti zippati in un file deno¬
minato plugin01.zip rapidamente scarica¬
bile essendo di appena 230 Kbyte. I filtri,
prima di averli attivi e nel formato reale
,prm, dovrete pertanto scompattarli. Ciò
può essere fatto direttamente durante il
download. Sarà Winzip a chiedervi se vo¬
lete eseguire o salvare lo zip. In ogni mo¬
do solo quando si dispone del file scom¬
pattato questo potrà essere reso attivo
copiandolo nella directory prestabilita di
Premiere. Solitamente: c:\Adobe\Premie-
reXPlugins. Una volta che i nuovi plugin
saranno correttamente installati in tale di¬
rectory, avviato Premiere, li troverete tutti
disponibili ed attivabili dalla lista dei Filter.
I Cataloghi di
CVweb2000
Ed eccolo un altro piccolo orgoglio:
mettere Online una serie di cataloghi de¬
dicati all'hardware e al software che han¬
no attinenza con il settore multimediale.
Schede d'acquisizione audio e video,
genlock, codificatori di segnale, controller
A/V, centraline di editing hw&sw, sistemi
di editing, tool di titolazione, Desktop Ani-
mation e quant'altro ci verrà in mente.
Chiunque navighi su CVweb2000 si
troverà nelle condizioni di poter consulta¬
re i vari cataloghi e, individuata la nota ca¬
ratteristica che più lo interessa, fare click
e navigare verso il sito del produttore.
Gli elenchi di C&Vweb2000 sono a di¬
sposizione di tutti i lettori di C&V su MC-
microcomputer, nell'intento di realizzarli
nella maniera più ricca e completa possi¬
bile. E al riguardo: avete informazioni utili
su schede e applicativi che non compaio¬
no nei rispettivi cataloghi? Ok, allora man¬
dateci un'e-mail (al momento l'indirizzo è
il solito: p.rosatufepiuricom iti e avrete la
soddisfazione di aver contribuito a rende¬
re ancora più ricchi e dettagliati i nostri
cataloghi. Cataloghi che (crediamo che ve
ne rendiate benissimo conto...) sono de¬
stinati a rappresentare un bene tanto co¬
mune quanto prezioso! Il primo catalogo
che abbiamo subito cominciato a stilare è
quello relativo alle schede d'acquisizione
video e, in questo primo approccio sulle
pagine di C&V di MC, ci limitiamo ad
elencare le prime schede video che ab¬
biamo messo in catalogo (in alcuni casi
sono citati i link specifici alle pagine de¬
scrittive del singolo prodotto):
• Fast AV Master 2000: sistema di cat¬
tura audio/video con editing non lineare
• Marvel G200 Matrox: scheda S-VGA,
di cattura e di codifica PAL
• Pinnacle Studio400 (http://www.pin-
naclesys.de/uk/produit/consumer/s400.ht
mi): box esterno di cattura video in
MPEG via porta parallela
• QX Video E.S. Media 100 (http://
iwww.meaia i uu.com/proauct/rn l OOqx/m
100qxmain.html): sistema non lineare per
Win NT e Mac-OS
• Pinnacle DVD1000 (http://www.pinna-
clesys.de/uk/produit/desktop/dvd1000.ht
mi): soluzione per video editing e DVD
Authoring
• Matrox DigiSuite (http://www.ma-
trox.com/videoweb/enduser/specifica-
tions/digi_end.htm): sistema professiona¬
le per l'acquisizione in tempo reale senza
compressione
• Matrox Marvel G200: scheda S-VGA,
cattura (MJPEG) e codifica in Pai
• 601 [six-o-one]: sistema di editing in
MPEG-2 non lineare
• Matrox Rainbow Runner Studio:
scheda aggiuntiva di cattura video per
Millennium II
• Hauppage Win/TV Radio Teather:
scheda di acquisizione e sintonizzazione
Radio/TV
• Pinnacle miroVIDEO: scheda di acqui¬
sizione video professionale a compres¬
sione MJPEG
• ATI All-ln-Wonder (http://www.atite-
ch.com): scheda S-VGA con sezioni per
l'acquisizione e la codifica in PAL
• Fast DV Master: scheda di acquisizio¬
ne audio-video professionale per formati
DV con connessione Firewire
• Digital Origin Edit DV (http://www.di-
gitalorigin.com) . sistema completo per
l'acquisizione e il montaggio in video digi¬
tale, su Win-NT e Mac-OS.
Ciliegina finale: oltre ai cataloghi, met¬
teremo sul Web anche un glossario inte¬
rattivo dei termini relativi a tecniche e
metodi di lavoro nell'ambito del Desktop
Video e Audio.
Detto ciò abbiamo concluso. Presenta¬
to CVweb2000 e lanciato, come si dice, il
sasso. Vediamo quanti di voi lo raccolgo¬
no (e con la preghiera, se CVweb2000
non vi piacesse... di non tirarcelo appres¬
so!). Sinceramente vi aspettiamo nume¬
rosi sul nostro link: inttpy/www.oiuricoml
it/mcm/cv-web «e
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
157
PRATICA
Novità, software, trip e...
...il boom di IPdub!
(http;//www.pluricom.it/mcm/internelLpratica)
Tra le news al riguardo di alcuni tra i progetti ed applicazioni più interessanti ed utili,
la solita manciata di “webware” ed alcuni JavaScript di classe, quello che più spicca
è il boom del nostro IPclub. Adesioni a ritmo crescente ed una galleria di Home Page
da far salire vertiginosamente il numero dei contatti che il nostro sito riceve.
E siamo solo all’inizio...
di Bruno Rosoti
WebNews
• Ulead Web Utilities (http://www.
webutilities.com/pagegenie/runme.ht
m): PageGenie. Un altro, piccolo gioiello
da Ulead. Con PageGenie nasce la cate¬
goria dei sistemi di Color Page Recogm-
tion (CPR) che, per similitudine con gli
OCR testuali, agiscono al riconoscimento
delle immagini via scanner e le converto¬
no immediatamente in uno dei formati
Web-compatibili: HTML, Java e Adobe
PDF. Tra le caratteristiche di spicco di
questo sistema (praticamente automati¬
co di "telematicizzazione" delle immagini
elettroniche) ci sono controlli sul flusso di
lavoro, un tool per l'ottimizzazione delle
immagini e un editor per il layout da im¬
porre alla pagina in creazione.
• Impulse Interactive (http://www.
mixit.net/): Mix-it. Una volta tanto pos¬
siamo esserne orgogliosi: un'azienda
italiana, la Impulse Interactive, ha realiz¬
zato e messo in vendita sul Web Mix-it:
un applicativo capace di simulare il tavo¬
lo di lavoro di un Disc-Jockey e di confe¬
zionare splendidi remix di brani multifor-
mato (Mp3, Wav, WMA, Aiff, Au, ecc.).
La metafora grafica imposta all'interfac¬
cia è quella di un banco di riproduzione,
con tanto di piatti per dischi da 33/45 gi¬
ri, joystick per "scratchare" i brani, mo¬
dificare in tempo reale il pitch, regolare i
livelli d’ingresso al mixer di più brani
contemporaneamente, mixare in assol-
venza/dissolvenza, inserire effetti spe¬
ciali su (e tra) i brani in esecuzione, ecc,
Il tutto facendo un listing dei brani per
poi farne partire l'esecuzione automati¬
camente e con durate illimitate. Il bello
di tutto ciò è che Mix-it funziona benis¬
simo, è facile da usare e costa appena
35mila lire.
Puf;eGenie' —
m
Pagtiieilit «A .««• m !»■"
■mi |*i »vw airi mi ■* •*•
«M. Wttft, WW.
Mim »vm« imi mà m r t «Wi •* m»*
■ nmkprtirm*
-• W —» -»
• lnternet+ Connector (www.inter-
netpiù.com). Internet via satellite e non
più solo dal lento doppino telefonico!
Un'offerta in tal senso arriva da
Net.Com ed è distribuita da Impex Italia,
che offre un kit omnicomprensivo, as¬
servito cioè sia al normale servizio su li¬
nea commutata, via ISDN e via satellite.
Il tutto per mezzo di un software di con¬
nessione, Connector, che automatizza
completamente sia la fase di installazio¬
ne che di connessione.
E' ovvio che
l’aspetto più inte¬
ressante di Inter-
net+ Connector è
quello della con¬
nessione via satelli¬
te. Connessione
che, mentre per il
segnale di mandata
da noi al provider
continuerà ad es¬
sere eseguita via
doppino (modalità
PSTN o in ISDN),
per quanto riguarda
Figura 1 - Con Ulead
PageGenie nasce la
categoria del sistemi di
Color Page Recognition.
158
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Figura 2 - Mix-lt è un applicativo capace di
simulare il tavolo di lavoro di un Disc-Jockey e di
confezionare splendidi remix di brani multiformato.
il segnale di ricezione lo instraderà ver¬
so la parabolica, facendolo così viaggia¬
re ad oltre 400 Kbit/sec. Requisito fon¬
damentale - oltre che avere la parabolica
sul tetto di casa... - è l'installazione di
un'apposita scheda PCI con la quale
sarà possibile decodificare il segnale in
ricezione.
IPclub:
altre adesioni al nostro
piccolo club telematico
Ben cinque nuove adesioni questo
mese! IPclub sta via via entrando nel
cuore di molti lettori e INTERNET PRA¬
TICA Icon i suoi cinquemila contatti al
mese!) si sta rivelando una scelta azzec¬
cata. E, come diceva il grande presenta¬
tore, "... non finisce quii".
1- Museo Elettrico Virtuale
Un altro museo entra a far parte della
squadra di IPclub. Nello specifico si trat¬
ta del Museo Elettrico Virtuale
llht; p .;// wvyw , m ug,g oel?t .tr|cacp m i| mes¬
so su alla grande da uno storico appas¬
sionato che ci guida nelle varie sale elet¬
troniche che formano la struttura del si¬
to. L'autore è un vero "Indiana Jones"
dell’elettricità. Pensate, tutte le fotogra¬
fie che è possibile trovare nelle varie sa¬
le (saranno oltre cento) riguardano og¬
getti e materiali di cui lo stesso autore è
andato a caccia, rintracciandoli e ristrut¬
turandoli. Nel Museo Elettrico Virtuale
potrete trovare varie sale di navigazione.
A partire dalla sala Marconi in poi, ognu¬
ni
j-aa a -ò- j •—
D
MUSEO ELETTRICO VIRTUALE RECEPTION
Figura 3 - Internet ♦,
ovvero II Web sul
satellite.
Figura A - IPclub: Il
Museo Elettrico Vir¬
tuale. Un'iniziativa Inte¬
ressantissima e artico¬
lata in un sito pieno
zeppo di affascinanti
anticaglie elettriche.
na porta un nome celebre (Volta, Galva¬
ni, Franklin, ecc.).
2- Storia del Marmo
Storia del Marmo è un altro sito, bel¬
lo e documentatissimo, realizzato
dall'appassionato di turno. I sentieri so¬
no quelli toscani dove, se dici marmo,
per antonomasia la risposta è sempre la
stessa: Massa Carrara. Ma il marmo
non sarà solo I) e
non ci sarà solo
quello con cui Mi¬
chelangelo ha
scolpito i suoi ca¬
polavori. Per sa¬
perne di piu su do-
tei
BenvenJD w Sare wi Marmo ' Jtmto uto ha già
interessalo
» 1
ve ci sono cave,
quali e quanti tipi
di marmo esista¬
no, il sito che v'in¬
dichiamo è un otti¬
mo punto di par¬
tenza. Da li, lungo
il sentiero, trovere¬
te bellissime im-
Flgura 5 - IPclub: I
sentieri del Marmo.
Seguiteli e sarà una
bellissima gita culturale!
159
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
ttii.fflirt?
Figura 6 - IPclub; II
Quarto Repubblica. Se
l'autore soffre di
•satirite" acuta non lo
sappiamo. Quello che
è certo è che invece
navigando sullo ster¬
minato sito ci sarà
tanto da ndere le tanto
da pensare...).
Figura 7 - IPclub: Il silo
della Diocesi di
Piombino è nostro
graditissimo ospite.
magmi e t link per
navigare verso altri
posti ricchi d'infor¬
mazioni attinenti
L'URL del sito è il
seguente:
http://www.versi-
ila. toscana.it/mar-
mo.
3- Il Quarto Re¬
pubblica
Un sito di satira
ed umorismo ci sta
veramente bene
su IPclub. Cosi ab¬
biamo accettato
volentieri la richie¬
sta del realizzatore
di II Quarto Repub¬
blica - Quotidiano di satira che a partire
i.ii i iHl _
" ! ! Ir "i V" 1 "-* !] non ha
un link nel quale non ci siano spunti ori¬
ginali e battute godibilissime (salite su
quelle dei calendari e fatemi sapere!). E'
insomma tutta una risata, ma intelligen¬
te Sempre mirata, sempre provocato¬
ria, ma senza irretire o peggio offende¬
re. Emblematico, nonché esilarante, è il
montaggio del marchio "EXTRA PADA¬
NO" da premio Oscar (e non ce ne vo¬
gliano gli amici padani, stiamo solo gio¬
cando!)
4- Diocesi di Massa Marittima e
Piombino
Anche la Diocesi di Massa Marittima
e Piombino, tramite il suo Webmaster,
ci ha chiesto di essere inserita su IP¬
club E noi abbiamo accettato volentieri.
Il sito, dal punto di vista dei contenuti, è
tutto teso all’informazione e a fare cul¬
tura intorno all'evento giubilare del Ter¬
zo Millennio. _
Dall'URL |rrtp.//www luda t/-diocesi
è possibile addentrarci in varie pagine a
caranere sociale, religioso ed anche tu¬
ristico. Sempre dello stesso Webma¬
ster, insieme alla richiesta d'iscrizione
all'IPclub per la diocesi di Piombino, ri¬
ceviamo quella per il sito Luda/Recife
che dall'URL:
PUD //www una i~/- recirej si propone
come cassa di risonanza per l'aiuto al
terzo mondo Nel particolare del sito
l'aiuto è diretto ai bambini che vivono a
Recife. una piccola località nel sud-est
del Brasile.
5- Stefanodb II http://digilander.iol.it/
stefanodb/index.htm). Il quinto dei
nuovi amici di IPclub è tal "stefanodb",
che sul Web ci sale per pubblicizzare se
stesso, inserendo curriculum, hobby ed
altre info personali Sembrerebbe uno
dei tanti siti personali e difatti lo è, ma
con una ricercatezza in più. la ricchissi¬
ma collezione di siti consigliati che, chi
scrive, abbia mai visto. In particolare ci
colpisce la serie dei link musicali
Il nostro amico Stefano tra le altre ci
ha dato l’opportunità di rintracciare tra i
suoi siti preferiti:
http://www.freeweb.org/musica/mi-
di2000/pagina2.htm.
Lo conoscete? FreeWeb e un luogo
virtuale dove tutto è gratuito ed in parti¬
colare si respira musica, in tutte le salse
e formati: dal MIDI a Mp3 ovviamente
Saliteci, ascoltate e scaricate musica in
allegria. Sempre su FreeWeb e sempre
parlando di musica (benché cantata) non
sarebbe male fare un salto anche
sull'URL http://www.freeweb.org/musi-
ca/karaoke/ e aprirsi cosi verso il mondo
del MIDIoke, cioè il Karaoke fatto per
mezzo dei file MIDI. Li giunti, il tempo
di curiosare tra i primi punti di download
e la ricerca ti prende subito. Navigando
navigando, abbiamo cosi scoperto che,
oltre al conosciuto MIDIoke Player van-
Basco, una tra le piu apprezzate coppie
per eseguire e creare file Karaoke sono
il WmKaraoke Player e il WinKaraoke
Creator Dopo averli rintracciati li abbia¬
mo sistemati nella pagina MusiClip di
INTERNET PRATICA
• WinKaraoke Player è su INTERNET
PRATICA n. 5: (wmkp.zip- 2,05 Mbyte)
• WinKaraoke Creator e su INTERNET
PRATICA n. 5: (wmkc12b.zip- 1,7 Mbyte)
Webware: quattro
piccole, grandi utility
In lista per questo numero abbiamo
quattro nuovi Webware un downloa-
der. un personalizzatole di Explorer, e
un kit di tool audio semplice semplice.
• NetVampire. Comodo Client con il
quale possiamo tranquillamente dire che
il downloadmg diventa un'arte. Con Net-
Vampire. tanto facile quanto potente, si
avrà difatti la possibilità di schedulare le
operazioni di download temporalmente
e in base alle esigenze personali, riallac¬
ciando connessioni interrotte e ripren¬
dendo a scaricare dal punto in cui si era
rimasti prima dell'ipotetica interruzione.
• NetVampire e su INTERNET PRATICA
n 5: (netvampire zip - 770 Kbyte)
• Explorer Personalizer 1.0 (http://
accesscodes.hypermart.net). Un pic¬
colo, piccolissimo programma per per¬
sonalizzare Internet Explorer. In partico-
160
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
lare con Internet Explorer Personalìzer è
possibile modificare le caratteristiche
della barra dei titoli, il logo (cosa ci met¬
terete al posto della famosa "e" rotan¬
te?), il background della barra dei co¬
mandi, la pagina del Search e l'identifi¬
cazione del server.
• Explorer Personalìzer è su INTERNET
PRATICA n 5; (iepsnzr.zip - 21 Kbyte)
• Audiotools. Semplice programma
con cui potrete rapidamente registrare
file audio, salvandoli su una qualsiasi
cassetta o CD a disposizione. Basterà
selezionare la sorgente audio, che può
essere un file oppure la scheda sonora,
e la destinazione, indicando il nome del
file su cui si vuole effettuare la registra¬
zione Fatto ciò, si potranno finalmente
ascoltare le registrazioni effettuate. Tra
le funzioni disponibili per manipolare i fi¬
le sono compresi un equalizzatore para-
metrico e un riduttore di rumore,
• Audiotools è su INTERNET PRATICA
n. 5: (atools23.exe - 920 Kbyte)
Javatrip: tra “chicche”
e raffinatezze varie!
Uno script per far cambiare ogni gior¬
no le immagini che corredano la nostra
Home Page, un altro per fare un chan-
ge-image insieme ad un change-text ed
un bel calendario perpetuo rapidamente
consultabile in linea. Questo e altro tro¬
verete sulla pagina dei Javatrips:
http://pluricom.it/mcm/internet pra¬
tica/ja vatrip.htm.
• Un'immagine al giorno
Basta che riusciamo a realizzare 31
immagini diverse tra di loro (JPEG oppu-
«SJ
)
S«Mi
1 ' - - F^Ti
Figura 9 - Explorer Personalìzer 1.0: se non vi piace
Il lilolo, il logo e lo sfondo standard di Explorer,
basta selezionarne di nuovi e al riawlo del browser
ci penserà Personalìzer a modificarli per voli
Figura 8 - IPclub: uno
dei siti consigliati da un
nuovo socio del club:
MIDIoke a più non
posso!
Figura 10 - Audiotools.
Semplice, lineare... da
provarei
re GIF, purché tutte dello stesso forma¬
to grafico e, possibilmente, con le stes¬
se dimensioni) e al resto ci penserà un
piccolo codice JavaScript. A che fare?
Oh bella, a visualizzare un'immagine di¬
versa a seconda del giorno del mese!
Il codice in questione, l'abbiamo de¬
nominato GlFgiorno, oltre a rendere un
gradevole effetto estetico, potrebbe
avere i suoi bravi riscontri pratici se uti¬
lizzato su pagine in cui, oltre al messag¬
gio testuale, riveste la sua importanza
anche quello iconico. Pensiamo ad un
sito aziendale in cui un'immagine in luo¬
go di un'altra può far da memo e imme¬
diata mente locale.
• GlFgiorno è su INTERNET PRATICA
n. 5: (imgiorno.zip - 2 Kbyte)
• MenuLink: dicchi su un link ed appa¬
re del testo in un'area dello schermo!
MenuLink è uno script di pubblico do¬
minio capace di rilevare il doppio evento
OnMouseOver/OnMouseOut e di alter¬
nare non solo due
immagini tra di loro,
ma anche interi pe¬
riodi testuali. Men¬
tre le immagini che
si alternano sono
quelle di selezione
(bottoni grafici, in¬
somma), le compo¬
nenti testuali del
change-text posso¬
no essere utilizzate
per varie finalità. La
prima che ci viene
in mente è la de¬
scrizione introdutti¬
va verso i contenuti
delle pagine con¬
nesse a dei link, op¬
pure le didascalie di
una Web Gallery artistica e non...
Un ultimo particolare non indifferen¬
te: MenuLink funziona a partire da IE
3.x e NN3.X.
• MenuLink è su INTERNET PRATICA
n. 5: (menulink.zip - 6 Kbyte)
• Calendario Perpetuo
Vuoi sapere che giorno della settima¬
na sarà il 27 Settembre del 2134? Due
le soluzioni: o cominci a contarlo sulle
dita delle mani oppure ricorri a Today-
Call, un JavaScript piccolo, leggero, rapi¬
do ed estremamente funzionale. Con
TodayCall, free al download e all’utilizzo
ovviamente, è possibile spostarsi sui
mesi e sugli anni di un form sul quale
appare il calendario del mese di qualsia¬
si anno si voglia sapere.
TodayCall, oltre a poter essere scari¬
cato, può essere provato in linea su IN¬
TERNET PRATICA
• TodayCall è su INTERNET PRATICA
n. 5: (todaycal.zip - 4 Kbyte) KS3
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
161
AVVISI Al NAVIGANTI
Waterloo
4 file filli Vlew Go favoriti*» Wlnduw Aiuto
3 W.l.rloo IBI. lite VI.Kor. CDntr. ungili!.
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di Raffaello De Masi
Un'oscura contra¬
da diviene, agli inizi
dell'800, teatro di
una delle battaglie
decisive dell'era mo¬
derna. Seguiamo, su
Web, le vicende di
una giornata che se¬
gnò una svolta nella
storia.
Il 26 febbraio del
1815 Napoleone Bo-
naparte, Imperatore
dei Francesi, fugge
dall'esilio dell'Elba,
dove era stato confi¬
nato dopo la sconfit¬
ta di Lipsia. Il 1 mar- ti
zo sbarca in Francia;
qualche giorno dopo il 5° reggimento
spedito per catturarlo, diserta in massa,
insieme ai suoi ufficiali, passando dalla
sua parte al grido di "Viva l'Imperatore".
Il 20 dello stesso mese Napoleone en¬
tra a Parigi, acclamato entusiasticamen¬
te dalla folla.
La prima preoccupazione di Napoleo¬
ne è quella di raccogliere un esercito.
Già dopo alcune settimane riesce a
mettere insieme circa 300.000 uomini,
male equipaggiati e senza grande espe¬
rienza di guerra. Il vero nerbo dell'eser¬
cito sono 50.000 veterani, tra cui la
Guardia Imperiale, purtroppo l'ombra
del corpo di una volta.
Il tempo è nemico di Napoleone;
manca la possibilità di addestrare in ma¬
niera esauriente le truppe. Inoltre gli
eserciti dell'Alleanza avanzano verso la
Francia da diverse direzioni. L'unica pos¬
sibilità è quella di battere gli alleati sepa¬
ratamente, prima che possano concen¬
trare le loro forze. Cosi decide di muo¬
versi in maniera rapida, come suo co¬
stume, essendo venuto a conoscenza
che le truppe anglo-olandesi si stanno
concentrando presso Bruxelles, e quelle
prussiane nei dintorni di Liegi.
Preludio
Napoleone, con la sua Armata del
Nord, marcia verso Est, per intercettare
mmm
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tacco frontale. Ney prende alla lettera
gli ordini di Napoleone e non prosegue
l'attacco, consentendo alle forze messe
in figa di riordinarsi e ripiegare verso Li-
gny, Solo il giorno successivo prose¬
guirà nell'azione, peraltro in maniera
molto prudente e senza risultati apprez¬
zabili.
Nel frattempo Napoleone concentra
le sue forze per at-
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le due formazioni nemiche. Il Marescial¬
lo Ney viene incaricato di occupare l'in¬
crocio di Quadre Bras, punto strategico
fondamentale per le comunicazioni (era,
ed è, punto d'incrocio delle strade
Bruxelles-Charleroy e Namur-Nivelles).
Qui giunto, incontra resistenza da parte
di una brigata di fanteria di formazione
belga-olandese. Ney, comandante non
forte nelle sue decisioni, ferma l'attacco
dopo aver appena saggiato la reazione
dei nemico. Napoleone gli ordina di sfer¬
rare un forte attacco, e Ney solo nel po¬
meriggio si rende conto della debolezza
dell’avversario, che ripiega dopo un at¬
taccare 1 Prussiani,
comandati dal ma¬
resciallo Blucher, a
Ligny. Le condizio¬
ni per l'attacco so¬
no favorevoli
all'Imperatore, vi¬
sto che 1 Prussiani
sono in posizione
strategica estre¬
mamente vulnera¬
bile. Questi tenta¬
no di chiudersi a
quadrato, forma¬
zione ritenuta, per
la tattica dell'epo¬
ca, la migliore per
la difesa, ma Napo¬
leone scatena un
inferno di artiglieria
sulle truppe. I Prussiani, decimati dall'at¬
tacco, sono poi assaliti dalla fanteria
francese al centro e sul fianco sinistro.
Cominciano a ritirarsi, ma l'attacco, ri¬
chiesto da Napoleone al generale Ney
sulla destra, non c'è (Ney, caparbiamen¬
te, resta a Quartre Bras per tenere il
crocevia). Napoleone immagina cosi che
i Prussiani stiano per cadere bella trap¬
pola di Ney, mentre questi, invece, pos¬
sono iniziare un ordinato ripiegamento
verso Wavre, dove hanno la possibilità
di riordinarsi. L'errore si dimostrerà fata¬
le, consentendo ai Prussiani di interveni¬
re, decisivamente, a Waterloo.
162
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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Waterloo
NAPOLEON
THE FRENCH POSITIONS
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Waterloo
THE ATTACK
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La mattina del 16 giugno le truppe in¬
glesi, al comando del duca di Wellington
(Napoleone lo ha definito un inetto e un
bellimbusto), giungono a Quartre Bras,
dove immaginavano di trovare i Prussia¬
ni. Wellington crede in una totale disfat¬
ta degli alleati e si ritira verso Waterloo.
Blucher tenta di inviare a Wellington un
messaggio, per comunicargli che po¬
trebbe ricongiungersi a lui il 18. ma solo
nel pomeriggio. Napoleone invece è fer¬
mamente convinto che le truppe prus¬
siane siano completamente sconfitte e
le immagina in fuga verso Est, per cui è
sicuro di dover affrontare le sole truppe
di Wellington.
La battaglia
La notte tra il 17 e il 18 giugno i due
eserciti si fronteggiano a qualche chilo¬
metro di distanza. Napoleone racconta
di poter vedere, all'una di notte, gli ac¬
campamenti degli inglesi dalla sua po¬
stazione, in una fattoria a Vieux-Genap-
pe. Gli eserciti stazionano sotto una
pioggia battente che termina solo alle
tre Le forze in campo sono impressio¬
nanti; Wellington ha circa 100.000 uomi¬
ni di cui 80 000
fanti e 15 000 ca¬
valieri. oltre a 196
cannoni Blucher
dispone di oltre
100.000 uomini,
12.000 cavalieri e
quasi 300 cannoni.
Napoleone schiera
100.000 uomini,
22.000 cavalieri e
366 cannoni. L'Im¬
peratore è allegro e
ottimista, nono¬
stante abbia passa¬
to tutta la notte in¬
sonne, anche a
causa di una colica
che lo ha torturato
incessantemente.
Le condizioni
della piana di Wa¬
terloo sono, la mat¬
tina di domenica 18, del tutto sfavorevo¬
li a un attacco della fanteria. Il fango e
alcune aree trasformate in acquitrino
rendono le operazioni lente e difficili.
Napoleone si rende conto che le posi¬
zioni degli inglesi
sono forti, e ritarda
l'attacco, stabilito,
all'inizio, per le 9.
Alle 11.35 la batta¬
glia ha inizio con un
assalto violento dei
francesi alla fattoria
di Hougoumont, ri¬
tenuta, erronea¬
mente. base logisti¬
ca per il muniziona¬
mento delle truppe
avversarie. Si com¬
batterà invano attor¬
no a questa fortifi¬
cazione fino a sera,
con immense perdi¬
te dall'una e dall'al¬
tra parte. Due ore
dopo Napoleone ordina al Primo Corpo
di Fanteria di attaccare le linee nemiche,
ma le truppe, sotto un'intensa fucileria,
sono costrette, dopo mezz'ora, a ripie¬
gare. La cavalleria inglese attacca, ma
viene respinta con gravi perdite. Napo¬
leone replica con un attacco della sua
cavalleria, ancora senza successo. Fino¬
ra, comunque, le sorti della battaglia
paiono favorevoli a Napoleone, che ha
inflitto più forti perdite agli avversari.
Alle 16.30 giunge sul campo di batta¬
glia l'esercito di Blucher, che attacca sul
fianco destro lo schieramento napoleo¬
nico. La battaglia infuria per circa un'ora,
e le sorti francesi cominciano a tramon¬
tare. tanto che Napoleone chiama in aiu¬
to la Guardia imperiale, tenuta di riserva
Questa mette in fuga la fanteria inglese
e la insegue. Ma si tratta di una trappo¬
lai La carica della Guardia si trova, supe¬
rata la collina, di fronte a una batteria di
cannoni che riesce a sparare tre salve
micidiali; subisce, inoltre, sul fianco un
fuoco di fila della 52° brigata inglese. E'
troppo anche per la Guardia Imperiale.
"La Garde réculel". In tutta la storia
dell'impero non è mai successo. L'inte¬
ra linea degli Alleati passa all'offensiva.
Alle 20.30 l'esercito francese è in fuga
La tragedia è finita.
Si conteranno alla
fine 48.000 vittime,
tra morti e feriti I ca¬
daveri non verranno
mai seppelliti. Il 22 lu¬
glio Napoleone abdica
e viene esiliato a S.
Elena. Vi morirà, co¬
me è noto, il 5 mag¬
gio del 1821, in circo¬
stanze mai veramente
chiarite.
Ma questa è un'al¬
tra storiai
Siti da consultare
WWW offre un'ampio ventaglio di URL da consultare, riguardo
all'argomento. Tra i molti, meritano una visita:
r>ttp://www geocities com /1 imesbquare/banietielg/d 176/fra-
mewaterloo.htm
in ttD.//www. traDei.com/waterioo/waterioo-tneDanie.ntrH
rittp://www memDers.xoom.com/ XUUlVI/Uova/napoieon.html
rnp://www Draine-iaiieua.com/waterioo1
Fondamentale è poi la consultazione dì un amplissimo sito, de¬
dicato all'intera stona napoleonica, presente all'indirizzo
Inno.//www napoleonic-literature.simpienet corri
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
163
tote™*»
»
A caccia di driver
Una mattina, di passaggio per la redazione, mi accorgo che qualcosa non va.
Rino, generalmente sempre presente a se stesso, efficiente, capace perfino di
prevenire l’interlocutore, appare abulico, assente, disinteressato, l’ombra,
insomma, di se stesso. Franco Paiamaro, l’hardwarista d’elezione del nostro
gruppo, sta armeggiando con cacciavite e saldatore in un orecchio del nostro.
Ma i risultati non sembrano arrivare! Ad un tratto, pare che la cura sia peggiore
della malattia, in quanto il buon Rino comincia a ripetere, in continuazione,
“Fatai errorat $14B24”.
Tentiamo con il bottone di
reset, ma il problema rimane.
Che fare?
di Raffaello De Masi
La soluzione può essere una sola;
qualche driver si è rovinato, e le funzio¬
ni da esso comandate sono andate a
farsi benedire. Meno male che Rino ha
periferiche abbastanza standard, e
l'operazione si presenta sufficiente¬
mente semplice; tempo una mezz'ora,
e ritroviamo il Nostro pronto per l'uso e
perfettamente efficiente
Ma se sistemare il nostro Vice è sta¬
to, in fondo, gioco da ragazzi (lui è già
nato perfetto, e in ogni caso, all'inter¬
no. ha già implementata, su firmware,
una routine d'autoriparazione) come
mai la nostra macchina, ogni tanto, de¬
cide di non collaborare e ci pianta sen¬
za, apparentemente, da parte nostra,
colpa alcuna? Come mai la stampante
che, fino a ieri non dava problemi, oggi
stampa una serie di caratteri incom-
prensibili? Perché il nostro costosissi¬
mo modem, comprato togliendo il pa¬
ne dalla bocca ai nostri figli, finora cam¬
pione di velocità, è divenuto improvvi¬
samente lento come una Balilla?
Guerra eterna!
Ognuno ha, presto o tardi, avuto a
che fare con i device driver, o, come
vengono chiamati, tout court, driver.
Sono la dannazione e la croce d'ogm
utente, e pare abbiano la caratteristica
di essere superati già appena usciti.
Ma perché questi programmi si com¬
portano in modo tanto subdolo da es¬
sere, quasi sempre, immediatamente
indicati come responsabili dei problemi
che il nostro computer presenta in ma¬
niera inaspettata?
Un driver di periferica è un "pezzo"
di software che trasforma un comando
vagamente espresso in forma naturale
("disegna un cerchio rosso, di tal dia¬
metro, in questo punto dello scher¬
mo", "invia un fax a tale persona, con
questo scritto", "salva su un CD-ROM
i seguenti file e rendi questo leggibile
su qualunque CD") in istruzioni specifi¬
che, che l'hardware comprende ed
164
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
va bene, se la nostra stampante funzio¬
na alla perfezione, se l'immagine sullo
schermo è pulita e perfettamente leg¬
gibile. se il nostro modem ci fornisce
accesso rapido e sicuro, dove sta la ne¬
cessità di continuare ad aggiornare? O
magari non è necessario correre ap¬
presso all'ultima release?
Corsa dietro al vento,
o esigenza
necessaria?
esegue La cosa si complica
se si pensa che, al contrario
di quanto avviene in Win¬
dows, dove il driver si riferi¬
sce alla periferica (tanto per
capirci, lo stesso driver della
stampante permette di lan¬
ciare il comando di stampa
da pressoché tutti i program¬
mi presenti nella macchina,
o che ci sogneremo, in se¬
guito, di caricare), in DOS av¬
veniva che ogni programma
adottava un suo driver; ad
esempio, Lotus 123 (lo ricor¬
date, l'old one?) conteneva i
driver per diverse stampanti,
ragion per cui oggi è assai
probabile che, sotto questo
sistema operativo, lo stesso
vecchio pacchetto non possa più stam¬
pare su una periferica di nuova genera¬
zione, proprio perché 123 non è stato
realizzato per maneggiarle. In altri ter¬
mini un driver di periferica permette
agli sviluppatori di software di suppor¬
tare automaticamente tutte le periferi¬
che conformi a certe regole, e permet¬
te, d'altro canto, ai produttori di
hardware di realizzare macchine e pro¬
dotti più innovativi ed efficienti, senza
per questo preoccuparsi della compati¬
bilità verso software più vecchio.
Ciononostante occorre ammettere
che, purtroppo, sembra che i driver ab¬
biano un’innata capacità di generare
bug Nell'infinito mondo del software
non c'è codice che non subisca tanti
continui e incessanti upgrade. E' sinto¬
1 1 unmv
matico il fatto che. quando si telefona
o si scrìve a un centro d'assistenza per
denunciare un malfunzionamento, la
prima domanda che ci viene fatta è.
"Avete installato i driver più aggiorna¬
ti?". E non è raro il caso di ritrovarsi ad
aver disimballato la macchina quel gior¬
no stesso per scoprire che il software
del driver è già stato aggiornato
Fortunatamente, l'operazione, oggi
che disponiamo di Internet, è molto
semplice. Una volta la via più semplice,
si fa per dire, per recuperare un upgra¬
de era di andare dal concessionario o
da un centro di assistenza e riportarsi
indietro uno o più dischetti con tal
software. Oggi basta collegarsi ai siti
delle case produttrici per recuperare,
pressoché sempre gratuitamente, gli
aggiornamenti necessari. Ma se tutto
Ci sono molte ragioni per tenere
sempre aggiornato il nostro corredo di
_ driver, anche se non
■■ — ■ i ne sentiamo la ne-
- cessità e tutto gira
alla perfezione. Pur¬
troppo, la prima ra¬
gione è che il
software dei driver
contiene bug; ben
s'intenda, non è cer¬
to nostra intenzione
dìsprezzare il lavoro
dei realizzatori, La
verità è che un dri¬
ver che funziona
perfettamente su
tutte le periferiche di
oggi potrebbe con¬
tenere un bug o
semplicemente una
breccia di funziona¬
mento che, oggi,
non viene catturata
da alcun abbinamen¬
to computer-periferi¬
ca; domani stesso
un produttore potrebbe realizzare una
variazione nella sua periferica che evi¬
denzia il malfunzionamento. Altre volte
è un nuovo software che attraversa
questa breccia, ma può esserci ancora
un altro motivo, più sottile. Installando
nuovo software, materiale introdotto
nella cartella del sistema operativo (im¬
maginiamo un .DLL) crea quella condi¬
zione particolare per cui il problema si
evidenzia, o magari costringe il softwa¬
re, fino ad allora perfettamente funzio¬
nante, a comportarsi in un certo modo
(in fondo, a ben pensarci, sempre dì
bug si trattai).
Sembrerà strano, ma forse ì più effi¬
cienti collaboratori dei produttori di peri¬
feriche sono proprio i clienti. Quando
una stampante, mettiamo, viene messa
MCmìcrocomputer n. 200 - novembre 1999
165
in commercio, il software di
corredo è prodotto pensando in
laboratorio tutte le condizioni
estreme d'uso. Ma è impensa¬
bile che i progettisti possano
prevedere o simulare tutte le in¬
finite variazioni e combinazioni.
Inoltre bisogna tenere presente
che, quasi sempre, la produzio¬
ne dei driver specifici precede
l'uscita dei sistemi operativi;
Microsoft, tanto per esemplifi¬
care, ha fornito ai produttori di
stampanti, qualche tempo pri¬
ma dell'uscita ufficiale, copia
del suo W98 in versione pres¬
soché finale, in modo da aprire
il nuovo mercato con ogni cosa
di corredo al suo posto Ma
"pressoché finale" non è sino¬
nimo di "finale"; vai a vedere, quindi,
che quell'insignificante modifica (o im¬
maginata tale) dell'ultimo momento ha
magari creato una "trappola" per certe
condizioni particolari di funzionamento!
Ancora, ad esempio, vecchie periferi¬
che possono essere state vendute con
driver a 16 bit, e se Windows non ha
un sostituto in modo 32 bit il sistema
potrebbe essere rallentato, forzato a la¬
vorare in modo DOS compatibile. Infi¬
ne, aggiornare il driver, anche se que¬
sto non ci ha mai creato problemi, può
essere consigliabile perché il produtto¬
re potrebbe aver inserito nuove funzio¬
nalità nella piu aggiornata versione
L'esempio più evidente può essere rap¬
presentato dagli aggiornamenti V90 dei
driver, o le nuove utility di risparmio del
toner per le stampanti laser, introdotte
da qualche tempo. E, infine, giusto per
citare un altro esempio, il passaggio da
W95 o W98 a NT è operazione quasi di¬
struttiva per i driver.
Già, ma dove andare a cercare? Ov¬
viamente, la fonte principale è il pro¬
duttore, che mantiene, in linea, sem¬
pre la versione più aggiornata e, talvol¬
ta, anche qualcuna delle precedenti,
quando, per necessità, un utente ne
abbisogna per essere in possesso di
una macchina di limitate pre¬
stazioni (è sovente il caso del¬
le periferiche Apple, che so¬
vente richiedono driver diversi
a seconda del processore -
PPP o 680x0 - adottato) Que¬
sti siti sono anche molto utili
quando si cerca qualche
software per periferiche vec¬
chie e non piu prodotte (ad
esempio, uno scanner recupe¬
rato in soffitta). Sovente,
quando si scarica un driver, è
opportuno dare un'occhiata
all'immancabile file ReadMe,
che fornisce sempre notizie
utili su eventuali incompatibi¬
lità e, talora, informazioni sul
modo di superarle Ma molto
più redditizia può risultare la
visita a una serie di siti specializzati,
che hanno, tra l’altro, anche una serie
di servizi collaterali, come newsletter e
gruppi di discussione, capaci di aiutarci
nelle nostre tribolazioni quotidiane.
Leggete e dimenticate
Devo confessare che, prima di scrivere queste righe, ci ho pensato un bel po’ Insomma,
ci stiamo avviando in un terreno minato, quindi prudenza e proseguite solo se siete sicuri
di quello che fate.
Il livello più basso di upgrade del driver è l'aggiornamento del BIOS; questo fantasma er¬
rante è quanto di più vicino c'è all'hardware, molto più dello stesso Sistema Operativo,
tant’è che esso risiede nel "firmware", parola difficile che indica un chip invece dell’hard
disk. Le funzioni svolte dal BIOS sono semplici e ridotte, in fondo, ma talvolta può essere
necessario il suo aggiornamento, per problemi relativi a compatibilità con nuovi standard,
soprattutto hardware.
Il BIOS è integrato in uno specifico chip, dicevamo, e la principale ragione di questa parti¬
colare sistemazione sta nel fatto che le RAM riscrìvibili sono una manna per i produttori di
schede madri Sostituire il BIOS con una versione destinata ad altra motherboard o con
una versione più recente può essere un'operazione rischiosa, che può rendere la macchi¬
na completamente inaccessibile, e richiedere addirittura la sostituzione del chip Quindi
NIENTE ESPERIMENTI, e niente amici pseudoesperti. Chiedere sempre istruzioni al pro¬
duttore della scheda madre e attenervisi scrupolosamente.
166
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
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Jrlvvra.com
Klllv» rovJt?
In giro per spese
La prima visita spetta a
httpV/www.windrivers.coml che si au¬
todefinisce, non a torto, "thè number
1 resource for Windows driver", Più
che un archivio vero e proprio è un
portale verso diversi collegamenti (pur
possedendo, comunque, un buon da¬
tabase interno). Il sito è ben realizzato,
ed è possibile trovare praticamente
qualunque driver ci abbisogni, con ag¬
giornamenti (promessi dal Webma-
ster) alla settimana. Il sito incorpora
anche una buona base di news, artico¬
li, FAQ e anche strip video.
Piccole note
Il sito di Windrivers.com; vi si può trova¬
re di tutto, non solo driver.
"If you cannot find a driver, this is thè
place for youl"; beh, se non lo si trova
quii
IhttpV/www.mrdriver. corri è un ottimo
punto di ricerca, capace di soddisfare la
maggior parte delle nostre esigenze.
La specializzazione a tutti i costi; ecco,
qui, il punto di raccolta dei modem.
Il sito |http://www.versions.corni sebbe¬
ne non sia specifico per il nostro dire,
può essere visitato con buoni risultati,
visto che la sua libreria è molto ricca di
titoli.
Tom ci sa proprio fare http://www.tom-
shardware.com; qui potrete trovare pro¬
prio tutto quel che vi Interessa.
L'interfaccia è molto accattivante; com¬
plimenti al Webmasterl
Il sito per antonomasia, http://www.dri-
vers.com, è, invece, riservato agli auto¬
mobilisti. Non facciamoci prendere dalla
deformazione professionale, e rispettia¬
mo il significato originario delle parole!
Altrettanto vali¬
do, anche se un
po' meno preciso
nell'organizzazio¬
ne, è Drivers
HeadQuarters,
http://www,driver-
shq.com/, che of¬
fre, oltre a un
completo elenco
di driver disponibi¬
li, anche un nutrito
elenco di produt¬
tori con i rispettivi
link. Addirittura è
scaricabile un
software che indi¬
vidua quale versio¬
ne di ogni driver è,
in quel momento,
disponibile sulla
nostra macchina. Più di così?
Meno fornito, ma dotato di una gra-
fica semplice e intuitiva, è
htto://www1 .wintiles.com/dnverj che
presenta una finestra di ricerca orga¬
nizzata come un pannello di controllo.
Universalmente noto è anche
http://www.mrdriver.coml anche se
non aggiornato in maniera continua,
mentre, per chi desidera aree specia-
lizzate, consigliamo una visita a
http://www.modemhelp.coml che co¬
pre le esigenze per qualunque model¬
lo, e distribuisce un buon numero di
upgrade a V90. In proposito, date
un'occhiata anche a http://www.ver-
sions.com; ci potrete trovare sicura¬
mente qualcosa di utile. Più generico,
dedicato com'è anche a problemi
hardware non specificamente dedicati
a periferiche, è http://www.tom-
shardware.com. Beh, avete da sce¬
gliere.
Conclusioni
Ci resta poco da dire. Una volta tro¬
vato quel che si cerca, i problemi do¬
vrebbero essere finiti; i driver sono ge¬
neralmente sistemati in un file auto-
scompattante che incorpora anche le
rispettive routine di installazione. Se
l’installer non c'è, la via più diretta è
quella di andare nel Pannello di Con¬
trollo, cliccare il bottone Proprietà della
relativa periferica dal System, e sce¬
gliere di sostituire il driver. Sarà, quin¬
di, solo sufficiente sfogliare, al mo¬
mento della richiesta, il nostro disco
per indicare i nuovi file, e il gioco sarà
fatto (occorrerà rilanciare, nella mag¬
gior parte dei casi, il sistema). Una so¬
la raccomandazione; fare sempre un
backup del sistema. E’ vero che la
'***oc«>av «v itumBiunOnuX*
l'r.-ow» . tv 4 it»l luWtninBv Biadi to««
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nuova versione dovrebbe essere mi¬
gliorativa rispetto alla precedente, ma,
anche qui, "dovrebbe essere" non si¬
gnifica "è". Occhio, quindi, e a risen¬
tirci la prossima volta. «S
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
167
a cura di Francesco Romani
Conversione automatica
di grafici da Mathematica
a Java
Viene presentato un esempio di traduzione automatica di grafici descritti da un pro¬
gramma Mathematica in grafici equivalenti descritti nel linguaggio Java. Lo scopo per
cui presentiamo il nostro traduttore è soprattutto “didattico”, per mostrare un esempio
di generazione automatica di codice in Mathematica. Un possibile utilizzo pratico po¬
trebbe essere la generazione in Mathematica di grafici “intelligenti” come carte geogra¬
fiche, mappe tematiche grafi ecc. e la loro visualizzazione in programmi Java.
Introduzione
È probabilmente superfluo sottolineare l'importanza che rive¬
ste il linguaggio Java nel panorama dell'Informatica attuale:
ben lungi dall’essere solo "il linguaggio per mettere le anima¬
zioni nelle pagine Web” Java ha tutte le carte in regola per
divenire la lingua comune per i prossimi anni. Java è un lin¬
guaggio multipiattaforma, come Mathematica, essendo a
basso livello e le esecuzioni sono molto più efficienti ma la
programmazione è meno immediata.
Il programma di traduzione che presentiamo è molto semplifi¬
cato e non copre tutta la varietà dei grafici Mathematica ma,
solo parzialmente, alcuni grafici bidimensionali.
Tuttavia il programma completo è ancora troppo lungo per
essere integralmente pubblicato. Provvederò ad inviare il No¬
tebook a coloro che ne faranno richiesta con una mail a ro-
mani@di.unipi.it (per favore controllate che il campo
Reply to: sia corretto; vi sono alcuni lettori che stanno
aspettando ancora il programma dell'analisi di Fourier perché
il mail server continua a darmi "permanent fatai error"
sul loro indirizzo).
Il programma Java
Vediamo dapprima come può essere strutturato un program¬
ma Java che disegna un semplice grafico. Abbiamo il pro¬
gramma principale finestra, java che è fisso:
import java.awt.*;
public class finestra extends Frame {
public static void main(String args[]) {
new finestrati;}
public finestra() {
super("grafico");
setSize(grafico.DX,grafico.DY);
setLayout(new BorderLayout());
add("Center",new grafico());
setvisible(true);}
}
Il programma grafico, java definisce la classe grafico e il
metodo paint Nell'esempio seguente, scritto a mano, viene
disegnato un pallino rosso.
import java.awt.*;
public class grafico extends Component {
public static int DX=500,DY=250;
public void paint(Graphics g) {
g.setColor(new
Color((float)1,(floatJO,(float)0));
g.fillOval(140,140,100,100);}
168
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Le dimensioni del grafico in punti (le costanti dx e dy) sono sta¬
bilite nella classe grafico e utilizzate nel programma fine¬
stra. Il nostro scopo è scrivere una funzione Mathematica che
dato un'espressione di tipo Graphics generi automaticamente
il file grafico, j ava che eseguito in Java disegna lo stesso
grafico.
Trattamento del grafico originario
Un grafico bidimensionale in Mathematica (scritto direttamente
o prodotto, ad esempio, da una funzione Plot) è una espres¬
sione composta dalla funzione Graphics seguita da una lista
(di liste) di primitive e da eventuali opzioni. Per esempio il grafi¬
co
ln[1]:=
gl=Graphics(
{{Pink,
{Blue,Rectangle[{20,100},{60,140}]},
Disk[{60,190},20]},
{Green,
Polygon[{{10,150},{20,160},{30,150},{10,150}
>]>,
{Orange,
Polygon[50+{{10,150},{20,160},{30,150}, {10,1
50}}]},
{Red,
PointSize[0.1],Point[{32,159}],
Line[{{0,100},{150,200},{0,70},{0,100}}],
{Green,
Line[{{40,90},{40,220}}],
Line[{{80,90},{80,220}}]},
{Line[{{0,210},{120,210}}],
Line[{{0,170},{120,170}}]}}},
{PlotRange->All,
Axes->True,
AspectRatio->l/2} ] ;
può essere visualizzato con la funzione show
ln[2]:=
Show[gl]
(Vedi Figura 1)
Figura 2
Le primitive grafiche possono essere solamente dichiarative
(per esempio come RGBColor che determina il colore del¬
le figure che seguono ) oppure possono disegnare qualcosa.
La possibilità di avere liste di liste permette di cambiare solo
"localmente" il colore o la dimensione delle linee e poi di ri¬
tornare a quelli precedentemente stabiliti, Prima di porsi il
problema della interpretazioni è necessario fare due opera¬
zioni:
• trasformare la lista di liste in una lista semplice che di¬
segni lo stesso grafico;
• stabilire le dimensioni del grafico in punti e i fattori di
scala.
La funzione f latten
La prima operazione non può essere effettuata applicando sem¬
plicemente la funzione Flatten al grafico: si perderebbe la
struttura a sottografici e il disegno risultante potrebbe essere
diverso. Provate per esempio ad eseguire
Show[Graphics!Flatten[gg[[1]]], gg[[2]]]]
e vedrete che molti colori cambiano.
La funzione flatten (qui non riportata) è un programma piut¬
tosto complicato che fa uso della ricorsione e delle regole di ri¬
scrittura per tradurre un oggetto Graphics in uno equivalente
senza liste annidate. Come effetto secondario converte le pri¬
mitive Gray e Hue in RGBColor in modo che vi sarà solo da
implementare la traduzione di quest'ultima. L'altra primitiva di¬
chiarativa trattata è Pointsize; per semplicità Thickness,
Dashing, AbsoluteThickness, etc. sono ignorati (nel grafi¬
co tradotto tutte le linee saranno continue e avranno spessore
1 punto).
Scalati) ra
In Mathematica le coordinate possono variare in modo qualun¬
que in Java bisogna esprimerle in punti. La funzione scale
(qui non riportata) applicata ad un oggetto di tipo Graphics de¬
termina i valori xo, xi, YO, Yl che rappresentano i limiti del gra¬
fico e i valori dx e dy che rappresenteranno le dimensioni in
punti del grafico Java.
Servono anche definite altre quattro funzioni che durante la tra-
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
169
duzioni permetteranno di convertire coordinate e lunghezze in
punti. La funzione convy effettua anche il rovesciamento in
quanto in Java l'origine vale (1,1) ed è in alto a destra e quindi
per valori crescenti di y scende verso il basso
ln[1]:=
convx[x_]:=Floor[1.5+(DX-1)(x-XO)/(X1-X0));
convy(y_):=Floor[DY+0.5-(DY-l)(y-YO)/(Y1-Y0)) ;
dif fx[ r_] :=Floor[0.5+(DX-1)r/(X1-X0)] ;
diffy(r_]:=Floor[0.5+(DY-1)r/(Yl-YO)];
Implementazione delle primitive
Vediamo nel seguito in dettaglio l’implementazione della tradu¬
zione delle primitive grafiche. Si tratta di una funzione wr che ri¬
ceve una primitiva grafica con i suoi argomenti e scrive nel file
le corrispondenti istruzioni Java
RCJBtolor
RGBColor ha come equivalente Java il comando setcolor e
la traduzione è immediata.
In[ 1 ]:=
wr(RGBColor(x_,y_,z_J]:=
WriteString[FILE," \t\tg .setColor(new
Color((float)",
x, ",(float)",
y, ",(float)",
z, "));\n"]
Rectangle
Rectangle ha come equivalente Java il comando fillRect
ma il significato degli argomenti è diverso ed è necessaria una
conversione.
In[2]:=
wr[Rectangle[(xl_,yl_},{x2_,y2_}]]:=
WriteString[FILE, "\t\tg .fillRect(",
convx[Min[xl,x2]
convy[Max(yl,y2J
diffx[Abs[x2-xl]
diffy[Abs[y2-yl])-l,");\n");
Disk
Disk permette di disegnare sia un ellisse che in cerchio e biso¬
gna distinguere i due casi In Mathematica Disk può essere
usato anche per disegnare uno spicchio, questa funzione non è
stata implementata
ln[3J:=
wr[Disk[{xl_,yl_},r_]]:=
WriteString[FILE," \t\tg .fillOval(",
convx[xl-r]
convy[y1+r
diffx[2 r]-l,",",
diffy [2 r]-1,")j\n"];
ln[4]:=
wr[Disk[{xl_,yl_},{rx_,ry_> J]: =
WriteString[FILE,"\t\tg.fillOval(",
convx[xl-r]
convy[yl-r]
diffy[2 rx1-1,",",
diffy[2 ry]-1,");\n");
PointSize
Pointsize non scrive nulla sul file Java, si limita a modificare
nel programma Mathematica il valore della variabile globale
POINTSIZE
ln[5]:=
wr[Pointsize[x_) ] :=POINTSIZE=x;
Point
La differenza tra Point e Disk consiste nel fatto che Disk ha
una forma che dipende dai rapporti di scalatura (infatti nel grafi¬
co il cerchio rosa viene scalato e diviene un ellisse) mentre
Point è sempre un cerchio di dimensione relativa pointsize
ln[6j:=
wr[Point[{x_,y_>]]:=
WriteString[FILE,"\t\tg.fillOval(",
convx[x]-(rr=Floor[POINTSIZE/2 * (DX-
1)
convy[y]-rr,",",
2 rr,",",
2 rr,")j\n"]f
Circle
Circle si implementa come Disk con l'unica variante dell'uso
di drawOval invece che f illOval
Tcxt
L’implementazione di Text è parziale ed approssimativa, per ot¬
tenere una reale corrispondenza si dovrebbe lavorare in modo
molto piu accurato sulla collocazione delle lettere in funzione
della dimensione del font.
In[7]:=
wr[Text[s_,(x_,y_))]:=
WriteString[FILE,"\t\tg.drawString(,
ss=ToString[s)
convx[x]-2 StringLength(ss],",",
convy[y]+3,")j\n"];
Line e Polygon
Anche le funzioni che trattano Line e Polygon pongono molti
problemi e sono troppo lunghe per essere riportate. In Java si
può usare drawLine per un singolo segmento drawPolyline
per una spezzata poligonale e fillPolygon per un poligono
le ultime due primitive richiedono come argomento due array di
interi e bisogna generarne le definizioni. Per esempio il coman¬
do Mathematica
Polygon[{{10,150}, {20,160}, {30,150},
170
MCmicrocomputer n. 200- novembre 1999
Scan[wr, flatten(g)[[1]]];
□ grafico BB
r
Figura 3
{10,150}})
viene tradotto come:
{int[] x = {45,76,108,45};
int[] y = {118,102,118,118};
g.fillPolygon(x,y,4) ; }
I numeri sono diversi perché è stata effettuata la conversione
da coordinate cartesiane a punti assoluti.
WriteString[FILE,"\t}\n}\n");
Close[FILE));
Esempi
Vediamo tre esempi abbastanza significativi. Il primo è il grafi¬
co gl definito prima.
In[1]:=
Java[gl);
(Vedi Figura 2)
I due grafici di Figura 1 e 2 non sono identici perché il disegno
degli assi non è stato implementato.
II secondo esempio è la mappa dell'Africa ottenuta col pacchet¬
to WorldPlot
ln[2]:=
«Miscellaneous'WorldPlot';
Java[WorldPlot[{Africa,RandomColors},
WorldToGraphics -> True]);
(Vedi Figura 3)
L'ultimo esempio è la carta dei fusi orari e delle linee alba-tra¬
monto che avevo prodotto nell'articolo sul cambiamento di data
{Tempus Fugit, MC n. 169 , gennaio 1997).
In[3]:=
Java[sole)
(Vedi Figura 4)
Termino con un doveroso ringraziamento ad Antonio Cisternino
per la consulenza Java gentilmente prestatami.
Generazione dei file Java
Il programma di traduzione ha una struttura molto semplice. Si
applica il programma di scalatura, si apre il file del codice tradot¬
to e si scrivono le intestazioni iniziali (tra cui i valori attuali di dx
e dy). Quindi si applica wr a flattenfg) traducendo le singo¬
le componenti del programma grafico e infine si chiude il file.
In[1]:=
Java[g_Graphics] := (
scale(g)];
FILE=OpenWrite["grafico.java");
WriteString[FILE,
"import java.awt.*;\n\n");
WriteString(FILE,
"public class grafico extends Component
{\n"l;
WriteString[FILE,
"\tpublic static int
DX=",DX,",DY=",DY,";\n\n"] ;
WriteString[FILE,
"\tpublic void paint(Graphics g) {\n''];
WriteString[FILE,
" \t\tg .setFont(new
Font(\"Courier,Font.PLAIN,10));\n");
Figura 4
tn£
Bibliografia
Stephen Wolfram, The Mathematica Book, 4rd ed. (Wol-
fram Media/Cambridge University Press, 1999)
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
171
Grafici creativi
Non stiamo parlando di una categoria di lavoratori delle agenzie di pubblicità,
ma della possibilità di rendere i numeri più espressivi attraverso dei grafici
realizzati tuttavia in maniera creativa. Come si suol dire, un grafico vale mille
numeri, ma se oltre a questo possiamo renderlo più attraente e coinvolgente,
il suo impatto sarà ancora maggiore.
Ci abbiamo pensato su ed eccovi qualche buona idea.
di Mauro Candirli
Un numero,
mille numeri
Mi ricordo che quando è stata pre¬
sentata la prima versione di Excel da
parte di Microsoft (1985 per Macinto¬
sh e 1987 per Windows) una delle
funzionalità più nuove era la possibilità
di trasformare i numeri in "chart",
cioè grafici, con pochissimi colpi di
mouse.
Ovviamente allora si potevano ave¬
re dei grafici estremamente semplici,
ma era già comunque un bell'aiuto per
chi arrivava dai tabulati pieni di numeri
scritti fitti fitti, prodotti dai grossi cal¬
colatori: da quel momento si iniziò a
parlare di grafici che valgono mille nu¬
meri Oggi si possono ottenere auto¬
maticamente grafici estremamente in¬
teressanti e complessi che una volta
necessitavano ore e ore di lavoro da
parte di grafici specializzati.
In questo articolo non ci occupere¬
mo se non marginalmente di ciò che
programmi come Excel ci consentono
di realizzare automaticamente, ma di
come rendere i grafici ancora più inte¬
ressanti dal punto di vista visivo:
l'obiettivo è sempre il solito, attirare
l’attenzione del lettore.
Per fare ciò utilizzeremo tutto ciò
che ci può essere
utile, dalle fotogra¬
fie alle clip-art, dai
pennelli alle ombre,
dai font ai colori.
Un orologio farro a
fette
172
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Il senso della misura
La prima cosa a cui bisogna pensa¬
re quando si realizza un grafico è cosa
vuole rappresentare. Spesso si nota
che vengono utilizzati grafici sbagliati:
se si devono illustrare numeri puri è
tendenzialmente più giusto usare gra¬
fici a barre (istogrammi), mentre per le
percentuali sono più adeguati quelli a
torta.
Dopo aver scelto la forma adeguata,
il primo passo è quello di realizzare un
grafico di tipo tradizionale, che ci ser¬
virà come base per l'elaborazione del
nostro "grafico creativo". Questo per¬
ché è comunque importante mantene¬
re le giuste proporzioni anche se ac¬
compagneremo il grafico con le cifre
esatte per ogni sua parte. Il grafico ci
servirà come sfondo su cui andremo a
realizzare la nostra elaborazione grafi¬
ca rispettando quindi le giuste misure.
In effetti già Excel consente un mi¬
mmo di elaborazioni come, per esem¬
pio, l'inserimento di immagini all'inter¬
no delle varie aree del grafico, tuttavia
può essere interessante esplorare al¬
tre vie di tipo grafico.
Il senso della fantasia
La possibilità di creare un grafico
creativo ha una duplice valenza: per
prima cosa dà la possibilità di attrarre
l'attenzione di chi legge e poi consen¬
te di chiarire visivamente al lettore
l'argomento trattato. Iniziamo a vede¬
re qualche esempio pratico (meglio
specificare che tutti gli esempi riporta¬
ti sono inventati di sana pianta).
Iniziamo parlando di orologi: come
si suddivide un ipotetico mercato di
orologi nel quale troviamo i tradiziona¬
li, quelli al quarzo, i cinetici e i satelli¬
tari? Visto che si parla di percentuali,
un diagramma a torta fa al caso no¬
stro. Guarda caso la torta ha la stessa
forma dell'orologio, quindi possiamo
utilizzare questo oggetto per realizzare
le nostre fette. Il nostro esempio lo
abbiamo realizzato con CorelDraw 8:
per prima cosa abbiamo realizzato un
diagramma a torta con i dati e lo abbia¬
mo importato insieme alla clip-art di
un orologio.
Per "cancellare" due fette di orolo-
Ambulanza a pezzi
Beviamoci su
per ricordare
MCmicrocomputer n, 200 - novembre 1999
173
Numero di ore al giorno passate dai
bambini davanti alla TV
Milano
Genova
Torino
gio abbiamo disegnato due
cerchi bianchi e con lo stru¬
mento di modifica li abbia¬
mo trasformati in spicchi
(operazione da fare due vol¬
te). Questi due spicchi bian¬
chi sono stati sovrapposti al
nostro orologio per creare
lo spazio alle "fette”, A
questo punto abbiamo rifat¬
to le operazioni al contrario,
cioè abbiamo duplicato
l'orologio e gli abbiamo so¬
vrapposto due cerchi bian¬
chi che, sempre con lo stru¬
mento di modifica, aveva¬
mo "aperto” a mo' di torta
senza una fetta.
Dopo la sovrapposizione
resta visibile solo lo spic¬
chio relativo all'orologio.
Questo però non ci consen¬
te di sovrapporre queste
fette alla torta perché si
portano dietro tutto il bian¬
co del cerchio sovrapposto
all’orologio. Per ottenere
solo lo spicchio ci siamo
valsi della funzione di "Ta¬
glia” che consente di rita¬
gliare la parte di oggetto vi¬
sibile, cioè la nostra fetta di
orologio.
Anche questa operazione
Uomini
20 %
Donne
jù 30%
Bambini
Adolescenti
fino ai 18 anni
50%
Le televisioni dal¬
le gambe lunghe
(o cortei.
L 'altezza non conta, l'ombra si.
è stata fatta due volte per ot¬
tenere i due spicchi da mette¬
re nelle due posizioni, Infine il
tocco finale, l'aggiunta delle
scritte.
Visto che si parla di tempo, vediamo
ora quanto tempo passano i bambini
davanti alla TV in alcune città italiane
(ricordiamo che sono dati inventati)
per questo grafico abbiamo scelto di
utilizzare la clip-art di un televisore. Per
prima cosa abbiamo realizzato delle
bande che indicano il numero di ore (1,
2, 3 e 4 ore) e inserito una linea che ci
serve come base; abbiamo poi impor¬
tato la clip-art di un televisore che ab¬
biamo duplicato due volte per ottenere
i tre televisori che ci servono, posizio¬
nandoli in modo che le antenne toccas¬
sero la banda con l’indicazione giusta
delle ore per una determinata città.
Ogni TV è stato scomposto negli
oggetti base che lo compongono, tra
questi anche le gambe. A questo pun¬
to con il mouse abbiamo allungato le
gambe fino a far loro toccare quasi la
linea in basso. Infine abbiamo aggiun¬
to le scritte in Comic Sans, tipico ca¬
rattere per i bambini; il gioco è fatto.
Diamoci un taglio
Anche degli oggetti non rotondi
possono essere tagliati: nel prossimo
esempio taglieremo nientepopodime-
no che un'ambulanza. I tempi di inter¬
vento delle ambulanze sono molto im¬
portanti: il nostro grafico dovrà rappre¬
sentare quanti interventi sono stati
svolti nell'ultimo mese nei tempi pre¬
fissati di 5, 15 e 30 minuti.
Anche in questo caso abbiamo deci¬
so di utilizzare una clip-art, un'ambu¬
lanza naturalmente. A questo punto,
dovendola suddividere in tre pezzi cor¬
rispondenti ai numeri 12, 22 e 38, ab¬
biamo ridimensionato il disegno con
una base di 12 + 22 + 38=72 mm (7,2
cm). Fatto ciò portiamo un righello a
18 mm dall'inizio e uno a 34 mm
(12+22): ora possiamo coprire la no¬
stra ambulanza con dei box bianchi po¬
sizionandoli a filo dei tre righelli. A tur¬
no andremo poi a tagliare i pezzi che ci
servono utilizzando sempre la funzio¬
ne Taglia, prima illustrata.
Ora possiamo posizionare i tre pezzi
su un fondo a contrasto e aggiungere
le scritte: anche questa è fatta
All’ombra dei dati
Un altro simpatico sistema per dare
un'indicazione visiva di dati relativi a
174
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Le piccole carole crescono.
persone è quella di utilizzare le loro
ombre.
Nell'esempio che faremo troviamo
tre figure, un uomo, una donna e un
ragazzino: i dati che dobbiamo illustra¬
re sono relativi alle persone che fre¬
quentano più volentieri i Luna Park.
Per prima cosa si creano delle copie
dei singoli personaggi: fatto ciò si dà
alle copie il riempimento con un colore
grigio. Se dopo tale operazione doves¬
sero rimanere dei filetti neri ciò è do¬
vuto al fatto che magari alcune parti
della persona hanno un filetto: in tal
caso è sufficiente assegnare a tutti gli
elementi un "non" filetto di contorno
e il tutto ridiventerà totalmente grigio.
A questo punto si deve ribaltare
l'ombra in verticale e posizionarla su¬
bito sotto al relativo personaggio (in
pratica piedi contro piedi): a seconda
dei dati relativi al singolo personaggio
si dovrà allungare o accorciare l'om¬
bra in proporzione ai numeri (ovvia¬
mente sarà un lavoro da svolgere un
po' ad occhio, comunque poi si met¬
teranno i dati numerici effettivi).
Una volta dimensionate le ombre le
si unisce tutte insieme e con un dop¬
pio click del mouse le si inclina da un
lato, dando il tipico effetto ombra.
Ogni personaggio alla fine avrà l'om¬
bra lunga quanto il relativo dato che
andremo a trascrivere a fianco del
personaggio stesso.
Produzione Carote
ultimi mesi
Marzo
3 tonn.
Aprile
2,5 tonn.
Qualcosa di semplice
Esistono altri sistemi ancora più
semplici per dare vita ai vostri dati.
Prendiamo l'esempio delle carote...
l'obiettivo è illustrare i dati di produzio¬
ne delle carote negli ultimi mesi. E'
sufficiente trovare una clip-art di una
carota, duplicarla per i mesi di cui biso¬
gna illustrarne la produzione e poi ridi¬
mensionare le varie carote in propor¬
zione al dato di produzione stesso. Al
solito le indicazioni per iscritto, un tito¬
lo e il gioco è fatto.
Anche la duplicazione di oggetti si
presta a semplici rappresentazioni gra¬
fiche. In questo caso si vuole mostrare
il consumo di birra in tre paesi europei:
si prende una clip-art di una lattina di
Giugno
5 tonn.
Maggio
3,5 tonn.
birra e se ne fanno un certo numero di
copie. Per non rendere troppo omoge¬
neo il colore generale, sarà sufficiente
ricolorare le lattine in differenti tona¬
lità: riduplicandole a dovere e sovrap¬
ponendole in ordine sparso otterremo
dei gruppi più o meno numerosi a se¬
conda del dato che dovremo illustrare.
Più o meno con lo stesso concetto
si possono realizzare degli istogrammi
con una sequenza di oggetti uno die¬
tro l'altro: il numero di oggetti indi¬
cherò approssimativamente i vari dati
che volete illustrare.
Volete qualcosa di ancora più sem¬
plice? Allora realizzate uno sfondo di
un grafico con le vostre belle righe
orizzontali equidistanti e andate a di¬
segnarci sopra dei segmenti a zig-zag
di lunghezza decrescente: l'effetto
sarà quello di molle che vanno più o
meno verso l'alto a seconda del dato
che volete illustrare.
Conclusioni
Come abbiamo cercato di dimostra¬
re, i modi di trasformare un grafico in
qualcosa di interessante sono innu¬
merevoli e magari meno convenzionali
di quanto si possa credere. La fantasia
in questo campo può veramente aiu¬
tarci a creare qualcosa che si fa nota¬
re, ma che nel contempo trasferisce,
anche solo ad un veloce colpo d'oc¬
chio, le informazioni in forma veloce,
gradevole e impressiva
Se poi il lettore, grazie a ciò, si sof¬
ferma maggiormente su quelle pagi¬
ne, il nostro obiettivo può dirsi rag¬
giunto al massimo livello. f®
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
175
n
PLUTO Meeting 99
L’evento più importante dell'anno per Linux in Italia non è avvenuto nell’ambito dello
SMAU, bensì una settimana prima, in occasione del PLUTO Meeting 99. Dopo le
esperienze di Perugia e Roma, il raduno annuale del LUG più
grande d’Italia il 24 e 25 Settembre è tornato a Padova, la città
in cui vide la luce nel 1994.
di Giuseppe Zanetti
L’ultimo raduno ufficiale del PLUTO
a Padova, tre anni or sono, era stato
poco più che un incontro fra amici, an¬
che se già si incominciava ad intrave¬
dere l'interesse per Linux da parte del¬
le aziende. Già nelle edizioni degli ulti¬
mi due anni (rispettivamente a Perugia
e a Roma), si è iniziato a notare un af¬
flusso significativo di presenze anche
da parte di persone estranee al grup¬
po, dovuto sia ad una migliore organiz¬
zazione che aH’aumentato interes¬
se verso il nostro sistema operati¬
vo, dovuto all'ingresso nell'arena
di Linux delle grandi case del
software ed al successo ottenuto
da Linux-aziende come S.u.S.E. e
RedHat.
A migliorare l'organizzazione lo¬
gistica del meeting ha certamente
contribuito in modo significativo,
oltre che l'impegno dei membri
del gruppo, anche la presenza di
sponsor e di espositori in grado di
contribuire economicamente alla
copertura delle spese necessarie.
Fondamentale è stato anche l'ap¬
porto dei media, che spontaneamente
hanno dato il loro contributo nel pub¬
blicizzare l'evento (non solo riviste tec¬
niche come MC, ma anche network
radiotelevisivi e quotidiani locali e na¬
zionali).
Il numero di persone arrivate nella
città veneta non è stato certamente
paragonabile a quelle che lo scorso an¬
no hanno visitato la manifestazione
nella capitale, anche a causa della po¬
sizione geografica meno favorevole,
ma erano comunque presenti alcune
centinaia di persone, provenienti da
tutta Italia.
Lo spazio messo a disposizione
dall'Università di Padova era suddiviso
in due piani, siti nelle aule dell'ex fa¬
coltà di Agraria. Questa è stata divisa
in due sezioni principali: un'aula ca¬
piente è stata interamente dedicata al¬
le conferenze, mentre il rimanente è
stato utilizzato per gli stand delle
aziende, che hanno partecipato come
espositori alla manifestazione. A corre¬
do sono stati organizzati diversi eventi
interessanti, come il PGP Party (scam¬
bio delle chiavi pubbliche per la codifi¬
ca sicura della posta elettronica), la
raccolta di firme per una petizione
contro i brevetti nel software e l'Install
Fest, in cui i plutini volontari hanno
aiutato i principianti convenuti ad in¬
stallare Linux nei propri computer. Ha
concluso la giornata di sabato la tavola
rotonda dei Linux Users Group inter¬
venuti: FLUG (Firenze), LUG Brescia,
LUG Verona, LUG Vicenza.
Il segreto della
“gerarchia piatta”
Parte della giornata di sabato è sta¬
ta dedicata agli incontri fra i membri
del gruppo. Quando non ci sono i
meeting, l'attività del gruppo è in¬
fatti per la maggior parte basata
sullo scambio di informazioni e di
idee mediante la posta elettroni¬
ca, utilizzando una delle molte
mailing list messe a disposizione
dal gruppo. In questo modo sono
stati portati avanti con successo
moltissimi progetti e discussioni
(ad esempio la traduzione in italia¬
no della documentazione di
Linux), ma si sono anche create
profonde amicizie.
Paradossalmente, il motivo princi¬
pale che ha spinto molti dei parte¬
cipanti a mettersi in viaggio per
Padova è stata proprio la voglia di co¬
noscere personalmente gli amici e di
dare un volto agli indirizzi di posta elet¬
tronica con cui si dialoga quotidiana¬
mente attraverso Internet.
Più che una associazione, il PLUTO
è un gruppo di persone unite dalla
stessa passione per Linux e infatti non
viene richiesta alcuna formalità per
l'adesione, se non l'impegno a contri¬
buire costruttivamente alle attività ed
176
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Gianluca Montecchi e Marco D'Itri iRedHat e
Debian: per la sene non è vero che le distribu¬
zioni non si trovano bene l'una con l’altra).
ai progetti proposti. Questa è una co¬
sa decisamente importante, dato che
il tutto è basato sulla buona volontà
dei partecipanti, in quanto non viene
richiesta una quota di associazione. Il
PLUTO, da buon LUG virtuale, addirit¬
tura formalmente non esiste e tutta la
parte amministrativa, ad esempio la
raccolta e la gestione dei contributi
degli sponsor, viene gestita da enti (in
questo caso l'Università) che volonta¬
riamente e gratuitamente offrono il lo¬
ro aiuto al PLUTO.
Il vero segreto del successo del
PLUTO consiste nella cosiddetta "ge¬
rarchia piatta", in cui ogni persona può
esprimere liberamente la propria opi¬
nione, senza che esistano particolari
figure poste sopra degli altri. Anche il
Capo(tm) del PLUTO - alla guida or¬
mai da tre anni c'è la brava Eugenia
Franzoni - più che funzioni decisionali
ha il compito di coordinare le attività
del gruppo.
Le conferenze
Come ormai è tradizione del mee¬
ting, le conferenze sono state divise in
due giornate, rivolte rispettivamente al
pubblico ed ai soci del gruppo. Il tema
della prima giornata è infatti stato l'uti¬
lizzo di Linux in
azienda e nella ri- un momento dei-
cerca, mentre saba- la conferenza.
to è stato trattato -
Stand Debian lnotare il nu
mero di pc . .I.
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
177
l'argomento della "cultura hacker". Il
termine hacker non deve però essere
inteso negativamente, bensì nel sen¬
so originario del termine, che indica
una persona dotata di conoscenze
profonde sul sistema operativo ed in
grado di utilizzarlo ad altissimi livelli e,
se necessario, di modificarlo per adat¬
tarlo alle proprie esigenze o per ag¬
giungervi nuove funzioni.
L'hacker del kernel di Linux per ec¬
cellenza è. ovviamente, Linus
Torvalds, ma anche in Italia non man¬
cano le persone che hanno le carte a
posto per fregiarsi di tale titolo. Un
Fare soldi nel Bazaar dell’Open Software
■
La partecipazione al meeting offre un ottimo spunto per una
riflessione su come sia possibile fare soldi nel mercato del software
libero, conciliando le esigenze materiali con lo spirito della licenza
GPL.
Visitando lo spazio espositivo del meeting, dove, accanto alle
aziende, hanno trovato spazio le associazioni di sviluppatori senza
scopo di lucro, come Debian e lo stesso PLUTO. viene naturale
domandarsi come la disponibilità di tanti sviluppatori volontari ed il
fatto che Linux venga distribuito secondo un modello Open Source
possa lasciare spazio alle aziende o piu semplicemente a chi
vorrebbe utilizzare Linux per guadagnarsi da vivere.
Il meeting ha mostrato, casomai ce ne fosse bisogno, che attorno a
Linux vi è un mercato attivo, in espansione e per nulla spaventato
dalle "limitazioni" imposte dalla licenza GPL Quasi tutte le aziende
che operano nel settore ne riconoscono anzi i vantaggi e le
opportunità che esso apre dopo anni di monopolio.
È pur vero che i programmatori per passione sono stati in grado di
realizzare software importante (Linux stesso vale come il migliore
degli esempi), ma è anche innegabile che un programmatore di
professione, pagato per il proprio lavoro e spesso supportato da una
azienda, è in grado di seguire i progetti con una migliore tranquillità
e dando loro la priorità necessaria. Il fatto di lavorare in gruppo, di
disporre di un adeguato management del prodotto e di essere
sottoposti ad un audit da parte di altre persone sulla qualità del
prodotto che si sta sviluppando, che non viene più lasciata al
giudizio personale, è un ulteriore vantaggio che difficilmente si è in
grado di avere se un progetto non viene finanziato
Un modello per la
remunerazione del software
libero
Un errore ricorrente è quello
di confondere il concetto di
Open Software con quello di
gratuito. Non si deve
dimenticare infatti che la cosa
importante e rivoluzionaria
detl'Open Software non è il
fatto che sia gratuito bensì il
modello di sviluppo, oltre a
certe caratteristiche del
prodotto finale.
A differenza del software
tradizionale, in cui si deve
scrìvere tutto da zero o pagare
delle licenze per incorporare
nel proprio prodotto il lavoro
altrui, nel software libero si
può partire da pezzi già pronti
e collaudati. Ciò facilita e
velocizza moltissimo il lavoro
e perciò vi sono delle
economie significative anche
nei costi di produzione Se si
decide di rendere pubblico il codice sorgente vi saranno inoltre altre
persone che contribuiranno alla correzione degli errori ed alla
manutenzione del programma, con ulteriori risparmi. É perciò
sbagliato applicare al software libero lo stesso modello dì
remunerazione del software tradizionale, ma è ugualmente sbagliato
presupporre che il proprio lavoro non debba essere pagato.
Il modello di pagamento corretto da applicare è probabilmente
quello di farsi pagare il proprio lavoro come se si trattasse di una
commessa realizzata su misura per un cliente. D'altra parte in molti
casi realizzando un programma personalizzato il diritto di usare il
codice sorgente diventa del committente. Nel caso del software
libero tale diritto resta anche nostro, ovvero possiamo riutilizzare il
lavoro già fatto per altri progetti. Dal punto di vista del
programmatore la cosa è conveniente. Semmai è II cliente che
commissiona il lavoro che può avere delle remore, in quanto il
risultato da esso pagato può andare a beneficio anche del suo
concorrente.
Esistono alcuni casi in cui ciò può essere vero e per questo motivo
spesso le aziende che scrivono software libero offrono anche
alternative chiuse. In tal caso però, per non violare la GPL (il
software libero NON è di "pubblico dominio"), è necessario
sviluppare tutto da zero o pagare le royalty sul lavoro altrui,
rinunciando cosi ai vantaggi economici derivanti dalla possibilità di
usare "liberamente" pezzi già scritti. Ciò significa un costo
maggiore che ricade sul cliente, e solo questi può valutare se ne
valga veramente la pena.
Esistono diversi metodi per guadagnare scrivendo software libero,
su alcuni dei quali torneremo nel
seguito dell'articolo: sviluppo di
software libero su commissione,
finanziamento mediante l’offerta di
consulenza, cofinanziamento da pane
di aziende interessate allo sviluppo di
un prodotto, offena di software
commerciale a fianco del software
libero, finanziamento verso
organizzazioni senza fine di lucro.
Le aziende del software libero
Non esiste un solo modello di azienda
che vive grazie all'Open Software, ma
si tratta di un mercato con molte
sfaccettature e che offre possibilità
diverse a seconda del tipo di attività
che si desidera intraprendere e del
grado di coinvolgimento nel mercato
dell'Open Software che ogni azienda
sì sente pronta ad affrontare
RedHat, Compaq, Profuso, Prosa. 13
Icube, Eurotech, PLUTO, Debian
ognuna di queste organizzazioni e
aziende che hanno partecipato al
meeting sta tentando di trovare nel
complesso scenario di opportunità
178
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
esempio è Andrea Arcangeli, che nel
suo intervento al meeting, venerdì po¬
meriggio, ha parlato degli sviluppi fu¬
turi del kernel e del proprio lavoro sul
filesystem ext2 e sul supporto delle
aperto da Linux e dal software libero delle
opportunità da sfruttare per ritagliarsi una propria
identità e, possibilmente, una fetta di mercato.
Ovviamente ognuna di esse deve cercare un
proprio modello, in quanto non esiste un’unica
ricetta che vada bene per ogni azienda, in quanto
sono diversi i campi di attività, le competenze, le
ideologie, le dimensioni e le strutture. Spesso
un'azienda che lavora nel mercato dell'Open
Software non segue un unico modello di business,
ma è un ibrido fra più modelli (ad esempio RedHat
non si basa solamente sulla produzione della
omonima distribuzione, ma offre anche
formazione, programmi di certificazione,
Tutte le esperienze di impresa basata sul
software libero hanno tuttavia un aspetto
Importante in comune: in tutti i casi l’attenzione
viene posta più sulla professionalità e sulla
capacità di offrire servizi reali e di fornire
supporto, piuttosto che sull'offerta di un prodotto
e sulla semplice capacità di vendere.
Un’azienda non compera la scatola originale di
RedHat invece di prelevare da Internet la versione
gratuita solamente per avere il CD e i manuali,
bensì per avere la certezza di ottenere un supporto da parte
dell'azienda che lo produce.
Sullo stesso concetto operano le aziende e i professionisti che
offrono consulenza su Linux. Il software libero può diventare una
vera alternativa solamente se è supportato da persone serie e
competenti, in grado di fornire supporto, sicurezza nella
manutenzione e nello sviluppo dei prodotti, formazione.
Al contrario di quanto è avvenuto negli ultimi anni, nel mercato
dell'informatica inizia ad esserci spazio per tutti, per i grandi ma
anche per i più piccoli: senza troppe barriere d'ingresso
invalicabili, ognuno può sfruttare un’idea o una capacità e
diventare facilmente un imprenditore del software libero. Non
solo scrivendo software, ma anche producendo hardware o libri
che insegnino ad utilizzare il software libero, fornendo consulenza
e formazione o addirittura vendendo pinguini di peluche.
Il cofinanziamento di progetti
Uno dei modi in cui un programmatore può tentare di
intraprendere la strada del software libero è mediante il
meccanismo del "cofinanziamento" dei progetti Open Source. Si
tratta di un concetto recente, che consiste nella possibilità da
parte di una o più aziende che abbiano necessità di disporre di un
determinato programma o driver di finanziarne lo sviluppo
secondo un modello Open Source. Esistono in rete diverse
esperienze di “mercati del free software" in cui una azienda può
proporre alla comunità di sviluppatori la sponsorizzazione dello
sviluppo di un nuovo progetto libero. Nel caso un programmatore
accetti la commessa, gli verrà offerto un vero e proprio contratto
di sviluppo, esattamente come avviene per la commessa di un
qualunque software personalizzato (verranno perciò richieste le
Lo stand dì Eutotech il cubo metallico sopra il tavolo 6 un PC con Linux
opportune garanzie, fatte riunioni per seguire le diverse fasi di
avanzamento dei lavori, ...). L’unica differenza è che il software
cosi prodotto dovrà essere distribuito pubblicamente secondo la
GPL. Nel caso lo sviluppo dovesse interessare più committenti,
ognuno di essi può collaborare a sponsorizzarne lo sviluppo, in
modo da abbreviarne i tempi,
I principali progetti di cofinanziamento del software sono Free
Software Bazaar Ithttp /Ansai csustan edu/bazaar/l, CoSource corri
Ihttp v/www.cosource com/i e SourceXchange
intto://www sourcexcnanqe.com7Tl Essi propongono una specie
di "borsa" dell’Open Software in cui fare incontrare domanda e
offerta. Cliccando su uno dì questi siti, un programmatore può
vedere la lista dei progetti disponibili con i soldi offerti e proporsi
per collaborarne allo sviluppo. Generalmente i gestori dei siti
offrono la propria competenza nel management del progetto
(verifiche dello stato di avanzamento del lavoro e sulla qualità del
prodotto realizzato).
Su Linux Journal sono apparsi due articoli molto interessanti
sull'argomento:
Making Money in thè Bazaar, The Problem
I http://www.cosource.com/inlo/bazaari shtmi)
Market Making for thè Bazaar, The Solution
|http;//www cosource.com/l nfo/bazaar2.shtml)
Un ulteriore documento da leggere è
The Free Software Entrepreneur's Guide
intto://www. iinux.com/coiummsts/ laaaua 10/4 7/1 57/).
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
179
architetture multiprocessore SMP
(Symmetric Multi Processing). Andrea
ha introdotto la sua conferenza evi¬
denziando vantaggi e svantaggi
dell'approccio SMP e ha spiegato in
modo chiaro e con l'ausilio di opportu¬
ni esempi le strutture di dati utilizzate
nelle kernel di Linux per supportare ta¬
li funzioni. In particolare ha analizzato i
meccanismi di locking ed ha insegna¬
to a scrivere programmi che utilizzino
il multiprocessing in modo sicuro, evi¬
tando alcuni subdoli dettagli specifici
della architettura.
Francesco Giovanmm ha parlato
dell'utilizzo del linguaggio di scripting
PHP per la creazione di motori per siti
Web in ambiente Intranet/lnternet. Di
Intranet e applicazioni di Linux in
azienda hanno parlato anche Massimo
Nuvoli (autore delle foto pubblicate in
questo articolo) e Paolo Bizzarri, che
DEI, la cuccia di PLUTO
Non è un caso che il meeting italiano di Linux si sia tenuto al
Dipartimento di Elettronica e Informatica dell'Università di Padova.
La storia di Linux in Italia è infatti profondamente legata a questo
Dipartimento. A quasi sette anni di distanza fa un certo effetto
ripensarci, specialmente per chi. come il sottoscritto, ha vissuto in
prima persona quel periodo.
Al DEI, a differenza di quanto accadeva altrove, dove i computer erano considerati oggetti
intoccabili, già da alcuni anni, grazie alla lungimiranza di alcuni docenti, era stato dato agli
studenti il permesso di utilizzare come BBS una delle macchine UNIX del dipartimento e di
accedere mediante esse ai newsgroup di Usenet (prelevati ogni notte da Genova mediante
un modem a 1200 baud) I più bravi e volonterosi potevano addirittura aspirare ad
amministrare le macchine, anche se il possesso della password di root di solito veniva
concesso solo dopo una lunga gavetta.
Grazie al BBS ed alla possibilità di mettere mano sulle macchine si è perciò creato al DEI,
nei primi anni Novanta, un ambiente unico, sia per l’apertura mentale che per l'abbondanza
di persone preparate su UNIX. Il terreno di coltura ideale perché nascessero e
attecchissero le prime esperienze di Linux in Italia.
Alla storia della BBS e delle macchine del DEI è stata dedicata una piccola ma interessante
mostra aH'interno del meeting, curata da Chiara Paci e da Gian Uberto Lauri.
Un paio d'anni più tardi nacque infatti il PLUTO, nome che doveva essere un acronimo - se
solamente fossimo riusciti a dargli un significato - ma che poi è comunque rimasto perché
molto simpatico. Ricordo che abbiamo discusso a lungo sull'opportunità di utilizzare come
logo il personaggio di Wall Disney e che per evitare problemi legali abbiamo organizzato un
piccolo concorso fra i soci per scegliere il logo attuale.
Ben presto al nucleo
originario si
aggiunsero altre
persone. Mai in quei
giorni ci saremmo
immaginati che il
gruppo si sarebbe
esteso fino a
diventare il più
grande LUG (Linux
Users Group)
nazionale e che dopo
cinque anni sarebbe
ritornato alla cuccia
portandosi dietro
centinaia di persone
provenienti da tutta
Italia. Ricordo
l'entusiasmo quando,
dopo pochi mesi dalla
nascita, al gruppo di
Una memoria a nuclei di ferrile esposta alla mini-mostra Padova iniziarono ad unirsi anche
sui computer storici iproprietà dell’Università di Padovai. quelli di altre città.
ha portato l'esempio di un progetto
open source realizzato dalla Scuola
Superiore S. Anna di Pisa per la firma
elettronica, l’archiviazione ottica di do¬
cumenti ed il protocollo elettronico.
Carlo Daffara, ritenuto il "tuttolo¬
go" del gruppo, ha dimostrato come
si possa utilizzare Linux come piat¬
taforma per l'enterprise computing sia
dal lato server che dal lato Client. Luca
Polo ha introdotto l'utilizzo di NIS+
nell'amministrazione di reti di compu¬
ter, mentre Mauro Tedesco ha fatto il
punto sullo stato attuale e sulle evolu¬
zioni future di Samba, un programma
che permette di integrare Linux come
server in reti di macchine Microsoft.
In particolare Mauro ha mostrato un
esempio di uso di Samba come server
di stampa nella rete di un ufficio con
postazioni di lavoro Win95/98, ponen¬
do in modo particolare l'accento
sull'aspetto della sicurezza.
Della sostituzione di NT con Linux
ha parlato anche Fabio Cazzin, descri¬
vendo l'esperienza di una media
azienda che ha basato su di esso par¬
te della propria infrastruttura di rete.
Non si è mancato di fare il punto
sulle distribuzioni con gli interventi di
Michele Dalla Silvestra, che ha spiega¬
to alcuni "trucchi" per sfruttare al me¬
glio i meccanismi della distribuzione
Debian, e di Antonio Gallo, che ha col¬
laborato alla realizzazione di Bad
Penguin, una distribuzione Linux italia¬
na.
Anche i linguaggi di sviluppo hanno
avuto il loro momento di gloria, con le
relazioni di David Welton (API C di Tel
e Phyton) e di Massimo Nuvoli, che ha
parlato della programmazione in Perl,
Come era prevedibile, particolare
interesse ha suscitato l'intervento, cu¬
rato da Ettore Perazzoli, sul progetto
GNOME, il desktop environment di
GNU.
Simone Piccardi, riguardo alle appli¬
cazioni di Linux nella ricerca, ha parla¬
to di VME ed acquisizione dati in am¬
bito scientifico,
Una parte importante delle confe¬
renze è stata dedicata agli interventi
introduttivi allo spirito ed alla filosofia
di Linux ed alla cultura hacker
(Alessandro Tiberti) Si sono trattati i
temi dei diritti sul software
(Alessandro Muzzetta), dell'uso di
Linux nella scuola e per il sostegno ai
disabili (Paolo Molaro) e per la ricerca
nei paesi in via di sviluppo (Carlo
Fonda, Fulvio Postogna, Enrique
Canessa).
Nel suo intervento Alessandro
180
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
liberti ha dato "una nostalgica rispol¬
verata del passato per ricordarci da
dove veniamo ed il percorso che ab¬
biamo fatto finora, e fare delle ipotesi
su quale sarà il futuro di Linux e più in
generale dell'hackerdom. Tutto que¬
sto passando per quelle tappe che so¬
no state una pietra miliare nella storia
dell'informatica: i microcomputer, le
prime case di hardware e software, i
videogame, le BBS amatoriali ed i loro
network, Internet, l'Open Source".
È interessante notare come, al con¬
trario di quanto ci si sarebbe potuti
aspettare, non vi sia stata una netta
differenziazione fra il pubblico interve¬
nuto alla prima ed alla seconda giorna¬
ta: sia il venerdì che il sabato, nono¬
stante i temi trattati fossero profonda¬
mente diversi, erano infatti presenti,
quasi nelle stesse proporzioni, sia stu¬
denti ed appassionati che persone
provenienti dal mondo del lavoro. Ciò
è significativo, in quanto è probabil¬
mente indice del fatto che Linux sta
diventando un sistema che interessa a
360 gradi sia chi lo utilizza a casa che
chi ne è interessato per lavoro.
Gli stand espositivi
A rendere ancor più interessante il
meeting è stata la presenza, in veste
di espositori, delle aziende che hanno
dato il loro contributo alla realizzazione
della manifestazione: RedHat,
Compaq, Profuso, Prosa, 13 Icube,
Eurotech, Debian (oltre agli altri spon-
Ettore Perazzoli.
ruomo GNOME. sor che non
assalito dagli mte- erano presenti
ressa,, subito dopo con uno SIand;
11 m Duke Italia,
Nuvoli Ascen¬
sori, Systems, M.C.G.).
I più affollati erano ovviamente gli
stand delle due distribuzioni che van¬
no per la maggiore presso l'utenza
professionale (RedHat. che condivide¬
va lo stand con Compaq) e presso gli
sviluppatori (Debian).
Fra le altre aziende presenti è da
segnalare Prosa (http://www.-
prosa.it/), l'unica società italiana che
per statuto si occupa esclusivamente
di software libero, che presentava le
proprie soluzioni hardware e software
ed una distribuzione di Linux in italia¬
no basata su Debian
13 Cube llwww.icube.nl oltre a pro¬
porre soluzioni aziendali, consulenza
su tematiche di sicurezza e formazio¬
ne per Linux, offre anche supporto
per Zope |http://www.zope.o7g7Tl un
potente sistema che permette la crea¬
zione object oriented di siti Internet e
Intranet. ___
Profuso ((http://www.profuso.com/ll
nella persona del sottoscritto, ha por¬
tato allo stand, oltre al Mail Gateway
che consente l'accesso alla posta
elettronica via Web, una soluzione per
il collegamento wireless mediante i
modem DECT della Siemens ed un
adattamento a Linux della sintesi vo¬
cale in italiano di Audiologic.
A riprova dell'interesse che il mon¬
do industriale sta nutrendo nei con¬
fronti del software open, ben tre delle
aziende presenti proponevano soluzio¬
ni per la realizzazione di sistemi em-
bedded basati su Linux. Eurotech, con
sede in provincia di Udine, produce
PC industriai basati sugli standard
PC/104 (particolarmente adatti alla co¬
struzione di apparecchiature embed-
ded molto compatte, grazie alla di¬
mensione dei moduli, impilabili fra lo¬
ro. di 90 x 96 mm) e Compact PCI,
mentre sia Profuso che Prosa forni¬
scono consulenza e soluzioni per la
parte software (device driver, realizza¬
zione di sistemi personalizzati, ...).
Prosa in particolare ha realizzato la di¬
stribuzione ET Linux adatta a funziona¬
re su macchine 386 sx con 2 Mb di
RAM.
Una curiosità: saranno stati buoni i
"lecca lecca col bug" (dentro alla cara¬
mella era presente un vero insetto) of¬
ferti in uno stand?
Conclusioni
Il bilancio della due giorni padovana
non può che essere assolutamente
positivo. Il meeting, organizzato in
modo ineccepibile, si è dimostrato un
ottimo punto di incontro in grado di re¬
cepire e contribuire a conciliare fra lo¬
ro le esigenze del mondo commercia¬
le e lo spirito del software libero.
Casomai fosse necessario, ancora una
volta si è dimo¬
strato come anche
in Italia attorno a
Linux vi siano per¬
sone molto attive,
ed in grado di otte¬
nere risultati rag¬
guardevoli, anche
nel caso di iniziati¬
ve no-profit. «g
Eugenia Franzoni,
Capo!,mi del PLU-
TO. assieme a
Andrea Brugiolo.
membro dell'orga¬
nizzazione del
meeting e coordi¬
natore del progetto
Linux scuola
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
181
ma.
PD-SOFTWARE
IBM e OS/2
selezione o "lazo" di
zone dell'immagine,
ne sono disponibili
ben tre: la selezione
rettangolare, circola¬
re e a mano libera. I
“lazo" possono
essere spostati e
salvati su disco.
Sulla zona sele¬
zionata si possono fare operazioni di crop,
creazione di una nuova immagine, oppure
può essere utilizzata come pennello negli
strumenti di disegno Infine questa può
essere designata come area di mascheratu-
ra, che protegge dalle modifiche l'area sot¬
tostante dell'immagine.
Si vede cosi un'altra potente funzione
del programma, che consente di protegge¬
re le zone buone dell’immagine e di ritocca¬
re solo le altre.
Lo strumento per la creazione del testo
consente di scrivere con caratteri semitra¬
sparenti, inclinati e. cosa molto importante
per chi lavora nel campo della grafica per
Internet, con antialiasmg.
Esaminiamo infine lo strumento di flood
fili, e vediamo che è dotato di una funzione
di controllo di tolleranza per calcolare quali
zone devono essere colorate; vale a dire
che una volta stabilita quale zona deve
essere riempita, il programma colora anche
pixel di colore simile basandosi su una
distanza da noi indicata, a scelta nello spa¬
zio di colore RGB o in quello HSB, più vicino
alla percezione umana.
Tutte queste operazioni possono anche
essere effettuate andando ad agire su uno
solo dei canali HSB o su una qualsiasi com¬
binazione questo vuol dire che se disegnia¬
mo una linea su un'immagine indicando che
vogliamo modificare solo la componente H
(Hue), noi cambieremo la tinta dell'Immagi¬
ne, se agiamo sulla componente S la satu¬
razione, e sulla B (Brightness) la luminosità.
.wnmiiimm!
Questo mese presentiamo un ottimo programma di fotoritocco, Phototiger, e un buon editor di
testi che viene dal mondo Unix, EmTex. Una notizia confortante sul futuro di OS/2 viene proprio
dall’IBM, la quale rende noto che la versione
Client ha venduto il 34% di copie in più del
previsto negli ultimi cinque quadrimestri.
a cura del Team OS/2 Italia
PHOTOTIGER 2
• Genere: Grafica, shareware
• FILE: PHOTO201 .ZIP,
439 KB
• Reperibilità Internet:
|http://www.phototiger.corr|
• Autore: michael Moegn,
|into(a ) pnototiger.coff|
• Autore recensione: Marco
Bertini nmDertinKs’iname. còrni
Phototiger è un
ottimo programma di fotorltocco ormai
giunto alla versione 2 01, ed è dotato di
varie funzioni di tipo avanzato, come si tro¬
vano nel ben più blasonato e famoso
Adobe Photoshop
E' bene specificare subito che questo
programma non si pone in contrasto con
l'ormai famoso PMView, in quanto non for¬
nisce quelle decine di filtri per il ritocco
delle immagini forniti con quest'ultimo.
Piuttosto l'affianca, in quanto mette a
disposizione dell’utente le funzioni per edi¬
tare le immagini, quali il disegno a mano
libera, il tracciamento di linee, il flood fili e
la scrittura di testi
Se dette cosi queste funzioni vi sembra¬
no banali, aspettate di provarle, per vedere
tutte le opzioni disponibili per ognuna di
esse
Per il disegno a mano libera é infatti
possibile selezionare varie forme del pen¬
nello, stabilirne l'intensità per avere effetti
di trasparenza con l'immagine sottostante,
usare zone dell'immagine come pennelli (in
modo simile al comando di clonazione di
Photoshop), oppure usare una zona dell'im¬
magine selezionata con gli strumenti di
"lazo”.
Per quanto riguarda gli strumenti di
Chi conosce Photoshop si rende conto che
è come lavorare sull'immagine scomposta
nei tre layer RGB, solo che in questo caso
si tratta dei molto più intuitivi layer HSB!
Le immagini possono essere scalate di
dimensione, ruotate, modificate nella
profondità di colori, specchiate; può essere
corretta la luminosità ed il contrasto, esami¬
nando l'operazione su una preview dell'im¬
magine.
Infine possono essere cambiati range di
colore dell'immagine sostituendoli con altri,
sempre sfruttando il calcolo della distanza
dei colori visto nel flood fili. Anche di que¬
sta operazione viene mostrata la preview
Un ottimo esempio di dove può essere utile
questa funzione è nella creazione dei pul¬
santi attivi e di rollover delle pagine Web.
Nonostante siano presenti molte funzio¬
ni, l'interfaccia e molto intuitiva, i tooltip
sono presenti per tutte le funzioni del pro¬
gramma, consentendo di imparare il pro¬
gramma in pochissimo tempo.
Per molti aspetti sembra il programma
ideale per la creazione della grafica delle
pagine Web. nonostante l'unica pecca di
non supportare il salvataggio nel formato
GIF.
In definitiva Phototiger è un programma
completo e molto ben fatto; affiancandolo a
PMView si ha un sistema di elaborazione e
ritocco di foto e disegni estremamente
potente, ad una frazione del costo di siste¬
mi professionali.
182
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
EMTEX
• Genere: Text Editor, freeware
• Reperibilità:
http://hobbes.nmsu.edu,
http://www.leo.orcl
• Autore: Eberhard Matthes (mat-
tes@azu.Informatile.uni-stutt-
gart.de)
• Autore recensione:
Mentore Siesto
Usi 359»9Cq>studenti.inq.umpuf|
Molti utenti OS/2
sono anche utenti Linux, e sanno che buona
parte del software disponibile sul "nostro"
sistema operativo proviene proprio dal
mondo Unix, grazie all'alta compatibilità tra i
due OS. TeX (che si pronuncia "tek"> è un
pacchetto ben noto neH'ambiente scientifico
e tecnico: è un insieme di programmi per la
composizione di documenti, completo di
generazione di indici, bibliografie, riferimenti
incrociati e tutto quanto serve per scrivere
qualsiasi cosa, dal dépliant informativo alla
collana di libri, all'enciclopedia.
In breve, TeX è assimilabile a programmi
come Corel Ventura Publisher, piuttosto che
MS Word o IBM Works per OS/2: la diffe¬
renza, rispetto a questi programmi di classe
"visuale", è che TeX non è un ambiente
visuale.
Scrivere un documento TeX comporta la
pianificazione accurata del documento su
cui lavorare, delle immagini da accludere e
di tutti i particolari, in definitiva un'attenta
organizzazione del lavoro: se da una parte
questo implica un lavoro a monte della scrit¬
tura, quel che è certo (e a prima vista sor¬
prendente) è che consente un miglioramen¬
to notevole della composizione, cosa che
non sempre riesce facilmente avendo a
disposizione un ambiente visuale, nel quale
il lavoro organizzativo non viene sempre
guardato sotto la luce giusta (quando avete
scritto il vostro ultimo flow-chart mentre svi¬
luppavate un programma?).
Un documento TeX viene scritto tramite
dei comandi che controllano il modo in cui
TeX formatterà il singolo paragrafo, un bloc¬
co di paragrafi, singole parole o tutto il testo,
in maniera molto raffinata e potente: come
nello sviluppo di un programma (o meglio di
una pagina Web) è possibile controllare in
maniera più o meno fine il testo e le imma¬
gini che verranno prodotte.
TeX produce un file binario con estensio¬
ne DVI (DeVice Independent), che può
essere letto da un apposito driver (il file DVI
è indipendente dal sistema operativo: che
sia scritto sotto Unix, Windows, OS/2 o altri
non cambia), che ne dà direttamente la
stampa o una vista a video,
EmTeX, appunto, è la versione per OS/2
di TeX ed è una delle più note distribuzioni di
iaiB
• / of 1 t
Scnllng 0?2 1
TeX nel mondo: i
suoi programmi
sono eseguibili
anche per DOS, gra¬
zie al DOS extender
di EMX (ma tra i due
ambienti non c'è
paragone). EmTeX
comprende le ver¬
sioni native per
OS/2 delle stesse
’goodies' previste
nelle distribuzioni
Unix (come la
TeTeX). con le quali
è possibile trattare
le immagini, modifi¬
care i font e molto
altro, nonché le ver¬
sioni 2,09 e 2e di
LaTeX (importantis¬
simo pacchetto di macro, ottimo per facilita¬
re la stesura di molti tipi di documenti).
Tra i driver, DVIPM (neH'immagine) è il
driver per PM, che può essere usato duran¬
te la stesura del documento per la verifica
dello stesso, o in fase finale per la stampa
(sono compresi anche driver specifici per
varie stampanti, per fax o file .PCX).
Per utilizzare EmTeX è necessario avere
installato il runtime EMX (dello stesso auto¬
re), almeno nella versione 0.8: una volta
installato l'ambiente EmTeX è necessario
configurarlo, aggiungendo poche istruzioni
SET nel file CONFIG.SYS presente nella
directory d’avvio di OS/2. Si tratta di aggiun¬
te semplicissime, ben indicate nella corposa
documentazione.
Per i maniaci dei font, EmTeX dispone
inoltre di molte librerie di font (e può usare
tutti quelli disponibili per Unix), ed è compa¬
tibile con tutti ì formati di TeX (e dunque con
tutti i pacchetti di macro sviluppati sotto
Unix, alcuni assolutamente sorprendenti:
avete mai provato a scrivere musica con un
word processor?).
EmTeX è composto di molti eseguibili,
richiamabili tramite appositi file ,CMD (per
OS/2) contenenti la giusta sintassi per la
chiamata, che servono per la formattazione,
l'elaborazione, il preview e la stampa del
documento: nel '98 inoltre sono stati aggior¬
nati alcuni pacchetti, ed è stato sviluppato
un programma di installazione, che però non
ho ancora provato.
E' nata anche una mailing-list per gli
utenti EmTeX, chiamata emtex-user: per
aver informazioni sull'iscrizione alla lista,
basta spedire un messaggio contenente
"HELP INFO EMTEX-USER" nel corpo,
all'indirizzo |na|orqomoigphysii:.tu- 0 eriin del
C'è molto altro ancora da aggiungere su
EmTeX: il suo sviluppo ha portato alla nasci¬
ta di un'infinità di programmi accessori, di
vari tipi (shell, stampa, trattamento,..).
Bisogna aggiungere agli innegabili van¬
taggi la presenza di una documentazione let¬
teralmente sterminata, sia acclusa alla distri¬
buzione, sia in rete, che permette di coprire
praticamente tutte le esigenze della compo¬
sizione, nonché almeno due libri veri e pro¬
pri ("The TeXbook” e "LaTeX: a document
preparation System"), pubblicati da Addison
Wesley,
Mi si può ribattere la natura non total¬
mente WYSIWYG del programma, che alle
prime battute lo rende un po' ostico da
usare: può essere vero, ma è vero anche
che un pacchetto va comunque studiato a
fondo per poter essere utilizzato al meglio, e
la difficoltà d'uso (in questo caso più che in
altri) è solo un'impressione: in realtà è faci¬
lissimo usare TeX, più o meno come per un
Word Processor attuale, col vantaggio di
una resa quasi istantanea (i programmi
richiedono un uso di risorse decisamente
limitato, rispetto ai WP dell'ultima genera¬
zione).
Mi risulta difficile trovare dei difetti in
EmTeX, a parte forse la non eccezionale
integrazione con WPS (EmTeX è del ’95)
personalmente ho già letto molti documenti
TeX e LaTeX (e su alcuni ho anche studiato
per I miei esami di Ingegneria), e ho sempre
notato la differenza nella leggibilità e nella
bellezza dell'output, rispetto a documenti
scritti con programmi più noti, che non ave¬
vano la stessa "pulizia" magari proprio per¬
ché mostravano una mancanza di organizza¬
zione alla base, coperta da qualche font par¬
ticolare e qualche più o meno gradevole
effetto,
In particolare la potenza di TeX si manife¬
sta nel trattamento di testi matematici, è
tanto efficiente, che la versione 2 e succes¬
sive di Ventura Publisher (programma che
ho usato per anni) ha quasi lo stesso set di
comandi per la generazione delle equazioni.
Questo per non citare altre caratteristiche,
come il supporto delle lingue orientali
(Giapponese e Cinese inclusi)
In conclusione, mi sento di consigliare
caldamente questo pacchetto per tutti gli
utenti OS/2, compresi quelli alle prime armi:
la conoscenza di TeX può aiutare molto nella
stesura di documenti chiari e prima di tutto
comprensibili, ed è più semplice di quanto
sembra (avrete presenti le guide di
StarOffice, credo...), jgg
B tot 9 I
Senllng G 77 511
Cu»»or l?0piW4 i|>i
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Oltlnttr»
0 ioni entri? Mal*) H
l ondino font entri» «calori ti
ondino foni r.m»IB «colmi IO
l ondino font ernia «catari IO
I ondimi Ioni rifilili «calmi IO
I ondino foni cifnyB unirò II
I omlinq Ioni fiwli icrUad 101
I ondino foni miro un»ni 101
I ondino Ioni lego IO «cnlnd I
I ondino Ioni rimi IO «mimi I
I ondino Ioni entrulO «errimi
I ondino Ioni emltlO «colini I
l ondino Ioni cmttIO urlimi I
I ondino foni emonio unirti
I ondino Ioni cimglO unlod
I ondina ioni cm«y» unirli li
l ondino ioni cntrlO «calai! il
l ondino Ioni tmt «coi Od i«
ondino Ioni icHclelfl «colmi
I ondino foni nnolO «cnlod 11
I ondina pona Miniar». 1 in):
ni m I3II3I MI IH IBI MI
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
183
Omnis Studio 2.1
Produttore:
Omnis Soltworo Ine
Avis Houso, Park Road
Brscknell
Reikshiio RGI? ZLY
htip/Avww omnis-soltware.com
Distribuito in Italie da:
Software Products Italia
Via Volturno, 1?
50019 Sesto Fiorentino (Fll
Tei 05533651
Prezzo (IVA esclusa)
Omnis Studio 2 1 (Mac/Win)
L 3.000 000
di Raffaello De Masi
Omnis
Studio 2.1
coordinamento di
Andrea de Prisco
a una struttura granitica, a un certo
non oceanico ma fedele gruppo d'utiliz-
zatori ed estimatori, e a una filosofia
d'uso che ormai è sua prerogativa e di
pochi altri esemplari.
Ieri, la mia diletta signora mi ha chia¬
mato per l'ennesima volta a rapporto,
Dopo avermi fatto inginocchiare ed es¬
sersi fatta baciare mani e piedi, mi ha
fatto presente, nell'intervallo tra le scu¬
disciate, che non può spende¬
re, a ogni rinnovo di stagione,
nuovi danari per rinnovare il
mio guardaroba, che ogni an¬
no mi va sempre più stretto.
Ho tentato di far presente
che alcuni studiosi hanno am¬
piamente dimostrato che i tes¬
suti si restringono spontanea¬
mente durante il loro misuso,
ma non è servito a nulla. Oltre
tutto la mia leggiadra metà mi
ha fatto notare, con candore
degno di ben altra causa, che
perfino i manuali dei computer
e dei programmi sono dimagri¬
ti fino all'osso. A niente è ser¬
vita la considerazione che è
solo delle menti somme fare
esattamente il contrario di
quello che stanno facendo gli
altri; ci ho rimediato solo due
ore di Letto di Procuste.
Ironia della sorte, il pac¬
chetto che ho tra le mani non rispetta la
regola del contrappasso; è formato da
un solo ciddl e da tre manuali, per com¬
plessivi tre chili e mezzo e circa duemi¬
la pagine. Neanche quando è nato
scherzava, in fatto di peso, ma nessu¬
no, giunto alla sua veneranda età, credo
gli abbia detto di dimagrire. E invece a
me..,
All'appuntamento con il mitico nu¬
mero 200 (guarda caso alle porte del
2000), non poteva mancare una prova
speciale per il nostro amato melone.
Ecco quindi un incontro con questa pie¬
tra miliare del software di fascia alta,
che, presente ormai da circa un venten¬
nio, ha superato indenne le avversità e
le bonacce che hanno, in diverse occa¬
sioni, interessato i suoi colleghi, grazie
Omnis, quando
basta solo il nome
Da quando il primo Apple II
o la prima macchina sotto
CP/M dettero il primo vagito,
il campo del database ha
sempre offerto esemplari de¬
gni di nota. Alla comparsa d
Omnis, scrupolosamente pre¬
sente in ambedue le piattafor¬
me Mac e PC, i nomi, in tale
campo, erano pochi, talora mi-
sconosciuti, e il punto di riferi¬
mento era rappresentato es¬
senzialmente da dBase 2.
Omnis offri subito una poten¬
te alternativa, con un pac¬
chetto-ambiente dalla struttu¬
ra articolata e non priva di un
fascino mainframe-iike.
Il vantaggio di Omnis era,
indubbiamente, quello di coprire diversi
ambienti in maniera parallela e, in un
periodo in cui ogni macchina era un'iso¬
la a sé senza possibilità di scambio con
l'esterno, la possibilità di poter portare
un’applicazione da una piattaforma
all'altra era considerata per certi versi ri¬
voluzionaria e quasi degna di inquisizio¬
ne. Era poi la stessa struttura di Omnis
che incuriosiva, con la sua modularità,
la sua relazionalità e la gestibilità di fun¬
zioni intrinsecamente separate ma con¬
correnti, Dicevamo del suo profumo di
eredità mini e mainframe, e l'associa¬
zione di idee non era peregrina; in un
mondo in cui SQL e supporto multiser-
ver erano parole pressoché in libertà,
parlare di orientamento all'oggetto po¬
teva portare a farsi guardare in maniera
184
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
_(«!rt Vlrw luwu Wimiuw Aiuto
iMigitoigzgisg
to o**is studio V?.l
[0MNI9 : I
lEgnararannBinnniHignaEaFiggH
iganamHnnHinnniHMriHHpaiEiH
per lo meno strana, e pensare a un lin¬
guaggio di programmazione interno al
database sembrava più che altro uno
snobismo senza risvolto pratico. 0, per
chi vi si fosse avventurato, foriero di
grattacapi a non finire.
Omms, comparso, a quanto ricordo,
proprio inizialmente nel mondo Mac,
gettò una pietra nel pur piccolo stagno
dei programmi di fascia alta del Mac;
subito dopo fu la versione destinata a
MS/DOS, che assunse diverse denomi¬
nazioni, tra cui anche un Quartz che
usai, per diverso tempo, con grande
soddisfazione. E proprio nel mondo
Mac doveva, il nostro, trovare pane per
i suoi denti, con un agguerritissimo 4th
Dimension che, occorre riconoscerlo,
ne oscurò la fama, sebbene i due aves¬
sero somiglianze molto accentuate e,
per certi versi, perfino sospette. Perfino
nel prezzo, visto che i pacchetti erano,
La finestra di startup di Omnìs Studio e l'am¬
biente Design
Ritorniamo a oggi e vediamo come
questo bellissimo ambiente è soprav¬
vissuto a tutte le vicissitudini, presen¬
tandosi a noi ancora offrendo le sue più
interessanti prerogative; potenza impa¬
reggiabile, modularità, interfacciabilità
con l'esterno, gestibilità applicabile a di¬
versi usi.
Omnis, vecchiaccio
terribile o sempiterno
giovincello?
Omnis Studio è un ambiente RAD
(Rapid Application Development) di am¬
pio respiro e di complessa adattabilità,
che supporta sviluppo di tipo compo-
nent based e integrazione avanzata
d'ambiente, oggi completamente e per¬
fettamente integrato anche verso l'am¬
biente Internet.
Omnis Studio mette a disposizione
dell'utente uno shell di utilizzazione di
librerie e componenti, precostituiti o
provenienti dall'esterno, capaci di realiz¬
zare ambienti di lavoro finiti compieta-
mente intercambiabili tra piattaforme
Windows e Mac. La sua immensa po¬
tenza di base è, peraltro, capace di au-
toalimentarsi, importando componenti¬
stica creata da terze parti, come CASE
e tool di test GUI. Il Data Access
Manager offre un notevole supporto
multiserver, attraverso il DAM (Data
Access Module); ovviamente non man¬
ca la caratteristica della mappabilità au¬
tomatica dei dati in formato client-to-
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
185
r 4 m. um >nm
Otfell Studio domplet - liing Automotion
L ’ambien te Run Urne,
immacolato nella sua
semplicità; se ne senti¬
va la mancanza.
L'esportazione e l'im¬
portazione dei dati
non è certo motto arti¬
colata ,
■.iivdi
Studio Ei«mi>lf t - IHing Auton>4'M»n
I
orientata all'ogget¬
to, visto che incor¬
pora la possibilità di
riutilizzo delle clas¬
si, l'ineritanza, la
messaggistica tra
moduli, e l'incapsu¬
lamento dei dati.
Con Omnis Studio
è possibile creare
applicazioni capaci
di eseguire qualun¬
que operazione,
dalla gestione di da¬
tabase dinamici a
flussi di cassa, a or¬
ganizzazione di ri¬
sorse umane; nel
portafoglio di
Omnis ci sono ap¬
plicazioni nel cam¬
po dell'amministrazione, della gestione
dei pazienti in un ospedale, di banche
virtuali e di e-commerce. E per costrui¬
re un'applicazione finale fino al runtime,
il progettista userà una serie di pièce,
tutte contenute nello Shell, cosi elenca¬
gli:
• l'eseguibile Omnis, il vero e proprio
programma
• una o più librerie di file
• il DAM, per l'accesso al database del
server
• il file dati specifici di Omnis, per l'ac¬
cesso ai dati locali
• una serie di eventuali contributi ester¬
ni, come componenti, add-in e DLL.
L'eseguibile è, come è facile imma¬
ginare, il vero direttore d'orchestra, che
organizza gli oggetti dell'applicazione e
ne gestisce l'interattività. Il suo campo
di gioco è l’IDE, Integrated Deve-
lopment Environment, nel quale la
struttura del programma viene realizza¬
ta; ma dispone anche di un ambiente
parallelo, il runtime, destinato a permet¬
tere l'utilizzo della applicazione finale. Si
tratta, in altri termini, di un ambiente
esattamente eguale al precedente, ma
in cui molte, se non la maggior parte,
delle caratteristiche destinate alla pro¬
grammazione e al debug non sono di¬
sponibili all’utente finale.
Il componente principale dell'applica¬
zione, la vera massa di mattoni della co¬
struzione finale, è il file di libreria. Esso
contiene le definizioni di classe che indi¬
viduano i dati e gli oggetti GUI nell’appli¬
cazione. Tanto per intenderci, i tipi di
classe forniti in Omnis includono anche
finestre, menu, resort, toolbar. Fanno
parte delle librerie anche i DAM, moduli
di accesso al contenuto di server di base
dati, che permettono di connettersi a di¬
versi altri sistemi di DBMS, incluso
Oracle, Sybase, Informix e SQL di
Microsoft. In caso di necessità di salva¬
taggio dati in forma locale sulla propria
macchina o su una LAN, è possibile usa¬
re i tool interni di database relazionale
Omnis, sia direttamente sia usando
SQL. E gli stessi dati, ovviamente, pos¬
sono essere manipolati, filtrati, ordinati in
vario modo attraverso classi opportune.
Vero pezzo di forza del pacchetto è,
però, il suo profondo orientamento verso
l'orientamento all'oggetto. I programma-
tori abituati a discutere di riutilizzo di par¬
ti, ineritanze e sviluppo di librerie comuni
troveranno qui un perfetto ambiente
d'uso, del tutto consono alle loro abitudi¬
ni e al loro modo di pensare.
Il modo più intelligente di usare
Omnis è, infatti, quello di creare gli og¬
getti giusti, metterli insieme, e legarli
da relazioni facendoli interagire nella
maniera voluta. La cosa non si ferma
qui, se si pensa che diversi tipi di dati e
d'oggetti GUI (finestre, menu, barre di
comandi, messaggistica! possono esse¬
re raccolti e raggruppati in librerie.
Omnis ha una serie di tool capaci anche
di esaminare librerie, estrarne "pezzi"
utili, e magari riorganizzarli in un'altra li¬
breria. Più orientamento all'oggetto di
cosi! Il risultato è un ambiente che po¬
trebbe, in teoria, essere del tutto diver¬
so da quello di partenza, ma che è quel¬
lo costruito ad hoc dall'utente e, quindi,
il più consono al suo modo di lavorare e
di produrre.
Ogni oggetto, che sia esso contenu¬
to in una libreria o non, è caratterizzato
da una o più delle seguenti caratteristi¬
che, che vale la pena di descrivere:
• proprietà; si tratta di una serie di para¬
metri, valori, regole che definiscono
esattamente l'aspetto dell'oggetto Le
proprietà possono essere caratteristi¬
che dell'oggetto o dell'intera libreria, e
questi parametri sono gestiti da una uti¬
lity laterale, il Property Manager, che
apre una finestra di definizione dei pos¬
sibili valori, che da qui possono essere
modificati. E' possibile accedere al
Property Manager da qualunque punto
di Omnis;
• gli oggetti contengono metodi, che
sono parti di codice che eseguono una
o più azioni, quando all'oggetto viene in¬
viato un certo messaggio Omnis con¬
tiene, precostituiti, già oltre 400 metodi,
ma è possibile, in maniera molto sem¬
plice, costruirne altri per realizzare
eventi e azioni desiderate dall'utente;
• variabili; ovvio il loro significato e uso.
E' supportato l'uso di variabili locali, de¬
finite e aventi senso e valore solo in
quel metodo;
186
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
■0B Studio I xiimplot - Iting Autom«tioo
• istanze; si tratta di oggetti creati
quando si apre una classe. Ad esempio,
si crea una istanza di menu quando se
ne schiaccia uno per selezionarne qual¬
che voce. E' possibile creare diverse
istanze in un solo metodo o in una sola
classe. Direttamente legati alle istanze
sono i task, container di runtime che
maneggiano gli oggetti o le stesse
istanze in una applicazione;
• notazioni; si tratta di strutture di og¬
getti organizzate in gerarchia. Esiste un
Inspector finalizzato alla loro visualizza¬
zione, scrittura e modifica. Una notazio¬
ne può essere vista come una subrouti¬
ne o una funzione precostruita, che, in
ossequio all'onnipresente legge della
programmazione strutturata, può inclu¬
dere oggetti e codice recuperato dall’in¬
terno e dall'esterno della procedura o
applicazione;
• messaggi; si tratta di un componente
essenziale del prodotto, visto che è il
vero passe-partout per lo scambio di da¬
ti e risultati fra gli oggetti. Sovente i
messaggi formano parte integrante del¬
la struttura delle parti successive;
• eventi; i trigger di esecuzione di uno o
più dei componenti precedenti.
Alcune videate d'uso,
traile dai lite di tutoria /.
Vengono attivati, in
modo automatico
o non, all'accadere
e al coincidere di
alcune circostanze. Sovente traggono
vantaggio dalla struttura ineritante
deH'ambiente, che permette di derivare
proprietà e metodi da altre strutture
preesistenti.
Conclusioni
Difficile, con il modesto spazio a di¬
sposizione, tracciare un quadro finale
riassuntivo delle caratteristiche e delle
prestazioni di questo vero mostro. Il
tempo lo ha reso più maturo, potente,
complesso; per metterci mano occorre
una gran dose di umiltà, ma, quando
raggiungeremo il suo completo domi¬
nio, avremo tra le mani una vera formu¬
la uno. Giusto a titolo esemplificativo di
cosa si ha di fronte, ricorderemo che il
solo manuale del linguaggio di program¬
mazione ha lo spessore di un libro di te¬
sto e l'indice dei comandi, delle funzio¬
ni, e delle routine d'uso è di diciassette
pagine.
Un mostro, dicevamo, ma non im¬
possibile da dominare, specie se si ha
esperienza di altri database dello stesso
tipo, o se si è già lavorato con prece¬
denti versioni del suddetto o di 4D (cui,
nella struttura, somiglia molto). E di
fronte a questa fenice, che rinasce rin¬
novata continuamente dalle sue ceneri,
ben più noti programmi di trattamento
dati, inutile fare i nomi, fanno la parte
dei giocattolini. La completa trasparen¬
za delle applicazioni sotto Windows e
Mac ne consente un uso polivalente (di¬
ciamo un'eresia: "Se ne potrà vedere,
un domani, una versione sotto Linux?").
Insomma, roba per grandi!
«E
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
187
a cura di Amiga Group Italia
Appunti di viaggio
di Daniele Franza
I mesi di fine estate-inizio autunno
'99, per Amiga, sono stati "strani", per
certi versi addirittura contraddittori,
Doveva essere il periodo in cui si sa¬
rebbero visti 1 primi, concreti risultati dei
piani della casa madre; AmigaOS 3.5 e
la terza edizione del Pianeta Amiga di
Empoli, tradizionale appuntamento set¬
tembrino, avrebbero dovuto costituire
ulteriori stimoli a un sempre maggiore
ottimismo, ottimismo che aveva perva¬
so la comunità negli ultimi mesi,
Invece, all’inizio di settembre è circo¬
lata la voce, poi confermata, che Jim
Collas, il presidente di Amiga, aveva la¬
sciato la società. Perché? E' stato licen¬
ziato 0 è lui ad aver dato le dimissioni?
Cosa farà adesso? Che ne sarà di Ami¬
ga?
Mentre la comunità Amiga si poneva
questi interrogativi, alla manifestazione
di Empoli Pluricom presentava una nuo¬
va rivista Amiga, “Amiga Life”.
Jim Collas: dimissioni
0 licenziamento?
Il 1° settembre
l’agenzia di stam¬
pa ZDNet annun¬
ciava le dimissioni
di Jim Collas dalla
carica di Presiden¬
te di Amiga, ripor¬
tando le parole di
un portavoce di
Gateway, secon¬
do le quali Collas
ha lasciato la pre¬
sidenza per occu¬
parsi di “suoi inte¬
ressi personali”
Lo stesso gior¬
no Tom Schmidt,
vice-presidente di
Collas, prendeva il
Eh MoBic* ynufe» V* Comuuta J
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1
HjAVT.mWcn
uf Ovatto Fiarto'd
OPEN LETTER TO THE COMMI NITI
September 17, 1999
Open Leder lo Ihe Amiga Community
Therc ha» been a great «ieal of confusion and fruitraiion expressed m the news groups and via email over thè pari severa!
weeks I apologize that we have noi been more daecl m our Communications, and I want lo set the record stratght
First, per my previdi* menage». I continue to be impressed with the passion and commitmen! of this community You have
'hung m there* through a number of upheavals over the past years, and through several false start» on next-generation Amiga
platforms You deserve better I have received many. many email» over the past two weeks. expressing your opanons and
frusti anon» Let me try and summarur what I liave heard
Many of you acknowledge the fact that we are focunng on software for the conung generaùon of'Internet apphances * We are
very exctted about the new Amiga Operahng Environment, the work we are domg with Linux (and other operatmg systems that
support Java), and the huge growth curve in Internet apphances that we are gomg to nde You have gracefuDy wuhed us weD in
this endeavor. for that. I thank you As you know. we announced m Julv that we were pursumg the developmen! of a
1
"IBS
Op.»»»c„pl«
suo posto. Poche ore prima, Amiga
aveva licenziato il suo responsabile
marketing. Bill McEwen.
Il 6 settembre
arrivava il primo,
atteso comunicato
di Tom Schmidt.
Che, tuttavia, di-
ai iic ì.j ra s.
La ‘‘lettera aperta alla comunità " del 1 7 set¬
tembre. Schmidt gelava gli amighisti dicendo
"Abbiamo rivisto tutti i nostri plani di produzio¬
ne Per essere onesti, non siamo nella possi¬
bilità di portarvi l'MCC"
Il prototipo di Ami-
gaNC presentato a
luglio, a Londra Re¬
tro Tyschtschenko.
nel corso della confe¬
renza di Empoli, ha
mostrato la copertina
del numero di ottobre
di Amiga Life Inetta
quale era raffigurato il
prototipo), dicendo
"questo modello di
AmigaNG non vedrà
mai la luce"
ceva poco: in sostanza, rassicurava gli
utenti circa il fatto che Gateway avreb¬
be continuato 1 suoi progetti per Amiga,
in particolare focalizzati a Internet
Pochi giorni dopo, il 17 settembre,
una seconda più importante "lettera
aperta alla comunità" diceva tra l'altro:
"Come sapete, abbiamo annunciato
in luglio che stavamo avviando lo svi¬
luppo dell'MCC IMultimedia Conver-
gence Computer: TAmigaNG. in prati¬
ca, NdR), che sarebbe poi stato la nuo¬
va generazione di computer Amiga de¬
sktop. Dopo il cambio di direzione in
Amiga, abbiamo rivisto tutti i nostri pia-
188
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
ni dì produzione.
Per essere onesti,
non siamo nella
possibilità dì portar¬
vi l'MCC".
E poi:
"Ho deciso che
sarebbe stato me¬
glio essere un part¬
ner OS con una
grande varietà dì
soci hardware alle spalle, che compete¬
re direttamente contro di loro con un
prodotto su cui si son fatti le ossa
Ancora:
"Dal vostro punto di vista esiste un
grande problema. 'La cosa sembra affa¬
scinante, ma cosa c'entra ciò con
l'Amiga originario?' Onestamente,
niente! ".
Incredibile! Gateway ammetteva,
senza pudore, che quello che aveva in
mente di fare con Amiga... non aveva
niente a che fare con Amiga!
La reazione della comunità Amiga,
come sempre, ha avuto del clamoroso.
Newsgroup infiammati, autentica inon¬
dazione di messaggi inviperiti ai numeri
di fax e agli indirizzi e-mail di Gateway
e Amiga: gli utenti, ancora una volta, si
sentivano presi in giro dalla "casa ma¬
dre", impotenti ma non rassegnati a
guardare senza far nulla quel che stava
succedendo.
In realtà, Il comunicato di Schmidt la¬
sciava aperti alcuni spiragli. Cosa signi-
La conferenza slam¬
pa di Empoli Da si¬
nistra: Luca Dane-
lon, Maurizio Bono-
mi, Marco Marinacci
e Daniele Franza di
Pluricom, in piedi
Petro Tyscht-
schenko, alla sua
destra Giorgio Si¬
gnori di Software e
Alessio Cappelli.
1
ficava, ad esempio, il seguente passag¬
gio:
"Ci siamo accorti che questa deci¬
sione non avrebbe mai soddisfatto il
desiderio della comunità, ossìa quello
di vedere un MCC. Tuttavia cercherò,
tra i nostri partner hardware, quelli inte¬
ressati a sviluppare un AmigaNG e un
sistema operativo. Stiamo seguendo le
discussioni interne al consorzio Phoe¬
nix. e stiamo parlando con compagnie
interessate allo sviluppo dì detta mac¬
china. Abbiamo intenzione dì conside¬
rare la possibilità di dare in licenza ad
altre aziende lo sviluppo del prodotto
MCC".
Questo passaggio, come vedremo
più avanti, significava molto. Gli utenti,
tuttavia, non erano ancora pronti (per¬
ché mancavano loro numerose infor¬
mazioni) per comprenderlo.
Una domanda, in particolare, tutti si
ponevano: perché Jim Collas ha lascia¬
to Amiga? Si è dimesso o è stato licen¬
ziato? E cosa ne sarà adesso di Amiga?
I piani di Gateway saranno modificati
ancora?
Un altro momento
della conferenza di
Empoli: Petro Tyscht-
schenko presenta il
primo numero di Ami¬
ga Life.
A molte di
queste domande,
nel momento in
cui scriviamo,
non si è ancora
avuta risposta
Da alcune voci
circolate in am-
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
189
bienti vicini a Gateway, sembra che tut¬
to sia nato quando la proprietaria di
Amiga ha stipulato un accordo multimi¬
liardario con Microsoft per la produzio¬
ne di set-top box con hardware Ga¬
teway e software Microsoft. I metodi
di Microsoft sono noti a tutti, Giustizia
USA compresa. E' molto probabile che
sia stata la stessa società di Redmond
a pretendere, come clausola nell'ultimo
contratto con Gateway (la produzione
di set-top box con sistemi Windows),
che Gateway non avrebbe potuto pro¬
durre sistemi concorrenti: e Amiga,
chiaramente, sarebbe stato uno di que¬
sti.
Il Pianeta Amiga
di Empoli
In questo contesto, la terza edizione
della manifestazione di Empoli, tenuta¬
si gli scorsi 18 e 19 settembre, non ha
potuto che confermare i timori di molti:
un'edizione stanca, quella di quest'an¬
no. Poche novità, meno spazio per gli
espositori e un clima generale che an¬
dava dal rassegnato allo sfiduciato.
La presenza più importante era quel¬
la, ufficiale con tanto di ampio stand,
di Amiga, nelle persone di Petro Ty-
schtschenko e Alex Kraemer. La pre¬
senza fisica di importanti personalità
della casa madre è senza dubbio rile¬
vante; purtroppo, e ci dispiace dirlo,
tale presenza ci è parsa in certi casi
imbarazzante. Il vicepresidente di
Amiga vendeva penne, poster, bibi¬
te e addirittura calze e mutande col
marchio Amiga I Sono forse questi i
"nuovi prodotti Amiga" reclamati a
gran voce dagli utenti di tutto il
mondo? Ci sembra proprio di no.
Petro Tyschtschenko, nel suo
discorso pubblico del sabato, ha
impiegato il 90% del tempo asse¬
gnatogli a parlare del passato di
Amiga (mostrando alcuni lunghi
video, che hanno spazientito più
di una persona) e ha speso po¬
chissime parole per il futuro.
L'unica occasione in cui lo ha
fatto è stato per dire che "il
modello di AmigaNG che ve¬
dete nella copertina di Amiga
Life non vedrà mai la luce"!
Evidentemente non poteva dire al¬
tro, o forse non sapeva cos'altro dire. E
ci dispiace per Petro Tyschtschenko,
che ci sembra sinceramente impegna¬
to. nei limiti delle competenze della se¬
zione tedesca di Amiga, a supportare la
piattaforma. Noi non siamo tra quelli
che dicono che "era meglio se non ve¬
niva". La nostra opinione è che la pre¬
senza dei vertici di Amiga è sempre im¬
portante, e come tale sempre auspica¬
bile. Ci permettiamo solo, dalla mode¬
stia di queste colonne, a porci una do¬
manda: era proprio necessaria tutta
quella retorica sequenza di video che
nulla hanno detto alle decine di perso¬
II primo numero di
Amiga Life, presentato in anteprima al
Pianeta Amiga di Empoli. La "nuova versione "
di Enigma ha avuto molto successo: a detta di
molli Amiga Life, per qualità e competenza
degli articoli, ha costituito la novità più bella e
interessante della manifestazione
Presentata in occasione del recente
Pianeta Amiga di Empoli, la nuova pub¬
blicazione di Pluricom ha costituito, a
detta di molti, la novità più interessante
ne sedute alla conferenza? Queste - ne
siamo certi - avrebbero preferito un di¬
scorso più sobrio e onesto meno effet¬
ti speciali, e più franchezza. L'anno
scorso Petro Tyschtschenko, in polemi¬
ca con Gateway, si rifiutò di parlare: il
silenzio dell'anno scorso ci è parso
molto più assordante dei video multi¬
mediali di quest'anno.
Per il resto, il Pianeta Amiga si è
confermato come il più importante ap¬
puntamento per la comunità
Amiga italiana Praticamente
tutti gli operatori erano presen¬
ti (con qualche eccezione): WG-
Computers, NonSoloSoft. Vir¬
tual Works, Interactive, Darkage
Software, Power Computing,
AmiEquipment, più numerosi
banchetti demo (tra i quali si fa¬
ceva notare, come al solito, la
sempre volenterosa presenza dei
ragazzi di Amiga Group Italia). Nei
vari stand si potevano comprare
accessori hardware, programmi,
espansioni e giochi per tutti i mo¬
delli di Amiga Tuttavia, novità parti¬
colarmente interessanti, quest'an¬
no, non se ne sono viste.
L'unica, vera e più interessante
novità doveva venire da Pluricom
che, presente in fiera con un ampio
stand, mostrava in anteprima Amiga
Life, la nuova pubblicazione esclusiva¬
mente dedicata al mondo Amiga, nata
dalle ceneri di Enigma Amiga Run.
La novità:
Amiga Life
190
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
Passerà da Sun il fu¬
turo di Amiga> Sem¬
bra che Jim Collas. il
presidente uscente di
Amiga, abbia cercato
finanziamenti proprio
in Sun per rilevare
Amiga da Gateway II
sito della Sun
I u tv iv a o n c o '?n
quando si immette
“Amiga " come parola
chiave nel motore di
ricerca, mostra 3 do¬
cumenti
dell'annuale mani¬
festazione tosca¬
na.
Enigma Amiga
Life (o, più sempli¬
cemente, "Amiga
Life"), nasce da
Enigma Amiga
Run, storica rivista
Amiga che, dal
1987, ha accom¬
pagnato mese per
mese gli utenti
Amiga. A settem¬
bre la testata è stata rilevata da Pluri-
com, che ne ha mantenuto le basi (già
buone) per migliorarne decisamente
l'impostazione e i contenuti. Il primo
numero, di ottobre, è stato presentato
in anteprima alla fiera settembrina di
Empoli, nel corso di una conferenza
stampa alla quale hanno preso parte,
oltre al sottoscritto (direttore della te¬
stata) e a Marco Marinacci (editore del¬
le riviste Pluricom e direttore di MC), i
coordinatori di redazione Luca Danelon
(che cura anche il CD-ROM allegato a
ogni numero della rivista) e Maurizio
Bonomi.
Amiga Life esce ogni mese (quando
questo numero di MC sarà nelle edicole
sarà appena uscito il numero 106, "se¬
condo" della Enigma-nuovo corso), offre
64 pagine ricche di recensioni, news, ar¬
ticoli tecnici, anteprime, tutorial, e un
CD allegato con il meglio del panorama
software Amiga, dimostrativi di pro¬
grammi commerciali, materiale di sup¬
porto alla rivista e contributi dei lettori.
La rivista intende rappresentare il
punto di riferimento per la comunità
Amiga italiana: operatori, sviluppatori e
naturalmente utenti. Fanno parte della
redazione, oltre ai redattori della vec¬
chia Enigma, anche gli articolisti più ap¬
prezzati della fu Amiga Magazine (Pao¬
lo Canali e Sergio Ruocco tra tutti) e i
membri più attivi e competenti della
comunità Amiga, selezionati da Amiga
Group Italia.
Il numero di novembre, tra le altre
cose, comprende un'ampia analisi della
situazione Amiga attuale, le recensioni
di Photogenics, Samba e di alcuni pro¬
grammi per la rete (le ultime versioni di
IBrowse. Voyager e YAM), oltre alla
consueta sezione per i programmatori
"AmigaDev".. e a molto altro.
Appuntamento in edicola, quindi!
Quale futuro?
Ma torniamo ad Amiga.
Tutti si pongono la stessa domanda:
e adesso? Nel momento in cui scrivia¬
te
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13 Sep 99
U&.A* dP EH
mo non possiamo fare che ipotesi.
Una delle poche cose sicure è che
Gateway non sembra più molto inten¬
zionata a portare avanti il progetto Ami¬
ga. I vertici della società hanno capito
che non era possibile stipulare contratti
miliardari con Microsoft da un lato, e
cercare di produrre un prodotto concor¬
rente dall'altro.
Messa di fronte aH"'aut-aut” della
società di Redmond, a Gateway non ri¬
manevano che due possibilità: conti¬
nuare il progetto AmigaNG, ma più in
sordina, quasi di nascosto; o interrom¬
perlo
All'inizio ha sondato la prima possibi¬
lità. Microsoft, come detto, aveva im¬
posto come clausola che Amiga abban¬
donasse MCC (Multimedia Convergen-
ce Computer: l'AmigaNG, in pratica); al
che. Gateway aveva deciso di usare un
trucco attraverso il quale Amiga si sa¬
rebbe occupata del solo lato software,
dando in licenza Thardware (cioè
l'MCC!) a Jim Collas. Questa ipotesi,
nel momento in cui scriviamo, pare es¬
sere stata accantonata in favore di una
seconda ipotesi. Che, cioè. Gateway
stia ora cercando di vendere la tecnolo¬
gia Amiga Subito sarebbe partita una
cordata composta, tra gli altri, da Jim
Collas, Bill McEwen e Fleccy Moss per
cercare di rilevare la piattaforma. Tra i
finanziatori contattati, ci sarebbero
IBM, Sun e Dell.
Tra questi, quello più probabile ci
sembra Sun: il nome di Dell ci pare
molto improbabile, dal momento che
Dell aveva stipulato con Microsoft un
contratto molto simile a quello poi sti¬
pulato da Gateway per la produzione
dei set-top box, mentre il nuovo corso
IBM (in numerose campagne pubblici¬
tarie IBM si vanta di essere "il primo
produttore di software per Windows
NT") ci pare lontano da logiche "alter¬
native". Viceversa, Sun sembrerebbe il
candidato ideale: è alla ricerca di una
piattaforma hardware attraverso la qua¬
le sviluppare la sua tecnologia Java.
Per gli utenti, chiaramente, resta un
nodo fondamentale: un'ennesima ven¬
dita non creerebbe forse ancora più
confusione? Non costituirebbe un altro
rallentamento nei piani di rinascita di
Amiga? Certo, se si riuscisse a sfrutta¬
re il lavoro fatto finora dal team di Jim
Collas, allora potrebbe andare tutto be¬
ne; ma iniziare per l'ennesima volta da
zero sarebbe, forse, davvero troppo per
molti... Noi pensiamo che sia più proba¬
bile la prima ipotesi: le informazioni che
ci arrivano da oltreoceano sono incom¬
plete e non sempre chiare, ma sembra
che Collas abbia mantenuto i contatti
con Pantheon e con gli ingegneri di
Amiga. Se cosi fosse, il progetto sareb¬
be l'esatta continuazione dell'MMC e
non si perderebbe altro tempo
Si tratta, ancora una volta... di aspet¬
tare e vedere quel che succederà. La
domanda è: quanti utenti Amiga, per
quanto "amighisti", saranno ancora di¬
sposti a farlo?
Lo scopriremo insieme, in questa ru¬
brica su MCmicrocomputer... e, natu¬
ralmente. nelle pagine di Amiga Life!
Kg
MCmicrocomputer n. 200 - novembre 1999
191
di
MCmicrocomputer
( Affrettatevi! L'offerta e limitala nel tempo )
anno
a sole
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un’occasione da non perdere!
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Cognome e nome o Ragione sociale:
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O Nuovo abbonamento a 11 numeri (1 anno) Decorrenza dal n. O Rinnovo abbonamento n
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Richiedo i seguenti numeri arretrati.
al prezzo unitario di Lit. 7.000+8.000 di contributo spese di invio (in Italia) fino a 6 copie P.es.4 arretrati 7.000x4+8.000-36.000
La spedizione avviene via posta celere o corriere. Per l'invio all'estero maggiorare l'importo di Lit, 10.000 (Europa e Mediterraneo)
o 20.000 (altri Paesi).
Scelgo una delle seguenti forme di pagamento:
O Versamento sul eie postale n 60106002 intestato a Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceshini, 73 • 00155 Roma
O Allego assegno bancario non trasferibile
intestato a Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceschlni, 73 • 00155 Roma
O Versamento a mezzo bonifico bancario
c/o Banco Ambrosiano Veneto c/c n,69542/09 ABI 3001. Cab 03202 Intestato a: Pluricom s.r.l. - Viale Ettore Franceschini, 73 - 00155 Roma
O Versamento a mezzo vaglia postale
intestato a: Pluricom s.r.l, - Viale Ettore Franceschini, 73 - 00155 Roma
O Desidero ricevere una fattura od una ricevuta valida ai fini fiscali (a seconda di quanto disposto dalla normativa vigente) vi fornisco pertanto II numero
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Compilare se il versamento é effettuato da persona diversa dall'intestatario:
- Versamento effettuato da:
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Riproduzione da Cutlist
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RGB visualizza il processo di editing. Si può distribuire il video in (ormalo MPEG.
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